Beati i poveri, perché moriranno prima

Archive for novembre 2007

Studio Divaricato

Posted by sdrammaturgo su 30 novembre 2007

– Aggrediti cercatori di tartufi: i banditi parlavano rumeno. Abbiamo raccolto le dichiarazioni di una delle vittime: “Qui non si può più stare tranquilli quando si esce a cercare tartufi, con questi rumeni. Ogni volta che vai a raccogliere i funghi devi temere di venire rapinato, picchiato, violentato. Pretendiamo boschi più sicuri. Non si può più andare avanti così. Io non vado in casa altrui a rubare e a raccogliere porcini”.

 

 

– Grandinata record in provincia di Como. Un chicco ha addirittura sfondato il tetto di una casa. La perturbazione proveniva dalla Romania.

 

 

– Secondo recenti statistiche, è aumentato il numero di stupri dovuti al luogo comune secondo cui quando la donna dice no intende sì.

 

 

– Nuova scoperta in campo medico: scopare le pazienti in coma richiede una particolare attenzione nel chiudere la porta a chiave.

 

 

– Ci colleghiamo ora con il nostro inviato dalla casa in cui non è mai successo niente.

 

STUDIO: “Allora, Galdisi, mi dicono che lì ancora niente: me lo confermi?”

INVIATO: “Sì, la situazione è ancora praticamente la stessa, come da cinquant’anni a questa parte. Stamattina però la voce che ci fosse un momento di particolare quiete ha attirato parecchie telecamere e testate da tutto il mondo, ma si è rivelato un falso allarme”

STUDIO: “Vedo però dietro di te che succede più niente del solito. O è solo un’impressione?”

INVIATO: “No, si tratta giusto di un momento di stasi, ma niente di che”

STUDIO: “Mi raccomando, tienici informati e chiedici la linea nel momento in cui dovesse accadere un maggiore niente”

INVIATO: “Sarà fatto. Per ora dunque situazione stazionaria: niente regolare. A voi studio”

 

 

– Scienza. Confermata l’appartenenza di Rosy Bindi alla classe dei mammiferi.

 

 

– Sensazionale ritrovamento: è stato rinvenuto in un archivio nascosto il memoriale segreto di Giacomo Leopardi. Titolo dell’opera occultata dall’autore: “In realtà mi ammazzo dalle risate, ma così faccio più soldi”.

 

 

– Veltroni si è accordato con Fini sul pacchetto istituzionale. Il leader del PD ha dichiarato: “Beh, che v’aspettavate? Sono Veltroni!”.

 

 

– G8. Svolta sul processo per la mattanza della Diaz: non è stata la polizia ad introdurre le bottiglie molotov nella scuola, bensì sono stati i no-global ad introdurre le confessioni nella bocca dei poliziotti imputati.

 

 

– Montezemolo attacca: “Fuori da Confindustria gli imprenditori collusi con la mafia”. Si attendono le sue dimissioni.

 

 

– Omicidio di Meredith Kercher. Secondo gli esperti, sarebbe una vera beffa per Raffaele Sollecito qualora fosse stato lui a commettere il crimine per fare un favore ad Amanda Knox e guadagnarsi le sue attenzioni e lei non gliel’avesse data uguale.
Intanto la salma di Chiara Poggi si sente trascurata ed Anna Maria Franzoni è caduta in depressione.

 

 

– Nuovi scontri nelle banlieue parigine: incendi, saccheggi, devastazioni, trenta agenti feriti, scene di panico, isteria collettiva, violenza continua per le strade. Tutto è cominciato con un: “Tu m’hai guardato male”.

 

 

– Ma cambiamo decisamente argomento. Lancio un appello a tutte le telespettatrici: quando vi dà noia che io ci provi con voi e non volete darmela, pensate sempre: “Beh, poteva capitarmi suo nonno”. E mio nonno ha le emorroidi a spruzzo (a proposito: un saluto a tutti i nonni sodomiti d’Italia).
Facciamo tesoro degli insegnamenti di Einstein.
Restando in tema: pare che la prima formulazione della teoria della relatività risalga ad un passo del carteggio che Einstein intrattenne con Max Planck. Alla domanda di Planck: “Come ti è sembrato quel vino che ti ha suggerito Nils Bohr?” Einstein rispose: “Mah, sempre meglio di un calcio nelle palle”.

 

 

Siamo in conclusione. Vi lascio alla visione del nuovo spassosissimo film-panettone “Natale nel reparto oncologia”.
E non perdetevi a seguire lo Speciale Cultura dedicato quest’oggi a Raymond Radiguet. Titolo della puntata: “Avrei preferito che i miei libri non fossero stati postumi”. Gli studiosi ospiti della trasmissione si interrogheranno su che senso abbia essere uno scrittore di talento se poi non si può beneficiare della figa che arriva a frotte una volta raggiunto il successo.

 

Felice serata.

 

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Le storie di Papà Castoro

Posted by sdrammaturgo su 21 novembre 2007

Dai, papà Castoro, raccontaci una storia!”.

E così il Ragionier Alfonso Castoro cominciò.

L’ornitorinco puntiglioso

C’era una volta un ornitorinco che nuotava in uno stagno e disse: “Che cazzo ci sto a fare in uno stagno, visto che il mio habitat naturale sono i corsi d’acqua ad abbondante portata permanente con rive di fango molle nelle regioni montuose a clima continentale o nelle foreste pluviali tropicali?”.

Un’altra, un’altra!”

Il gufo ed il lupo

C’era una volta un gufo che, stanco di essere chiamato “gufo di merda”, entrò in analisi ed iniziò una terapia di gruppo.
Al primo incontro, accanto allo scorfano con il complesso di inferiorità, sedeva il lupo, disperato per il fatto di essere sempre dipinto come il paradigma della malvagità nei racconti popolari, infido ed assetato di sangue, puro concentrato di cattiveria.
Il gufo gli si avvicinò per confortarlo ed il lupo lo sbranò. Poi disse: “Beh?! Che vi aspettavate?! Il terapista è Paolo Crepet”.

Ancora, ancora!”

Il gorilla

C’era una volta un gorilla…

Uffa, ma perché sempre animali?!”

Ma bambini, le favole…”

E allora raccontaci una fiaba”

Hem…uhm…e va bene”

C’era una volta un principe, che però era un gorilla. Benché a corte nessuno gli avesse mai fatto pesare la sua diversità ed il re e la regina lo avessero accettato così come era e cresciuto lo stesso amorevolmente (sebbene il padre avesse sempre nutrito qualche dubbio e più di un sospetto), il principe voleva diventare un essere umano come tutti gli altri.
Un bel giorno salvò la vita ad una fata, la quale, per ricompensarlo, con un incantesimo esaudì il desiderio del principe, che perse tutte le connotazioni gorillesche.
La principessa capì allora che dello charme si può anche fare a meno e non è la raffinatezza dei modi a costituire la caratteristica principale di cui dovrebbe essere dotato un uomo.

Torniamo alle favole, va’, ché è meglio”

I conigli ed i ricci

C’erano una volta una coppia di conigli che scopavano come ricci ed una coppia di ricci che scopavano come conigli. La globalizzazione era arrivata anche nel mondo delle favole.

Papà Castoro, non ci bastano mai!”

Il linguista poco accorto

C’era una volta l’inventore dell’incipit “c’era una volta”, ma la SIAE non era stata ancora inventata, così quando tentò di fare il figo vantando la propria paternità della fortunata formula per rimorchiare, non fu creduto dalle strappone e per di più venne sfottuto dagli amici del baretto.
Privo degli ingenti proventi che gli sarebbero derivati dai diritti d’autore e senza un soldo, dovette inoltre accettare il posto da cameriere nel medesimo baretto, cosicché subì derisioni quotidiane fino al giorno della pensione.
Morale della fiaba: la cultura non paga, se non hai i soldi non te la danno, gli avventori del baretto non hanno un cazzo da fare.

Siamo insaziabili di racconti della buonanotte!”

La volpe e l’uva

C’era una volta una volpe che osservava un grappolo d’uva che pendeva sopra la sua testa. Con l’acquolina in bocca, fece un salto per cercare di afferrarlo, ma il tralcio era troppo in alto. Tentò nuovamente, ma niente. La terza volta però spiccò un balzo più deciso, riuscì a prendere l’uva e disse: “Alla faccia vostra”.

Dai, Papà Castoro, raccontaci un’altra storia!”

Ahò, e mo’ m’avete rotto li cojoni!”

