“Della maraviglia” 9 – L’artista è un miracolo della natura
Pubblicato da sdrammaturgo su 7 Luglio 2008
Torno su Massimo Troisi. Perché non posso farne a meno. Perché è necessario. Perché mi serve, perché ci serve. Perché di Massimo Troisi abbiamo bisogno.
La civiltà non può fare a meno della parola degli artisti, poiché essi sanno guardare in profondità, sanno guardare oltre, sanno guardare l’oltre, e ci insegnano ad osservare ciò che sta sotto ai nostri occhi ma che non siamo capaci di vedere. Il grande artista sa donare la vista ai ciechi. E noi, noi saremmo tutti dei miopi e dei presbiti al buio senza l’opera del genio che ci facesse da lente.
Ho sempre reputato che la vera immensità di Troisi traspaia soprattutto nelle interviste. Quando parla a ruota libera, Troisi mostra tutta la sua levatura umoristica, politica, culturale, umana. Egli è un capolavoro incarnato. Ed i capolavori ci rendono migliori.
Lina Wertmuller, in questa bella raccolta di dichiarazioni prestigiose, dà una splendida definizione di Massimo Troisi: egli è insieme Pulcinella e Pierrot, ovvero la dissacrazione sanguigna e la malinconia poetica. In questo, egli diviene l’artista per eccellenza: in lui, per lui, attraverso di lui, rumoreggiano e sospirano infatti entrambe le anime del creatore, ovvero il Comico, ch’è ragione e solare follia, ed il Tragico, che è disperazione e lunare nobiltà.
Sul finale della seconda parte del medesimo collage d’interviste, Marco Messeri cita Cosimo de’ Medici: “L’artista è un miracolo della natura, non è un asino vetturino”.
Ed i miracoli sono artefici e forieri di stupore.
openspace detto
sull’invecchiare si è espresso chiaramente, peccato solo si sia fermato e basta.
sdrammaturgo detto
Quello è il passaggio che ha colpito di più anche me. E non può non colpire, visto come sono andate le cose.
Peraltro, ciò che dice è struggente ed illuminante. Come sempre, d’altronde.