Beati i poveri, perché moriranno prima

“Disordine disciplinato” 8 – Giuda

Posted by sdrammaturgo su 1 agosto 2006

La crudeltà e la cecità sottese alla religione cristiana traspaiono emblematicamente nel trattamento riservato dalla tradizione dell’ortodossia all’apostolo Giuda Iscariota. Giuda l’infame, Giuda il traditore. Dante lo colloca nella Giudecca in bocca a Satana in persona, dove viene masticato in eterno insieme a Bruto e Cassio, gli altri due passati alla storia come traditori per antonomasia. Ma come per Bruto e Cassio il destino per la propria reputazione è stato ingiusto (tant’è che infatti macchiandosi di un grave crimine salvarono Roma dalle mire dittatoriali di Cesare), così Giuda ha dovuto subire la condanna senz’appello da parte della Chiesa e di conseguenza dei fedeli tutti.
Eppure Giuda non è che una vittima. Egli infatti non è stato che una pedina nelle mani di Dio affinché fosse realizzato il suo piano celeste. Era scritto che Cristo dovesse essere crocifisso, morire carico dei peccati dell’umanità per poi poter resuscitare testimoniando l’avvento del Regno dei Cieli. Giuda dunque era necessario: il suo tradimento è stato il tramite essenziale per la consegna del figlio di Dio alla Storia.
Giuda è stato sacrificato alla causa, povero insignificante burattino nelle mani di una divinità indifferente. Trenta denari sono stati il prezzo iniquo per una vita umana data in pasto al Cielo.
Se un Giuda ed un Cristo sono mai davvero esistiti, io voglio dare un piccolo, miserrimo anzi, risarcimento per più di duemila anni di disprezzo ad un innocente succube del controllo spietato di un Dio terribile.
Io Giuda me lo immagino così, a fare i conti con la propria immolazione ed accettare stoicamente la tragica sorte per amore verso un uomo, Gesù, che ha seguito fino in fondo, fino a rinunciare al proprio buon nome, al bel ricordo di sé tra le generazione avvenire, alla propria vita passata, presente e futura.

Senza essere un prediletto od un privilegiato, Giuda è stato un eroe.
Ovunque tu sia, Giuda, il tuo Ecce Homo ti spetta di diritto
.

*

Ti seguii dal primo giorno,
cieco,
tutt’orecchi,
brancolante nel tuo verbo,
o Signore.
Ti amai d’un amore sanguinario,
sanguinante di sciagura
come ogni vero amore.
Mi volesti assassino, Signore, ed obbedii:
m’immolai per la tua immolazione,
affinché tutto fosse compiuto.
Perdonami, Signore, se ora mi maledico,
poiché maledetto sarò per l’eternità.
Nel mio nome le genti vedranno
la carne dell’onta e del disonore.
Ma quello che per gli altri è tradimento
è l’atto estremo di fedeltà.
Se solo sapessero, o Signore,
che più di tutti t’adorai,
benché non fossi il tuo prediletto!
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Spero che almeno questi rami biforcuti
non si spezzino per farmi torto.
Continuerò a pregarti e ad amarti
tra le mascelle impietose di Satana.

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