Squillino le trombe, trombino le squillo

Qui giace lo Zoppo, pleonastico suo malgrado e sdrammaturgo per necessità. Fu il Tappo che sfatò la regola della L. Con l’ultimo fiato che aveva in corpo sbagliò un congiuntivo.

Archivio per Novembre, 2006

Indagati per antimafia

Pubblicato da sdrammaturgo su Giovedì 12 Novembre 2006

In Italia – ed invero in gran parte dell’Occidente che si fregia di essere civiltà illuminata – la libertà di espressione sussiste soltanto previa autorizzazione. Dire la propria è lecito solo se viene accordato il permesso dall’alto. Insomma, c’è sì libertà di pensiero, ma basta che te lo tieni per te. Questa non è democrazia: è cripto-dittatura camuffata.
Ieri io, Fulvio ed Ambra, tre semplici cittadini qualunque, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle.
Venuti a conoscenza che il 27 novembre Giulio Andreotti avrebbe presentato un libro all’Università Lumsa di Roma, avevamo deciso di organizzare un sit-in di protesta ed informazione contro il Disonorevole Prescritto a Vita - per l’occasione abbiamo anche aperto un blog al fine di raccogliere documentazione, articoli e materiale vario sul Senatore. L’idea era quella di distribuire davanti alla sede della conferenza copie della sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 2 maggio 2003 che certifica i rapporti tra Andreotti e Cosa Nostra intercorsi fino al 1980.
Così ieri mattina, con un pacco di volantini ciascuno, ci siamo messi a svolgere il compito che sarebbe spettato ai media ufficiali, i quali invece hanno occultato la verità – tutti ricorderanno la puntata di Porta a Porta in cui venne mendacemente sancita l’innocenza di Andreotti – facendo passare per assoluzione quella che invece è una prescrizione per un reato “concretamente ravvisabile”.
Abbiamo fatto libera e gratuita informazione “dal basso”.
Eravamo solo in tre – perché si sa, da casa sono tutti rivoluzionari – ed a titolo assolutamente individuale ed indipendente, mossi da coscienza civile ed indignazione, abbiamo iniziato a dare l’estratto di un documento pubblico agli studenti di un Ateneo privato cattolico e destrorso, ai docenti, ai passanti, agli ecclesiastici che in quell’università sono di casa. A parte qualche sberleffo e qualche ghigno arrogante da parte dei soliti che chiudono gli occhi per partito preso e sono convinti di averli più aperti degli altri, ci hanno stupito la curiosità e l’interesse di coloro ai quali avevamo consegnato il volantino e a giudicare dagli sguardi di sorpresa di molti che via via si facevano cupi durante la lettura abbiamo avuto la conferma del valore dell’informazione: quasi nessuno lì sapeva la realtà dei fatti; quasi tutti ignoravano i legami comprovati tra Andreotti e la mafia ed i suoi ripetuti incontri con i boss.
In molti di loro qualcosa si sarà mosso, o forse no, ma di certo ora saranno in possesso di ulteriori elementi per affinare gli strumenti critici e formulare una personale opinione, non già campata per aria, bensì basata su fattori concreti. Carta canta.
Agli organizzatori dell’incontro però la nostra iniziativa non deve essere andata molto a genio, considerando che dopo neanche quaranta minuti hanno chiamato le guardie ed in poco tempo ci siamo ritrovati circondati da una decina tra carabinieri e poliziotti in borghese.
Dieci (forse dodici) rappresentanti delle forze dell’ordine per tre manifestanti: un record.
Dopo aver esaminato attentamente il contenuto dei fogli da noi distribuiti, consultandosi ripetutamente tra loro, ed aver avuto la cocente delusione che non eravamo imputabili di calunnia o diffamazione essendo quello un documento pubblico giudiziario, ci hanno intimato di cessare quella che era una “manifestazione non autorizzata”, sequestrandoci (anzi, “acquisendoci”) i cinque cartelli su cui avevamo riportato passi salienti della sentenza.
Dopodiché siamo stati portati in commissariato e denunciati per violazione dell’articolo 18 del codice penale (per cui sono previsti fino ad un massimo di sei mesi di reclusione, che contiamo di evitare sulla base del comma che rende non punibile chi non oppone resistenza o comunque per archiviazione del caso).
Firmare il verbale sotto la voce “L’INDAGATO/A” è stata per noi l’ennesima dimostrazione delle insanabili storture dello Stivale: un mafioso repubblicofago viene eletto Senatore a Vita ed invitato a pubblici eventi in luoghi deputati all’istruzione, all’educazione ed alla formazione, mentre chi contesta la mafia viene arrestato poiché l’esercizio di un suo sacrosanto diritto non è consentito senza il beneplacito delle autorità.
Dunque indagati per antimafia e per abuso di libertà d’espressione, a quanto pare ed andando a stringere.
Rimane un dubbio: in una città con un così alto tasso di criminalità impunita, uomini, tempo e mezzi per un volantinaggio contro un potente si trovano sempre.

Pubblicato su Nettezza Umana | Contrassegnato da tag: , , | Non ci sono Commenti »

Esclusiva: il nuovo album dei Subsonica!

Pubblicato da sdrammaturgo su Giovedì 12 Novembre 2006

Subsonica

Ecco in anteprima assoluta la tracklist del nuovo doppio cd dei Subsonica, “Cerebrale/Interinale”, di prossima uscita, ambizioso progetto della band tenuto nascosto fino ad oggi!
Un’esclusiva walrus/rey.

CD ONE

1) “Commozione molecolare”

2) “Sentimento contuso”

3) “Amore a presa rapida”

4) “Empatia autoinstallante”

5) “Balera allucinogena”

6) “Carburatore psicosomatico”

7) “Raffreddore biomeccanico”

8) “Minestra tecnologica”

9) “Porta USB trascendentale”

10) “Emozione d’asfalto”

11) “Panettone al tungsteno”

12) “La donna cannone bionica”

13) “Cyberanatroccolo”

CD TWO

1) “Frattura spirituale”

2) “Ematoma dell’anima”

3) “Hard disk sensuality”

4) “Un frontale col tuo cuore”

5) “Tramonto in pixel sgranato”

6) “Feeling catalitico”

7) “Passione a targhe alterne”

8) “Eros takeaway”

9) “Elettrosmog nel tuo cuore”

10) “Oblio catodico”

11) “Amore in modalità provvisoria”

12) “Odio-marmitta-odio”

13) “Fai del tuning su di me”

Pubblicato su Esclusive | Contrassegnato da tag: , , , | Non ci sono Commenti »

Considerazioni impopolari sugli Stati Generali dell’Antimafia

Pubblicato da sdrammaturgo su Lunedì 12 Novembre 2006

Si è conclusa Contromafie, la tre giorni di Stati Generali dell’Antimafia promossa da Libera.
Fino a qualche anno fa sarebbe stato ancora impensabile una simile manifestazione contro Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, con una così vasta partecipazione di cittadini, giovani, autorità politiche e giudiziarie, intellettuali, giornalisti, movimenti ed associazioni provenienti da ogni parte d’Italia.
Per l’intero Stivale si è trattato di un successo senza eguali che ha sancito finalmente il carattere di problema nazionale e non meramente locale della criminalità organizzata (ed i media avrebbero potuto anche dedicare una maggiore attenzione all’evento).
Appurata dunque la straordinaria positività del meeting, è bene però cercare di controllare il più possibile l’entusiasmo e conservare una lucidità che permetta di analizzare gli aspetti meno esaltanti, per quanto possa essere fastidioso in occasioni come questa con un tale clima.
Perché punti opachi ce ne sono stati ed è bene rilevarli ed evidenziarli criticamente, poiché se si desidera davvero essere utili ad una causa, spesso bisogna saper essere scomodi ed anzi si ha il dovere di giocare la parte della cattiva coscienza.
Neanche a farlo apposta, le note più dolenti sono provenute dal mondo politico, dagli esponenti della Maggioranza di Governo intervenuti al convegno. Già Beppe Grillo ha ricordato in un suo post la contestazione spontanea di parte del pubblico al momento del discorso di Romano Prodi. Mentre infatti il Presidente del Consiglio si riempiva la bocca con la tradizionale retorica degli amministratori della Cosa Pubblica, molti astanti hanno sollevato in sala la questione dei deputati e dei senatori condannati in via definitiva che siedono ancora in Parlamento.
La stessa scena si è ripetuta al momento dell’intervento di Francesco Forgione, nuovo Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, al quale molti ragazzi hanno accaloratamente chiesto spiegazioni sulla presenza di due corrotti (i poco onorevoli Cirino Pomicino ed Alfredo Vito) nella suddetta commissione. E’ stato triste e sconfortante assistere all’indecoroso spettacolo di un colosso dell’antimafia che di fronte alla domanda “che ci stanno a fare Pomicino e Vito, due condannati, nella Commissione Nazionale Antimafia???” svicola, si divincola, cambia discorso servendosi dei soliti strumenti della retorica populistica. Ancor più scoraggiante è stato vedere la platea inveire contro coloro i quali ricordavano animatamente al deputato di non aver risposto alla domanda, dimostrando che la “sindrome di Buona Domenica”, secondo la quale ha ragione chi ha il microfono, non risparmia nemmeno un pubblico di spessore come quello che può partecipare agli Stati Generali dell’Antimafia.
Prendere le difese del potente, per di più quando costui si sottrae al proprio dovere di dare spiegazioni alla comunità, è un’anomalia tutta italiana. Farlo anche se il potente afferma candidamente che “anche gli onorevoli condannati hanno il diritto di collaborare nelle commissioni parlamentari”, è tratto squallidamente tipico di quell’Italietta che in una sede come Contromafie viene combattuta.
No, onorevole Forgione, i corrotti non hanno alcun diritto di guidare il Paese. Se io ho la fedina sporca non vengo assunto nemmeno come commesso in un supermercato, ma se un politico ha ricevuto tangenti, può venire eletto alla Camera od al Senato. Non le sembra questa una stortura del l’apparato statale? Io la stimo, lei è un gigante della lotta alla mafia ed io neppure un nano. Io sono solo uno studente che non crede proprio di essere “la classe dirigente del futuro”. No, io sarò uno dei futuri sudditi della cripto dittatura chiamata democrazia, umiliato da un precariato senza via di scampo e da un’Italia inclemente con i proprio figli onesti. Lei è un gigante e proprio per questo dovrebbe dare il buon esempio alle nuove generazioni cui appartengo, dovrebbe dare il buon esempio a me, ed invece lei e la classe dirigente di cui è rappresentante, eletta con i voti di quelli come me, di quelli che auspicavano un cambiamento, avete votato un indulto che ha scarcerato i mafiosi, vanificando il lavoro di giornate come questa. Non avete presentato alcun disegno di legge per proibire l’accesso a cariche istituzionali a condannati ed indagati per reati gravi.
