Beati i poveri, perché moriranno prima

Corso Pratico di Storia della Filosofia in Compendio

Posted by sdrammaturgo su 5 novembre 2007

Gli studiosi sono concordi nello stabilire la nascita del pensiero filosofico con Talete, il quale sosteneva che il principio di tutte le cose fosse l’acqua, teoria balenatagli dopo che una squillo gli aveva pisciato addosso (cosa che peraltro gli era costata un extra tanto considerevole da far ritenere ad alcuni esegeti taletiani che fu proprio questo l’evento determinante ad ispirare la sua teoria).
Anassimandro individuò invece l’archè nell’àpeiron, l’indeterminato, avendo rimorchiato un cesso informe.
Ancora peggio andò ad Anassimene, secondo cui l’origine del mondo è da rintracciarsi nello pneuma, il soffio, convinzione che maturò a causa di una scoreggia mefitica sganciata da uno sull’autobus affollato.
Da Anassimandro ed Anassimene si sviluppò il pensiero pessimista, che avrebbe trovato il suo culmine in Giacomo Leopardi, di cui resta celebre la massima: “Tutto è male, specialmente una martellata sul dito, per di più dopo che Silvia non te l’ha data”.
Uno dei massimi esponenti della corrente pessimista fu Gorgia, il quale affermava: “Nulla c’è; se anche qualcosa ci fosse, non sarebbe conoscibile; seppure fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile. Quindi rivoglio indietro i soldi dell’affitto”.
Il suo massimo avversario fu Platone, secondo alcuni poiché la filosofia sofistica di Gorgia mal si confaceva alla dottrina della verità proposta dall’allievo di Socrate; secondo altri perché era il padrone di casa.
Platone fu il maestro di Aristotele, l’inventore del sillogismo. Il primo esempio accertato di questo tipo di ragionamento balenò nella mente del Filosofo in seguito ad uno spiacevole evento di cui fu vittima mentre si recava in Macedonia (è ben noto infatti che Aristotele fu il precettore di Alessandro Magno, il cui nome significa “colui che ha l’ano divaricato da Aristotele): “Sulla metro è pieno di uomini; molti uomini sono ladri; sulla metro mi hanno fregato il portafoglio”.
La dottrina aristotelica influenzò tutto il pensiero filosofico medievale, dominato dalla Patristica e dalla Scolastica, i cui esponenti affermavano che il sole gira intorno alla terra, specie il sabato sera perché non si trova mai parcheggio.
Elemento di spicco della Scolastica fu S.Anselmo d’Aosta, il quale formulò le prove dell’esistenza della Basilicata.
L’eliocentrismo fu superato con l’avvento di Galileo Galilei, fondatore del metodo scientifico moderno e delle caldarroste ad un euro l’una, il quale scoprì che è la terra a girare intorno al sole quando, con animo indomito e tutto dedito al sapere, sfidando l’Inquisizione ed il colpo della strega, osò puntare il telescopio verso gli astri ed osservò con rinnovato spirito lo spettacolo della volta celeste che si spalancava armoniosa ed inesplorata davanti ai suoi occhi lucidi e puri.
Ancor più grande di lui avrebbe potuto essere l’ingiustamente dimenticato Anacleto Anacleti, se non fosse stato penalizzato dalla miopia.
Il terremoto prodotto dalla rivoluzione galileiano-copernicana condusse all’Illuminismo, che terminò quando fu aumentata la bolletta.
E’ nel clima dell’illuminismo che va inquadrato Immanuel Kant. Kant riteneva che il nostro sapere si serve di categorie a priori, quindi non c’è bisogno di parlare con una strappona ed approfondirne la conoscenza per essere certi che ce la vogliamo fare.
Il sistema kantiano fu smontato da Georg Wilhelm Friedrich Gismond Darius Uccio Hegel, il quale poi non fu più capace di rimontarlo e Kant si incazzò a morte.
Dal pensiero di Hegel, vero e proprio spartiacque della storia della filosofia, presero le mosse varie correnti ispirate all’Idealismo. Accanto alla Sinistra hegeliana (Feuerbach, Marx, Engels), alla Destra Hegeliana (Gabler, Conradi, Bauer) ed al Centro Hegeliano (Michelet, Rosenkranz), si situa la non meno importante corrente del Sotto Hegeliano (Brehme, Matthaus, Klinsmann), i cui esponenti, veri e propri precursori della psicanalisi freudiana, lessero nel sistema del loro maestro – fondato sull’Idea (in sé e per sé) che si riconosce nella Natura (fuori di sé) per ritornare in sé come Spirito (ritorno in sé) – un’allegoria della vita umana – l’Uomo nasce (fuori dal ventre) e si muove nel Mondo (in discoteca) per ritrovare il proprio Alveo Primigenio (per la fica).
Fu Friedrich Nietzsche a demolire l’edificio della filosofia innalzato da Hegel e scopargli per giunta la moglie.
E’ proprio alle opere di Nietzsche che hanno guardato con maggior interesse i giganti della filosofia contemporanea: Martin Heidegger (“Caos è il nome che indica un peculiare pre-oggetto del mondo nella sua totalità e del signoreggiare cosmico”), Jacques Derrida (“La vita è l’origine non rappresentabile della rappresentazione”), Stefanuccio il Barbiere (“Le donne so’ tutte puttane”).
Corrente filosofica principale del Novecento fu l’Esistenzialismo, che si configurò più che altro come una temperie culturale i cui animatori analizzarono la condizione dell’uomo moderno, rimasto solo in balia del non-senso generato dai cruciali eventi della Morte di Dio e del morbillo di Vishnu, e si interrogarono su quanto convengano le tessere sconto dei supermercati. Di fronte a questa assenza di uno scopo nella vita, in cui tutto è vano, il sentimento principe dell’individuo, ormai disarmato e con i pantaloni già calati, non può che essere l’angoscia, a meno che non si azzecchi un sei al Superenalotto.
Parola chiave dell’Esistenzialismo è assurdo (nulla al mondo ha una spiegazione, una giustificazione, un fine); numero di telefono di Simone de Beauvoir è 3894461792 (ti viene a casa, ma le devi pagare il taxi. Mi sembra un po’ eccessivo, per un cadavere).
Faro del movimento fu Jean Paul Sartre, compagno di Simone de Beauvoir, buontempone autore di testi frizzanti quali “La nausea”, “Morti senza tomba”, “La morte nell’anima”, nonché i meno noti “Rigore al novantesimo sopra la traversa” e “Quando l’amante di tua moglie ce l’ha più grosso di te”.
“L’uomo è Nulla” sosteneva Sartre “Nonostante ciò, chi ti si siede davanti al cinema ti copre lo stesso”.
Pare che la vita libertina della propria compagna risultò decisiva nella speculazione sartriana.
A ridosso dei nostri giorni è il Pensiero Debole di Pier Aldo Rovatti e Gianni Vattimo a farla da padrone. Pomponazzo Pomponazzi e Giangianni Gesprazzoni hanno provato ad opporgli il Pensiero Mike Tyson, ma è risultato finora ben misera cosa.

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