L’importanza di non chiamarsi Ernesto
Pubblicato da sdrammaturgo su Martedì 9 Settembre 2007
I nomi…si sottovaluta sempre l’importanza dei nomi. Anche se non ce ne rendiamo conto, a loro è affidata la buona riuscita di una frase ad effetto, specie le struggenti parole d’amore; da loro dipende l’intera gamma di emozioni legate ad un’espressione romantica, tanto da arrivare a risultare più importanti del pensiero espresso stesso, il quale può crollare in un baratro di ridicolo e grottesco se accompagnato da un nome del destinatario non all’altezza della nobiltà dei sentimenti. I diminutivi, poi, sono la tomba della poesia. Non ci credete? Basterà qualche esempio.
“Ti amo da impazzire, Uccio!”
“Sei tutta la mia vita, Cencio!”
“Senza di te la mia esistenza non ha più senso. Nel mio cuore non c’è spazio per nessun altro oltre te, Ciccio!”
“Ardo di passione quando mi tocchi con le tue mani forti, Meco!”
“Io ti salverò, Memo!”
“Fin dal primo momento in cui ti ho visto, ho pensato che ti avrei sposato e saresti stato per sempre mio. Sei l’uomo che ho sempre desiderato, Mimmo!”
“Quando ti guardo negli occhi, il mio cuore trepida al suono della tua voce, Gismondo!”
“Non ti dimenticherò mai, Cecco!”
“Ti prego, non lasciarmi, Gioacchino!”
“Resterò al tuo fianco fino all’ultimo respiro, Calogero!”
“Amami con tutta la tua anima, Raimondo!”
“Accanto a te mi sento una persona migliore. Mi completi, Peppe!”
“Mi piace addormentarmi sul tuo petto palpitante, Gianfilippo!”
“Oh, cosa sarei senza di te, Pippo?”
“Sei una persona splendida, Anacleto!”
“Ovunque andrai, io sarò al tuo fianco, Arduino!”
“Ogni volta che soffia il vento calmo della sera, mi sembra quasi di udire il tuo sospiro; ogni volta che un petalo mi sfiora le gote, mi sembra di sentire le tue labbra; sei il mio sonno e la mia veglia, Aristide”
“Ti sogno ogni notte, mio principe, mio Gusmano!”
N.B. Lo so, è tra i post più inutili della rete, ma dopo aver fatto il serio che si dà un tono con la precedente poesia corredata da tanto di introduzione, avvertivo veemente la necessità di tornare al più presto a buffonesche nobili ciarle, altrimenti dette cazzate.
N.M. Vero, sono del tutto assenti nomi e diminutivi femminili, ma giuro che non sono riuscito a trovarne uno solo che eguagliasse in ridicolaggine quelli maschili.
Post scriptum molto importante decisamente e volutamente fuori tema
Oggi è l’undici settembre. Di sicuro, su tutti i media, impazzeranno le commemorazioni per il semiautoattentato alle Torri Gemelle. Io, come l’anno scorso, sento il dovere di dare voce ai morti dimenticati, quelli dell’altro undici settembre, poiché la memoria deve essere uguale per tutti.
Ken Loach, cortometraggio dal film 11 settembre 2001