Le frasi amare che rendono squallida la vita
Pubblicato da sdrammaturgo su Domenica 9 Settembre 2007
Ci sono frasi terribili, spietate, che ci accompagnano dalla nascita al capezzale con il loro potere di svelare brutalmente i tormenti a cui è destinato l’uomo; formule tremende che sono in grado di annientare ogni entusiasmo e rammentarci quanto sia tragica e senza scampo la condizione umana. Ognuno di noi le avrà sentite rimbombare inclementi alle orecchie più e più e volte durante il proprio cammino in questa valle di lacrime, restando ogni volta attonito e disarmato di fronte all’asprezza della realtà da esse palesata con glaciale assenza di misericordia.
Fin da bambini, in famiglia oppure a scuola, queste sentenze ci hanno insegnato che l’esistenza altro non è che un’asperrima marmellata di dolore e frustrazione; qualsiasi slancio di euforia, qualsiasi moto di ottimismo, ci è stato stroncato da certe lapidarie parole affinché comprendessimo che nessuna gioia ci avrebbe condotto al letto di morte, ma solo sconforto e terrore del vivere.
Se non c’è possibilità alcuna di redenzione dal e del male, la presa di coscienza della sofferenza e conseguente memoria della stessa sono le unica vie di salvezza che ci sono concesse.
Ineliminabile è il patimento, ma non insostenibile il suo peso.
E’ a tale scopo che i Professori Fulvio Tricheco e Claudio Zoppo hanno deciso di raccogliere tutte quelle frasi amare che rendono squallida la vita, nella speranza che attraverso la consapevolezza ed il ricordo troviamo tutti la forza di affrontare la disperazione che esse hanno voluto da sempre mostrarci come inalienabile dal nostro triste mondo.
Nessuna illusione: seppur esposta alla luce della ragione, immane resta l’angoscia, ma meno soffocante è la morsa della tenebra rischiarata.
“Forza, ognuno a casa sua”
“Il gioco è bello quando dura poco”
“Domani interrogo”
“Stasera a letto presto, ché domani ti devi alzare alle sette”
“Se non ti va pane e zucchero, significa che non hai fame. Non siamo mica al ristorante”
“Abbiamo riso, abbiamo scherzato, ma adesso si torna seri”
“Ragazzi, dalla prossima settimana bisogna mettersi sotto, eh, ché ci sarà da lavorare sodo”
“Venerdì compito in classe”
“L’importante è avere un pezzo di carta sulle mani”
“Falli, ’sti sacrifici, ché poi te li ritrovi”
“Il mondo è degli svelti, ma se lo godono i coglioni”
“Fatti un buon nome e fa’ ciò che vuoi”
“Quello è un buon partito”
“Qui se non si lavora non si mangia”
“Mi voglio sistemare”
“Quello ha lavorato una vita, però alla fine ha sistemato quattro figli”
“Mettiti da parte qualche soldino, ché non si sa mai come va la vita”
“L’artista dalla fame perse la vista”
“Questo figlio ci ha dato tante soddisfazioni”
“Mi raccomando, trovati un ragazzo ricco”
“Che ci fai con la bellezza? La bellezza svanisce, la bruttezza rimane”
“Quello è un bravo ragazzo, di buona famiglia. Suo padre fa il dottore”
“E’ una persona che ha sempre lavorato”
“Si sente che è uno che ha studiato”
“Se mio figlio mi portasse a casa una negra o una russa, mi dispiacerebbe”
“L’importante è che ti trovi una brava ragazza”
“Un lavoro ce l’hai, la moglie ce l’hai, i figli sono sistemati, cosa vuoi di più dalla vita?”
“Dammi retta, figliolo, diventa medico od avvocato. Vuoi mettere quando senti che ti chiamano ‘dottore’?”
“Tu è ora che trovi marito / prendi moglie!”
