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	<title>Squillino le trombe, trombino le squillo</title>
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	<description>Qui giace lo Zoppo, pleonastico suo malgrado e sdrammaturgo per necessità. Fu il Tappo che sfatò la regola della L. Con l'ultimo fiato che aveva in corpo sbagliò un congiuntivo.</description>
	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 18:22:14 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;ira di un vegano godereccio</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 18:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Oltre l'arrosto c'è di più]]></category>

		<category><![CDATA[animalismo]]></category>

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		<category><![CDATA[gastronomia]]></category>

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		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>

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		<category><![CDATA[pizza con le patate]]></category>

		<category><![CDATA[strutto]]></category>

		<category><![CDATA[vegetalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; giunta l&#8217;ora di fare chiarezza, di squarciare la coltre delle tenebre, di strappare il velo della menzogna e far risplendere la verità in tutto il suo fulgore: la mozzarella nella pizza con le patate non c&#8217;entra una fava.
Quando un individuo compie il passo etico decisivo ed abbraccia la scelta - o meglio, adempie al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">E&#8217; giunta l&#8217;ora di fare chiarezza, di squarciare la coltre delle tenebre, di strappare il velo della menzogna e far risplendere la verità in tutto il suo fulgore: la mozzarella nella pizza con le patate non c&#8217;entra una fava.<br />
Quando un individuo compie il passo etico decisivo ed abbraccia la scelta - o meglio, adempie al dovere - vegan rinunciando a nutrirsi di animali, è ben cosciente di ciò a cui andrà incontro: una maggiore <em>fatica</em> ed un <em>impegno</em> più attento nella scelta degli alimenti, giacché l&#8217;umanità tristemente fonda gran parte della propria gastronomia sui prodotti ottenuti dallo sfruttamento, dalle torture e dall&#8217;uccisione di altri animali non umani.<br />
Ma c&#8217;è una cosa che un vegano amante della buona tavola non è disposto ad accettare e non accetterà mai: vedere infilati prodotti animali anche dove non c&#8217;entrano un cazzo.<br />
Cosa c&#8217;è di più pleonastico al mondo dello strutto, ad esempio? Sono giunto alla conclusione che venga messo solo per impedire a noi animalisti di mangiare piadine o di comprare la pizza buonissima dei fornai.<br />
&#8220;Ecco, dicendo &#8216;buonissima&#8217; ti sei risposto da solo: lo strutto nell&#8217;impasto rende la pizza decisamente più buona&#8221;. &#8216;N par de palle: inizi a mangiare pizza senza strutto e scopri che è pure mejo.<br />
Dunque, lo strutto è una componente inutile usata solo per dispetto ed alla faccia di quelli come me.<br />
Per non parlare dei fiori di zucca. Nulla suscita più rabbia nel vegano dal palato fino che scoprire condimenti di origine animali per cibi che lui aveva sempre gustato nella loro purezza vegetale quando ancora era un vil carnivoro.<br />
Penso alle frittelle con i fiori di zucca di mia nonna: dorate in padella con soltanto una pastella di acqua, olio, farina e nient&#8217;altro. Squisite, ed il sapore del fiore di zucca si esalta.<br />
E invece no: provi a prenderle altrove e te le ritrovi associate a mozzarella e - eresia delle eresie - acciughe. Risultato: la bontà assoluta del fiore di zucca ne esce umiliata ed io vengo privato della possibilità di assaporare quella prelibatezza.<br />
Ma dove si tocca il fondo è senza dubbio nella pizza con le patate.<br />
Fin da piccolo sono sempre stato abituato a quella divina pizza bianca con patate affettate sottilmente sopra ed impreziosite da una spolverata di pepe ed un po&#8217; di rosmarino. Ne vado pazzo, non mangerei altro. Quella è la mia vera droga, insieme ai felafel, al cocomero ed al succo di pera (per la cronaca, sono uno che non beve mai rum e pera in quanto ritengo che il rum rovini il succo di pera).<br />
Insuperabile è il mio trauma, indescrivibile la mia amarezza, incontenibile la mia ira nel constatare come si stia espandendo come una pestilenza che non lascia scampo l&#8217;abitudine insana ed oltraggiosa di guastare con la mozzarella anche la sacra pizza con le patate.<br />
La regale delicatezza popolana della patata infangata dalla volgarità kitsch della mozzarella.<br />
Rivoglio la mia pizza con le patate tradizionale, pizzettari di merda! Fornai bastardi, perché, perché, perché devo girare quindici botteghe in due quartieri diversi per trovare un misero stronzo pezzetto di pizza con patate e basta?!<br />
Sappiate che il mio disprezzo nei vostri confronti è doppio: non solo etico, ma anche gastronomico. Con la mozzarella, voi insultate la rustica nobiltà della pizza con le patate e così facendo mi danneggiate due volte, sia come animalista che come edonista.<br />
Per un mondo migliore, di&#8217; no a strutto a mozzarella.<br />
Strutto e mozzarella, o dell&#8217;inutilità del male.</p>
<p>P.S. Quanto espresso per la pizza con le patate è da ritenersi valido anche per la pizza con le zucchine e financo per ogni pizza che porti su di sé la delizia dei sani e genuini prodotti della terra.</p>
<p>N.B. L&#8217;autore è certo di incarnare in questo frangente la verità incontrovertibile ed oggettiva, per cui bollerà come inappellabili errori nonché abbagli - altrimenti e più correttamente detti <em>cazzate</em> - dovuti a cecità ed ingenua abitudine ogni parere contrario a proposito dell&#8217;indiscussa ed indiscutibile gratuità di strutto e mozzarella.</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Faccia da prete. Autobiografismo e digressioni di satiro</title>
		<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/07/01/faccia-da-prete-autobiografismo-e-digressioni-di-satiro/</link>
		<comments>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/07/01/faccia-da-prete-autobiografismo-e-digressioni-di-satiro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 15:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[vita vissuta mio malgrado]]></category>

