Beati i poveri, perché moriranno prima

“Disordine disciplinato” 5

Posted by sdrammaturgo su 20 maggio 2006

Albeggia.

Destati un poco,
piano piano,
non del tutto.

Appena appena rimani sopita.

Plasma la tua bocca
al fiorire della veglia,
quando le labbra sbocciano
roride di torpore.

Placa il tatto ed il gusto,
tacciano gli occhi nel buio.
Sia dissipata la nebbia
dei suoni e dei profumi.

Lascia ch’io ti possieda
mentre il sonno ti trattiene,
sì che memore del sogno
nel sogno mi trasfiguri.

Ché io non voglio per te essere materia bruta.

Liquida sia la tua voce,
d’onirici gemiti, tesa.

Scorgimi in lontananza,
brivido del mattino,
mendace come un ricordo,
verace come un’assenza.

Sarò una fragranza ignota,
un sibilo non umano.

Sarai una visione dolce
nel palmo della mia mano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: