Squillino le trombe, trombino le squillo

Qui giace lo Zoppo, pleonastico suo malgrado e sdrammaturgo per necessità. Fu il Tappo che sfatò la regola della L. Con l’ultimo fiato che aveva in corpo sbagliò un congiuntivo.

Archivio per Dicembre, 2005

“Trova le differenze” 1

Pubblicato da sdrammaturgo su Martedì 10 Dicembre 2005

Torqueratzinger

Ratzinger attacca Harry Potter in quanto testo di stregoneria che travierebbe i bambini dalla retta via del cristianesimo pilotandoli verso le arti del demonio.
L’altro è Torquemada.

Per approfondimenti:
Sebastiano Vassalli, La chimera, Einaudi
Valerio Evangelisti, I volenterosi carnefici del Papa
I sistemi di tortura della Chiesa

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Le buone cose di pessimo gusto

Pubblicato da sdrammaturgo su Mercoledì 9 Dicembre 2005

Una voce dall’alto parlante ricorda agli studenti che a scuola si va per apprendere i dettami della moralità, quindi sono proibiti capelli lunghi, barba e basettoni per i ragazzi; cura dell’acconciatura, scarpe col tacco e minigonne per le ragazze; pantaloni a zampa d’elefante, colori sgargianti, maglie aderenti.
A casa poi un padre autoritario brucia lettere d’amore destinate alla figlia.
E ancora proibizione per le ragazze di uscire con i ragazzi, in quanto sconveniente: altrimenti la gente cosa penserebbe?
Per eventuali scappatelle dall’esito non previsto, urge matrimonio riparatore che salvi il buon nome della famiglia.
Il lavoro prima di tutto, “onora tuo padre e tua madre, e onora anche il loro bastone”; la vita soffocante del vilaggio, senza via d’uscita, senza scampo; le ali tarpate prima ancora di dispiegarsi.
E’ questa la Cina presentata dal regista Wang Xiaoshuai nel film Shangai dreams.
Una Cina che nelle intenzioni di denuncia dell’autore dovrebbe apparire arretrata agli occhi di un Occidente pienamente modernizzato. E probabilmente gli spettatori dell’Europa ricca e del Nord America alla proiezione della pellicola si sentiranno asfissiati dall’atmosfera oppressiva ricreata cinamatograficamente ed usciranno dalla sala con un sospiro di sollievo, orgogliosi di appartenere ad una civiltà che si è lasciata alle spalle costumi tanto bruti ed il loro pensiero compassionevole e vagamente di scherno andrà alla grettezza di popoli meno fortunati.
Eppure…In moltissime scuole occidentali, italiane in primis, esistono ancora rigidi regolamenti sull’abbigliamento. Sovente zelanti presidi particolarmente preoccupati della virtù dei discenti emettono ordinanze che vietano pancia scoperta, piercing, tatuaggi in vista, trucco, canottiere che scoprano le spalle e pantaloncini corti che svelino le ginocchia. Si sa, spalle e ginocchia costituiscono una grave mancanza di rispetto per sé e per gli altri: chi non si offenderebbe di fronte ad una nuca, un avambraccio, un malleolo?!
Per non parlare dell’insistenza sull’abbigliamento “adeguato” sul posto di lavoro, una convinzione talmente radicata nel patrimonio psicologico comune che nessuno osa nemmeno riflettere sul fatto che in banca poco cambia ai fini dell’efficienza se un impiegato sbriga una pratica indossando una camicia oppure un kimono.
Ma la sottocultura del “non sta bene” appare del tutto normale.
In Parlamento non si entra senza giacca e cravatta e si viene addirittura rimproverati se scoperti ad accavallare le gambe. D’altronde, meglio ricevere percosse ed insulti che vedere qualcuno incrociare le gambe. Almeno in una società che aspira alla rettitudine. Poco importano mafia, inquinamento, corruzione, povertà: il vero male è il perizoma, vera e propria invenzione del demonio.
Quanto a perbenismo asfittico, dittatura della reputazione, autoritarismo maschilista, l’Occidente illuminato quindi non si risparmia: i matrimoni riparatori sono ancora oggi una pratica piuttosto diffusa, specie nei piccoli centri, soprattutto in Italia; l’onore delle fanciulle è ancora strenuamente difeso nel profondo Sud; un destino senza sbocchi pilotato nel segno della rispettabilità sociale.
Le reazioni di gran parte della gioventù ribelle si muovono all’interno dei gangli imposti: si trasgredisce, e trasgredire significa riconoscere la norma ed aggirarla momentaneamente per poi rientrare, adulti, nei binari, dissipate le pulsioni di matrice borghesemente edonista. E’ il caso ad esempio degli scambisti di coppia: di giorno recuperano i buoni usi accantonati la notte.
Ben diverso è invece l’abbattimento di regole individuate quali indegne ed assurde, che badano non alla forma, bensì ad un’ignobile formalismo, sua degenerazione meschina. E l’attività di sparute elite intellettuali non è sufficiente a ben sperare.

