Beati i poveri, perché moriranno prima

“Disordine disciplinato” 11

Posted by sdrammaturgo su 13 ottobre 2006

Tu puoi anche chiudere con il passato, ma è il passato che non chiuderà mai con te.
Il passato pesa, ed i ricordi belli sono quelli più insostenibili. La memoria è una terribile sgualdrina e ciò che è piacevole rimembranza, proprio in virtù di questo diviene insopportabile ossessione. Giacché si tratta ormai di cose svanite nel tempo, irrecuperabili, eppure così veementi nella loro assidua presenza d’immodificabile assenza.
Laddove nulla ha un senso sono necessari punti saldi di approdo. Ma se una volta trovati essi cedono, si resta in balia del tempo che tutto travolge e tutto annienta.
Nulla si crea, tutto si distrugge. La trasformazione è il nome edulcorato che è stato conferito da un’umanità pavida e vigliacca alla perenne devastazione operata dallo scorrere del tempo.
L’essere umano ha bisogno di speranza, anche se in cuor suo sa di essere destinato al fallimento. Ecco perché teme la parola fine. La evita, la scansa, cerca di illudersi di poter eluderla chiamandola in altro modo. La fine diventa quindi un inizio simulato.
Ci si sforza di fingere tranquillità, o meglio di cercare di tirare fuori risvolti positivi nelle tragedie – anzi, nella tragedia – del mondo per sopravvivere e non essere schiacciati dall’inanità del destino ineluttabile.
Ma quale ancora di salvezza può esistere in un fiume turbolento di istanti che si divorano per sempre, inesorabilmente? Se il passato sommerge il presente e cancella le tracce su cui battere il sentiero verso il futuro, l’uomo non può che perdersi nella propria sconfitta, esacerbata dal riflesso dello specchio dei ricordi.
E’ la rabbia l’unica facoltà che rimane al termine di tutto.
In una congerie di menzogne e simulacri, l’amnesia non è tinta di tenebra, ma risplendente di luce.

Stilistica

Metro novenario a rime alternate nella prima strofa, incrociate nella seconda. Ritmo rigido ed incalzante rigorosamente controllato, giacché solo attraverso l’ordine è dato conoscere la turbolenza. Il tono è pertanto pacato ed il lessico semplice e piano. Varie allitterazioni, specie in m, s e t, per offrire un senso ora di silenzio, ora di profondità, ora di scorrevolezza, ora di fluente durezza.

*

Mi chiedi parole serene
che siano un commiato ridente
al nostro passato cocente,
che siano conchiglie o falene.
Notturno è il nostro presente
e il buio ha un suo peso di ore
e rotola, rotola e muore
nel muto avvenire che mente.

Mi chiedi parole tranquille
che tessano un quieto riposo,
ma il tempo così burrascoso
confonde parole e scintille.
Il nostro futuro è bruciato
nel tremulo istante vivente,
solo, in balia del presente
sommerso dal nostro passato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: