Beati i poveri, perché moriranno prima

Squillino le trombe, trombino le squillo

Meditazioni e divagazioni sui fantasmi italiani

Pubblicato da sdrammaturgo su 2 Dicembre 2006

Giovedì sera ad AnnoZero le facce indifferenti dei giovani di Forza Italia intervistati da Alberto Nerazzini tra dibattiti e cubiste al Convegno Nazionale de Il Circolo Giovani (creato da Marcello Dell’Utri).
“Ma se a Marcello Dell’Utri, già condannato in via definitiva per frode fiscale e false fatturazioni, venisse confermata anche la condanna di primo grado a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, tu cambieresti idea?”
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” “Nessuno è perfetto” “Tutti possono sbagliare” “La mia ammirazione resterebbe immutata”

Peccato che la domanda non fosse: “Lei lo sa che il fondatore del suo club ha tradito la moglie?”.
E poi gli occhi tristi di un ragazzo il cui padre è stato assassinato dalla ‘Ndrangheta. Nel dubbio si è iscritto ad un Partito i cui leader sono indagati per collusione con la criminalità organizzata. A volte il dolore compie strani percorsi. Era chiaro che non si sentisse a proprio agio nella mondanità discotecara dei rampanti rampolli dell’Italia che conta. Eppure ci stava. Chissà.
In studio i sorrisini spregevoli di complicità tra Pier Ferdinando Casini, Antonio Polito de La Margherita (nonché già giornalista de L’Unità e fondatore e direttore de Il Riformista) ed un deputato dei DS, uniti contro la ricostruzione fatta da Marco Travaglio (non secondo fantasia, ma basata sulle carte processuali) delle vicende losche del trio Berlusconi-Previti-Dell’Utri.

Tenendo presenti i lavori del Centro-Sinistra verso la costituzione del Partito Democratico, quegli sguardi d’intesa tra avversari politici facevano capire molte, troppe cose. Ancora minore di quanto si pensasse è parsa la distanza tra i moderati delle due parti, contrapposti solo formalmente. Perché dei vari Daniele Luttazzi, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Oliviero Beha, Enzo Biagi, Gianni Minà, Piero Ricca, Marco Travaglio, Michele Santoro, Bianchi&Nerazzini, etc. ridono anche – anzi, sopratutto – D’Alema (quello che “quasi mai è d’accordo con Travaglio”, quello che pubblica con Mondadori, quello che difende Mediaset) e la sua schiera di amanti della poltrona. Giacché la verità è nemica di chi aspira al controllo.
Tutto maledettamente, tremendamente chiaro: per chi da rosso è diventato arancione senza grossi sforzi dopo aver annusato un po’ di potere (o anche solo la possibilità – poi concretizzatasi – dello stesso), non sarà granché difficile scivolare fino al bianco, contando sull’alleanza con chi quello sporco candore non l’ha mai rinnegato. E pochi problemi si porranno i centristi dell’altra sponda quando verrà il momento di scrollarsi di dosso le tracce di azzurro, di nero e di verde, per ricongiungersi ai fratelli smarriti dopo una quindicina d’anni. Ed ecco verrà ricostruito il grande ago egemonico di una bilancia truccata.
Le giovani generazioni che credevano di aver evitato la Balena Bianca che tutto fagocita, pagando alla buona sorte il caro prezzo del Partito di Plastica come contropartita, dovranno farsene una ragione: la Democrazia Cristiana prima o poi tocca a tutti.
A nulla sarà servito essere stati troppo piccoli per vedere e capire le oscenità di cinquant’anni di malgoverno, risparmiandosi gli scandali continui di un vero e proprio Partito Unico (Pasolini ci aveva visto lungo: la DC non è stata che una prosecuzione di fatto del regime fascista).
Si fa presto ad aggiungere un appellativo di caratterizzazione religiosa al nome “Partito Democratico”.

Le risatine amiche di Casini e Polito, dunque, con Travaglio che si difende incalzando: “Mi dica una sola notizia falsa tra quelle che ho fornito”. Vuota retorica e nessun dato documentato da parte del Delfino di Forlani. Chi sostiene la croce difende il diavolo.
Di nuovo la storica meschina connivenza con la mafia nei volti tronfi e vuoti dei ragazzi del Centro-Destra. L’ancora somiglia al sempre ed il sempre al per sempre. Brividi.
Il vecchio nel Belpaese non invecchia mai e lo stantio si rigenera nelle nuove classi dirigenti. Metodi che si ripetono forti dell’oblio indotto e distrattamente voluto. Dittatura e menefreghismo.

Ciò che Travaglio ricorda è qualcosa che non bisogna mai dimenticare.
L’Italia è una terra antica con la memoria corta.

2 Risposte a “Meditazioni e divagazioni sui fantasmi italiani”

  1. francesca detto

    concordo con il dire che è vero che l’italia ha la memoria corta ma che centra forza italia con fatasmi spiriti e spettri?????????
    spiegatemelo e ditemelo voi se è possibile o permesso x favore e piacere grazie.

  2. sdrammaturgo detto

    Pare che nelle notti di luna piena invochino lo spirito di Gelli.

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