		<category><![CDATA[autobiografismo]]></category>

		<category><![CDATA[io faccia da prete]]></category>

		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[satira]]></category>

		<category><![CDATA[umorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono un perseguitato. La dea Nemesi mi aspetta ogni giorno davanti casa con un cric in mano. Negli ultimi dieci giorni ben tre ragazze mi hanno detto che ho la faccia da prete. Da prete, ebbene sì. Esattamente da prete. A me, massimo ateo antiteista anticlericale esistenzialmente agonizzante.
Ora, essendo cresciuto in mezzo ai preti - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Sono un perseguitato. La dea Nemesi mi aspetta ogni giorno davanti casa con un cric in mano. Negli ultimi dieci giorni ben tre ragazze mi hanno detto che ho la faccia da prete. Da prete, ebbene sì. Esattamente da prete. A me, massimo ateo antiteista anticlericale esistenzialmente agonizzante.<br />
Ora, essendo cresciuto in mezzo ai preti - e forse la mia scarsa autostima è dovuta proprio al fatto che non mi hanno mai inculato. Una volta ho servito messa ad un sacerdote che qualche tempo fa è stato arrestato e condannato per pedofilia. E a me non ha mai degnato di uno sguardo. Cosa avevo in meno degli altri bambini, eh?! Probabilmente mi vedeva più come un amico - essendo cresciuto in mezzo ai preti, dicevo, in quanto nato in una famiglia cattolica da madre catechista, conosco assai bene la faccia da prete, so bene com&#8217;è fatta: è una faccia da viscido miserabile coglione.<br />
Dunque, a quanto pare ho una faccia da viscido miserabile coglione.<br />
Non so se sto pagando la mia infanzia da chierichetto che voleva prendere i voti o la mia maturità da anarco-comunista libertario. Fatto sta che il bollino da prete mi tormenta fin dall&#8217;adolescenza.<br />
Nella località marittima in cui sono andato in vacanza fino ai quindici o sedici anni il mio soprannome era proprio il prete, in virtù del mio passato da bambino che faceva vita attiva di parrocchia. Probabilmente, a distanza di dieci anni, laggiù mi ricordano ancora così. &#8220;Claudio chi?&#8221; &#8220;Er prete&#8221; &#8220;Ah, ecco&#8221;.<br />
La mia disumana autoironia mi portò poi a <a href="http://sdrammaturgo.wordpress.com/2006/11/01/padre-come-andato-halloween/">mascherarmi da prete</a> ad Halloween due anni fa. Perfezionista come sono, curai ogni minimo dettaglio e mi feci crescere appena appena i capelli ai lati per offrire un&#8217;immagine più anziana ed ecclesiasticamente filologica. Risultato: un coro di &#8220;ehi, ma c&#8217;hai proprio la faccia da prete!&#8221;.<br />
Ricordo ancora gli sguardi degli avventori del locale in cui mi aggiravo con tre amiche piuttosto fighe (Irene, se stai leggendo, la più figa eri indubbiamente tu!). Ogni persona che mi incrociava conciato in quella maniera sembrava che si stesse chiedendo: &#8220;Ma come cazzo fa a stare con queste fighe questo co&#8217; &#8217;sta faccia da viscido miserabile coglione?&#8221;.<br />
Ma tant&#8217;è, prendo atto della cosa senza abbattermi ed anzi ciò mi dà lo spunto per una digressione di tutt&#8217;altro genere. Alla Victor Hugo, per intenderci, ma più con il piglio da Armandino del baretto.<br />
Quindi, via con la digressione.<br />
Allora, essere associato alla fisionomia di un prete taglierebbe le gambe a qualsiasi essere vivente. &#8220;Ehi, blatta, hai la faccia da prete&#8221; &#8220;Oh mio dio, mi getto sulla prima spruzzata di DDT che incontro&#8221;. Ma chi vorrebbe immolare la propria vita all&#8217;Arte Comica non può che farne un punto di forza. Mi vengono in mente gli attori della Commedia dell&#8217;Arte descritti magistralmente da Ettore Scola ne <em>Il viaggio di Capitan Fracassa</em> con Massimo Troisi: i comici dell&#8217;arte sottoponevano il proprio fisico ad uno stress incomparabile per estremizzare le caratteristiche del corpo al fine di risultare più tragicamente divertenti. Chi era magro cercava di diventare magrissimo, chi era grasso si impegnava per diventare grassissimo, e così via. La propria carne sacrificata all&#8217;arte, il proprio corpo come uno strumento al servizio dell&#8217;arte.<br />
Il satiro sa trasformare ogni sconfitta in linfa vitale. Deve farlo, giacché la satira non è per i vincenti.<br />
L&#8217;artista comico - e mi verrebbe da dire l&#8217;artista tout court - ha bisogno delle piccole e delle grandi frustrazioni della vita e del quotidiano, altrimenti non avrebbe materiali per la propria arte. Mi viene in mente il racconto di Gesualdo Bufalino <em>Il ritorno di Euridice</em>, in cui Orfeo si volta volontariamente per far tornare l&#8217;amata nell&#8217;abisso dell&#8217;Ade e poter in tal modo continuare a cantare il proprio dolore.<br />
E&#8217; grazie alla conflittualità tra la volontà di perdere ed il rancore per aver perso che l&#8217;artista - e massimamente l&#8217;artista comico - può plasmare e dare forma alle sue opere.<br />
E&#8217; per questo che il satiro si risente molto quando viene bollato come simpatico. Il satiro è infatti tutt&#8217;altro che simpatico: è malinconico, schivo, poco socievole, misantropo, odia con veemenza, disprezza con tutto se stesso, patisce e scansa. Ma la sua capacità di dominare il segreto della risata crea l&#8217;enorme imperdonabile equivoco agli occhi dell&#8217;osservatore superficiale. Guai a confondere i cabarettisti di Zelig con Antonio Rezza, a mescolare la simpatia dell&#8217;avanspettacolo con il tormento dello spirito umorista.<br />
Il satiro vive dunque nella piena consapevolezza di essere destinato alla disfatta ed è l&#8217;odiato amore o l&#8217;amato odio per la propria condizione a renderlo ciò che è.<br />
C&#8217;è chi nasce Corrado Guzzanti e chi Manuel Agnelli. Ed il manuelagnellismo non può che essere il più inviso (e sottilmente invidiato per il suo successo, anche, ergo ancor più inviso) degli atteggiamenti agli occhi di un satiro: quel prendersi così sul serio, troppo sul serio, tipico dell&#8217;affascinante <a href="http://sdrammaturgo.wordpress.com/2006/10/27/il-bello-e-dannato/">bel tenebroso</a>, non può che suscitare sprezzante e compassionevole riso in chi ride del dolore e della nullità dell&#8217;esistenza e del cosmo e sa guardare in profondità l&#8217;aspetto <em>vero</em> delle cose (&#8221;Sì, ma qual è &#8216;l&#8217;aspetto <em>vero</em> delle cose&#8217;?&#8221; &#8220;Quello in cui non si scopa&#8221;).<br />
Chi dissacra è nemico di ogni aura.<br />
Il satiro ride della vittoria perché sa che essa è mendace e cela il volto della vacuità.<br />
Chi ama la sciocchezza del vincere non può fare il satiro. Al massimo può fare l&#8217;imprenditore, oppure fondare un gruppetto rock di medio profilo e chiamarlo Afterhours.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;"> *</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Appendice - L&#8217;autocelebrazione è autoperculazione. E viceversa</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Evoluzioni di una faccia di plastica, o del trasformismo bio-antropologico.</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://gallery.giovani.it/img/mms/img-blog/i/inafferrabilerey/486a47d66633a_big.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:large;">Nella calvizie ho trovato la mia dimensione.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sdrammaturgo.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sdrammaturgo.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sdrammaturgo.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sdrammaturgo.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sdrammaturgo.wordpress.com/302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sdrammaturgo.wordpress.com/302/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sdrammaturgo.wordpress.com&blog=2741917&post=302&subd=sdrammaturgo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Nuotatrice di Francesco Canini</title>
		<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/06/26/la-nuotatrice-di-francesco-canini/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 23:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ipnosi pulsionale]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Canini]]></category>