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Breve analisi di un TG italiano

Pubblicato da sdrammaturgo su Lunedì 9 Dicembre 2005

TG2 delle 20.30: le dimissioni di Antonio Fazio la fanno (giustamente) da padrone. Ma alla maniera del TG2, appunto, e purtroppo.
Il primo servizio di Donato Placido è quasi commovente: il cronista regala un addio struggente (”Cinque mesi solo, contro tutti”. Poverino…), della serie:”Ciao, bambino dello spazio! Ci mancherai…Sigh!”.
Poi la dichiarazione del Presidente Silvio Berlusconi, che ringrazia addirittura Fazio (della serie:”Beh, avrebbe potuto rubare molto di più”) perché il Governatore della Banca d’Italia ha compiuto un gesto “che poteva anche non fare”: “Sulla sua probità e comportamento non ho mai avuto alcun dubbio”. Nemmeno noi…
Segue piccolo spot pubblicitario per Porta a porta e pro-Berlusca.
Buttiglione:”Fazio è un galantuomo”.
Inaspettatamente segue un piccolo ritaglio di spazio per l’Opposizione. Sia ben chiaro: solo di tre esponenti si sente la voce (Prodi, Rutelli, Giordano). Per il resto è il giornalista a riassumere le interviste. E c’è una bella differenza d’impatto mediatico tra dichiarazione diretta ed indiretta.
Intanto tra le notizie che scorrono nel sottopancia, le informazioni calcistiche vengono prima dell’incriminazione dei probabili ladri de “L’urlo” e della “Madonna” di Munch.
Come poteva mancare poi un bel servizio sul delitto di Cogne? Anna Maria Franzoni è la nuova protettrice d’Italia. Dispiace per Santa Caterina da Siena, ma la santa capirà le leggi dello spettacolo e non se ne avrà a male.
Finalmente, il freddo invernale. Scoop clamoroso del TG2: quest’inverno fa freddo! Stai a vedere che d’estate farà caldo? D’altronde non ci sono più le mezze stagioni.
E si torna a parlare di Bankitalia: prestigiosa qui, papabili prossimi governatori là, ed ovviamente silenzio totale sul fatto che la Banca d’Italia è la responsabile dello stato disastroso dell’economia nostrana in quanto esercita il potere finanziariamente omicida del signoraggio sullo Stato.
Arriva Bush:”Il nemico è pericoloso”. George Dabliu passa e se ne va, senza commento alcuno alle sue esternazione palesemente menzognere sull’Iraq.
Che bello poi Ratzinger “incantato” di fronte ad un trio musicale napoletano! “Voi tre avete fatto cantare a Ratzinger Reginella: com’ è andata?” “Nella sua semplicità ci siamo aperti”.

“Beh, poteva andare peggio” “No.” (Altan)

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“Ti sembro il bambinello?”