Non avrei mai creduto di trovarmi costretto a dare ragione al qualunquismo da baretto secondo cui “è tutto un magna magna” e “tanto sono tutti uguali”.
Ma se un altro esponente del Governo quale Marco Minniti, sempre a proposito della poco limpida composizione della Commissione Antimafia, arriva sbalorditivamente a giustificarsi con l’improbabile argomentazione per cui “in passato ci sono stati in commissione altri membri dalla dubbia probità, eppure si è lavorato bene lo stesso”, allora non si può che riconoscere amaramente il baretto come depositario della Verità assoluta.
A meno che Forgione e Minniti non abbiano preso spunto dalla frase di Marion Cobretti - personaggio protagonista del film d’azione “Cobra” interpretato da Sylvester Stallone - “ci vuole un pazzo per prendere un pazzo”, aggiornando il prezioso insegnamento in “ci vuole un mafioso per prendere un mafioso”.
E se lo Stato voleva dimostrare che la lotta alla criminalità organizzata è per l’attuale Gestione una priorità, particolarmente infelice è sembrata la scelta di Bertinotti di mandare una lettera in sua vece, nella quale si scusava per l’assenza dovuta ad improrogabili impegni per via dei lavori per la Finanziaria.
Insomma, per Bertinotti combattere le mafie è prioritario, ma ha preferito far altro. Strano modo di attestare quali argomenti hanno la precedenza.
Neppure Don Luigi Ciotti, leader di Libera e guida morale della società civile contro le mafie, è stato esente da sbagli, commettendo alcuni errori, anche vistosi, di valutazione. Siccome quindi ho imparato che uno dei principii base della democrazia consiste nel fatto che nessuno è e deve essere intoccabile, non posso lesinare alcune critiche neanche a lui, giacché dispensarlo da osservazioni di dissenso nei suoi confronti significherebbe tradire gli ideali che egli stesso si prodiga di diffondere.
Benché ogni sua parola fosse accompagnata da scroscianti applausi, ha sbagliato Don Ciotti a correre in difesa di Forgione affermando poco felicemente e demagogicamente: “Chi voleva parlare, poteva andare nei gruppi di lavoro!”.
Caro Don Ciotti, i giovani che hanno attaccato l’esponente di Rifondazione Comunista hanno partecipato tutti con grande convinzione ai gruppi di lavoro e proprio per questo hanno contestato colui dal quale si sono sentiti traditi. Lei, padre, avrebbe dovuto apprezzare invece la passione di quei ragazzi, mossi da un’esigenza di rettitudine e trasparenza nella politica.
Ha sbagliato a dire: “Le risse tra di noi fanno il gioco della mafia”, non capendo che non si trattava di liti tra compagni, bensì dell’espressione del disappunto del popolo contro il potere immeritevole di essere tale. Si trattava non di un diverbio orizzontale, bensì di uno scontro in verticale, dal basso verso l’alto, e mi stupisce che proprio lei si sia prodigato per proteggere un membro, per quanto virtuoso, di quella categoria che da sempre ripete il ritornello “Metteremo in ginocchio la mafia” e poi delude puntualmente le aspettative, che confonde l’organizzazione della polis con la conservazione del controllo, del dominio.
Ha sbagliato a tessere elogi a Radio Vaticana: serve a poco condannare le stragi di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra se poi si fa finta di non sapere che le onde dei ripetitori illegali di “Radio Erode” ammorbano l’aria di Cesano e dintorni, costituendo la principale causa di tumori nella zona ed alzando vertiginosamente il tasso di mortalità infantile.
Ha sbagliato a menzionare Giovanni Paolo II: vero che il predecessore di Ratzinger si era schierato contro la guerra e le armi, peccato però che aveva anche sostenuto la sanguinaria dittatura di Pinochet.
Credo inoltre sia stato proprio grazie a Luigi Ciotti se il Vaticano ha messo a disposizione l’Auditorium della Conciliazione e la Pontificia Università per gli incontri di Contromafie.
Confesso il mio senso di profondo disagio mentre passavo per quelle aule, considerando quanti capitali di boss gonfino le casse della Banca Vaticana e come la Chiesa sia una struttura storicamente connivente, se non collusa, con le mafie (organizzazioni peraltro smaccatamente cattoliche). Prova ne sia il clamore suscitato dalla rara emersione di personalità ecclesiastiche che si distinguono dalla media, quali ad esempio il compianto Don Puglisi o Don Ciotti stesso.
Insomma, se una pecca c’è stata nella meravigliosa manifestazione degli Stati Generali dell’Antimafia, può essere sintetizzata nella formula “eccesso di moderazione”: la criminalità organizzata è un fenomeno estremo e per affrontarla serve essere estremisti.
Mi sovviene a riguardo l’eccezionale breve testo di Dario Fo “Io non sono un moderato”, dal quale molto si può imparare per portare avanti difficili battaglie sociali di civiltà.
Ovviamente Contromafie è stata nel complesso una grandissima vittoria.