		<category><![CDATA[mostra]]></category>

		<category><![CDATA[Museo Emilio Greco di Sabaudia]]></category>

		<category><![CDATA[Nuotatrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Io ho la fortuna di avere per amico un maestro timido e geniale, un pittore schivo e brillante, tutto dedito alla sua arte che trasuda ricerca e poesia.
Francesco Canini ha voluto concedermi anche l&#8217;onore di curare l&#8217;apparato critico della sua mostra più importante, che si terrà dal 28 giugno al 6 luglio nella prestigiosa sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div style="text-align:justify;"><em>Io ho la fortuna di avere per amico un maestro timido e geniale, un pittore schivo e brillante, tutto dedito alla sua arte che trasuda ricerca e poesia.<br />
<a href="http://www.francescocanini.it/">Francesco Canini</a> ha voluto concedermi anche l&#8217;onore di curare l&#8217;apparato critico della sua <strong>mostra</strong> più importante, che si terrà <strong>dal 28 giugno al 6 luglio</strong> nella prestigiosa sede del <strong>Museo Emilio Greco di Sabaudia</strong>. L&#8217;esposizione raccoglie tutte le opere del ciclo della </em><strong>Nuotatrice</strong><em>, i lavori più importanti della vita e della carriera dell&#8217;autore.<br />
Di seguito riporto il testo di presentazione da me redatto accompagnato da alcuni esempi della creatività di Francesco Canini.<br />
Siete tutti invitati alla mostra.<br />
Ed ora, sorbitevi pure l&#8217;interminabile scritto.</em></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></div>
<div style="text-align:justify;">C&#8217;è qualcosa che sembra valicare i confini segnati dagli occhi, nelle tele di Francesco Canini. Qualcosa che oltrepassa lo sguardo, che esonda dal campo visivo e sembra sfiorare la pelle, cingere, accarezzare, avvolgere. Qualcosa che irretisce il corpo, che lo risucchia delicatamente. Qualcosa che pare pervadere le carne, invaderla dolcemente. Sembra che per percepire e recepire le opere di Francesco Canini non sia più sufficiente e non venga più coinvolta soltanto la vista, senso prediletto della pittura. Già, la pittura. In un&#8217;epoca in cui l&#8217;arte è dominata da installazioni e video, fusioni ostinate di elementi figurativi disparati, scimmiottamenti del genio Duchamp, spasmodiche ricerche di interattività che sempre più si avvicinano al campo dell&#8217;ingegneria contaminando e snaturando il terreno proprio dell&#8217;arte, Francesco Canini scopre che nulla può essere più coinvolgente per tutti e cinque i sensi e per il pensiero, niente più innovativo della pittura tradizionale. Una riscoperta del passato per traghettare il presente verso il futuro, dunque. Giacché il presente ed il futuro si costruiscono sulla consapevolezza del passato. Tant&#8217;è che l&#8217;effetto conclusivo risulta quantomai moderno; senz&#8217;altro più moderno dei più moderni tra chi vuole a tutti i costi essere moderno.</p>
<p>Molteplici sono le influenze ed i modelli individuabili nella sua opera: il primo Rinascimento masaccesco, Giorgione e Tiziano, il Carlo Carrà metafisico, il Realismo Magico, la lezione delle correnti Novecento e Valori Plastici, fino ad arrivare a Lucio Fontana ed all&#8217;illustrazione di Lorenzo Mattotti.</p>
<p>Francesco Canini analizza, assorbe, poi cerca di accantonare, dimenticare, quindi elabora e rielabora.</p>
<p><img src="http://www.francescocanini.it/opere/grandi/01.jpg" alt="Nuotatrice di Francesco Canini" width="450" height="288" /></p>
<p>Con un ritorno agli strumenti più semplici e gloriosi della pittura, Francesco Canini <em>innova rinnovando</em>: la sua è una pittura <em>aptica</em>, che attraverso gli occhi raggiunge il tatto e suggerisce alla mente suoni, sapori, profumi. Nell&#8217;elementare bidimensionalità della tela, egli forgia ambienti spaziali dipingendone l&#8217;atmosfera. Una vera magia, per dei quadri tradizionali.</p>
<p>Canini opera una revisione delle metafore e dei <em>θ?ποι</em> tradizionali, pur restando in costante dialogo con la tradizione. All&#8217;astrazione egli preferisce la <em>rarefazione</em> di una pittura figurativa forte di un rigoroso studio del nudo, di un accurato lavoro sul disegno e sul colore, di una preparazione della tela tramite strati di velature ottocentesche.</p>
<p>Importantissimo è proprio il lavoro che egli compie sulla tela e <em>con</em> la tela. Complici i suoi trascorsi di giovane raffinato corniciaio, Francesco Canini riscopre il carattere artigianale della pittura quattrocentesca, la certosina preparazione della tela, e, attraverso il contatto diretto con la <em>materia</em> e gli strumenti propri del pittore <em>di bottega</em>, egli trova l&#8217;<em>altro</em> del tangibile, raggiunge le vette dell&#8217;ineffabilità propria dell&#8217;arte. Il suo gesto manuale pittorico diventa speculazione filosofico-visiva.</p>
<p>Ad un tempo antico e moderno, Francesco Canini è artista squisitamente contemporaneo.</p>
<p>Prima di accingersi alla realizzazione del disegno, Canini lavora sulla base della tela, la prepara, ne saggia il legno, ne fa cosa sua; non si serve di tele già pronte: egli ha bisogno di entrare in contatto con il supporto bruto della sua arte, quello che poi, riempito di colori, sarà qualcos&#8217;altro, sarà tutt&#8217;altro che una mera tavola. Certo, in seguito quel piano ligneo non sarà più quel che era: sarà un quadro, un dipinto, un&#8217;opera d&#8217;arte. Ma la sua origine è plebea. Francesco Canini sa bene che nulla è più nobile di quella materia povera che non aspetta altro di veder zampillare dal legno grezzo le sfavillanti mirabilie patrizie di <em>ciò che è arte</em>.</p>
<p>Ciò che svetta alto nel cielo ha le radici piantate nella terra. Canini osserva come le più alte opere del genio umano siano il prodotto d&#8217;un insieme di elementi <em>bassi</em>: le imponenti statue sono il frutto della fatica e del sudore speso sul marmo delle cave ferito con il ferro; le cattedrali sono fatte di mattoni; gli affreschi pitturati con impasti di succhi ed essenze distesi con pennelli di setole.</p>
<p>E&#8217; questa consapevolezza - il massimo della coscienza a cui un artista può arrivare, ovvero la coscienza dei suoi mezzi - che permette a Francesco Canini di conciliare nel suo <em>fare</em> artistico i sempiterni nemici del <em>porre</em> e del <em>levare</em>: è come se infatti la tela <em>vissuta</em> e <em>sentita</em> suggerisse alla mano le linee da seguire; è come se nel legno e nel tessuto fossero già contenuti i germi dei colori che li andranno a far fiorire di Bellezza. I quadri di Francesco Canini <em>sbocciano</em>.</p>
<p>Egli svolge appieno quello che secondo Paul Klee è il compito precipuo dell&#8217;artista: porta alla luce, rende visibile l&#8217;invisibile che si annida e s&#8217;asconde nelle pieghe di ciò che sta sotto ai nostri occhi.</p>
<p>Il pittore ci insegna a guardare le cose scovandone il di più, ciò che eccede la vista, l&#8217;<em>altro del</em> - e non <em>dal</em> - sensibile.</p>
<p><img src="http://www.francescocanini.it/opere/grandi/03.jpg" alt="Nuotatrice di Francesco Canini 03" width="450" height="289" /></p>
<p>I suoi quadri tornano ad essere universi in sé conchiusi, rarefatti eppure densi, che proprio grazie al loro isolamento riescono a comunicare con la realtà; una realtà non più imitata, quella che Francesco Canini dipinge nelle sue opere, bensì <em>trasfigurata</em>: scissa dal mondo e dal tempo, la Nuotatrice ci parla della Storia e della Natura.</p>
<p>Oltre la <em>μ?μησις</em>, l&#8217;atto supremo di plasmare una nuova realtà che con la realtà comunichi, alla realtà si ispiri e che questa realtà insegni ad investigare con animo fresco e ricco d&#8217;una nuova giovinezza.</p>
<p>La Nuotatrice è il tema prediletto, il  soggetto caratteristico dell&#8217;autore, vera e propria <em>ossessione necessaria</em>, da alcuni anni vocazione pressoché esclusiva della sua pittura.</p>
<p>Nelle grandi tele azzurre e calde della <em>Nuotatrice</em>, dolcemente ossimoriche nella loro avvolgente freddezza che assorbe con tepore, è racchiusa tutta la poetica di Francesco Canini. Per questo egli afferma che la Nuotatrice lo accompagnerà per tutta la vita.</p>
<p>La sensazione di un tuffo in un&#8217;altra dimensione aleggia sia all&#8217;esterno che all&#8217;interno della superficie pittorica, dove una giovane donna, una fanciulla senza età, nuota immersa nella propria solitudine, laddove tale condizione perde qualsiasi connotato di negatività e non somiglia più ad un oscuro abisso, bensì ad un sereno riparo luminoso.</p>
<p>L&#8217;autore ritaglia uno spazio protetto di quiete nel frastuono dell&#8217;esistenza: egli dipinge un corpo al di fuori della Storia pur all&#8217;interno della Storia stessa (il costume della nuotatrice è elemento temporalmente caratterizzante), al sicuro dalle turbolenze del Tempo inteso sia in senso storico-politico (gli accadimenti sociali) sia metafisico (il suo scorrere che tutto divora e distrugge).</p>
<p>In un tempo ed in uno spazio determinati il pittore scava un luogo ed un momento al di fuori del tempo e dello spazio.</p>
<p>Come in &#8220;Ode on a Grecian Urn&#8221; di John Keats, l&#8217;arte torna ad assumere una valenza eternatrice e pacificatrice: la nuotatrice avrà il privilegio di non uscire più da quel tenero limbo in cui ogni affanno è sospeso.</p>
<p>L&#8217;incarnato della ragazza è levigato, quasi etereo, lievemente caldo eppure raggelato da una luce propria che si mescola a quella che si propaga soffusa nelle opere; si tratta di riflessi di luce resi con pennellate leggere che ricordano l&#8217;acquerello, a rendere palpabile non tanto l&#8217;acqua, bensì il <em>senso</em> dell&#8217;acqua, la suggestione emozionale del colore omogeneo sfumato di celeste e bianco.</p>