Pubblicato da sdrammaturgo su Domenica 9 Dicembre 2005

Inesorabilmente si avvicina la ricorrenza dell’Infausta Natività, portandosi appresso la dolorosa e asfissiante piaga degli immancabili auguri di circostanza, usanza squallidamente piccolo-borghese, regina delle pruriginose formalità. Una scarica di “tantecarecoseateedallatuafamiglia” “tifacciotantiaugurisenoncivediamoprimamatantocivediamo” “buonefestesediovuoleebastalasalute” si abbatteranno in tutta la loro veemente banalità su di voi, inermi ed indifese persone intelligenti e razionali costrette a perdere la vostra dignità rispondendo con un disarmante “altrettanto” in nome della buona educazione.
E’ ora di dire BASTA a questo supplizio intollerabile in una società civile che ha ripudiato da tempo la tortura! A questo proposito nasce ad opera della solita walrus/rey il COMICAN - Comitato Contro gli Auguri Natalizi che si propone di tutelare i diritti dell’ateo praticante troppo a lungo oppresso dalla barbara pratica di cui sopra, sollevando il problema ad associazioni umanitarie del calibro di Amnesty International e offrendo un valido aiuto alle innocenti vittime incappate in simili spiacevoli situazioni.
E’ giunto il momento di ribellarsi al carnefice buontempone che si avvicinerà a voi con giacca di renna ed aria minacciosa, che preannuncia sorriso di circostanza e rassicurantre pacca sulla spalla. Esiste una vasta gamma di risposte in grado di stroncare sul nascere un’eventuale sterile conversazione basata su frasi fatte e luoghi comuni e scoraggiare successivi tentativi di aggressione: alla ebete e violenta esclamazione “tanti auguri” oggi è possibile ribattere senza con ciò risultare asociali o intrattabili nemici del sistema: ad esempio con un secco e sonoro “grazie” privo di contraccambio; oppure “di nulla”, “non c’è di che”, “ho smesso”; o ancora “sono nato il 4 Agosto”, “ti rendi conto che siamo nel 2005?”; per finire con la più efficace: Ti sembro forse il Bambinello?!”
Troppo a lungo abbiamo subito e sopportato questa prevaricazione nazional popolare, ma un mondo migliore è possibile: ASTIENITI DAGLI AUGURI!
Aderisci al COMICAN e non sarai più solo.

COMICAN

E’ un’iniziativa Tricheco&Zoppo 

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Ci si dimentica sempre dei due ladroni

Pubblicato da sdrammaturgo su Giovedì 9 Dicembre 2005

Fanculo anche a Gesù Cristo: te la sei cavata con un giorno sulla croce e due all’inferno“. da Spike Lee, La 25^ ora

Stanley “Tookie” Williams

Stanley “Tookie” Williams, 1953-2005: 26 anni nel carcere di S.Quentin, 20 minuti di agonia.
Probabilmente non siederà alla destra del Padre.

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Ministero Surrealista degli Interni

Pubblicato da sdrammaturgo su Sabato 9 Dicembre 2005

Ceci n’est pas une pipe

René Magritte, “Questa non è una pipa

Questa non è una carica

Giuseppe Pisanu, “Questa non è una carica

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Sovversivi

Pubblicato da sdrammaturgo su Martedì 9 Dicembre 2005

Sovversivi

La democrazia del manganello

“L’Italia è una Repubblica democratica”: così recita la Costituzione. Ma dice il falso. L’Italia non si è ancora scrollata di dosso la polvere del regime da manganello. Dopo gli avvenimenti imbarazzanti della Caserma Diaz durante il G8 di Genova e degli abusi di Bolzaneto, l’Italia si è macchiata dell’ennesimo untuoso crimine: intorno alle 3.30 di stamattina, Polizia e Carabinieri hanno sgomberato con la forza il presidio pacifico dei manifestanti a Venaus contro la costruzione della linea TAV in Val di Susa.
Comuni cittadini di tutte le età hanno subito la carica violenta delle forze dell’ordine mentre la gran parte di loro si trovava nella propria tenda. Per ora il bilancio delle percosse ammonta ad una ventina di feriti. Un pensionato già in precarie condizioni di salute è stato colto da malore durante il blitz.
Un pensionato sessantenne già in precarie condizioni di salute…Ecco chi erano i pericolosi sobillatori da reprimere con la forza, i nemici dello sviluppo economico.

Carica poliziesca

In Italia vengono ancora ordinate dall’alto repressioni a colpi di manganello di proteste legittime e civili.
Dal mondo politico arrivano dichiarazioni sconcertanti. Follini, per nulla turbato dall’evento dichiara:”Con franchezza, credo che l’alta velocità sia un progetto positivo che aiuti la modernizzazione del nostro paese e che quindi vada promosso”. Maroni si dice appena “rammaricato”:”Mi rammarico che avvengano, ma spero che si possa trovare il modo di usare quest’opera, soddisfacendo anche le richieste dei cittadini che pongono questioni legittime. Ma è questa un’opera che non si può non fare, condannerebbe l’Italia all’esclusione dal Corridoio 5, la farebbe ritornare a quell’espressione geografica che abbiamo imparato sui libri di storia. Purtroppo è una situazione di crisi che va gestita bene. Spero che si trovi presto una soluzione”. Calderoli si fomenta, esaltato dall’esibizione di virilità militaresca:”Occorre una linea durissima contro chi sta strumentalizzando la protesta degli abitanti della Val di Susa”. Cicchitto viene colto da delirio:”Il ministro dell’Interno Pisanu e le forze dell’ordine hanno fatto l’unica cosa possibile dopo mesi di confronti, colloqui, trattative. Nessuno può pensare di bloccare un’opera di tale importanza come la Torino-Lione ricorrendo al blocco dei cantieri e ai picchetti che impediscono ai lavoratori l’accesso ai cantieri stessi”.
Sul fronte del Centro-sinistra lo sdegno appare piuttosto contenuto. Di Pietro parla di “errore non da Stato democratico”, in linea con Prodi il quale, invece di condannare il fatto in sé come sarebbe normale, naturale, ovvio, afferma che “così si produce solo esasperazione in una situazione già critica”. Come a dire: non si tratta di uno scandalo di principio, ma di una sbagliata valutazione funzionale. Né si scompone eccessivamente Fassino, peraltro favorevole al progetto:”La scelta del governo di risolvere con la forza invece che con il dialogo e il negoziato la difficile situazione in Val di Susa non può essere accettata”.
Pochi sono a qualificare il gesto per quello che è: Bertinotti, Agnoletto, Pecoraro Scanio lo definiscono vergognoso, indecente, di una gravità inaudita. Pochi, e pochi altri.
Insomma, sconcerta la mancanza di sconcerto. Che la democrazia italiana fosse profondamente, forse irrimediabilmente, malata, si sapeva; d’altronde quando l’Opposizione tollera la censura, non appoggia le manifestazioni popolari anti-governative, pratica un ignobile assenteismo alla Camera ed al Senato, un Governo, specie uno cripto-fascista, ignobile, disonesto, come quello berlusconiano, si sente ancor più autorizzato ad approfittare del proprio potere, sia esso mediatico, economico o, come in questo in questo caso, militare. Ma che ancora si ricorra al manganello per affossare la libertà di pensiero, no, a questo non ci si deve abituare. Mai.

Approfondimenti:
La Repubblica
Legambiente Val Susa
Beppe Grillo, “Tav, no grazie!”