___________Claudio Gianvincenzi coadiuvato da Fulvio Venanzini

Pubblicato su Nettezza Umana | Contrassegnato da tag: , , , | Non ci sono Commenti »

Bullismo di Stato

Pubblicato da sdrammaturgo su Sabato 12 Novembre 2006

Guardare la rassegna stampa del TG5 prima di andare a dormire fa sempre bene. No, non concilia il sonno, ma offre ogni volta ottimi spunti di riflessione in negativo che daranno inoltre una scossa di adrenalina alla successiva fase R.E.M., rendendola ricca di incubi popolati da giornalisti de Il Foglio che battono il record di cazzate concentrate in una sola pagina di giornale.
Può capitare ad esempio di vedere un servizio su una ricerca svolta da Renato Mannheimer (quello di Porta a Porta. Quello che riesce a fare allo stesso modo e con lo stesso spirito un’indagine sugli stupri infantili ed una sulle preferenze alimentari dei quarantenni pelati dicendo sempre e comunque una stronzata. Un ricercatore tutto d’un pezzo, ma tagliato male) secondo cui la stragrande maggioranza dei ragazzi, giovani e giovanissimi, preferirebbero essere furbi e prepotenti piuttosto che secchioni ed onesti.
Il giornalista in studio sbigottito, Mannheimer sbigottito, lo spettatore medio (immagino) sbigottito, probabilmente il lavapiatti della mensa Mediaset sbigottito. Insomma, uno sbigottimento “intercatodico” e generalizzato.
Posto che i risultati del sondaggio siano attendibili (non si sa mai, con uno che lavora per Bruno Vespa), mi chiedo come possa sorprendere un simile responso. Deve indignare, certo, far inorridire, sconvolgere anche, ma non stupire.
Sulla scia del raccapricciante ed ormai ben noto video che mostra vomitevoli bulli percuotere ed umiliare un compagno di classe down si è innescata infatti una sequela di banalità mediatiche, luoghi comuni telematici sotto forma di talk show ed approfondimenti televisivi infarciti di opinionisti (queste nuove figure a forma di punto interrogativo) che si chiedono smarriti come possano verificarsi simili inqualificabili atteggiamenti.
Come accade ciclicamente dunque il problema della violenza e dello sfacelo di valori (in senso lato) giovanile risale alla ribalta, ed ecco subito pronti gli untuosi fetidi viscidi cani criminali del Moige (associazione anticulturale, disastrosa e diseducativa per la quale non saranno mai sufficienti le ingiurie) et similia sbalorditi ed increduli, pronti a dare la propria ricetta contro le storture dell’adolescenza, riconoscendo in un lampo la causa di tutto nei videogiochi, nella TV, addirittura in internet (che, come ha osservato acutamente il mio coinquilino, è un po’ come dare la colpa alla piazza se qualcuno viene ucciso in piazza), colpevole di offrire la possibilità di diffondere simili video - non accorgendosi però che proprio grazie a quella diffusione è stato possibile venire a conoscenza di un caso che altrimenti sarebbe avvenuto nell’ombra, con buona pace per il disabile picchiato.
Tuttavia, indovinati i motivi del disagio giovanile (ne sono proprio convinti loro, eh), nei loro occhi resta il dubbio sul perché i ragazzi preferiscano essere furbi che onesti.
Si sa che l’essere umano, in quanto animale, per di più razionale, trova nell’emulazione il primario strumento pedagogico. Ad essere imitato è ovviamente il mondo degli adulti. Vengono quindi naturalmente presi a modello gli adulti di successo. Sono i potenti che devono essere seguiti, quelli affermati, gli individui rispettati dagli altri, i capi branco. E nella vasta e contorta tribù umana i capi per eccellenza sono senza dubbio i politici, i governanti, i legislatori. La classe insomma che detiene ed amministra il controllo.
Qual è allora l’esempio che possono dare costoro ai giovani? Quale lezione di vita recepiscono le nuove generazioni dalle vecchie? Cosa si può imparare da un universo in cui la furbizia e la slealtà sono caratteristiche non già penalizzate, ma anzi premiate, necessarie alla scalata personale?
Il Parlamento ospita deputati e senatori condannati in via definitiva, presidenti di regione indagati per mafia vengono riconfermati a furor di popolo, delinquenti d’alto bordo e dittatori vengono riabilitati nei salotti buoni della Rai, Andreotti è senatore a vita, Berlusconi due volte Presidente del Consiglio, le operazioni giudiziarie screditate con la connivenza dei cittadini espressa al momento del voto.
Il pm Piercamillo Davigo, ospite alla trasmissione AnnoZero di Michele Santoro, ha fatto notare come ogniqualvolta in cui un magistrato corrotto è stato scoperto, tutti i colleghi si sono uniti contro di lui per farlo rimuovere dall’incarico e consegnarlo alla giustizia. Al contrario le Camere non hanno mai autorizzato un solo arresto ai danni di un parlamentare, stringendosi in cerchio a tutela del proprio simile.
L’indulto poi - o “autoindulto”, come più correttamente lo chiama il gigante Marco Travaglio – è stato tra le prove più palesi della malafede dei terroristi di Montecitorio.
Per il politico il sopruso, l’illecito, la sottomissione del più debole, il raggiro ai suoi danni, rappresentano un modus operandi quasi costitutivo, ed il popolo si inchina, perché il più cattivo è il più forte ed il più forte viene temuto e rispettato. Perché come diceva Churchill ci vogliono bastone e carota. Però lo statista conservatore non aveva specificato dove il popolo perversamente preferisca riceverli.
A ben vedere pertanto, in sintesi, si tratta in fondo di un bullismo elevato a sistema amministrativo, sofisticato ed elegante, in giacca e cravatta, compiuto a mani pulite e coscienza sporca, operato con truffe e tangenti, meschine evoluzioni della brutalità ruspante che imperversa tra i banchi di molte, troppe scuole.
Questo è ciò che i feroci prepotenti in erba recepiscono dalle guide del proprio Stato e lo applicano in quanto in esso scorgono la via maestra per la riuscita sociale.
A ben vedere quei bulli sono la perfetta classe dirigente del futuro.

