Beati i poveri, perché moriranno prima

“Disordine disciplinato” 7 – Salomè

Posted by sdrammaturgo su 2 luglio 2006

La ballerina fatale fa i conti col tempo. Anch’ella, dunque, avvizzisce. Salomé è già invecchiata. Assisa su un pouf, tutt’intorno i suoi trucchi, la cipria, il belletto, osserva i suoi anni e mastica ore. Un’attrice della vita, per lo spettacolo muto d’un’anima nuda.

La linea allo specchio
rincorre la pupilla
che rincorri e che ti schiva,
che ti fiuta e abbuieresti.

Un rantolo curvo,
nottambulo ed ocra,
estenuato si leva
e indignato ricade.

Nel tuo ventre non c’è pace,
così vorace
e così indifeso.

E’ stato un tumulto
a scovarti morente,
avida danni
e bagnata di fine.

Un sobbalzo t’aveva
già colto terrena,
smorzato negli occhi
il baluginare divino.

Vorresti saper dimenticare a comando
e spezzare lo sguardo
col tuo volere essiccato.

Sei veli affonderesti in uno sputo
affinché il settimo
ti mummifichi
e ti divori.

Giacente e gemente,
sibilla percossa,
accogli quest’ombra
e annegala in te.

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