Mamma Castoro ti mette le corna. Stronzo.”

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La frase che salverà il mondo

Posted by sdrammaturgo su 19 novembre 2007

Prima o poi arriverà per tutti voi il momento in cui il vostro o la vostra partner vi incalzeranno con la disarmante proposta: “Facciamo un bambino” e non paghi continueranno a bombardarvici finché morte non vi separi o fino a quando non li avrete sciaguratamente soddisfatti (ai più sfortunati, la proposta sarà peraltro rispolverata perfino dopo il primo figlio. Ai più tapini, pure dopo il secondo. Ai più coglioni, senza limiti di pudore).
Volete far cambiare loro idea? (E, fidatevi, lo volete, lo so). Semplice: intervenite sul piano del linguaggio.
In “facciamo un bambino” è infatti la forma ad essere ingannevole. Fare un bambino rimanda a qualcosa di necessariamente piacevole. Certo, la parola bambino porta con sé tutto un insieme di immagini più o meno negative, quali pannolini sporchi, ansie, pianti notturni e via dicendo, ma la nota dominante resta comunque la dolcezza. Il facciamo, poi, risulta a dir poco commovente: fa venire in mente l’idea del fare insieme, fa pensare ad una emozionante condivisione di atti e sentimenti con la persona amata, nello specifico quelli che concernono il plasmare con il proprio o la propria partner qualcosa di bello, tenero e gioioso, frutto dell’amore di due persone unite da una comunione di intenti.
Niente di più falso. Proliferare è inquinare (cit.). La formula zuccherosa “facciamo un bambino” ne maschera subdolamente l’orrifico contenuto.
I più accorti lo sanno bene. La frase “facciamo un bambino” è dunque una trappola inconsapevole soprattutto per chi la pronuncia.
I più accorti lo sanno, sì, ma quasi sempre ignorano come uscirne e di conseguenza finiscono per cedere, ritrovandosi la vita rovinata per una banale deficienza di valide contromisure.
Ma da oggi una soluzione c’è. Ebbene sì, e per giunta semplice, efficace ed alla portata di tutti.
Quando sentirete nell’aria il pericolo imminente della Domanda a Fregatura per eccellenza, sarà sufficiente che, simulando un imbelle entusiasmo, anticipiate il vostro o la vostra partner ingenuamente desiderosi di procreare chiedendo loro con il cuore in mano:

“Dai, amore, generiamo un altro essere umano che un giorno si masturberà di fronte ad un porno di serie B!”.

Palesando in tal modo la verità a coloro i quali fino a quel momento erano le prime vittime della mendacia delle parole, eviterete a voi stessi ed a chi vi circonda inutili grane ed il mondo intero ve ne sarà grato.

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Non-conversazioni, o della contemporaneità in sintesi

Posted by sdrammaturgo su 16 novembre 2007

 La spersonalizzazione dell’Io nel caos della post-modernità

 

 

“Ciao”

“Scusa, non mi ricordo di te”

“Sono quello che ti ha salvato la vita, che hai sposato e dal quale hai avuto dei figli”

 

 

 

 

 

Per un’Oggettività nel Relativismo

 

 

“Io la penso così”

“Non sono affatto d’accordo con te”

“Beh, si tratta di punti di vista”

“Certo: il mio è giusto ed il tuo una cazzata”

 

 

 

 

 

Consumo e alienazione

 

 

“Non ci posso credere! Sei proprio tu! Ho letto tutti i tuoi libri!”

“In persona. Molto onorato”

“Mi hanno fatto tutti schifo”

 

 

 

 

 

Che cos’è il Neoliberismo

 

 

“Ti amo”

“Anch’io”

“Fanno cinquanta euro”

 

 

 

 

 

La fine delle grandi narrazioni

 

 

“Tu ci credi nell’amore eterno?”

“Non lo so. Ci penserò mentre mi finisci il pompino”

 

 

 

 

 

Homo homini lupus

 

 

“AAAHIAAA! Il piede! Oh dio dio dio, il mio povero piede!”

“Oh, mi scusi, le ho pestato il piede”

“Mi scusi un corno!”

“Suvvia, capisco che possa averle fatto male, ma in fondo le ho solo acciaccato il piede!”

“Sì, ma con il tir!”

 

 

 

 

 

Homo feminae cuniculus

 

“Cosa spinge un kamikaze a farsi esplodere in un attentato terroristico?”