Bullismo Marcello Dell'Utri
Prima________________                        Dopo

Pubblicato su Terza Pagina | Contrassegnato da tag: , , | Non ci sono Commenti »

Giovedì 16 vs Venerdì 17

Pubblicato da sdrammaturgo su Giovedì 12 Novembre 2006

Ci sono certe giornate in cui sembra condensarsi un numero di eventi sciagurati, stranezze, atrocità, fatti sconcertanti, superiore rispetto al solito. Magari è solo il particolare stato d’animo di quel preciso giorno che porta a notare di più determinate cose, oppure dipende semplicemente dalla maggiore attenzione con cui vengono lette le fonti d’informazione. Fatto sta che il giovedì 16 novembre da poco trascorso mi è parso un tantino più sfigato in confronto agli altri giorni della settimana - tanto per sfatare la miserabile ed abominevole superstizione popolare che vuole il venerdì 17 quale giorno deputato alla sfortuna per eccellenza.
Tutto è cominciato con un’email inoltrata dal sito dei radicali in cui si informavano gli iscritti alla mailing list (io lo sono in qualità di organizzatore di ExO - Comitato Etero pro Omo - tanto per fare un po’ di pubblicità all’associazione) sulla seduta parlamentare del 15 novembre, incentrata su un emendamento proposto dalla Rosa nel Pugno che, nella persona di Maurizio Turco, chiedeva l’abrogazione dell’esenzione dal pagamento dell’ICI di cui godono le attività commerciali legate alla Chiesa cattolica.
Chiunque si ostini a sostenere che l’Italia non è un paese genuflesso al Vaticano come andiamo dicendo noialtri sporchi senzadio, può tranquillamente chiedermi il resoconto stenografico dell’interrogaizone parlamentare allegato all’email, che sarò ben lieto di fornire.
Alcuni stralci significativi: “Noi siamo sostenitori della Chiesa, che dal nostro punto di vista è un elemento fondamentale di questa civiltà” (Massimo Nardi della nuova Democrazia Cristiana - fa rabbrividire sentire ancora quel nome, eh?).
“Con questo emendamento si vuole calare la scure fiscale pure sulla Chiesa e in particolare - incredibile, ma vero -, su tutti quegli immobili, quelle strutture e quelle attività nelle quali e con le quali la Chiesa adempie alla sua missione e contribuisce al bene comune della collettività, garantendo in questo modo un particolare servizio a favore dell’intera società nazionale e rispondendo ad esigenze sociali primarie alle quali lo Stato spesso - molto spesso - non riesce a far fronte” (Riccardo Pedrizzi di AN)
“Si tratta, cioè, di penalizzare e non riconoscere una funzione civile e sociale che, invece, viene svolta.” (Luca Volonté dell’UDC)
“Rincorrendo una mentalità giacobina che mi auguravo superata, vogliono circoscrivere l’attività della Chiesa medesima entro ambiti angusti compresi nei sacri recinti.” (Fabio Garagnani di Forza Italia)
“In proposito, ricordo i santuari e i negozietti dove si vendono cose accessorie: colpire queste attività vuol dire fare un’operazione di stampo ideologico.” (Carlo Giovanardi dell’UDC)
“Perché un ospedale statale non paga l’ICI ed un ospedale convenzionato la deve pagare? Perché una scuola paritaria deve pagare l’ICI e una scuola statale no?” (Luisa Capitanio Santolini dell’UDC)
Perché magari un istituo pubblico è un servizio di tutti erogato per i cittadini, mentre una struttura privata ha comunque sempre uno scopo di lucro…
Ma ciò che più sconvolge è che l’emendamento è stato avversato anche dalla sinistra massimalista, le cui posizioni sono riassumubili nell’intervento di Vladimir Luxuria:“Voglio ricordare che è stata già ripristinata l’ICI sugli istituti privati cattolici dal decreto Visco-Bersani. Qui non faccio riferimento ai luoghi di culto, ma agli hotel e ai ristoranti per i quali, nella scorsa legislatura, si è voluto abolire l’ICI creando ingiustizia e disobbedendo alle più elementari regole della libera concorrenza.
Voterò contro l’emendamento della Rosa nel Pugno perché credo che sulla possibilità di tendere un tranello, cioè di svolgere in uno stesso edificio un’attività non di lucro insieme ad un’altra a fini di lucro, vengono già effettuati controlli sia fiscali sia sui metri quadri del locale. Ricordo, infine, che il beneficio di cui si discute va esteso a tutte le attività commerciali svolte a fini non di lucro e di alta utilità sociale, sia laiche sia cattoliche”
.
Ciò che è emerso alla fine è dunque questo: la Chiesa è un bene oggettivo per la società (e già qui se si dissente è solo perché si è che chiusi in una cecità ideologica) ed è talmente tanto importante che merita tutti i privilegi che ha, senza possibilità d’appello. Non solo: è così inattaccabile che persino i deputati della RnP hanno ribadito che è giusto esentare il Vaticano dal pagamento dell’ICI per gli edifici di culto e si sono difesi quando sono stati “accusati” di volere l’abolizione del concordato e dell’8×1000. “Non è vero, non è vero!”, perché si sa, l’8×1000 è buono e giusto, e nessuno osi affermare il contrario. Peccato però che l’8×1000 sia un furto legalizzato ai danni dello Stato, cioè di tutti noi.
Mio nonno deve pagare la tassa sulla casa che ha costruito con le sue mani (muratore volenteroso, mio nonno), mentre il Vaticano ha il diritto di non pagarla per i suoi esercizi commerciali, sottraendosi in tal modo alle naturali e normali dinamiche della concorrenza partendo già favorito.
La Chiesa quindi è il bene assoluto.
Ciò veniva sancito proprio mentre un parroco veniva arrestato per la seconda volta per violenza ai danni di una bambina.
Anche per lo stupro la Chiesa gode di privilegi: i sacerdoti non sono mai puniti come gli altri, vengono ben presto rilasciati e godono di una protezione dall’alto. No, non da dio, ma da chi dio lo crea ogni giorno ed amministra il potere che si è inventato: Benedetto XVI stesso, ad esempio, quando era solo il cardinale Joseph Ratzinger, fu responsabile dell’applicazione del documento segreto del Santo Uffizio Crimen Sollicitationis in base al quale, per prudenza e per non fare scandalo, i preti pedofili non venivano rimossi dall’incarico pastorale, ma semplicemente spostati in un’altra parrocchia.
E proprio in un giorno così nefasto come il 16 novembre Francesco Cossiga (una persona per bene, si sa. Qualche responsabilità in molteplici stragi durante gli anni di piombo, ma che vuoi che sia) interviene in difesa di quel sant’uomo del papa presentando un’interpellanza al premier Romano Prodi e al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in cui viene chiesto se sia “lecita e legittima” la satira su Benedetto XVI in ambito Rai, o se invece sarebbe meglio concedere “un particolare rispetto” al capo della Chiesa cattolica.
Sulla vicenda del risentimento vaticano per la parodie di Crozza e Fiorello ha già detto tutto il sommo Daniele Luttazzi ed invito tutti a leggere questo articolo, assolutamente perfetto.
Cos’altro ancora in questo 16 novembre? Ah, sì, sono stati assolti i poliziotti autori del pestaggio contro un immigrato arrestato a Sassuolo lo scorso febbraio. Erano stati anche colti in flagrante da una telecamera amatoriale. Il video era noto a tutti, ma evidentemente non ha rappresentato una prova sufficiente. Probabilmente se un poliziotto ammazza qualcuno, il morto non è una prova sufficiente. Caso archiviato.
E poi? Tre nuovi morti per la guerra di camorra, ma tanto la mafia non esiste, quindi nessun problema.
Ma la notizia più terribile resta l’ultimo calendario Pirelli con Sofia Loren come protagonista: per un soffio, invece che i gerontofili avrebbero esultato i necrofili.
Infine, pare che il Pallone d’oro quest’anno lo abbia vinto Cannavaro e considerando che non lo hanno dato neanche a Baresi e a Maldini, si tratta di un’offesa al calcio ed allo sport in generale.
Devo togliere Repubblica.it come home page del mio browser.

