Beati i poveri, perché moriranno prima

Nella mia breve vita ho imparato che

Posted by sdrammaturgo su 11 maggio 2007

– se un discorso viene introdotto da “oggigiorno”, “al giorno d’oggi”, “d’altronde ormai” o “i greci”, ciò che seguirà sarà sicuramente una cazzata;

– Gesù Cristo non è mai esistito. Neanche io esisto fino a che non dimostro il contrario fornendo delle prove, e siccome la Chiesa non è riuscita ancora a smentire tale tesi, Luigi Cascioli ha ragione fino a prova contraria;

– i cattolici “praticanti e osservanti” che trombano beatamente al di fuori del matrimonio o che fanno uso di anticoncezionali sono od incoerenti o disinformati. Se cedono ai piaceri della carne vivendo questa loro debolezza con profondo senso di colpa per il peccato commesso e si confessano ogni volta, va bene (anche se il vero pentimento cristiano non ammetterebbe la perseveranza nell’errore); ma se si producono in goduriosissimi amplessi senza la benedizione di dio o senza il preciso scopo di procreare, convinti di non stare facendo alcunché di sbagliato, allora forse ignorano di essere eretici, che non è una parolaccia od un insulto, ma solo la definizione per chi si allontana da una determinata ortodossia. Quindi non resta loro che cercarsi un’altra dottrina cristiana che si confaccia maggiormente alle loro preferenze oppure fondarne una come hanno fatto Lutero, Calvino o chiunque altro si sia trovato in disaccordo con i precetti imposti dalla fede cattolica (giacché a molti non è chiaro che un credo religioso non funziona come un partito politico: o si accetta in toto oppure si è eterodossi. Non sono previsti punti di vista differenti o variegate correnti interne). Qualora invece chi si definisce cattolico e fotte consapevolmente lo stesso fuori del matrimonio sia ben cosciente di esulare dalla via ufficiale dettata dal Vaticano eppure continui ugualmente ad orbitare in seno a Santa Romana Chiesa, è semplicemente incoerente. Altrimenti uno che mangia animali potrebbe tranquillamente definirsi lo stesso animalista, od una bionda dire di essere “mora dentro”;

– un cristiano non deve prendersela se gli si dà del cretino: primo perché lo dice l’etimologia del nome stesso; secondo perché nel celebre Discorso della Montagna (Mt 5,3) Gesù dice: “Beati i poveri di spirito/poiché di essi è il regno dei cieli”. Dunque essere una persona dabbene è una buona cosa per un cristiano: la dabbenaggine è una virtù che spalanca le porte del paradiso, così fondamentale che l’aggettivo indicante un sempliciotto è divenuto il termine proprio che identifica chi crede nella parola di Cristo e segue i suoi insegnamenti;

– se è nato un intero filone di barzellette sui carabinieri e non sui biologi molecolari ci sarà pure un motivo;

– quando fai notare gli orrori e le atrocità compiuti dalle multinazionali, chi vuole fare la parte di quello che la sa lunga ti dirà che tanto pure tu che parli e fai l’impegnato alla fine utilizzi i loro prodotti, quindi sarebbe meglio per te startene zitto; allorché ribatti affermando che stai attentissimo a ciò che compri e fai una spesa “etica”, fa di tutto per trovare la tua pagliuzza al fine di distogliere te e se stesso dalla sua trave, dopodiché tenta di screditarti dandoti del coglione, ignaro del fatto che il tuo status mentale non inficia le verità da te espresse, poiché due più due fa quattro sia che lo sostenga uno scienziato di conclamata moralità sia che lo dichiari un bifolco che stupra i bambini;

– la regola del “passi dalla parte del torto” è la più grande cappellata mai generata dalla mente umana. Mi chiedo come sia possibile che la ragione si trasformi magicamente in torto per il solo fatto di essere stata espressa in maniera scortese o maleducata o checcacchionesò. Vale sempre l’esempio del 2+2=4: stando alla regola del “passare dalla parte del torto”, se sento qualcuno affermare: “Due più due fa cinque” e lo correggo dicendogli: “Scusi, buon uomo, se non sono troppo irrispettoso, vorrei porre alla sua cortese attenzione il fatto che lei stia errando, temo”, allora ho ancora ragione io; se invece gli dico: “Ma che cazzo stai a di’?!” allora “passo dalla parte del torto” e miracolosamente due più due non fa più quattro, bensì cinque. Una verità non diventa menzogna se espressa trasgredendo l’etichetta: un contenuto comprovato non può venire intaccato dalla sua forma (anzi, dal formalismo). In poche parole: se dici una cazzata ed io ti mando a fanculo, io conservo comunque la ragione e tu ti tieni pure l’insulto. Insomma: ah rega’, nun se pijamo pe’ ‘r culo;

– in genere sono sempre quelli che propugnano ideali razzistici e violenti che si offendono di più riempiendosi la bocca della parola “rispetto” allorché vedono attaccati i loro principii (“Godo nel vedere ammazzato un animale” “Crepa, idiota” “Hey, sei irrispettoso!”; “Nessuna parità di diritti per gli omosessuali!” “Stronzo” “Ecco, sempre aggressivi voi sinistroidi!”);

– gli anziani che vivono con lo spauracchio del terrorismo islamico quando hanno già vissuto gli anni di piombo sono la prova di quanto sia dannosa la televisione e di quanto sia gratuitamente rompipalle la maggioranza dei vecchi (no, se sei un inetto, non diventi più onorabile con l’avanzare degli anni);

– gli stupidi di oggi sono gli stupidi di domani;

– l’obiezione più frequente contro gli ecologisti è: “Se non volete inquinare, andate a vivere nelle caverne!”. Ma l’ecologismo non è un primitivismo, un tornare indietro, bensì lo stadio etico e scientifico-tecnologico più evoluto del sapere umano;

Bertrand Russell dovrebbe essere studiato in tutte le scuole fin dall’asilo ed il suo libro “Perché non sono cristiano” sostituire la Bibbia come testo-guida dell’umanità, specie le parti riguardanti la pedagogia, la sessualità ed il controllo delle nascite (Fu’, lo dice pure lui: meno siamo e meglio stiamo. Chi propone dottrine che favoriscono esplosioni demografiche è un criminale che attenta al benessere dell’umanità e del mondo interi);

– chi domani partecipa al Family Day, fisicamente o anche solo moralmente, è stupido. Lasciatemi indovinare: sono passato dalla parte del torto, vero?

P.S. Sono debitore all’esimio Prof. Tricheco, il quale fu il primo a notare l’idiozia concentrata nella regola del “passare dalla parte del torto” nonché ad evidenziare l’assurdità costituita da quella della maggiore rispettabilità conferita in base all’età. Grazie per avere squarciato la nebbia della cojoneria.

P.P.S. A seguire, un estratto della tipica vita del focolare medio italiano, dedicato ai buoni e sinceri sentimenti che animeranno il Family Day. Perché ‘a famija è sacra.

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