“La fica”

 

 

 

 

 

La trasvalutazione di tutti i valori

 

 

“Scusa, mi scappava…”

“Io capisco tutto: capisco che quando scappa, scappa; capisco che la diarrea non perdona; capisco che non ce la facevi più. Ma dovevi proprio cagare sulla salma di mio nonno?”

 

 

 

 

 

I superstiti

 

 

“Il matrimonio è un abominio etico, politico e razionale e guasta il benessere dell’individuo sano”

“Parli proprio tu che sei sposato!”

“Appunto: parlo con cognizione di causa”

 

 

 

 

 

L’anima del Potere

 

 

“Oh…sì…sì…così…dai…vengo…vengo…ven…No, mamma, non è come pensi!”

“Ignazio, sei disgustoso! Sempre a toccarti di fronte a quei filmati sporchi del G8! Sei la vergogna di casa La Russa!”

 

 

 

 

 

Della Sicurezza

 

 

“Aiuto, polizia, mi stanno picchiando!”

“Oh, ragazzi, sbrighiamoci a finire ‘sto stupro, ché c’è da divertirsi ancora!”

 

 

 

 

 

Crepuscolo degli idoli

 

 

“Il tempo cura ogni cosa”

“Mi daresti una manciata di minuti per il mio cancro?”

 

 

 

 

 

La Divina Provvidenza

 

 

“Dov’era Dio ad Auschwitz?!”

“In galleria, fila G, posto 14”

 

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Corso Pratico di Storia della Filosofia in Compendio