Pubblicato su Culo Rosso | Contrassegnato da tag: , , | Non ci sono Commenti »

“La Vignetta di Quei Due” 2

Pubblicato da sdrammaturgo su Lunedì 12 Novembre 2006

Vignetta 8x1000

Copyright Tricheco&Zoppo

Pubblicato su La Vignetta di Quei Due | Contrassegnato da tag: , , , | Non ci sono Commenti »

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulle donne

Pubblicato da sdrammaturgo su Domenica 12 Novembre 2006

Introduzione

Il Centro di Ricerche Telematiche e Studi Etoantropologici drugo|walrus|rey ha portato a termine un lungo e faticoso lavoro di indagine sul mondo femminile in relazione ai rapporti di coppia con l’altro sesso, durato anni e costato molto caro in termini di energie psichiche, fisiche e monetarie impiegatevi. Ma un simile dispendio era necessario, allorché l’equipe ha da sempre notato che altri esimii organismi deputati a simili studi (quali ad esempio il prestigioso Magnaromagna.it) si sono sempre concentrati sulla minuziosa e puntuale messa a nudo delle caratteristiche e dei processi oscuri del maschio, tralasciando troppo spesso o non prestando la dovuta attenzione alle misteriose dinamiche interiori ed esteriori delle donne. E’ pertanto in nome di un assoluto paritarismo antisessista ed antimaschilista - per il quale peraltro il gruppo dei tre ricercatori è noto a chiunque abbia una minima conoscenza delle loro attività – che la drugo|walrus|rey ha ritenuto opportuno svolgere un’accurata e rigorosa inchiesta scientifica allo scopo di mostrare quanto il variegato universo femminile risulti sovente in realtà meno sfaccettato di quanto sembri e come inoltre in esso si annidi un machismo sconosciuto perfino al genere dei fallofori.
Lo studio, diviso in tre sezioni, ha condotto a scoperte del massimo valore accademico, la cui assoluta rilevanza costituisce una piccola rivoluzione copernicana rispetto alla considerazione che generalmente si ha della specie umana.
Ciò che segue è il risultato di un meticoloso tentativo di far luce su un oceano di imprevedibilità e di districare e rendere intelligibile un’incomprensibilità portata ai limiti del parossismo dalle vulvomunite, il cui serrato confronto con l’uomo operato in altre sedi ne ha il più delle volte trascurato l’inanità, in favore della restituzione di un’immagine sempre da inetto e superficiale del portatore di membro, fin troppo facile e restrittiva ai limiti del caricaturale. Senza sconfessare la validità di indagini affini, la cui unica pecca è stata forse a volte un’eccessiva sommarietà, era quantomeno opportuno approfondire e sviscerare alcune patologie dell’interazione proprie delle ragazze, ignote persino alla trista genia virile.
Emergerà dunque infine – ed è questa la più considerevole scoperta che costituisce motivo di vanto per il Centro drugo|walrus|rey – che, nella sfera delle schermaglie erotiche, il sesso dominante è proprio quello che viene storicamente e semplicisticamente definito “gentile”. Ergo decade ogni giustificazione di tradizionale vittimismo da parte del vero genere leader, mentre un risentimento da parte dell’uomo va ad assumere di conseguenza un carattere del tutto naturale e legittimo.