<p>E&#8217; proprio la ricerca  sui toni la chiave del lavoro di Francesco Canini, il suo tratto peculiare e fondamentale. Molto più <em>veneziano</em> che <em>toscano </em>in questo, Canini attua e suggerisce un approccio diretto ed emozionale con il reale, il più immediato possibile (nell&#8217;accezione primaria di <em>in-mediato</em>, <em>non mediato</em>), al fine di trovare una sorta di <em>assoluto pittorico</em>: la pelle della nuotatrice, accarezzata dall&#8217;acqua, compenetrata dal mare e sovente fusa con esso, si fa anima incarnata, ma d&#8217;una sovrannaturalità che appartiene tutta alla sfera artistica.</p>
<p><img src="http://www.francescocanini.it/opere/grandi/08.jpg" alt="Nuotatrice di Francesco Canini 08" width="450" height="286" /></p>
<p>Francesco Canini indaga sull&#8217;enigma dell&#8217;azzurro, il più ambiguo ed ammaliante tra i colori.</p>
<p>Tecnicamente, l&#8217;azzurro è un colore freddo. Eppure, in esso c&#8217;è un calore inusitato, che attira e sa di distanza, che seduce e respinge. Dolce e ieratico insieme, l&#8217;azzurro è un mistero che sbalordisce ed inquieta, che rapisce ed allontana.</p>
<p>E&#8217; Francesco Canini stesso a dichiarare il proprio stupore allorché si trova ad impastare l&#8217;azzurro: basta un pizzico di bianco in più, oppure una goccia in meno, e quest&#8217;azzurro muta; e con il suo mutare, trascina con sé sensazioni sempre nuove e diverse, pizzica corde dello spirito mai suonate e libera nuove voci, rammentandoci che spesso un silenzio corrisponde ad un tacere e non ad un&#8217;inesistenza.</p>
<p>Francesco Canini conduce una vita quasi monastica, dai ritmi rigorosi, tutto dedito alla sua arte. Vive in campagna, vicino al mare, immerso in quel silenzio ed in quella solitudine che intende consegnare alle sue opere, come se volesse donare alle tele una parte della propria vita, quasi a soffiare nel tessuto e nel legno inerte un alito vitale che animi le immagini. Nei dipinti Canini restituisce le impressioni che egli attinge da ciò che lo circonda e l&#8217;ambiente diviene differente da se stesso: diviene creazione, diviene artificio, diviene arte. Cambia volto, scompare dissolvendosi nel quadro per riaffiorare sotto mentite sincere spoglie.</p>
<p>Francesco Canini si sveglia ogni mattina prima dell&#8217;alba e comincia a lavorare ai dipinti, proseguendo ininterrottamente fino al pomeriggio, momento in cui &#8220;rimette in discussione&#8221; - come suole dire lui stesso - tutto il lavoro svolto sino a quell&#8217;ora. Ritorna quindi sui propri passi, prende nuove decisione, cambia idea, impregnandosi delle suggestioni di quanto da lui stesso precedentemente realizzato affinché lo conducano per nuove vie inaspettate. La sua è una paziente attesa dell&#8217;inatteso.</p>
<p>E&#8217; quantomai interessante sapere cosa l&#8217;artista stesso ha da dire a proposito del proprio metodo: egli confessa la meraviglia che lo invade nell&#8217;osservare l&#8217;azzurro che si trasforma ad ogni nuova pennellata. Francesco Canini in primis si sorprende ogni volta per l&#8217;inafferrabilità dell&#8217;azzurro.</p>
<p>Colore imperscrutabile per eccellenza, l&#8217;azzurro è la <em>tinta dell&#8217;ossimoro</em>. Nell&#8217;azzurro le opposizioni si amalgamano e generano quell&#8217;aura d&#8217;insolita insondabilità che conquista e fa vacillare. L&#8217;azzurro è l&#8217;ossimoro che produce ossimori. L&#8217;azzurro è l&#8217;incarnazione tonale del Mistero: il mistero del cosmo, il mistero della vita e della morte, il mistero del divino, il mistero del senso e del significato dell&#8217;esistenza. L&#8217;azzurro esprime l&#8217;assoluto, l&#8217;eterno e l&#8217;infinito; ne simboleggia la faccia mutevole.</p>
<p>Azzurro come essenza visibile e cangiante dell&#8217;Immutabile.</p>
<p>La Nuotatrice scivola languida nell&#8217;azzurro. Vi è immersa, ne è intrisa. La Nuotatrice esplora l&#8217;azzurro. Ella è dunque l&#8217;artista stesso, ogni artista e di riflesso l&#8217;uomo in generale e la sua volontà conoscitiva mista alla brama di annullarsi nel <em>brahman</em>. La Nuotatrice è l&#8217;allegoria dell&#8217;umano anelito verso il paradiso ed al contempo del raggiungimento del paradiso, finalmente ottenuto.</p>
<p>La sfera artistica è l&#8217;unico vero Eden, l&#8217;unico vero Empireo, l&#8217;unica vera Rosa dei Beati.</p>
<p>La Nuotatrice e l&#8217;azzurro: due simboli, due metafore, due allegorie, così semplici eppure così sterminati.</p>
<p><img src="http://www.francescocanini.it/opere/grandi/02.jpg" alt="Nuotatrice di Francesco Canini 02" width="450" height="290" /></p>
<p>Immersa in un silenzio magico ed in una solitudine arcana, misteriosa, la Nuotatrice è sospesa in un vuoto che incanta e meraviglia. Al riparo dai turbamenti, dagli affanni, dai rumori dell&#8217;esistenza, questa sirena senza età fluttua in una quiete cosmica che avviluppa in un abbraccio morbido, eterno ed <em>eternatore</em>.</p>
<p>La nuotatrice è salva dalla vecchiaia, libera da ogni sforzo e tensione (come rivelano i capelli e le mani). Ha gli occhi chiusi, assorta nella propria distanza dal mondo, che pure sembra ad un passo, ma lontano ormai più dalla sua mente che dal suo corpo.</p>
<p>La pace, con il caos tutto intorno alla cornice, fuori, via.</p>
<p>Ella è in pace.</p>
<p><img src="http://www.francescocanini.it/opere/grandi/05.jpg" alt="Nuotatrice di Francesco Canini 05" width="450" height="284" /></p>
<p>Il tutto sembrerebbe denotare una volontà impolitica, che però dimostra una salda consapevolezza critica: questa creazione di un non-luogo di tregua cosmica lascia supporre un profondo senso di pessimistica stanchezza verso una realtà inclemente e frenetica che intrappola l&#8217;Io nella gabbia degli schemi della quotidianità.</p>
<p>La pittura di Francesco Canini si configura dunque anche come <em>politica</em>, nel significato più elevato inteso da Theodor Adorno: l&#8217;opera d&#8217;arte, dicendo - wittgensteinianamente - se stessa e confessandosi come altro dal e del reale, denuncia dal proprio interno le storture del <em>vigente</em>.</p>
<p>Così, se l&#8217;uomo della modernità è smarrito nel marasma, la donna di Canini si perde nella pace. A volte ci mostra il volto, un viso dai tratti vaghi, giacché l&#8217;arte deve essere universale. Si lascia accarezzare dall&#8217;acqua, dalla propria <em>vuotezza positiva</em>: un vuoto d&#8217;accidenti riempito d&#8217;assoluto.</p>
<p>Il pittore esclude qualunque tipo di turbamento: la nuotatrice è pudica nella propria libertà, trasuda libertà nella totale assenza di pulsione erotica. Si tratta di esperienze sensoriali da captare puramente col pensiero sgombro.</p>
<p>Lo sguardo dell&#8217;osservatore scivola sulla tela ed addosso alla nuotatrice, che non vi bada. Ispira silenzio, assorbimento.</p>
<p>La nuotatrice di Canini è una divinità insieme degli abissi e delle altezze, delle profondità marine e dei picchi celesti del pensiero; una dea acquatica desacralizzata, terrigena e terrena, ma improfanabile nella sua impenetrabile placidità che sa d&#8217;ignoto, d&#8217;infinito e imperituro.</p>
<p><img src="http://www.francescocanini.it/opere/grandi/10n.jpg" alt="Nuotatrice di Francesco Canini 10" width="450" height="348" /></p>
<p>La grandezza di Francesco Canini risiede nella rara capacità di dipingere l&#8217;assenza. Dare forma al silenzio ed al vuoto è il più arduo dei cimenti per l&#8217;artista. In fondo, è la meta a cui tende ogni artista: esprimere l&#8217;infinito nulla di dio.</p>
<p>Quella di Francesco Canini è una pittura religiosa che santifica la religione della pittura. La sua è una visione sacra, la sua pittura è sacrale; uno sguardo sacrale per un&#8217;arte sacra, ma d&#8217;una liturgia puramente artistica. Francesco Canini celebra il miracolo dell&#8217;arte. E&#8217; l&#8217;immensità dell&#8217;arte medesima che egli magnifica ed a cui tributa gli onori della creazione.</p>
<p>Di qui la sua tensione verso un <em>misticismo artistico</em>: è uno stato di ipnotico torpore vigile che egli vuole suscitare nell&#8217;osservatore; l&#8217;enorme vantaggio di questa sublime tipologia di culto risiede nel fatto che non c&#8217;è bisogno di attendere alcuna allucinazione: la visione trascendente è già tutta spalancata davanti al fruitore, al quale non resta che lasciarsi andare all&#8217;estasi e nell&#8217;estasi, smarrirsi in quell&#8217;&#8221;eterno femminino&#8221; che &#8220;trae al superno&#8221; rappresentato dalla Nuotratrice. Solo perdendoci  ci è dato ritrovarci, ritrovare il nostro essere nella sua purezza primigenia. E solo perdendoci lucidamente nei meandri dell&#8217;arte. Questa è la lezione che Francesco Canini desidera darci.</p>
<p>La nuotatrice diviene dunque allegoria dell&#8217;arte stessa. La Nuotatrice è la Pittura, è la Poesia, è la πο?εσις.</p>
<p>Ella sopravvive al di sopra, al di sotto, al di là del perituro. Nell&#8217;al di qua ci siamo noi e le nostre miserie umane. E non possiamo avvicinarci alla Nuotatrice: se allunghiamo le dita nel tentativo di toccarla, di rubare la sua linfa d&#8217;ambrosia, di lasciarsi contagiare dalla sua vittoria sul finito, la parete della tela ci respinge. La Nuotatrice vive solo nell&#8217;Immagine e solo l&#8217;Immagine è la Verità.</p>
<p>Francesco Canini ci svela il segreto più grande: l&#8217;arte è il luogo eletto dell&#8217;immortalità. L&#8217;unico. E viceversa.</p></div>
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		<title>Sex and the Country</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 16:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Paesaggi di Passaggio]]></category>