Posted by sdrammaturgo su 5 novembre 2007

Gli studiosi sono concordi nello stabilire la nascita del pensiero filosofico con Talete, il quale sosteneva che il principio di tutte le cose fosse l’acqua, teoria balenatagli dopo che una squillo gli aveva pisciato addosso (cosa che peraltro gli era costata un extra tanto considerevole da far ritenere ad alcuni esegeti taletiani che fu proprio questo l’evento determinante ad ispirare la sua teoria).
Anassimandro individuò invece l’archè nell’àpeiron, l’indeterminato, avendo rimorchiato un cesso informe.
Ancora peggio andò ad Anassimene, secondo cui l’origine del mondo è da rintracciarsi nello pneuma, il soffio, convinzione che maturò a causa di una scoreggia mefitica sganciata da uno sull’autobus affollato.
Da Anassimandro ed Anassimene si sviluppò il pensiero pessimista, che avrebbe trovato il suo culmine in Giacomo Leopardi, di cui resta celebre la massima: “Tutto è male, specialmente una martellata sul dito, per di più dopo che Silvia non te l’ha data”.
Uno dei massimi esponenti della corrente pessimista fu Gorgia, il quale affermava: “Nulla c’è; se anche qualcosa ci fosse, non sarebbe conoscibile; seppure fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile. Quindi rivoglio indietro i soldi dell’affitto”.
Il suo massimo avversario fu Platone, secondo alcuni poiché la filosofia sofistica di Gorgia mal si confaceva alla dottrina della verità proposta dall’allievo di Socrate; secondo altri perché era il padrone di casa.
Platone fu il maestro di Aristotele, l’inventore del sillogismo. Il primo esempio accertato di questo tipo di ragionamento balenò nella mente del Filosofo in seguito ad uno spiacevole evento di cui fu vittima mentre si recava in Macedonia (è ben noto infatti che Aristotele fu il precettore di Alessandro Magno, il cui nome significa “colui che ha l’ano divaricato da Aristotele): “Sulla metro è pieno di uomini; molti uomini sono ladri; sulla metro mi hanno fregato il portafoglio”.
La dottrina aristotelica influenzò tutto il pensiero filosofico medievale, dominato dalla Patristica e dalla Scolastica, i cui esponenti affermavano che il sole gira intorno alla terra, specie il sabato sera perché non si trova mai parcheggio.
Elemento di spicco della Scolastica fu S.Anselmo d’Aosta, il quale formulò le prove dell’esistenza della Basilicata.
L’eliocentrismo fu superato con l’avvento di Galileo Galilei, fondatore del metodo scientifico moderno e delle caldarroste ad un euro l’una, il quale scoprì che è la terra a girare intorno al sole quando, con animo indomito e tutto dedito al sapere, sfidando l’Inquisizione ed il colpo della strega, osò puntare il telescopio verso gli astri ed osservò con rinnovato spirito lo spettacolo della volta celeste che si spalancava armoniosa ed inesplorata davanti ai suoi occhi lucidi e puri.
Ancor più grande di lui avrebbe potuto essere l’ingiustamente dimenticato Anacleto Anacleti, se non fosse stato penalizzato dalla miopia.
Il terremoto prodotto dalla rivoluzione galileiano-copernicana condusse all’Illuminismo, che terminò quando fu aumentata la bolletta.
E’ nel clima dell’illuminismo che va inquadrato Immanuel Kant. Kant riteneva che il nostro sapere si serve di categorie a priori, quindi non c’è bisogno di parlare con una strappona ed approfondirne la conoscenza per essere certi che ce la vogliamo fare.
Il sistema kantiano fu smontato da Georg Wilhelm Friedrich Gismond Darius Uccio Hegel, il quale poi non fu più capace di rimontarlo e Kant si incazzò a morte.
Dal pensiero di Hegel, vero e proprio spartiacque della storia della filosofia, presero le mosse varie correnti ispirate all’Idealismo. Accanto alla Sinistra hegeliana (Feuerbach, Marx, Engels), alla Destra Hegeliana (Gabler, Conradi, Bauer) ed al Centro Hegeliano (Michelet, Rosenkranz), si situa la non meno importante corrente del Sotto Hegeliano (Brehme, Matthaus, Klinsmann), i cui esponenti, veri e propri precursori della psicanalisi freudiana, lessero nel sistema del loro maestro – fondato sull’Idea (in sé e per sé) che si riconosce nella Natura (fuori di sé) per ritornare in sé come Spirito (ritorno in sé) – un’allegoria della vita umana – l’Uomo nasce (fuori dal ventre) e si muove nel Mondo (in discoteca) per ritrovare il proprio Alveo Primigenio (per la fica).
Fu Friedrich Nietzsche a demolire l’edificio della filosofia innalzato da Hegel e scopargli per giunta la moglie.
E’ proprio alle opere di Nietzsche che hanno guardato con maggior interesse i giganti della filosofia contemporanea: Martin Heidegger (“Caos è il nome che indica un peculiare pre-oggetto del mondo nella sua totalità e del signoreggiare cosmico”), Jacques Derrida (“La vita è l’origine non rappresentabile della rappresentazione”), Stefanuccio il Barbiere (“Le donne so’ tutte puttane”).
Corrente filosofica principale del Novecento fu l’Esistenzialismo, che si configurò più che altro come una temperie culturale i cui animatori analizzarono la condizione dell’uomo moderno, rimasto solo in balia del non-senso generato dai cruciali eventi della Morte di Dio e del morbillo di Vishnu, e si interrogarono su quanto convengano le tessere sconto dei supermercati. Di fronte a questa assenza di uno scopo nella vita, in cui tutto è vano, il sentimento principe dell’individuo, ormai disarmato e con i pantaloni già calati, non può che essere l’angoscia, a meno che non si azzecchi un sei al Superenalotto.
Parola chiave dell’Esistenzialismo è assurdo (nulla al mondo ha una spiegazione, una giustificazione, un fine); numero di telefono di Simone de Beauvoir è 3894461792 (ti viene a casa, ma le devi pagare il taxi. Mi sembra un po’ eccessivo, per un cadavere).
Faro del movimento fu Jean Paul Sartre, compagno di Simone de Beauvoir, buontempone autore di testi frizzanti quali “La nausea”, “Morti senza tomba”, “La morte nell’anima”, nonché i meno noti “Rigore al novantesimo sopra la traversa” e “Quando l’amante di tua moglie ce l’ha più grosso di te”.
“L’uomo è Nulla” sosteneva Sartre “Nonostante ciò, chi ti si siede davanti al cinema ti copre lo stesso”.
Pare che la vita libertina della propria compagna risultò decisiva nella speculazione sartriana.
A ridosso dei nostri giorni è il Pensiero Debole di Pier Aldo Rovatti e Gianni Vattimo a farla da padrone. Pomponazzo Pomponazzi e Giangianni Gesprazzoni hanno provato ad opporgli il Pensiero Mike Tyson, ma è risultato finora ben misera cosa.