“Ma che ti importa degli altri! Pensa a te stesso, ché a te poi non ci pensa nessuno”
“Quando entra l’insegnante ci si alza in piedi”
“Ci vuole rispetto per gli anziani”
“Mangiare in classe è una grave mancanza di rispetto nei confronti del professore e dei compagni”
“A scuola si deve venire vestiti in un certo modo”
“Ci vuole un abbigliamento adeguato per ogni occasione”
“Questa macchina costa un po’ di più, ma la differenza si sente”
“Vuoi mettere avere una casetta tutta tua? Almeno hai qualcosa da lasciare ai tuoi figli”
“Visto come va in giro conciato quello? Sembra il figlio di nessuno”
“Tanti auguri”
“Tante care cose”
“Buona fine e buon principio”
“Io mi sono spaccato la schiena per mandare avanti la famiglia e farvi studiare”
“Divertirsi sì, ma sempre con la testa sulle spalle”
“Mi raccomando, giudizio”
“Fa’ attenzione, ché in certi posti non si sa mai chi si possa incontrare”
“Attento alle amicizie sbagliate”
“Sposalo, ché è un bravo ragazzo, uno con i piedi per terra”
“Io non capisco questi ragazzi che bevono e poi si mettono alla guida. Io nella mia vita non mi sono mai ubriacato: massimo un bicchiere”
“Ai miei tempi quando una persona più grande parlava si stava zitti e si ascoltava”
“Oggi non c’è più rispetto per i genitori. Io se mi azzardavo a controbattere a mio padre, erano dolori”
“Quando sarai grande farai come ti pare, ma finché stai sotto questo tetto fai come dico io”
“Ti sembra questa l’ora di rientrare in casa?!”
“Sì, ora sei contento perché sono cominciate le vacanze, ma vedrai quanto farà presto ad arrivare settembre!”
“Non posso venire: devo studiare perché domani ho un esame”
“Sbrigati a laurearti, ché si sa quant’è difficile entrare nel mondo del lavoro”
“Mi pagano poco o nulla, ma intanto entro nel giro”
“Quello si gratta le palle tutto il giorno, ma qui c’è da lavorare, altroché!”
“Uscire?! Ma stiamo scherzando?! Io stasera mangio un cucchiaio di minestra e alle nove sono dentro al letto, ché domani lavoro, mica gioco!”
“E noi chissà quando andremo in pensione…”
“Io voglio solo un posto sicuro per arrivare tranquillo alla pensione”
“Io all’età tua la mattina studiavo ed il pomeriggio lavoravo. ‘Sto divertimento, le uscitine, me li sognavo”
“Ti ci vorrebbero due settimane di Polonia”
“Chi di giovane non è di sinistra è senza cuore; chi da grande non è di destra, non ha testa”
“Sì, pure io da giovane la pensavo come te, ma vedrai che quando avrai la mia età mi darai ragione”
“Da giovani siamo tutti idealisti, ma poi subentrano gli impegni, la famiglia, il lavoro, e lì non si scherza”
“Critichi critichi, ma poi vorrò proprio vederti quando sarai genitore anche tu”
“Tu nel dubbio in Chiesa vacci”
“L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re”
“Non sta bene”
“C’è modo e modo”
“L’educazione prima di tutto”
“Per carità, sempre nel rispetto di chi la pensa diversamente”
“Qui non è che ognuno può fare come gli pare: ci sono delle regole che vanno rispettate”
“Io non capisco queste coppie che si baciano in pubblico. C’è luogo e luogo e certe cose si fanno in privato”
“Così passi dalla parte del torto”
“Comportati da signore”
“Io da giovane lavoravo dieci ore al giorno e guai a chi alzava la testa”
“Vestiti bene, se no poi la brutta figura la faccio io perché la gente pensa che tua madre sia una trascurata”
“Quella va’ a letto con tutti. E’ proprio una puttana”
“Che delusione ha dato al padre, tanto brava persona che ha lavorato tutta la vita”
“Prendi esempio da quello: ha faticato per anni, ma adesso ha dieci operai sotto di lui”
“Tu alla tua età devi pensare solo a studiare”
“Anche se gli altri fanno sciopero, tu entra e fatti vedere dai professori che sei diligente”
“Al giorno d’oggi non ti regala niente nessuno”
“Guarda che le donne sono furbe, non vedono l’ora di trovare qualche pollo come voi per rigirarlo come un pedalino”
“Prima fai i compiti, poi vai a giocare”
“La cravatta ogni tanto ci vuole”
“Presentati bene al colloquio, ché la prima impressione è quella che conta”
“Per carità, lo stipendio fisso è una bella comodità, ma lavorare in proprio è tutta un’altra cosa. Ci saranno pure più responsabilità, ma vuoi mettere la soddisfazione?”
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