Beati i poveri, perché moriranno prima

Quattro chiacchiere defilosofizzate

Posted by sdrammaturgo su 25 gennaio 2008

Approfondendo il concetto di pessimismo

 

“Tu sogni a colori od in bianco e nero?”

“Sogno la voce di una radio che mi racconta le vicende oniriche”

 

 

 

 

 

 

 

Per una psicanalisi post-freudiana

 

“Dottore, ogni notte sogno che succhio il pisello ad un altro uomo ed a me piace molto. Cosa può voler dire?”

“Che hai voglia di cetrioli”

 

 

 

 

 

 

 

Il valore della famiglia

 

“Ho passato il natale a domandarmi quale fosse il mio posto nel mondo. Sai, dopo una riunione con i parenti, uno non può fare a meno di porsi certe domande”

“Io il mio l’ho trovato: sulle loro tombe”

 

 

 

 

 

 

 

Fides et Ratio

 

“Credi in dio?”

“Mah, preferisco la figa”

 

 

 

 

 

 

 

Dio si è fatto uomo e gli è uscita subito un’ernia, o della terrenità del sovrannaturale

 

“Mi è apparsa la madonna e mi ha chiesto un’informazione”

 

 

 

 

 

 

 

La democrazia a misura di monoteismo

 

“Vedi, la verità è che il dominatore dell’universo composto di puro spirito ha costruito il mondo dal nulla in sei giorni ed il settimo si è riposato, perché onnipotente sì, ma al cantiere si fatica, altroché; soffiando dentro una manciata di fango ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza (basso, stempiato, con la forfora) e staccandogli una costola gli ha regalato una strappona; mal consigliati da un serpente parlante, però, i due hanno rubato una mela da un albero particolarmente caro a dio e questi si è incazzato non poco, tanto da condannare le sue creature a soffrire fino al giorno in cui egli, nel suo sterminato amore, deciderà se farle patire in eterno nel caso in cui non gli avranno pagato il pizzo di strisciamento ai suoi piedi. Dopo qualche tempo, rodendogli ancora il culo, ha deciso di allagare la terra, ma non prima di aver incaricato un vecchietto di costruire un traghetto su cui mettere in salvo ogni specie animale e ripopolare la terra con i suoi tre figli. Il vecchietto ed i suoi tre figli ci sono riusciti – non chiedermi come, preferisco non sapere – ed uno dei popoli che ne sono discesi è stati imprigionato – tutto intero – in Egitto, fino a quando un balbuziente, dopo essersi consultato con un cespuglio che andava a fuoco, ha fatto scappare di notte tutte le migliaia di prigionieri con tanto di carri carichi con tutte le loro cose e nessuno in città si è accorto di niente (un popolo che sa essere silenzioso, che credi. Ad esempio, l’altro giorno mica mi sono accorto di essere rimasto solo in tutta Roma. Oh, mi sono svegliato la mattina ed erano partiti tutti la sera prima). A dare una mano ai fuggiaschi ci ha pensato il supremo, che nella sua infinita misericordia ha inviato l’angelo della morte ad uccidere tutti i primogeniti degli schiavisti. Un angelo potentissimo, ma con problemi di miopia: se non vede un segno rosso sulla porta, entra ed ammazza tutti. Nonostante questi ripetuti aiuti, gli uomini hanno continuato a dare grossi dispiaceri a dio, mostrando impunemente le ginocchia e spiando la vicina di casa mentre si cambia davanti alla finestra, fino a quando il capo del pianeta ha deciso di far ingravidare con il pensiero una quindicenne dal suo braccio destro per incarnarsi in un capellone palestinese dotato di superpoteri, il quale ha salvato tutti noi fregando alla grande quelli che lo avevano ammazzato risorgendo alla faccia loro dopo tre giorni, e per questo tu ora non devi trombare”.

“Ma che cazzata!”

“Intollerante e presuntuoso!”

 

 

 

 

L’arte ai tempi del commercio*

 

“Una poesia in endecasillabo sciolto al tavolo dieci”

“Con poche metafore, mi raccomando, ché la sera non le assimilo bene”

“Per secondo?”

“Che romanzi avete?”

“Guarda, te ne possiamo fare uno con storia d’amore e violenza condito da avventure erotiche ed una spruzzata di riflessioni misticheggianti”

“Oh Gi’, me raccomando, ‘n bel finale a sorpresa come piace a me. Quante emozioni pensi che mi darà?”

“Mah, un etto, un etto e mezzo abbondante”

 

 

 

 

 

 

 

Trendy Spleen*

 

“Come stai?”

“Ho un po’ di depressione. Oh, ieri stavo bene, oggi me svejo, 37 de depressione. Mettice ‘n po’ de raucedine, ‘n po’ de senso della tragicità del tutto, m’è toccato arimetteme a letto”

L’Etica dell’Estetica

 

“Io mi piaccio così come sono”

“Che cattivo gusto”

 

 

 

 

 

 

 

Supposta sapienziale – Per chiudere all’insegna dei buoni sentimenti

 

L’amore è…venirle in faccia con naturalezza perché tanto sai che a lei piace.

 

 


*Idea originale di Fulvio Tricheco

 

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