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Titoli del telegiornale

Posted by sdrammaturgo su 1 novembre 2007

– Scandalo shakespeariano: il balcone di casa Capuleti è abusivo. Romeo, sospettato di aver dato la soffiata alle autorità, si dichiara estraneo alla faccenda e dice di non saperne alcunché: “Io ero lì solo per la figa”. Il movente plausibile però resta: il pelo tira ed al limite solleva anche, ma arrampicarsi è pur sempre una rogna. Nessun condono all’orizzonte: Giulietta dovrà farsi costruire una casa sull’albero. Quanta fatica per due che non chiaveranno mai.

 

– Ragazzo esce a fare due passi e diventa pugliese.

 

– Mistico affetto da Alzheimer intuisce invano il senso della vita.

 

– Adrian Mutu, attaccante rumeno, nell’intervallo di Fiorentina-Napoli ha fatto in tempo a stuprare quattro donne.
Una buona notizia nell’ondata di abusi sessuali commessi dai rumeni c’è: sembra che gli albanesi abbiano smesso di violentare. Gli italiani invece non hanno mai iniziato.
Dopo la morte di Giovanna Reggiani, la donna aggredita dal giovane rom di Tor di Quinto, Veltroni esorta i sindaci ad attuare provvedimenti di espulsione. Entusiasti i tanti bambini vittime della pedofilia del padre, dello zio, dell’amico di famiglia, che non dovranno più vedere in giro per casa quel brutto ed antipatico cameriere dell’est.
Aggiunto un paragrafo al disegno di legge sul rimpatrio: se un rumeno stupra, tanti rumeni dovranno tornare nel loro Paese; le migliaia di italiani autori di violenze domestiche dovranno andare in Romania.
“Quel ragazzo ha picchiato, seviziato e gettato nella scarpata una donna? Dilettante” ha dichiarato lo slavo Giovanni Brusca.

 

– L’Agenzia del Demanio ha ceduto a privati le miniere di Vigneria, uno dei siti più suggestivi dell’Isola d’Elba dal grande interesse storico-culturale. Sulle rovine del prezioso complesso di archeologia industriale sorgerà un villaggio turistico. Elisabetta Spitz, direttrice del Demanio, ha risposto con decisione a tutte le critiche che le sono state rivolte: “Per noi la conservazione del patrimonio storico pubblico è sempre stata una priorità. Il fatto che io usi una tela del Bronzino come tovaglietta per la colazione non è un buon motivo per avanzare dubbi sul mio operato”.

 

– Neurologia. Scoperto il fattore determinante che causa la depressione: la nascita.

 

– Sgominata banda di rapinatori di banche tossicodipendenti. Agli inquirenti non sono sembrati dei professionisti troppo preparati: minacciavano gli ostaggi di infettarli con il raffreddore.

 

– Stasera allo Speciale Cultura Alessandro Baricco ci svelerà come si fa a diventare uno scrittore di successo senza averne le capacità.

 

– Ritrovati dei documenti che svelano perché Amerigo Vespucci si imbarcò alla scoperta del territorio che sarebbe poi stato chiamato Messico: voleva cercare un posto in cui rifugiarsi nel caso in cui avesse messo incinta qualcuna.

 

– A Guidonia, provincia di Roma, un ex ufficiale spara all’impazzata sui passanti dal terrazzo. Una vera tragedia: Clemente Mastella non stava passando di lì.

 

– Intervistato da Lucia Annunziata, Gianfranco Fini ha dichiarato: “Fuori dall’Italia anche gli stranieri senza reddito”. Nella tarda serata sono stati arrestati con un eccellente bliz della polizia dodici rumeni accusati di povertà.

 

– Chiesa. Le alte sfere vaticane continuano a lamentare il calo delle vocazioni. Una grande conferma per l’attrattiva esercitata dalla Figa.

 

– La commissione Affari Costituzionali della Camera boccia la proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sul G8 di Genova con i voti della Cdl e di Di Pietro e Mastella. Con tutti i ragazzi che ci sono da pestare, lo Stato non può permettersi di impegnare le forze di polizia e carabinieri in un processo.
“Non ho ammazzato io Carlo Giuliani”, ha ribadito Mario Placanica, quando gli hanno chiesto quale fosse il suo piatto preferito.

 

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