Beati i poveri, perché moriranno prima

Letteratezza

Posted by sdrammaturgo su 24 aprile 2008

Lettera a un bambino mai nato

Non ti sei perso niente.

*

Le affinità elettive

“Ah bbona, t’arisulto?”
“Dipende…Che me proponi?”
“C’ho ‘na siusta pressoché equina”
“Maddai? Io ho sempre avuto un debole per gli uomini con il membro ingombrante!”
“Sono commosso. Ingoi?”
“Oh sì, lo berrei pure in lattina, guarda!”
“Sei la donna per me”
“Ti amo”

*

Una vita violenta

“Ciao Tomma’, come stai?”
“Regolare, incazzato nero”
“Che hai fatto oggi?”
“Mah, niente di particolare, ho pestato tutti come al solito”

*

Ultime lettere di Jacopo Ortis

Caro Lorenzo, spiacente, ma ho finito i francobolli.

*

Opinioni di un clown

Sia chiaro fin dall’incipit: io non seguo la chiesa, ma credo in dio a modo mio. Mi serve credere in un essere superiore che è cristallizzazione dell’armonia universale; mi è utile soprattutto in questi giorni di elezioni amministrative, e si sa, al comune uno vota più la persona che il partito. Tanto alla fine destra e sinistra non vuol dire niente, l’importante è avere la testa sulle spalle e portare rispetto agli anziani. Ciò che conta davvero è l’amore, che è un sentimento irrazionale, quindi poco importa che io sia anarchico e vegano e lei fascista e macellara. Non ho certo i paraocchi per queste cose. Nelle questioni sentimentali conta ben altro: contano i piccoli momenti della quotidianità, i piccoli gesti che ti fanno capire che non dovrai farti le pippe almeno stasera, l’odore del pane appena sfornato, perché ci sta bene sempre. E poi lei mi piace perché dice sempre quello che pensa. E poco importa se pensa solo cazzate.

*

Finale di partita

Crotone – Ascoli 2 a 2.

*


Alla ricerca del tempo perduto

Do’ cazzo l’ho messo ‘st’orologio de mmerda?!


*


Cent’anni di solitudine

Mi sarei quasi rotto le palle.

*


Memorie dal sottosuolo

“Gi’, ha’ finito co’ ‘ste tubature?”
“Quasi, quasi”
“Daje, ‘namo, che mica potemo sta’ tutto ‘l giorno ne ‘sto tombino, pe’ du’ sòrdi che ce danno”
“Mica se sa quanto cacano questi. ‘Ste fogne sempre intasate, so'”
“Sta’ attento, ché c’hai ‘na sorca che te ciancica li stivali”
“Eh, magara fosse ‘na sorca come dico io che me ciancicasse quarch’antra cosa”
“Hehe, daje che quest’anno ritornamo a Cuba. T’aricordi quanto avemo scopato tre anni fa?”
“E come nu’ me ricordo…Capirai, du’ euro a bocchino. Qui manco co’ le slave tumefatte”
“Qui pe’ du’ euro te piji al massimo ‘na nigeriana co’ la diarrea e te lavora solo de mano”
“Invece lì è ‘n artra cosa…Ma te ricordi a quella moretta come je spigneva mar culo?”
“Ah, e quella ce l’aveva come la conca do’ ce lavava li panni la mi’ pòra ma’”
“Comunque ‘l mejo scosciacapretto lo faceva quell’altra, cosa, come se chiamava…”
“Dolore, Doloresse, ‘na cosa del genere”
“Altro che dolore: quella come m’alzavo la mattina, era ‘no scantarone”
“J’emo dato giù, avoja si j’emo dato giù”
“Nun ce pensamo, va’. Daje, svotamo ‘sto filtro che è pieno de piscio e poi annamo a casa”
“Passame la pinza”
“Eh, come je l’appinzavo ma ‘ste cubane…”
“Daje, nun esse malinconico”

*

I dolori del giovane Werther

Guglielmo, amico mio, sono settimane ormai che la sciatica non mi dà tregua. Potrei sopportare virilmente, è vero, invece di lamentarmi come una donzella di Toscana, ma ti prego di essere clemente con la mia femminea mollezza, poiché ci si è messa anche la solita gastrite. Oh, soffro così tanto, Guglielmo mio! Certo, avere l’ernia al disco non aiuta la mia tendinite, ma speravo almeno in questi mesi di evitare il mal di gola. E invece niente: il fato si è accanito su questo povero cuore che deve certo aver peccato di tracotanza, quando si è illuso di poter sconfiggere le emorroidi che il potente Iddio aveva voluto mandarmi in sorte. Non è tanto l’ardore dello spirto che mi affligge, quindi, quanto il bruciore delle chiappe. Ci sono giorni in cui il mio patimento si fa sì acuto che quasi bramerei di porre fine ai miei tormenti con il più estremo dei gesti. Ma poi mi rammento che devo ancora saldare il conto con il dentista – sai, per quel molare che mai mi ha dato tregua in tutta la mia sciagurata vita – e così arresto la mano, lasso e straziato dai sempiterni reumatismi. Ti saluto e ti abbraccio, sodale adorato, almeno idealmente, cosicché tu non abbia a temere ch’io ti attacchi codesta tosse che mai non accenna a dipartire.

*

I viaggi di Gulliver

Mah, a me Sharm el-Sheikh nun m’è saputo niente de che. A parte ‘l fatto che se magna male, ma poi la gente se veste come le statuette del presepio.

5 Risposte to “Letteratezza”

  1. ah cladiù che rompimento di gonadi con questo essere universale, superirore a noi tutti!
    Figurati che er un po’ l’ho pensato anch’ion quando, dopo avere lasciato ogni religione istituzionalizzata, ero vagamente new age… Se ci ripenso sbadiglio.
    Che poi l’essere universale c’è eccome, ma non è quello che pensano loro. Si chiama forza elettromagnetica, per esempio, e non gliene frega niente se ci infiliamo un dito in culo e cantiamo la Paloma o se pizzichiamo il capezzolo a quella signorina così simpatica (ah proposito, signorina, non scappi, venga qui…).
    Se si vuole idealizzare il bene e chiamarlo dio (o peppino, o pasta e ceci) per me si può fare, ma personalmente ritengo la teodicea una gran fregatura che poggia su un comodo cuscino imbottito di nulla, e spesso e foriera di disatri.
    Sulle ammistrative, hai dipinto proprio un bel quadretto, tanto di capelli (finché avrò i capelli dirò così e non tanto di cappello): il nostro clown vota per la persona e fa bene, però non si chiede perché quella persona si sia candidata in un partito di cacca (o non è poi così brava quella persona, o non sa che quel partito è di cacca, e allora è poco sveglia, o le conviene sare lì; rimane solo il caso in cui sia un onesto rappresentante della minoranza di quel partito, ma è un caso raro).
    Gli altri pezzi vanno piuttosto bene, menzione d’onore per il seme in lattina. Sto già disegnando la lattina per il mio: tutta colorata, con la scritta Vinx. C’è anche la versione light, diluita in acqua.

  2. E sul clown m sono fermato per decenza e rispetto verso il prossimo, altrimenti hai voglia quanti altri innumerevoli luoghi comuni riuscivo a tirare fuori :-D

  3. alessia said

    ahahah!fantastico!!!

  4. Grazie, grazie, cerco di rendere meno vana la mia esistenza dispensando ilarità.

  5. Volpina said

    Alla ricerca del tempo perduto

    Do’ cazzo l’ho messo ‘st’orologio de mmerda?!

    —————

    Ma tu ti rileggi a distanza di anni? XD Mioddio… Mi fai morire.

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