*

Osservatorio documentaristico

Lui: “Vedi, per me il sesso è una gioia, ed io credo alla parità dei sessi, quindi è una gioia alla pari, come tu mi doni te stessa, ed io ti dono me stesso”

Lei: “Hai proprio ragione! Oh, come sei sensibile!”

Lui: “E poi è bello poter vivere il momento, senza l’ansia del futuro, soltanto con la voglia di gioire della vita e dell’attimo, per quello che è, senza volergli imporre una forma o dei limiti”

Lei: “Hai proprio ragione! Oh, come sei sognatore!”

Lui: “Mi piaci moltissimo, facciamo l’amore?”

Lei: “Va bene, però se te la do poi ci mettiamo insieme!”

Lui: “…”

°

Lei: “Io sono disinibita, mi piace fare sesso per quello che è”

Lui: “Che bello! Finalmente incontro una donna come te!”

Lei: “Mi piace stare con te, ti va di vederci venerdì sera?”

Lui: “Va bene, facciamo una cenetta e poi un film da me?”

Lei: “Ehi, mi hai preso per la tua puttana?”

Lui: “…”

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: “Pensavo che mi piace fare l’amore con te”

Lei: “Con me…quindi con le altre non ti è piaciuto?”

Lui: “Beh… ma che domande, siamo io e te, godiamoci questo bel momento!”

Lei: “Quindi per te sono come tutte le altre?”

Lui: “Ma no amore, cosa dici! Ti ho detto che mi piace…” (tenta di abbracciarla)

Lei (scansandolo): “Lasciami mostro! Mi hai preso per la tua puttana?!” (crisi di pianto)

Lui: “…”

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: “Pensavo a come se ne è uscito quella volta Piergiorgio…”

Lei: “Ecco! Appena finisci di scoparmi pensi subito ai tuoi amici, vero?!”

Lui: (tenta di abbracciarla) “Ma no amore! Cosa dici! Lo sai, i pensieri vanno e vengono…”

Lei (scansandolo): “Lasciami mostro! Mi hai preso per la tua puttana?” (crisi di pianto)

Lui: “…”

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: “Pensavo: cosa ci mangiamo stasera?”

Lei: “Ecco, prima mi scopi, e poi mi butti in cucina!”

Lui: “Ma no amore! Cosa dici… guarda, se vuoi cucino io…”

Lei: “Lo vedi? Prima mi scopi, e poi non vedi l’ora di andartene…”

Lui: “…”

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: (non risponde, si volta e la stringe a sé)

Lei (scansandolo): “Lo vedi come sei? Non vuoi mai condividere nulla con me!”

Lui: “…”

Lei: (crisi di pianto)

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei:”A che pensi?”

Lui: “Pensavo che vorrei farti un bel regalo!”

Lei: “Cosa credi, che farmi un regalo dopo che mi hai scopato mi faccia sentire amata?”

Lui: “Ma no amore! Cosa dici, è che mi fa piacere farti un dono…” (tenta di abbracciarla)

Lei(scansandolo): “Lasciami mostro! Non sono la tua puttana!” (crisi di pianto)

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: “Pensavo che sei bellissima e sei la più grande fortuna della mia vita”

Lei: “Non ti credo!”

Lui: “…”

Lei: (crisi di pianto)

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: (finge di dormire)

Lei: (sgomitandolo) “A che pensi?”

Lui: (fingendo di svegliarsi) “Eh? Oh… scusa cara, mi ero addormentato…”

Lei: (crisi di pianto)

°

[lui e lei a letto, dopo aver fatto sesso]

Lei: “A che pensi?”

Lui: “Pensavo che…”

Lei: (crisi di pianto)

*

Analisi delle differenze socio-psico-linguistico-comportamentali

Di cosa parlano tra loro gli uomini: sport, musica, cinema, motori, politica, donne, arte, religione, videogiochi.
Di cosa parlano tra loro le donne: uomini.

Cosa attira la donna nel macho: mascella quadrata, naso piccolo e addominali tartarugati.
Cosa attira la donna nell’intellettuale: mascella quadrata, naso piccolo e addominali tartarugati.

Quando un uomo si affeziona ad una donna: quando sente una forte intesa sul piano intellettivo ed erotico e prova per essa un affetto così grande che può sfociare in una leggera e sana possessività.
Quando una donna si affeziona ad un uomo: non appena gliel’ha data.

Quando un uomo sente che la donna è quella giusta: quando avverte una straordinaria affinità caratteriale, una sincronia fra rispettivi pensieri e si rende conto che il tempo passato in sua compagnia non è mai abbastanza.
Quando una donna sente che quello è l’uomo giusto: dopo 3 amplessi e relativi orgasmi.

Come si arriva al cuore di un uomo: facendolo sentire speciale e desiderato, sussurrandogli parole soavi e scovando la sua sensibilità per quanto celata essa sia.
Come si arriva al cuore di una donna: passando per la vagina.

Come si rinvigorisce e rafforza l’attenzione e l’amore di un uomo per una donna : con una buona dose di fantasia e romanticismo sia dentro che fuori dal letto, attraverso gesti inaspettati, sorprendendolo.
Come si rinvigorisce e rafforza l’attenzione e l’amore di una donna per un uomo: con una dose costante di pene e qualche legnata occasionale.

Cosa può far perdere la testa ad un uomo: la magia di una bella serata in intimità.
Cosa può far perdere qualsiasi interesse di una donna per un uomo: la magia di una bella serata in intimità.

