“Sonetti del barbiere libertario” 1
Pubblicato da sdrammaturgo su 1 novembre 2009
So’ la rovina de ’sto monno qua
mica la guerra, la fame, la stalla,
ma l’omo che nun je piace leccalla,
la donna che nun je piace succhià.
Si nun te piace lavatte de sborro
o infradiciatte la faccia de fregna,
pe’ forza te piace spaccà la legna
e accade ’sta cosa: «Cucina!» «Corro!».
Si nun te piaciono le cose belle
vor di’ che te piaciono le cazzate:
marcette, machine, cristi, corone,
le cose che arricchiscono ‘l padrone.
Libbertà passa pe’ pompe e leccate:
pe’ incarceratte te levano quelle.
Questo post è stato pubblicato il 1 novembre 2009 a 21:25 ed è archiviato in Sonetti del barbiere libertario. Contrassegnato da tag: barbiere, cunnilingus, fellatio, liberazione sessuale, libertarismo, sesso orale, sonetto. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
poverobucharin detto
E un’altra cosa nuoce, ne dico una a caso
colui o colei non ama le dita nel naso.
Che setacciando narici anfratti e mucose
si può trovar di tutto, financo le rose.
sdrammaturgo detto
Amico che in versi alessandrini
a rinoesplorazioni t’avvicini
non tralasciar el cul che romoreggia
beatamente al suon d’una scoreggia!
poverobucharin detto
Oppure il sottil modo di dir tutto
senza parlar, soltanto con un rutto
lindalov detto
Sdrammaturgo: Come stai?!
sdrammaturgo detto
Salve! Di merda, e tu?