Beati i poveri, perché moriranno prima

Piccola Raccolta delle Battute Penose

Posted by sdrammaturgo su 17 ottobre 2007

Quante volte le avrete sentite? Quante? Sempre le stesse, ripetute senza sosta, incessantemente, in ogni occasione. Nei baretti la fanno da padrone; le pareti di ogni bottega di barbiere ne sono impregnate; ogni ragazza ne è stata bombardata fin da piccola; anche durante le cene più insospettabili, spunta sempre il buontempone di turno che ne spara una e puntualmente si presenta qualcuno che ancora ci ride pure.

Sono loro: le battute trite e ritrite, quelle di cui si è persa completamente di vista la data di nascita, quelle per le quali sembra non esistere alcun autore, alcun anagrafe, tanto appartengono al patrimonio prontuaristico comune.

Di fronte a loro, si ha come l’impressione che si siano generate da sole, frutto di un disegno provvidenziale che ha visto bene di fornire materiale umoristico di largo consumo a chi si fosse trovato privo di strumenti sufficientemente efficaci in tal senso e permettere a chiunque di risolvere in allegria una serata in fraschetta, strappare una risata allo zio che si vede solo per Natale, attaccare bottone con uno sconosciuto sul treno.

Qualche volta le abbiamo amate e ce ne siamo impunemente serviti per cavarci d’impaccio in una situazione di imbarazzo in cui ci siamo trovati privi di argomenti; al contempo le abbiamo odiate, ci hanno nauseato, le abbiamo rigettate, per poi andarle a recuperare, strisciando ai piedi della banalità, quando l’alternativa era parlare del tempo.

Ora, per la prima volta nella storia del Pensiero Inutile, un team di scienziati specializzati, composto dai professori Alessandra Banale, Fulvio Tricheco, Irene Hecker, Publio Eugenio Sforza Visconti Doria Pamphilij Della Rovere e Claudio Zoppo, ha deciso di raccogliere in un’opera unitaria i più diffusi esempi di Battute Penose, tutti quei famigerati motti di spirito che vi hanno agghiacciato, annoiato, urtato ed infine metabolizzato tanto da non porci più attenzione.

Tale raccolta è stata portata avanti tenendo comunque ben presente il ruolo positivo di collante sociale e di provvidenziale terreno d’incontro fra persone diverse svolto da questo riciclato prontuario, e, pur senza ovviamente alcuna pretesa di completezza, tanto sterminato è il terreno di indagine, la presente ricerca, costata – nostro malgrado – anni di studio intenso ai limiti della sopportazione psico-fisica, si pone come obiettivo una certa esaustività in materia, lasciando l’infinito lavoro aperto a qualsiasi collaborazione di chi vorrà aggiungere altri nuovi reperti tralasciati che andranno ad integrare la monumentale collezione.

I curatori ci tengono a ringraziare tutti coloro i quali hanno dato il loro prezioso aiuto per la riuscita della presente raccolta e ringraziano fin da ora chi offrirà il proprio contributo.

Per la Scienza, per la Storia, per la Memoria, per la madonna che palle che c’hanno fatto ‘ste cazzate!


Per la Scienza, per la Storia, per la Memoria, per la madonna che palle che c’hanno fatto ‘ste cazzate!


“Quella ragazza mi piace” “Ma è fidanzata” “Embè?! Mica so’ geloso!”

“Com’è l’acqua?” “Bagnata.”

“Dai, di’ qualcosa!” “Qualcosa.”

“Ciao ragazzi, ci vediamo, e se non ci vediamo, accendiamo la luce.”

“Ciao, ci vediamo, e se non ci vediamo, speriamo sia per colpa tua.”

Portando in mano un libro spesso “Il peso della cultura…”

“Tutto sommato è un bravo ragazzo” “Sì, quando dorme!”

“Ahò, quella mica si trucca: si stucca! Anzi, si restaura!” “Sì, pare Moira Orfei!”

“Quello è talmente grasso che si fa prima a saltargli sopra che a girargli intorno!”

“Ti dimentichi sempre tutto! Ti scorderesti pure la testa se non ce l’avessi attaccata al collo!”

