Beati i poveri, perché moriranno prima

“Diario simulato” 10 – Se fossi un Principe Azzurro

Posted by sdrammaturgo su 5 agosto 2007

Mica è facile la vita del Principe Azzurro. Innanzitutto gli orari sono impossibili; la divisa è ridicola e lederebbe anche l’autostima di Romualdo di Fantaghirò; poi la paga è una merda e quando ti tocca andare in qualche foresta sperduta nemmeno ti rimborsano le spese di viaggio. Ma quello che nessuno sa è che per ogni Bella Addormentata ti capitano almeno dieci cozze (ed anche baciare una bonazza morta da qualche giorno non è il massimo: avete idea di come sia l’alito?). E non si batte chiodo. Sissignore: tu devi fare la parte dell’Uomo Ideale, mica di quello che le tromba. Sei pagato per fare il romantico: cavallo bianco, serenata, cena a lume di candele e bla bla bla, ma poi il lavoro se lo gode Arduino il manovale.
Il sindacato se ne sbatte le palle e per il rinnovo del contratto è un casino. Nessuno ti tutela. Una volta ad esempio dovevo salvare Biancaneve. La Strega Cattiva aveva mandato un cacciatore per ammazzarla (sapete, ‘ste solite faide fiabesche) e voleva che le fosse portato il suo cuore come prova del regolamento di conti avvenuto. Al che io ho escogitato un piano. Vabbè, sapete com’è andata: mi sono messo d’accordo con il sicario (che peraltro mi ha spillato qualche migliaia di euri per tenere l’acqua in bocca, e naturalmente col cavolo che l’azienda sborsa una lira) per mandarle un altro cuore al posto di quello della cacacazzi (eh, lasciatemelo dire! Con tutto quello che m’è costata!); ho quindi pensato di prendere quello di un animale del bosco senza stare troppo a cercare qualche bottega di macellaio nei paraggi (tanto si sa che nelle favole non si trovano mai, ed era pure domenica), così ho visto un cerbiatto non troppo lontano e l’ho ammazzato. Era Bambi. Alla Disney si sono incazzati ed ora pretendono un risarcimento. Ho ancora la causa in corso e mi faranno il culo, già lo so: l’azienda non mi copre (non vuole intaccare il suo prestigio nell’ambiente inimicandosi la major del settore) e l’avvocato che mi ha consigliato la Piccola Fiammiferaia è una pippa. ‘Sta bastarda morta di fame.
Già: gira tanta, troppa disinformazione su noi Principi Azzurri.
Con Cenerentola, ad esempio, non è andata come raccontano. L’azienda diffonde ai media sempre notizie falsate per motivi di immagine, ma in realtà è stato un inferno. C’era questa ragazza vessata da matrigna e sorellastre che doveva andare a ‘sto benedetto ballo per rifarsi e prendersi una soddisfazione e di turno c’ero io. Entra in sala e la noto subito. Gran pezzo di fica. Le offro da bere e se la tira di brutto. Quando finalmente riesco ad abbordarla ed iniziamo a ballare, a mezzanotte se ne va e mi lascia come un coglione in mezzo alla pista. Dico io, a mezzanotte! Manco a tredici anni. Mentre corre via, perde la scarpetta. Non si ferma mica: pur di ignorarmi, scappa con una scarpa sì ed una no. La raccolgo e l’indomani comincio le ricerche. Quando ti assegnano una che non è niente male, ti ci metti d’impegno. Insomma inizio a girare ogni città, paese, villaggio, frazione, da nord a sud, da est a ovest, finché, dopo giorni e giorni, finalmente la ritrovo. E’ lì, bellissima, in quella casa umile che nella luce del suo sguardo sembra quasi una reggia. Mi avvicino tremante, mi chino di fronte a lei, le faccio indossare la scarpetta pervaso da un’emozione che quasi mi porta alle lacrime e lei non me la dà uguale. Fanculo.
Tempo dopo ho saputo che se l’è fatta pure Pollicino. Ed ora non vi mettete pure voi a dire: “Sì, però guarda che Pollicino sotto sotto…”. L’ho sentita troppe volte ‘sta storia. ‘Ste cazzo di leggende. La regola della L è una puttanata, ecco!
Cenerentola stronza…Ma sto preparando la mia vendetta: sto convincendo Barbablù a provarci. Ogni sera al baretto gli ripeto: “Guarda che quella la dà via, fidati. E’ ‘na bombata sicura, vai liscio. Me l’ha detto pure il Gatto con gli stivali che gliel’ha detto il Lupo di Cappucetto Rosso che quella lì è un bel boccone. E si sa che lui di donne ne capisce. Lascia perdere che ogni tanto si fa pure le vecchie…che c’entra…”.
Che fatica la vita. Dovevo ascoltare i consigli di mio padre che mi voleva tastierista nei Bee Hive. Mia madre invece sognava per me un futuro da agente immobiliare per i Tre Porcellini: “Vedrai che il lavoro non ti mancherà mai. Almeno ti metti via un po’ di soldini e ti fai una famiglia come si deve. Raperonzolo mi chiede sempre di te…”. Ma io niente. E Raperonzolo crescendo s’è fatta pure una passera che manco la Principessa sul Pisello. E pensare che era talmente un cesso da ridare morale al Brutto Anatroccolo. Che sfiga.
Però guardate, ho deciso: se non ingrano quest’anno, mi butto su Uomini&Donne. Alla fine ho un curriculum di tutto rispetto ed è sempre meglio che andare a fare l’operaio con i Sette Nani.

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Una Risposta to ““Diario simulato” 10 – Se fossi un Principe Azzurro”

  1. […] lo sdrammaturgo per il testo esilerante e vi consiglio di far un giro su Squillino le trombe, trombino le squillo […]

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