Beati i poveri, perché moriranno prima

Squillino le trombe, trombino le squillo

Italian Hostel

Pubblicato da sdrammaturgo su 28 Luglio 2008

A Bolzaneto, quarantacinque uomini dello Stato, al riparo in una caserma (“Tutto questo palazzo è una grande tomba”, cit.), hanno torturato per ore ed ore decine di ragazzi e ragazze.
La sentenza ha assolto trenta carnefici e ne ha condannati solo quindici, peraltro con pene minime.
La cosa curiosa è il risarcimento: i ministeri degli Interni e della Giustizia dovranno versare quindici milioni di euro totali per i danni morali e materiali subiti dalle vittime.
Praticamente è come se gli aguzzini avessero pagato per poter torturare a piacere ed in piena impunita libertà.
Questo mi ricorda qualcosa.
Nel film Hostel di Eli Roth, dei ricconi sborsano grosse cifre di denaro per torturare ed uccidere ragazzi e ragazze appositamente rapiti e segregati nel chiuso di un enorme stabilimento isolato.
Nella realtà democratica italiana si è fatto addirittura un passo avanti rispetto alla finzione cinematografica: ci pensa lo Stato a pagare per permettere anche agli uomini del suo braccio armato – i quali non possono contare su grandi disponibilità finanziarie, ché lo stipendio di un poliziotto o di un carabiniere non è poi un granché – di divertirsi con spassose e ricreative torture.
Immaginate il vantaggio: è sufficiente arruolarsi e qualcun altro paga al tuo posto affinché tu possa godere delle attrazioni dell’Italian Hostel.
Il solito assistenzialismo del Belpaese.

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