		<category><![CDATA[Sarà una risata che vi seppellirà]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottotitolo: l&#8217;eros a misura di orto.
*

 Il sesso è una cosa meravigliosa. Il sesso è una cosa bellissima. Il sesso è la più bella che ci sia. Nessuno potrebbe farvi cambiare idea su questo. Chi potrebbe, d&#8217;altronde?
E invece no: il bifolco può. Il bifolco può tutto.
La presente raccolta è frutto di anni ed anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Sottotitolo: l&#8217;eros a misura di orto.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p><em> Il sesso è una cosa meravigliosa. Il sesso è una cosa bellissima. Il sesso è la più bella che ci sia. Nessuno potrebbe farvi cambiare idea su questo. Chi potrebbe, d&#8217;altronde?<br />
E invece no: il bifolco può. Il bifolco può tutto.<br />
La presente raccolta è frutto di anni ed anni di ricerca sul campo condotta dall&#8217;equipe di studi eto-sub-antropologici </em><a href="http://inquietologo.wordpress.com/">Inquietologo</a><span style="color:#ff0000;">&amp;</span><a href="http://sdrammaturgo.wordpress.com">Sdrammaturgo</a> <a href="http://inquietologo.wordpress.com/">Useless</a> <a href="../">Services</a><em> tra la selvatica ruralità della Tuscia.<br />
Il materiale collezionato si compone di frasi ed esternazioni varie - udite in prima persona dai due scienziati lungo tutto il corso della loro falisca vita agreste - in grado di far sembrare il sesso un qualcosa di sgradevole, raccapricciante, disgustoso.<br />
Se ne parla il bifolco, l&#8217;erotismo diviene atroce e l&#8217;ardore si tramuta in orrore.<br />
Pensavate che Ted Bundy e Pietro Pacciani avessero una sessualità particolarmente disturbata? Ebbene, preparatevi ad esplorare gli abissi più perversi delle pulsioni.</em></p>
<p><em>Avvertenza: la lettura è sconsigliata agli inguaribili romantici.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em></p>
<p>&#8220;&#8216;Sta settimana hai inzeppito? Io ho dato tre inzeppite. Ma poi c&#8217;avea &#8216;na fica stretta! A &#8216;n certo punto m&#8217;è toccato rimannalla a casa. Je l&#8217;ho detto: &#8216;Sente, c&#8217;hae la fica troppo stretta, mica je la fo&#8217;&#8221;</p>
<p>&#8220;Quella che mestiere fa? L&#8217;attrice? Capirai, l&#8217;attrici lo fanno infila&#8217; pure mal cane&#8221;</p>
<p><em>Bottega del barbiere. La radio trasmette </em>Non va più via l&#8217;odore del sesso &#8220;Non va più via l&#8217;odore del sesso&#8230;E che je c&#8217;ha pisciato dentro?&#8221;</p>
<p>&#8220;Quella? E quella ce l&#8217;ha &#8216;na manciata de fregna!&#8221;</p>
<p>&#8220;Stasera la guarde Striscia la Notizia? Pe&#8217; chi te la fae la zagana? Pe&#8217; la bionda o pe&#8217; la mora?&#8221;</p>
<p>&#8220;E &#8216;nsomma stavo a ingroppa&#8217; &#8217;sta quarantenne e questa me fa: &#8216;Io però avrei bisogno anche di coccole&#8217;. Ma quali coccole: je l&#8217;ho buttato su &#8216;n&#8217;artra vorta e so&#8217; annato via&#8221;</p>
<p>&#8220;&#8216;Na vorta stavo a monta&#8217; &#8216;na mastiotta giù pe&#8217; &#8216;l lago; te do ma la fica, te do ma la fica, qua, te do mal culo. Do una o du&#8217; briscole, dio porco tipo fòra &#8216;l cazzo e era &#8216;n cremino&#8221;</p>
<p>&#8220;Guarda &#8216;n po&#8217; che sorca quella lì: tu nu&#8217; je la faresti &#8216;na fica come la ròta de la <a href="http://www.dibattistaoli.it/molazza-1.jpg">molazza</a>?&#8221;</p>
<p>&#8220;M&#8217;ea apparecchiato bene in quel modo, e che fae, nu&#8217; je la dae?&#8221;</p>
<p>&#8220;A rega&#8217;, e così me fate &#8216;na fica come la ròta de la bicicletta: a razze&#8221;</p>
<p>&#8220;Toh, che bel porta-mmerda!&#8221;</p>
<p>&#8220;Bbona quella, eh? Che je ropperesti se dovessi sceje?&#8221;</p>
<p>&#8220;Adè bombareccia?&#8221;</p>
<p>&#8220;Me ricordo che quanno ero giovine annassimo a coja l&#8217;ua e c&#8217;adera &#8216;na bardassotta; a n&#8217; certo punto s&#8217;abbassò e je se videro da la sottana quattro pele de sorca: ogni filagna &#8216;na pugnetta&#8221;</p>
<p>&#8220;Le donne so&#8217; solo che da pisello&#8221;</p>
<p>&#8220;Prima o poi toccherà prova&#8217; &#8217;sti transessuali: dice che fanno belle boccole&#8221;</p>
<p>&#8220;So&#8217; annato co&#8217; &#8216;na pornostar: cinquecento euro, ha&#8217; da senti&#8217; come spigneva mal culo&#8221;</p>
<p>&#8220;Me raccomanno, faje piano a la mi&#8217; cuggina quanno me l&#8217;ancule&#8221;</p>
<p>&#8220;Mo&#8217; vo a Cuba. Appena scenno dall&#8217;aereo, chiappo una e dico: &#8216;Vo&#8217; monta&#8217;?'&#8221;</p>
<p>&#8220;Vene qua che te le do io &#8216;l tabbacco del moro!&#8221;</p>
<p>&#8220;Hae ‘nfilato ‘sta settimana?&#8221;</p>
<p>&#8220;Tu c&#8217;hae tre fije, nun poe fa&#8217; le cazzate. Io lo so che la Luisa c&#8217;ha &#8216;na fica che è ‘n pezzo de pane&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Ricordete: le cose che se montano nun se prestano, da la bicicletta a la moje&#8221;</p>
<p>&#8220;Guarda che noi da giovani capitava pure che qualcuna de ‘ste tedesche in villeggiatura la sbudellavamo&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Nun te piace ‘l baccalà? Allora nun te piace la fica. La fica sa de baccalà&#8221;</p>
<p>&#8220;Quella dell&#8217;altr&#8217;anno su la barca m&#8217;ha lasciato ‘no stronzetto, dopo che me la so&#8217; ‘nculata&#8221;</p>
<p>&#8220;Voi de vent&#8217;anni mica scopate: voi ve fate le pippe mal fodero de la fica&#8221;</p>
<p>&#8220;Da quanno esistono &#8217;sti bidè, la fica nun sa più de &#8216;n cazzo&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sdrammaturgo.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sdrammaturgo.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sdrammaturgo.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sdrammaturgo.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sdrammaturgo.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sdrammaturgo.wordpress.com/300/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sdrammaturgo.wordpress.com&blog=2741917&post=300&subd=sdrammaturgo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Estemporaneismi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 01:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sarà una risata che vi seppellirà]]></category>

		<category><![CDATA[boh]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottotitolo: Franz Kafka ha scritto gli Otto quaderni in ottavo ed io ho imballato scatoloni fino all&#8217;altro ieri. Scatoloni di libri sulle automobili, peraltro. Un titolo recitava La vendetta dell&#8217;Alfa Romeo. Quindi è giusto che io abbia speso cinquanta euro per il volume dei Meridiani in cui sono contenuti gli Otto quaderni in ottavo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><strong>Sottotitolo: Franz Kafka ha scritto gli <em>Otto quaderni in ottavo</em> ed io ho imballato scatoloni fino all&#8217;altro ieri. Scatoloni di libri sulle automobili, peraltro. Un titolo recitava <em>La vendetta dell&#8217;Alfa Romeo</em>. Quindi è giusto che io abbia speso cinquanta euro per il volume dei Meridiani in cui sono contenuti gli <em>Otto quaderni in ottavo</em> e solo in seguito abbia scoperto che  ce n&#8217;era un&#8217;edizione a sei euro e cinquanta.</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Sottosottotitolo posto all&#8217;inizio ma scritto alla fine (miracoli del montaggio dell&#8217;impaginazione consentiti dalla futuristica funzione del taglia-incolla): ultimamente sono particolarmente affezionato ai sottotitoli. Ho capito che sono un ottimo strumento da utilizzare quando non si hanno idee ma si vuole lo stesso scrivere abbastanza per riempire uno spazio sufficientemente lungo da essere meritevole di pubblicazione </strong><strong>ed in modo tale da risultare in linea con i soliti standard di misura</strong><strong>. Dunque, cari lettori, vi sto gabbando e voi state impiegando il vostro tempo a leggere vacue parole redatte badando più alla quantità che alla qualità. Non avete notato come cerco di allungare i periodi delle frasi con termini superflui che ne rendono prolissa la forma? E non sono ancora arrivato a due pagine word, la meta che mi sono proposto! Dunque ne avete ancora di nulla da sorbirvi!<br />
Sì, ok, so che non dovrei farlo, sono consapevole nonché pienamente cosciente (che poi è la stessa cosa, il significato è il medesimo, sono due formule equivalenti e perfettamente interscambiabili, ma le ho utilizzate appositamente entrambe sempre per la motivazione di cui sopra - non vi accorgete che sto raddoppiando pleonasticamente ogni affermazione?) dovrei avere maggior rispetto per chi segue il mio blog, ma tanto ognuno di voi almeno una volta nella vita si sarà portato a letto un emerito coglione od una riprovevole inetta, quindi che cazzo me frega. Non ho pietà e faccio giustizia in questo modo. Inoltre è un valido metodo per dare sfoggio di buona dimestichezza con la lingua italiana, cosa che - non si sa mai - potrebbe procurarmi qualche passera particolarmente incline a lasciarsi abbindolare dall&#8217;abilità retorica. Non ci crederete, ma la superficialità non ha limiti e la sua diffusione non accenna a diminuire: probabilmente esiste più d&#8217;una vulvomunita disposta a cadere in simili inganni dell&#8217;apparenza. &#8220;Hey, scrive bene, diamogliela!&#8221;. No, ok, mi sono fatto rapire eccessivamente dai voli della fantasia. Però che volete farci, qui mancano ancora tre righe per arrivare a due pagine word <em>pare pare</em>. Ora due. Sempre due. Ancora due. Vai così&#8230;ci siamo quasi&#8230;l&#8217;atleta è quasi al traguardo&#8230;un ultimo sforzo&#8230;pochi metri ci separano dall&#8217;arrivo&#8230;suspence&#8230;eccolo&#8230;eccolo&#8230;Giorgiomastrotaècornuto.</strong></p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Il milite idiota</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Ieri ho visto due esseri umani. Ed un militare.</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Un eroe moderno</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">&#8220;Qual era il tuo personaggio dei puffi preferito?&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Quattrocchi&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Anche il mio! E&#8217; un vero peccato che sia morto in Iraq&#8221;</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>New policy</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">&#8220;Certo che però in Italia siamo proprio lo zimbello d&#8217;Europa: Mara Carfagna ministro! Non si può proprio vedere una show girl rivestire cariche pubbliche di quell&#8217;importanza&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Io invece sono contento: non capita tutti i giorni di potersi fare le pippe su un ministro&#8221;</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Analisi di <em>Amores Perros</em> di Alejandro González Iñárritu, scritto da Guillermo Arriaga</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Quello che gli autori intendono dirci è che se preferisci un bulletto qualunque a Gael García Bernal devi essere davvero una stupata senza speranza, per cui ti meriti una vita di merda.</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Tripartizione dei fallofori</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Ora, Fiona Apple è stata violentata quando aveva dodici anni. Alla luce di ciò, gli uomini si dividono in tre categorie: chi considera Fiona Apple la Donna Ideale e Perfetta, chi non è tormentato dal mattino alla sera o comunque non è turbato più di tanto al pensiero che Fiona Apple sia stata stuprata e chi stupra Fiona Apple.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Postilla: che senso ha avere una ragazza che non sia Fiona Apple?</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Antispecismo ziista</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">&#8220;Tu non mangi carne?&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;No, non mangio animali&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Secondo me non c&#8217;è niente di male nel nutrirsi di esseri inferiori&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Anche mio zio è un essere inferiore, ma non per questo lo squarto e lo mangio&#8221;</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Sì, mio zio mi deve la vita.</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Il borghese che la sapeva lunga</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Faccio cose, vedo gente, lecco figa.</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Brecciolino di saggezza</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">L&#8217;intelligente si incazza, l&#8217;imbecille si scandalizza.</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>Romanticheria rusticana</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">&#8220;Buttemelo su! Buttemelo su!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Tiè, sentolo! Sentolo!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Ammazza, a tosì me la ruine!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Je fa?&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Je fa, je fa&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Tàn! Tàn!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Famme la sgassata del Califfone! Famme la sgassata del Califfone!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Viiim viiim!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Esteme! Esteme!&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;M&#8217;abbasta vedette che me sborro ma le mutanne&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Ti amo&#8221;</p>
<p align="justify">&#8220;Ti amerò per sempre&#8221;</p>
<p align="justify"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il senso di nausea vi è stato offerto da un calvo intrappolato nel corpo di uno stempiato in evidente crisi creativa.</p>
<p align="justify">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sdrammaturgo.wordpress.com/298/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sdrammaturgo.wordpress.com/298/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sdrammaturgo.wordpress.com/298/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sdrammaturgo.wordpress.com/298/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sdrammaturgo.wordpress.com/298/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sdrammaturgo.wordpress.com/298/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sdrammaturgo.wordpress.com&blog=2741917&post=298&subd=sdrammaturgo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dello scrostare la merda e di altre delizie</title>
		<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/06/07/dello-scrostare-la-merda-e-di-altre-delizie/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 03:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sarà una risata che vi seppellirà]]></category>

