Beati i poveri, perché moriranno prima

Campagna F.E.O. – Parte III

Posted by sdrammaturgo su 12 settembre 2007

Nelle sue prime opere cinematografiche, Woody Allen (o meglio, il suo personaggio), intellettuale brillante ma bruttino, si sentiva insidiato nei suoi rapporti con le donne da dei belloni magari un po’ stupidi, da uomini di successo insensibili ma potenti, da aitanti seduttori senza cultura ma dotati di enorme sex appeal. Mi chiedo come reagirebbe oggi Woody Allen di fronte al dilagante successo in campo sentimentale di uomini di poco migliori di lui quanto ad aspetto fisico ed in più del tutto privi della sua arguzia, per giunta anche senza particolari doti amatorie od elementi di fascinazione. Sì, sto parlando dell’inspiegabile febbre, che sembra quasi – tristemente – inarrestabile, dell’omino.
Già: per quanto possa suonare assurdo, ogni donna – o giù di lì – che io conosca ha intrapreso almeno una relazione a medio o lungo termine con un appartenente a tale immonda categoria. Ero rimasto al bello&dannato, ed invece mi ritrovo il ragioniere nel ruolo dell’uomo ambito dal gentil sesso.
Una volta piaceva Dylan McKay. Poi ho accettato l’idea che venisse sostituito da Brandon Walsh nell’immaginario erotico-emotivo-affettivo delle ragazze. Ma mai avrei sospettato che a surclassare entrambi sarebbe stato Jim Walsh. Ciò rappresenta per me e per tutti gli altri promotori dell’iniziativa un mistero insondabile.
L’omino è l’alfiere della medietas: non è solo mediocre, bensì vuole essere mediocre; l’omino non è mai troppo brutto né troppo bello; è l’orgoglio della nonna ed il cocco di mamma; malato di calcio, segue la Formula Uno, partecipa a tornei di briscola e tresette, trascorre ore davanti alla Play Station; è del tutto privo di interessi; istruito ma non colto; parlerebbe per ore con lo zio; è attaccato alla famiglia; non osa mai, non ardisce mai, in alcun campo, dalla cucina al taglio di capelli all’abbigliamento; è il bravo ragazzetto, la bravissima persona; costitutivamente moderato, non si sbilancia mai, non ha passioni travolgenti, evita qualsiasi cosa potrebbe scuotere il suo equilibrio di certezze fortificate dalla tradizione piccolo borghese. Insomma, l’impiegatuccio, l’ingegnerello, il maritino, il compagno di classe che studia, strappa il sette, è benvoluto dai professori per la sua docilità ed ambisce solo al famoso “posto fisso, lavoro sicuro”, ad una bella macchina, non eccessivamente appariscente, ad una moglie, dei figli, il pranzo la domenica con i parenti, la passeggiata al lago la domenica pomeriggio e Controcampo la sera.
Ebbene sì, costui, a quanto pare, è diventato il più desiderabile degli individui. Non un uomo, non un omaccione: un omino. L’omino. L’omino.
Sarà perché trasmette sicurezza (per forza! Quale colpo di testa può fare, uno che teme persino di deludere il biscugino?!), sarà perché in genere è un accanito ed attento corteggiatore (ce credo: egli sa bene che quando gli si spalanca la possibilità di una botta di culo, non si ripresenterà una seconda occasione), resta il fatto che non si spiega questa mania per chi fatica ad indossare una maglietta che potrebbe urtare la suscettibilità degli avventori del baretto.
Lancio dunque un nuovo appello – che va ad inserirsi nella Campagna F.E.O. – a tutte le lettrici del mio blog, visto che il Comican non ha dato i frutti sperati: donne dall’intelletto sviluppato, lasciate l’omino al suo corrispettivo femminile, la donnetta. E’ lei che si merita, e non altre.
Piuttosto che l’uomo comune, senza qualità, senza arte né parte, sono meglio perfino il bruto, il bifolco, il tronista, il lampadato muscoloso, il picchiatore da discoteca, il cubista, il calciatore. Certo, il carino, intelligente, intrigante e creativo sarebbe auspicabile, il massimo, ma mi sta bene anche il figone un po’ tamarro, se ciò comporta la rinuncia a chi ha il quoziente intellettivo di un ultrà senza averne la prestanza, lo spessore, l’ampiezza di orizzonti o, in sintesi, le palle.
Meglio uno che vi attizzi senza dover partecipare insieme a lui al Cenone di Natale che uno con cui dovete partecipare al Cenone di Natale senza che vi attizzi.

 

Campagna F.E.O.

Favorisci l’estinzione dell’omino

 

Pensa in grande, pensa in piccolo, ma non pensare in medio.

Di’ NO a lui

Luca Sandri Luca Sandri

er approfondimenti: Campagna F.E.O. – Parte I; Campagna F.E.O – Parte II.

 

 

P.S. (a cura del Professor Fulvio Tricheco) Non sai cosa sia un omino e non hai la benché minima voglia di leggere e comprendere questo post? Non c’è problema: ecco per te un semplice e pratico test per scoprire se il tuo lui appartiene o no alla categoria degli omini, o se ne presenta solo qualche sintomo.

– gioca al fantacalcio?

– partecipa a tornei di playstation con gli amici?

– ti trascura per la partita di calcetto con la squadra della frazione?

– non vede l’ora di andare a pranzo da sua madre?

– guarda di cattivo occhio la cucina etnica?

– guarda il Gran Premio?

– frequenta Ingegneria?

– frequenta Economia e Commercio?

– è pettinato nella stessa maniera da più di 8 anni?

– ignora chi sia Beckett?

– la domenica pomeriggio predilige le partite in tv?

– ascolta “tutta la musica”?

– il suo genere cinematografico preferito è il fantasy o l’action movie?

– ha svolto il servizio militare?

– compra riviste di videogames?

– va al Motor Show?

Se ti sei risposta “sì” ad almeno 10 domande su 16, complimenti: stai con un perfetto esemplare di omino. Tuttavia puoi ancora salvarti, e quindi evitare di trasformarti in Pina Fantozzi prima di aver compiuto i 30 anni. Come? E’ facilissimo: dirigiti immediatamente verso la più vicina abitazione dove si stia consumando un’orgia interrazziale, partecipa energicamente facendoti riprendere ed invia il filmato al tuo miserabile fidanzato omino. In un batter d’occhio non solo ti sarai liberata di lui, ma avrai finalmente avuto un’esperienza davvero avvincente, il cui stimolo ti potrà consentire di inizare una nuova entusiasmante vita lontana da inutili bravi ragazzetti.

 

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