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L’Italietta teocratica

Pubblicato da sdrammaturgo su Venerdì 12 Dicembre 2005

La legge 194 sull’aborto è in pericolo. La commissione Affari sociali della Camera ha infatti approvato la proposta dell’indagine conoscitiva promossa dall’UDC sull’applicazione della legge. Ovviamente si tratta di un bieco pretesto per il primo passo verso il tentativo di rimozione di una delle poche conquiste civili italiane dal 1861 ad oggi, avversatissima dalla Chiesa e dai suoi referenti politici del Centro-destra (ma disseminati invero anche sulla sponda opposta sotto le mentite spoglie democratico-liberali della Margherita).
Già, perché di un’ ulteriore indagine non si sentiva proprio il bisogno, dal momento che il Ministero della Salute puntualmente stila in proposito un rapporto dettagliato. Però di questo, guarda caso, i media ufficiali non parlano.
Anzi, se ne guardano bene.
Eppure la vicenda non sorprende, poiché l’Italia non è un Paese laico. Non lo è mai stato. D’altronde per circa 50 anni Il Belpaese è stato governato da una forza politica che dichiarava fin dal nome il proprio orientamento smaccatamente religioso: Democrazia Cristiana, i cui degni eredi imperversano tutt’ora nella pubblica amministrazione. Roba da Ayatollah…
L’invadenza, l’interferenza, del Vaticano negli affari sociali della nazione non ha limiti: il TG1, massima testata giornalistica italiana, fin dalla sua nascita, dà ogni giorno, senza saltarne uno, almeno una notizia sulle ultime parole del Papa; il presidente della CEI si permette di intervenire in ogni questione statale, persino una manovra finanziaria; gli immobili della Chiesa sono esentati dal pagamento dell’ICI; nelle casse del papato piovono fiumi di denaro grazie all’otto per mille; negli uffici pubblici è affisso il crocifisso, quando invece istituti veramente democratici non dovrebbero ospitare alcun simbolo particolare così da poterne idealmente accogliere tutti in generale; a scuola è previsto l’insegnamento della religione cattolica (facoltativo, certo, ma la sua mera presenza dovrebbe da sola far riflettere); passa sotto silenzio la legge che permette lo sbattezzo; pressioni clericali ostacolano la ricerca scientifica, prova ne sia la vasta opera di propaganda per far fallire il referendum sulla fecondazione assistita; i pacs sono una chimera; non viene riconosciuto il diritto di morire a chi è costretto a vivere il resto dei suoi giorni tra indicibili sofferenze; neppure fa scandalo che un Papa salga in cattedra alla Camera dei deputati (come se Ciampi celebrasse la messa di Natale).
Ed ora l’attacco all’aborto, portato peraltro avanti insieme ad un’opera di oscurantismo sessuofobo che impedisce una seria campagna di educazione sessuale su vasta scala e demonizza l’uso di anticoncezionali. L’ottusa cecità della Chiesa non ha ancora compreso che l’aborto per una donna è un trauma, la soluzione estrema, e se ella vi ricorre è perché non ha altre possibilità. Per accogliere e crescere un figlio non sono sufficienti un bonus di 1000 euro od un assegno di 250 una tantum: la maternità necessita di volontà, maturità, benessere, una dignitosa prospettiva di vita per il nascituro. Se una donna avverte l’assenza delle condizioni ottimali e fondamentali per un eventuale bambino, saggiamente sceglie di non farlo nascere piuttosto che rischiare di scagliarlo in una situazione insostenibile. Non si rischia sulla pelle degli altri. L’aborto si delina così come un dramma necessario.
La Chiesa condanna l’eutanasia e l’aborto, macchiandosi in tal modo della tortura più atroce: la coercizione al dolore insostenibile piuttosto che la liberazione da esso tramite la non-vita o la morte.
D’altronde la religione non vuole il bene dell’uomo, ma il bene di Dio e ciò che il Vaticano desidera maggiormente è l’incremento demografico, la moltiplicazione di anime da dare in pasto a Dio. E Dio è ingordo.
Quello che dovrebbe stupire è la candida mescolanza tra cattolicesimo e democrazia, concetti che si elidono vicendevolmente: il cattolicesimo infatti riconosce una sola verità, La Verità, e ciò significa che ogni altra posizione discostantesi dall’ortodossia è falsa e quindi da sconfiggere e reprimere, in nome dell’unica veramente giusta; laddove al contrario la democrazia si regge sul relativismo, ovvero la pari dignità e rispettabilità di diverse concezioni sull’uomo e sul mondo. In una democrazia nessuno si sognerebbe di obbligare un credente ad abortire, divorziare, sposare persone dello stesso sesso, ricorrere all’eutanasia, etc. Ma neppure un credente dovrebbe permettersi di negare tali diritti a chi non la pensa come lui. Eppure questo succede quotidianamente: la Chiesa cerca continuamente di imporsi e prevalere.
La Chiesa ha i proprii spazii, pure alquanto numerosi: rispetti gli spazii della società civile, esattamente come lo Stato non si occupa delle questioni spirituali.
Intanto oggi è appena trascorsa la Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS. Papa benedetto XVI, alias Joseph Ratzinger, ha dichiarato:”Il rimedio contro il virus HIV è la castità”. Ci si sarebbe aspettati una pronta reazione da parte di uomini politici che qualificassero una tale affermazione per quello che è: un giudizio criminale. Macché…

Approfondimenti:
Curzio Maltese, “La caricatura di una legge”
UAAR, Aborto
Vita di Donna, Interruzione di gravidanza
Giovanna Casadio, “Il nuovo strappo della Prestigiacomo”
Informazioni obiettive

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