		<category><![CDATA[vita vissuta mio malgrado]]></category>

		<category><![CDATA[Benvenuto Cellini]]></category>

		<category><![CDATA[darkettone tumefatte]]></category>

		<category><![CDATA[estetica della spazzoletta del cesso]]></category>

		<category><![CDATA[scopettini per scrostare la merda]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottotitolo: pedissequamente tratto da una storia vera che non sarà un granché ma è pur sempre meglio di un aneddoto a caso di un ingegnere qualsiasi.
Sottosottotitolo: Eugène Ionesco non era nessuno. Ma siccome due negazioni affermano, allora l&#8217;autore dello scritto ci sta dicendo - non volendo e quindi errando (errare nel senso di sbagliare, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Sottotitolo: pedissequamente tratto da una storia vera che non sarà un granché ma è pur sempre meglio di un aneddoto a caso di un ingegnere qualsiasi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sottosottotitolo: Eugène Ionesco non era nessuno. Ma siccome due negazioni affermano, allora l&#8217;autore dello scritto ci sta dicendo - non volendo e quindi errando (<em>errare</em> nel senso di <em>sbagliare</em>, non nel senso di <em>vagare</em>, <em>vagabondare</em>. Bisogna essere precisi) - che Eugène Ionesco era qualcuno. In tal caso però va smarrito tutto il senso con cui l&#8217;autore intendeva la frase. Dunque sarebbe stato più opportuno scrivere &#8220;Eugène Ionesco era nessuno&#8221;. Eppure anche questa forma avrebbe dato adito a più di un equivoco, visti il suo carattere suggestivo-evocativo ed il suo rimando all&#8217;episodio di Ulisse e Polifemo. La riflessione si fa perciò sempre più spinosa&#8230;Anzi no, colpo di scena: la visione di un lettore energumeno che brandisce un pensionato a mo&#8217; di mazza - visibilmente contrariato da prolissi arrovellamenti (l&#8217;energumeno, non il pensionato. Per quanto pure il pensionato non sembri una pasqua, ma per altri evidenti motivi, ai quali si aggiunge la morte incombente e l&#8217;impotenza senile) - convince l&#8217;autore ad interrompere qui il sottosottotitolo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Interno giorno. Negozio di forniture idrauliche</em></p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SPIANTATO Salve, avrei bisogno di una tavoletta per il wc e di uno scopettino per la tazza. Ovviamente di entrambe le cose mi dia i pezzi che costano meno.</p>
<p style="text-align:justify;">COMMESSO Ecco il sedile per il water. Ora le prendo lo scopettino.</p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SPERANZOSO  Grazie mille.</p>
<p style="text-align:justify;">COMMESSO Ed ecco lo scopettino. <strong>Lo guardi e mi dica se le piace</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SPIAZZATO Eh?! Ah&#8230;uh&#8230;uhm..ehm&#8230;sìsì, per carità, ne riconosco l&#8217;indubbio valore estetico. Quant&#8217;è?</p>
<p style="text-align:justify;">COMMESSO Trentacinque euro.</p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SCONCERTATO Leggo che la tavoletta costa venti euro. Dunque lo scopettino viene quindici euro. Non avrebbe qualcosa da ancora meno?</p>
<p style="text-align:justify;">COMMESSO No no, ad un prezzo inferiore è impossibile. E comunque si tratta di un ottimo prodotto.</p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SPAESATO Di sicuro è un pezzo di alta qualità, si vede ad occhio nudo, ma sa, per l&#8217;uso che devo farne, mi va bene anche uno scopettino meno pregiato.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;">E così ho scoperto che esiste tutta una branca di studi artistico-filosofici sull&#8217;Estetica delle Spazzolette per Grattare la Merda.</p>
<p style="text-align:justify;">Immagino già il mondo in una nuova ottica alla luce del trionfo e della gloria degli scopettini per scrostare la merda. &#8220;Caro, guarda che bello quello scopettino per scrostare la merda! Ne ho sempre sognato uno così!&#8221;; &#8220;I tuoi capelli sono così belli che mi ricordano una spazzoletta per grattare la merda&#8221;; &#8220;Inaugurata oggi l&#8217;attesissima mostra <em>Lo scopettino per scrostare la merda nei secoli</em>. Attrazione principale dell&#8217;esposizione saranno gli scopettini disegnati da Benvenuto Cellini, il primo dei grandi progettisti di spazzolette del cesso a capire che raschiare forsennatamente mentre ancora sta scorrendo l&#8217;acqua dello sciacquone è l&#8217;unico modo per non far rimanere la merda appiccicata alle setole&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">D&#8217;un subito sono volato con la mente a quella volta in cui mi serviva un mobiletto/piano d&#8217;appoggio per la cucina.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SQUATTRINATO Quanto viene quel mobiletto verde?</p>
<p style="text-align:justify;">COMMESSO Cinque euro. Questo rosso invece otto, perché è più bello.</p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SORPRESO Ma su che base lei afferma che questo è più bello? Sono praticamente uguali. Cambiano solo il colore ed i manici.</p>
<p style="text-align:justify;">COMMESSO Eh, ma questo è più bello.</p>
<p style="text-align:justify;">STUDENTE SMARRITO Va bene, mi dia quello più brutto.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;">Conclusione: ho dei calzascarpe magnifici.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Post scriptum totalmente, completamente, perfettamente, assolutamente, aggiungetepurealtrisinonimamente fuori tema rispetto al tenore delle precedenti <em>dissestazioni</em> (neologismo parodico di <em>dissertazione</em> desunto per estensione da <em>dissesto</em>, <em>dissestare</em>. Acuto, no? Eh, se si potesse ottenere vulva in questa maniera&#8230;).</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sottotitolo del post scriptum inutile: ostrica di saggezza del giorno.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p style="text-align:justify;">Molte darkettone, quelle più fissate con il BDSM, la sottomissione, il dolore nel sesso, la dominazione, la vessazione ed il sangue, credono di desiderare Trent Reznor, ma non sanno che il loro uomo ideale è il mio meccanico.</p>
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		<title>&#8220;I have a dream&#8221; 3</title>
		<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/06/01/i-have-a-dream-3/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 03:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I have a dream]]></category>