Qual è la classica frase dei protagonisti maschili dei film d’amore?: “ La mia ragazza mi ha lasciato”
Qual è la classica frase delle protagoniste femminili dei film d’amore?: “ Io lo mollo”

Se un uomo bacia una donna può voler dire che: se la vuole portare a letto – ne è innamorato – la vuole rivedere.
Se una donna bacia un uomo può voler dire che: ne è innamorata – se lo vuole portare a letto – è educata – non ha di meglio da fare al momento.

Quanto conta il sesso per un uomo: molto.
Quanto conta il sesso per una donna: quanto basta per iniziare o finire una storia.

Come l’uomo percepisce il rapporto sessuale: comunione di corpi, piacere dato e ricevuto con generosità, passione espressa attraverso movimenti e parole.
Come la donna percepisce il rapporto sessuale: “darla”, concedere un premio per qualcosa.

Come l’uomo concepisce la sua donna ideale: come moglie, compagna, madre dei suoi figli, suo unico amore.
Coma la donna concepisce il suo uomo ideale: come il suo miglior amico.

La donna che attrae l’uomo: quella che incarna il suo ideale o gli si avvicina il più possibile.
L’uomo che attrae la donna: quello che attrae le donne.

*

Prontuario di traduzione

Lui: “Sei la mia donna ideale” = E’ con te che voglio costruire il passato ed il presente con tenerezza e passione, amore ed ardore.
Lei: “Sei il mio uomo ideale” = La do a Nando il meccanico.

Lui: “Quella ragazza è attraente ma volgare” = Potrei passare con quella ragazza una notte di sesso e nulla più.
Lei: “Quel ragazzo è attraente ma volgare” = Se ce l’ha da 20 cm in su lo sposo.

Lui: “Sei speciale” = Sei unica, non ho mai incontrato una come te. L’ho sempre sognato, ma non ci speravo più. Mi occupi con dolcezza la mente ed il cuore.
Lei: “Sei speciale” = Per ottenerla dovrai faticare più di tutti quelli che hanno posato le labbra su questa vulva, e fidati che sono stati tanti. Prima la darò senz’altro a Oreste il carrozziere.

Lui: “Sei interessante” = Scorgo in te aspetti che mi incuriosiscono ed intrigano. Hai qualcosa di magnetico. Credo sarebbe bello esplorarti l’anima ed il corpo.
Lei: “Sei interessante” = Non te la darò mai.

Lui: “Ti amerò per sempre” = Ti amerò per sempre
Lei: “Ti amerò per sempre” = Sei una soddisfacente trombata interinale.

Lui: “Con te ho fatto il sesso più grandioso della mia vita” = Ho goduto come mai mi era successo prima. Sei intensa, fantasiosa. Con te mi sento a mio agio e perfettamente in sintonia.
Lei: “Con te ho fatto il sesso più grandioso della mia vita” = Mario era più bravo; Sergio ce l’aveva più lungo; Piero durava di più.

Lui: “Ti amo” = Ti amo
Lei: “Ti amo” = Contento e cojonato

Lui: “Sei bellissima” = Trovo il tuo aspetto degno di una divinità. Rispecchi alla perfezione i miei ideali estetici.
Lei: “Sei bellissimo” = Fai ride. Vediamo se così ti gasi e ti dai da fare un po’ di più e soprattutto meglio.

Lui: “Usciamo insieme” = Siccome mi attiri parecchio, mi piacerebbe fondermi con te in un appagante amplesso.
Lei : “Usciamo insieme” = Siccome non ho un cazzo da fare, vediamo questo quanto mi fa sentire figa da 9 a 10.

Lui: “Ho passato una splendida serata”: Le ore con te sono volate. La tua compagnia mi inebria e mi piacerebbe vederti ancora per lasciar esplodere col sesso tutto il mio desiderio nei tuoi confronti.
Lei: “Ho passato una splendida serata”: Grazie per la compagnia. Senza di te stasera avrei guardato un giallo su Rai Due. Ora però sparisci, sfigato.

Lui: “Vorrei dei figli da te”: Sei l’unica donna alla quale voglio affidare la totalità della mia esistenza, tanto da far sì che l’amore sterminato che provo dia il frutto che mi cambierà la vita.
Lei: “Vorrei dei figli da te”: Sei l’unico uomo che ce crede pure.

Lui: “Andiamo a vivere insieme”: Sei la sola donna che abbia mai amato, che ami e che amerò e per averti sempre accanto sono pronto ad assumermi una grande responsabilità.
Lei: “Andiamo a vivere insieme”: Tempo un mese, massimo due, ti lascio. Nel frattempo mi faccio ingroppare da Aristide l’elettrauto.

Lui: “Ho sempre sognato di conoscere una come te” = Incarni alla perfezioni tutte le qualità che ho sempre cercato in una donna. Ancora non mi sembra vero che le nostre vite si siano incrociate. Tutto ciò mi estasia.
Lei: “Ho sempre sognato di conoscere uno come te” = Peccato che abbia incontrato proprio te. Ho detto che vorrei un uomo come te, non ho detto che voglio te.

__________Copyright drugo|walrus|rey

Pubblicato su Sarà una risata che vi seppellirà | Contrassegnato da tag: , , | Non ci sono Commenti »

“Padre, com’è andato Halloween?”

Pubblicato da sdrammaturgo su Mercoledì 12 Novembre 2006

Prete pedofilo

“E’ stata una festa da sballo: c’erano un sacco di bambini!”

Pubblicato su Non parole. Un pesto., Sarà una risata che vi seppellirà | Contrassegnato da tag: , | 1 Commento »