“Quant’è brutto quello! Sembra un quadro di Picasso”

“Lprespassn” “Eh?” “‘Sto cazzo!”

“Come ti sa questa cosa?” “Mah, non mi dice niente” “Anche perché non parla…”

“Ahò, se dai un’altra capocciata diventi intelligente!”

“Come va la ferita” “M’hanno messo sei punti: c’ho preso la tuta e il borsone.”

“Con quel naso che si ritrova se a tavola fa no con la testa sparecchia e se fa sì affetta il pane!”

“E che cazzo!” “Modera il linguaggio, ci sono dei bambini qui” “Capirai, questi te le insegnano loro le parolacce!”

“Te mica metti lo zucchero nel caffè! Te metti il caffè nello zucchero!” “E’ tanto amara la vita, lasciami almeno prendere il caffè dolce”

“Ma poi ti sei più operato?” “Ho fatto la riduzione del pisello: era troppo grosso”

Entrando d’inverno in una casa particolarmente gelata “Fa più freddo dentro che fuori!”

Sul treno “Qui si sale?” “No, se scende”

“Io sono acquario” “Io vergine” “Tu in tutti i sensi!”

Una ragazza sfiora per errore il braccio di uno ragazzo “Per caso sei scaramantica?” “Perché?” “Eh, tocchi ferro!”

“Ma che te buchi con l’acqua delle mozzarelle?! Ma che te sei fumato, ahò! Cambia spacciatore!”

Per sfottere uno con la riga in mezzo “Quello c’ha la testa a gettone telefonico!”

Ad un automobilista che svolta senza mettere la freccia “E che la metti a fa’ la freccia: la freccia la usano gli indiani”

Quando la macchina davanti va particolarmente piano “Questo sta andando ad un funerale”

“Certo che a te t’entra in culo ma non in testa!”

“Mi raccomando, stasera tutti davanti alla TV!” “Perché?” “Perché dietro non si vede niente”

“Mi sa che tu da piccolo sei cascato dal seggiolone”

“Te con i preservativi ci fai i gavettoni a ferragosto”

“Quello è così zerbino con le donne che c’ha scritto ‘welcome’ sulla schiena!”

Vedendo delle prostitute “Ma quelle non hanno freddo ad aspettare l’autobus così?”

“T’apro come una cozza!”

Vedendo uno con un cellulare molto grande in quanto datato “Quello che è, un telecomando?” o “Che va a gettoni?”

Ad un tipo spettinato “Ti sei pettinato con le miccette?” o “Hai preso la scossa?”

Ad un tipo con troppo gel sui capelli “Pare che t’ha leccato una vacca!”

“Non ci vedi e non ci senti: sei una talpa!”

“Ah stronzo!” “Guarda che per riconoscere uno stronzo ce ne vuole un altro, eh”

“Ma come hai fatto a non trovare ‘sta cosa così in bella vista?! Se era un cane t’aveva mozzicato!”

“Sei sicuro?” “Sì” “L’accendiamo?”

“Vaffanculo!” “Vacce e te e tre quarti della tua palazzina”

“Questo lo dici a tua sorella!”

“Te mi sa che sei frocio!” “Chiediglielo a tua madre se sono frocio” o “Portami tua sorella e te lo faccio vedere se sono frocio”

“Quelle sono le Tre Grazie: Grazia, Graziella e Graziealcazzo”

“Che ore sono?” “L’ora di ieri a quest’ora” o “L’ora che ti compri l’orologio”

Quando uno arriva con i pantaloni un po’ troppo corti sulla caviglia o ‘a pinocchietto’ “Ti si è allagata casa?”

Ad un automobilista che esita quando scatta il verde “I colori sono finiti, eh…”

Quando il verde al semaforo non arriva mai “‘Sto semaforo è verniciato”

“Ammazza quanto sei astuto! Che ti mangi pane e volpe?”

“Quanti anni ha?” “Venticinque” “Seee, per gamba!”

“Hai una sigaretta?” “Sì” “Hai anche da accendere?” “Vuoi anche che te la fumi io?”

A qualcuno che chiede troppe cose “Una fetta di culo tagliata vicino all’osso la vuoi?”

“Quella è bruttissima” “Vabbè, dai, se le metti un cuscino in faccia (o una busta in testa, N.d.R.) si può fare” o “La fica è tutta uguale”

“Quello è troppo basso” “L’uomo si misura in centimetri” o “Da sdraiati siamo tutti uguali”

“‘Sta macchina è uno scaldapizzette”

“‘Sto motorino è uno scaldabagno”

“Rambo, levati la fascetta, ché il film è finito!”

“Hai le orecchie foderate di prosciutto?”

“Hai il prosciutto sugli occhi?”

“Quello ha la testa solo per spartire le orecchie”

“Quello ha un occhio che manda a fanculo quell’altro”

“Hai il fisico da lanciatore di coriandoli” o “da soffiatore di minestrine” o “da giocatore di scacchi”

“Col naso che si ritrova la carta d’identità non gli si chiude”

“Ha due orecchie così grandi che ci capta il segnale radio”

“Ah fate! Ah fate schifo!”

“Amo’! Amo’! Ah mostro!”

“Ammazza che alito! Ma che ti mangi, i bambini morti con le scarpe da ginnastica?!” o ” Ma che ti mangi, i topi morti?!”

Alla cameriera per fare i fighi dopo aver scolato in fretta una bottiglia “C’hai portato la bottiglia bucata!”

Ad una commessa “Quanto costa? Sei anche tu compresa nel prezzo?”

“Come si fa?” “Come gli antichi”

“Vuoi fare sollevamento pesi? Alzami il cazzo”

“Quella è sarta: sarta da un cazzo all’altro”

“Non siamo noi ad essere razzisti: sono loro che sono negri!”

Riferendosi ad una persona di colore “Quello è incazzato nero” o “Ammazza quello quant’è abbronzato!”

“Quella lì hai un culo che fa provincia”

“Ho i calzoni così sporchi che tra un po’ stanno dritti da soli e camminano”

“E’ uscito meglio Pinocchio con una sega che te con una trombata”

“Era meglio che tuo padre si faceva una sega quella sera”

“Ma che ti credi, che Gesù Cristo sia morto dal freddo?”

“Faccio prima a farti un vestito che a portarti a cena”

Ad una persona che mangia moltissimo “Da quant’è che non mangiavi?!” o “Hai il verme solitario!” o “Sembra che non hai mangiato mai!”

A qualcuno particolarmente panciuto o ad una donna incinta “Guarda che il cocomero si mangia a fette…”

“L’hai guardata talmente tanto che ci hai lasciato gli occhi su quelle tette!”

“Quello ha due occhiali che sembrano fondi di bottiglia!”

Quando qualcuno sgassa in auto od in moto “Facci con il culo!”

“Sei proprio sfortunato! Tu devi andare a Lourdes!”

“Sono stato a Lourdes” “Trovato chiuso?”

“Hai una cartina?” “Ti sei perso?”

“Quella lì la violenterei” “Tsk, quella ti violenta lei! Se ti prende il cazzo non lo rivedi più!”

“Quella per scoparla ci vogliono tre giorni di ferie e due di malattia” o “ci vuole la superiorità numerica!”

“Guarda che mi incazzo!” “Embè? Fai due fatiche”

“Ti riduco così male che nemmeno tua madre ti riconosce”

Sull’aereo “Capo, apri il finestrino!”

Vedendo una macchina di lusso parcheggiata “Sai, l’ho lasciata qui…Passami le chiavi”

“Allora?” “Sessanta minuti”

“Quella non è brutta: è simpatica”

“Il fumo uccide lentamente” “Tanto non abbiamo fretta”

Ad uno che sta montando qualcosa “Ti sono avanzati i pezzi”

“Sei così magro che se tira vento ti porta via”

“Parla più forte” “Mica sono un megafono!”

“Questa non è una battuta, è una schiacciata”

Quando il treno si ferma lungo il percorso “Abbiamo bucato”

“Come stai?” “Seduto”

“Un applauso” “Clap”

“Eccì!” “Salute” “Che se ne va”

“Etciù! Ecciucciamelo!”

“Carino, quello lì. Peccato sia un po’ piccolo…Va be’, è un C.B.C.R.: cresci bene che ripasso”

A cena da un amico “Ho mangiato davvero bene!” “Ora ti porto il conto”

“Prego, siediti” “No, grazie, sto in piedi, ché devo crescere”

“Ti senti bene?” “No, grida più forte”

“Mi dai un bicchiere d’acqua?” “No, scusa, ce ne ho solo di vetro o di plastica”

Ad una persona che hai i calzoni sgarrati “Hai fatto a botte col gatto?” (battuta usata anche all’indirizzo di qualcuno con i capelli particolarmente arruffati, N.d.R.)

Ad uno con una catena o fibbia borchiata come collana “Ti hanno messo il collare? Il guinzaglio dove lo ha lasciato?”

“Mi fa male il braccio” “Troppe seghe!”

“Tu da che ti mascheri per carnevale?” “Io sono già mascherato così”

“Che aspetti a toglierti la maschera? Il carnevale è finito”

“Quando si ubriaca è proprio pazzo!” “Quello è così pure da sobrio”

“Ahò, ma io bevo e voi vi ubriacate?!”

“Mangi più della Democrazia Cristiana!”

“‘Sta macchina mi costa quanto una figlia femmina”

“Ammazza quanto fumi! Sei una ciminiera”!

“Conosci l’undicesimo comandamento? ‘Fatti i cazzi tuoi”

“Io te lo presto, ma si chiama Pietro…”

“Quando ti sposi? L’otto: lotto per non sposarmi”

“Voglia di lavorare saltami addosso…”

“Maria De Filippi è il marito di Maurizio Costanzo”

“Hai preso la patente?! Un nuovo pericolo pubblico! Da oggi col casco pure a piedi!”

“La patente l’hai presa con i punti del Fruttolo?!”

“Mi sono laureato in medicina!” “Un altro con licenza di uccidere”

In occasione di un diciottesimo “Ora che sei maggiorenne puoi andare in galera!”

“Ammazza quanto mangi! Ma tua madre non ti dà da mangiare?”

Detto da quello a cui al ristorante portano per ultimo il piatto o si dimenticano di portarlo “Io sto a dieta”

Ad una brutta “Ah bella de notte!”

Quando qualcuno si mette davanti ostacolando la visuale della persona dietro “Sei bello ma non sei trasparente”

“Prendimi questo. E anche questo. E anche questo” “Vuoi che ti faccia la spesa?”

“Mi dicono dalla regia…”

“Se non sono matti non ce li vogliamo”

“Se non sono complicate non ci piacciono”

Quando qualcuno ci mette troppo a fare qualcosa “Guarda che uno c’è morto…”

“Dopo tre sgrullate è pippa”

A tavola “Adesso che si mangia tutti zitti, eh!”

“Questa pietanza si mangia con le mani” “Io pensavo si mangiasse con la bocca”

“Ammazza che tette piccole! Quella non c’ha nemmeno la prima: c’ha la retromarcia!”

“Ti cambio il piatto?” “No, tanto poi nello stomaco si mischia tutto”

“Se continui così, ti raccogliamo con il cucchiaino”

“Io suono il pianoforte” “Io al massimo il campanello!”

“Caspita quanto pesa queste valigia! Cosa ci hai messo, un cadavere?!”

Quando al ristorante tardano a portare la pizza “Sono andati a cogliere il grano”

“Non fare la preziosa, ché ti si rubano”

“In questo traffico ci puoi morire di vecchiaia”

“Oh, con te ci vuole il dizionario Nome dell’interlocutore-Italiano Italiano-Nome dell’interlocutore

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2 Risposte to “Piccola Raccolta delle Battute Penose”

  1. Melo Dicalei HA said

    Scatta il semaforo, a quello davanti: “E’ verde, speranza che parti(a)te”, più spesso ignorando il congiuntivo

    “Chi vuole intendere intenda, tutti gli altri in roulotte”

    Se mia nonna aveva le ruote, era una carriola

    Per uno basso: “E’ alto un metro e ‘ho ttanta voglia di crescere'”

  2. Sono queste battute che rovinano i rapporti umani!

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