		<category><![CDATA[femminismo]]></category>

		<category><![CDATA[satira]]></category>

		<category><![CDATA[umorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[MONICA Ciao Sabrina!
SABRINA Ma ciao! Da quanto tempo!
MONICA Ti vedo in formissima, con questa scollatura provocante!
SABRINA Hehehe, è un vestitino nuovo nuovo, ti piace?
MONICA Molto, anche la minigonna.
SABRINA L&#8217;ho comprata in occasione del primo giorno in questo nuovo lavoro.
MONICA Uh, non lavori più nel solito ufficio?
SABRINA No, mi sono licenziata. Mi è capitata un&#8217;opportunità più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">MONICA Ciao Sabrina!</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ma ciao! Da quanto tempo!</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Ti vedo in formissima, con questa scollatura provocante!</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Hehehe, è un vestitino nuovo nuovo, ti piace?</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Molto, anche la minigonna.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA L&#8217;ho comprata in occasione del primo giorno in questo nuovo lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Uh, non lavori più nel solito ufficio?</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA No, mi sono licenziata. Mi è capitata un&#8217;opportunità più interessante in un&#8217;altra agenzia e l&#8217;ho colta al volo.</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Hai fatto bene. E sul piano sentimentale? Stai ancora con Alessandro?</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA No, l&#8217;ho mollato. Il rapporto era diventato un po&#8217; logoro, statico, noioso, ho preferito darci un taglio.</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Aria di rinnovamento, insomma.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Già. Ora sto frequentando un ragazzo conosciuto un mesetto fa in un locale. Per lo più comunque mi sto dedicando solo a brevi avventure senza impegno. Ho voglia di godermi un po&#8217; i miei spazi e la mia libertà, tanto più ora che ho trovato un bell&#8217;appartamentino tutto per me.</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Ma sai che anch&#8217;io? Tra lo studio, il lavoro, le uscite con le amiche, al momento non ho alcuna intenzione di impantanarmi in qualche relazione stabile.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Vero, vero&#8230;Uh, ora devo scappare, se no mi chiude il seggio e non faccio in tempo a votare.</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Devo andarci anch&#8217;io. Nella mia sezione peraltro c&#8217;è una mia compagna di corso che non sopporto. Ti dico solo che è una femminista, di quelle convinte.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Capirai! Io le femministe non le sopporto proprio!</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Sìsì, sono delle esaltate. Sempre a rompere le scatole su tutto, delle fissate proprio.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Praticamente vogliono prendere il posto degli uomini e si lamentano quando ormai, parliamoci chiaro, la parità c&#8217;è.</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Guarda, non le posso vedere, esagerate che non sono altro.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ma poi manco si fanno i peli e se mentre fanno un pompino l&#8217;uomo mette loro la mano sulla testa, si sentono sfruttate.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Entra in scena Claudio, studente spiantato</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">CLAUDIO Scusate ragazze, essendo l&#8217;autore di questo dialogo, non ho potuto fare a meno di udire i vostri discorsi. Se posso permettermi, secondo me siete totalmente fuori strada. Non dovete scambiare il femminismo come il perfetto contraltare del maschilismo: il femminismo nasce e si sviluppa esattamente come moto di emancipazione dall&#8217;oppressione della donna in un sistema patriarcale. Si tratta di  una corrente di liberazione nata da un&#8217;esigenza di rivendicazione di parità di diritti. Voi stesse, oggi, ne beneficiate ed il vostro stile di vita ne è la dimostrazione. Non dovete farvi ingannare dai luoghi comuni della vulgata tradizionale atti a sminuire quello che è stato il movimento fondamentale del ventesimo secolo. Una donna che non si fa i peli non è una femminista, o comunque non lo è per quello ed il femminismo non lo esige: è semplicemente una donna che ha un rapporto di trascuratezza con il proprio corpo; così pure, una donna che non si lascia andare nel sesso e scambia il naturale gioco delle parti nell&#8217;erotismo per sottomissione, è soltanto una donna che vive con qualche disagio ed alcuni limiti la propria sessualità. Non dovete prestare ascolto alle voci vaghe e disinformate. Cercate di riscoprire il pensiero di Simone de Beauvoir, di Emma Goldman, di Joan Baez. Quello è il femminismo, non le macchiettistiche caricature di cui parlavate.  Io ritengo che ogni donna che abbia un anelito di indipendenza debba definirsi orgogliosamente femminis&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">MONICA Buhauhauhauhauhauhauha! Ma sta&#8217; zitto, sfigato!</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ma cosa vuoi saperne tu? Chiacchierate, chiacchierate, sempre a lamentarvi del mondo, ma cosa volete? Per me il femminismo è una cazzata. Poteva avere un senso tempo fa, ma di certo oggi non più.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Claudio esce mestamente, rassegnato e a testa bassa</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">MONICA Ma poi è bene che una donna faccia la donna e che l&#8217;uomo faccia l&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ti dirò di più: è anche bello sentirsi un po&#8217; dominata dal proprio uomo, sentirsi sua, magari un po&#8217; geisha, ecco. Queste cose si sono perse e sarebbe bello rispolverare certe dinamiche di una volta nel rapporto uomo-donna. Io poi credo molto nei ruoli.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Compare improvvisamente un signore con un buffo copricapo - non è importante specificarne la forma. Ognuno si formi la propria idea di buffo copricapo e la applichi al personaggio.</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">MAGOGENIO GIUSTIZIERE Salve, sono Magogenio Giustiziere, di professione mago genio giustiziere. Essendo stato creato dalla fantasia di Claudio appositamente per questo dialogo, non ho potuto fare a meno di udire i vostri discorsi. Sono qui per esaudire i vostri desideri. Quando schioccherò le dita, verrete catapultate in una realtà costruita sulla base delle vostre preferenze emerse dalle vostre ultime parole. Ecco qua, preparatevi a vivere nel mondo che, stando a ciò che avete detto, sognate. Spero restiate soddisfatte. Ma in fondo, non potrebbe essere diversamente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Il mago genio schiocca le dita</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Sabrina! Sabrina! Dio sbudellato, è pronto &#8217;sto cazzo de pranzo?! E&#8217; da stamattina che sto a zappa&#8217;, vengo a casa finito e ancora manco è pronto &#8216;l pranzo!</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Scusami, è che stamattina sono andata al mercato e&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Do&#8217; sei annata?! Al mercato?! E chi te l&#8217;ha dato &#8216;l permesso?!</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA E&#8217; che mi serviva la scarola&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Zitta, per carità!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Tan! Sganassone</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Si te riazzardi a usci&#8217; senza &#8216;l permesso, te ce do pure &#8216;l contributo sberle.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Hai ragione, scusami&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Ho ragione che sì! Qui chi è che porta li carzoni? Io! Chi è che va a lavora&#8217; e porta &#8216;l pane a casa? Io! Quindi hai da sta&#8217; senti&#8217; a me, no che fai de capoccia tua. Madonna scartavetrata. Invece de ringraziamme che te scarrozzo e te mantengo.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Io però penso che potrei lavorare&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Oh dio mio, dio mio, che me tocca senti&#8217;!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Tan!</em> <em>Cotozzo de potenza</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Il lavoro de le donne è de sta&#8217; a casa a pensa&#8217; al marito loro.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ah, al mercato ho visto tuo cugino e ti saluta.</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Hai visto mi&#8217; cugino? E come hai fatto a vedello? E c&#8217;hai pure parlato, poi! Vor di&#8217; che hai alzato l&#8217;occhi! Non solo vai al mercato senza permesso, ma alzi pure l&#8217;occhi e vai pure a parla&#8217; co&#8217; l&#8217;antri ommini!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Tan! Sciacquadenti</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Ma tu guarda che moje che s&#8217;ha d&#8217;ave&#8217;&#8230;Manchi pure de rispetto a tu&#8217; padre! Si tu&#8217; padre ha deciso che dovevi sposa&#8217; a me, mo&#8217; devi fa&#8217; la moje come se deve! E gira &#8217;sta zuppa, ché se sta&#8217; a appiccica&#8217; tutta. E poi guarda come ha d&#8217;anna&#8217; in giro &#8216;na madre de famija! Svergognata! Co&#8217; &#8217;sto sinale te se vede tutto lo stinco e c&#8217;hai &#8216;l fazzoletto che scopre mezza capoccia. Coprite, avanti! Nun se sa che figure me fai fa&#8217;. E pija esempio da la mi&#8217; pòra mamma. Oh, niente, nun c&#8217;è stato verso de trova&#8217; &#8216;na moje come la mi&#8217; ma&#8217;, santa donna. Lei sì che nun pensava altro che al marito e a noantri.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ma io&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Ma io che? Tu che? Tu hai da pensa&#8217; solo a gira&#8217; la zuppa e fa&#8217; la calzetta, ché ancora manco m&#8217;hai cucito li carzoni che ce devo anna&#8217; a vota&#8217;.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Piacerebbe anche a me votare.</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Hahahahahahaha! Ma sentitela! Mo&#8217; vòle pure anna a vota&#8217;, lei! &#8216;Na donna che vota! Ma che ne voj sape&#8217;, tu? Tu hai da bada&#8217; a la casa, ecco quello che te compete a te. Lassa perde le robbe da ommini.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Vorrei anche uscire, ogni tanto, però&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO A parte che oggi sei uscita quanno nun dovevi e te dovrebbe basta&#8217;. Ma poi te fo usci&#8217;, te fo usci&#8217;, nun te preoccupa&#8217;: domenica annamo a la messa, no? Ma quella de le dieci, però, così a le undici te riporto a casa e prepari &#8216;l pranzo, così io vo a gioca&#8217; a carte al barre &#8216;n antro par d&#8217;orette prima de veni&#8217; a magna&#8217;.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ah, la zia mi ha portato la bieta da cucinarti stasera.</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Bene, bene, così fo &#8216;na cena veloce e poi vo via.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Vai all&#8217;osteria?</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO No, vo a mignotte co&#8217; Arduino.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Cattivo!</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Ahò, ma come te permetti?!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Tan! Cartone sul muso</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Ma secondo te, si nun vo a mignotte, come fo a famme fa le pompe? C&#8217;avrò pure &#8216;l diritto de famme fa&#8217; le pompe, no?</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA Ma potrei&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Zitta zitta per carità! Già so do voj anna&#8217; a para&#8217;.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Tan! Cinquina a mano piena</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Nu&#8217; lo di&#8217; manco pe&#8217; scherzo! Certe cose la moje nu&#8217; le deve fa&#8217;. Ma te pare che pò fa&#8217; certe cose la bocca che deve bacia&#8217; li mi&#8217; fiji?! Me dovresti pure ringrazia&#8217; che te evito de fa&#8217; certe cose. La moje serve a fa&#8217; la prole, ecco a che serve. Anzi, vie&#8217; qua, va&#8217;. Vedemo si je la fai a famme fa &#8217;sto maschio, che fino adesso sei stata bbona solo a tira&#8217; fòra &#8216;n antre du&#8217; femmine. Dimme tu che c&#8217;avrà da fa&#8217; &#8216;l monno co&#8217; tutte &#8217;sti femmine. Qua, scansa &#8217;sta sottana e piana. Ah, ah, ah, oh, oh. Oooh. Abbasta. Forza, cava &#8217;sta minestra, ché c&#8217;ho fame.</p>
<p style="text-align:justify;">SABRINA La settimana prossima vorrei andare dalle suore del Divino Amore a trovare Monica, ché l&#8217;hanno mandata in convento.</p>
<p style="text-align:justify;">ANSELMO Ah, già, ché lei è l&#8217;ultima de tre sorelle.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Entra Claudio</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">CLAUDIO &#8216;Nsomma &#8217;sto femminismo nun ve piaceva, eh?</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Il vegetalismo è roba da femminucce?</title>
		<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/05/29/il-vegetalismo-e-roba-da-femminucce/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 23:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Non parole. Un pesto.]]></category>

		<category><![CDATA[Oltre l'arrosto c'è di più]]></category>

		<category><![CDATA[animalismo]]></category>

		<category><![CDATA[luoghi comuni]]></category>

		<category><![CDATA[Mac Danzig]]></category>

		<category><![CDATA[Michele Cucuzza]]></category>

		<category><![CDATA[vegetalismo]]></category>

		<category><![CDATA[virilità]]></category>

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Mac Danzig, campione di lotta, vegano____________Michele Cucuzza, cojone generico, carnivoro
*
Mangiare cinghiale non ti trasforma in Rambo.
*
Post Scriptum
Peraltro, se utilizzi l&#8217;appellativo femminuccia et similia, il tuo ridicolo maschilismo ti qualifica per ciò che sei e se la tua virilità si misura in base al consumo di salsicce, se la tua mascolinità è strettamente legata alla cottura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=503&amp;a=9&amp;data_from_dd=10&amp;data_from_mm=05&amp;data_from_yyyy=2006&amp;data_to_dd=30&amp;data_to_mm=05&amp;data_to_yyyy=2008"><img src="http://slam.canoe.ca/Slam/Columnists/Rodriguez/2006/09/22/UFCKarnage.jpg" alt="Mac Danzig" width="208" height="300" /></a><span style="color:#ffffff;">__________</span><a href="http://inquietologo.wordpress.com/2007/08/14/etica-salute-e-potenza-fisica/"><img src="http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/spettacoli_e_cultura/cucuzza/cucsold/stor_4868413_13150.jpg" alt="Michele Cucuzza" width="200" height="306" /></a></p>
<p>Mac Danzig, campione di lotta, vegano<span style="color:#ffffff;">________</span><span style="color:#ffffff;">____</span>Michele Cucuzza, cojone generico, carnivoro</p>
<p><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<h2><strong>Mangiare cinghiale non ti trasforma in Rambo.</strong></h2>
<p><span style="color:#ffffff;">*</span></p>
<p><strong>Post Scriptum</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Peraltro, se utilizzi l&#8217;appellativo <em>femminuccia</em> et similia, il tuo ridicolo maschilismo ti qualifica per ciò che sei e se la tua virilità si misura in base al consumo di salsicce, se la tua mascolinità è strettamente legata alla cottura della bistecca, se ti senti <em>più uomo</em> di fronte ad un&#8217;amatriciana&#8230;beh, devi rivedere un attimo la tua virilità.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sdrammaturgo.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sdrammaturgo.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sdrammaturgo.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sdrammaturgo.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sdrammaturgo.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sdrammaturgo.wordpress.com/293/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sdrammaturgo.wordpress.com&blog=2741917&post=293&subd=sdrammaturgo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Apocalisse della Bellezza</title>
		<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/2008/05/25/lapocalisse-della-bellezza/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 11:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Culo Rosso]]></category>

		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>

		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

		<category><![CDATA[invettiva]]></category>

		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

		<category><![CDATA[natura]]></category>

		<category><![CDATA[pamphlet]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate bene quello che sta succedendo in Campania. Prestate attenzione all&#8217;aria fetida, agli animali che muoiono per strada, alle persone che si ammalano di tumore, ai cumuli di spazzatura che sommergono il verde, al cibo trasformato in veleno, alla terra che affonda nel liquame. Guardatelo bene, perché è quello che accadrà al mondo intero. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify">Guardate bene quello che sta succedendo in Campania. Prestate attenzione all&#8217;aria fetida, agli animali che muoiono per strada, alle persone che si ammalano di tumore, ai cumuli di spazzatura che sommergono il verde, al cibo trasformato in veleno, alla terra che affonda nel liquame. Guardatelo bene, perché è quello che accadrà al mondo intero. E&#8217; il destino che attende tutti noi.<br />
Perché accadrà, accadrà. Oh, se accadrà.<br />
Giorgio Bocca ha detto che &#8220;Napoli siamo noi&#8221;, che Napoli è l&#8217;Italia al quadrato. Ha ragione. Io dico che l&#8217;Italia è il mondo al quadrato. Ho ragione anch&#8217;io. L&#8217;essere umano è fondamentalmente lo stesso dovunque ed in qualsiasi era. Cambiano i suoi metodi, ma non muta la sua essenza guasta.<br />
Dove tutto è elevato a potenza, amplificato, estremizzato, le cose, semplicemente, succedono prima e rimbombano più fragorosamente. Basterà aspettare, avere un po&#8217; di pazienza (e ne basterà davvero poca, pochissima, di pazienza), per assistere agli stessi sfaceli ovunque.<br />
Guardate bene Napoli, imprimetevi bene nella mente le prime immagini del mondo che va in rovina e ricordatevene.<br />
Ogni sisma deve avere un epicentro da cui il terremoto si innesca e si propaga. Ogni epidemia deve avere un focolaio da cui si irraggia ed espande.<br />
I processi di distruzione iniziano sempre da un punto, anche piccolo - ché da qualche parte bisogna pure cominciare. E poi, piano piano, o velocemente, il perimetro si dilata: la peste contagia via via un numero sempre maggiore di villaggi, la piena del fiume travolge aree sempre più di distanti.<br />
Noi abbiamo avuto la tremenda fortuna di assistere alla caduta del primo argine. Ora non resta che ammirare le nostre vergognose e grottesche facce nelle acque dell&#8217;esondazione.<br />
Vista dall&#8217;alto, l&#8217;esplosione di una bomba deve apparire come un puntino che subito si gonfia e sale, diventa un grosso cono che ti viene incontro e, prima che tu te ne renda conto, te ne ritrovi avvolto. Quando l&#8217;hai sganciata, non avevi badato al fatto che sopra al tuo aereo c&#8217;era il soffitto.<br />
Sarebbe affascinante la questione per cui è dal minuscolo che si arriva al macroscopico, se non fosse la più terribile ed inesorabile delle verità.<br />
Guardate bene la Campania felix divenuta triste, ampliatene l&#8217;orizzonte fino a comprendere con gli occhi della vostra immaginazione i confini dell&#8217;intero pianeta e, dopo aver compiuto questa facile quanto frastornante proiezione, tornate con la mente alle pareti della vostra casa, così modesta ed insignificante in confronto a ciò che avete visto con il pensiero. Riflettete quindi su quante volte avete lasciato l&#8217;acqua scorrere mentre vi stavate lavando i denti, quante volte avete lasciato la luce accesa senza che nessuno fosse nella stanza, quante volte avete trascurato la raccolta differenziata &#8220;perché tanto va be&#8217;, sarà mica tutto lì il problema?&#8221;.<br />
Ognuno danneggia il prossimo e l&#8217;ambiente secondo le proprie possibilità. Chi possiede mezzi ingenti, grandi industrie e macchinari per miliardi, può permettersi di radere al suolo le foreste. Chi non ha che una bottiglietta ed uno spazzolino, si limita a fare la sua parte sprecando un paio di litri d&#8217;acqua e sporcando almeno un minimo la strada.<br />
Guardate Napoli e le case e gli alberi ricoperti dall&#8217;immondizia e siate fieri del parvo contributo personale che state dando affinché presto o tardi - ma più presto che tardi - un pianeta rigoglioso si tramuti in una landa desolata popolata da rifiuti.<br />
Se c&#8217;è una cosa che è imperdonabile è la mancanza di sensibilità per la bellezza. Lo sprezzo per la propria salute, il disinteresse per la qualità della vita, l&#8217;egoismo che se ne infischia dell&#8217;esistenza altrui e dell&#8217;altrui dolore, sono cose certo inconcepibili nella loro idiozia. Ma la trascuratezza per la bellezza, l&#8217;incapacità di meravigliarsi, il deterioramento dello splendore, l&#8217;ottundimento dell&#8217;incanto, la totale assenza di piacere di fronte allo spettacolo del mondo e della natura, quello è qualcosa di più, qualcosa che va oltre; più che deprecabile, più che disgustoso, più che miserabile. E&#8217; osceno.<br />
Quando l&#8217;aria sarà diventata completamente marcia e la consunzione del mondo inghiottirà anche il mio corpo nella postrema putrescenza, la mia ira per ciò che andrò perdendo sarà ripagata dal sudicio show dell&#8217;agonia di chi ha cementificato i boschi fruscianti, ucciso potenti animali dall&#8217;elegante corsa per farne rozzi orpelli da volgari salotti cupi, annerito le distese azzurre del mare immenso e gorgogliante, reso grigio e vuoto un cielo popoloso e fresco.<br />
Quando avrò sputato l&#8217;ultima saliva gialla e vedrò l&#8217;ombra di una squallida morte farsi largo tra le discariche e l&#8217;asfalto, riderò pieno di bile per la sofferenza di chi commise il crimine più atroce: uccidere lo stupore. Misera consolazione.</p>
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<p align="justify"><em>Le città dei palazzoni, della speculazione edilizia, delle colate di catrame, non sono soltanto malsane: sono innanzitutto <strong>brutte</strong>.</em></p>
<p align="justify">
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		<title>&#8220;La vita può essere meglio di così&#8221; 13</title>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2008 02:22:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La vita può essere meglio di così]]></category>

		<category><![CDATA[Daniela Moretti]]></category>

		<category><![CDATA[mental training]]></category>

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