Beati i poveri, perché moriranno prima

Paradossi di Cojone

Posted by sdrammaturgo su 6 maggio 2008

La mafia è meglio della polizia

Dopo le violenze del G8 di Genova, il massacro della scuola Diaz e soprattutto le torture nella caserma di Bolzaneto – che rappresenta l’Auschwitz della Repubblica italiana, il crinale sull’abisso della democrazia, il punto cruciale dopo il quale nulla può più essere lo stesso e dal quale non ci può più essere ritorno se non se ne affronta e risolve il nero problema – non si è sentito un solo esponente delle forze dell’ordine denunciare e condannare gli abusi dei propri colleghi, ed anzi gli interi corpi di polizia e carabinieri si sono stretti a cerchio intorno agli aguzzini, secondo l’untuoso e squallido principio del senso di appartenenza, padre di ogni infamia. Un simile atteggiamento di spirito cameratesco ha un nome ben preciso: si chiama omertà. E l’omertà, è ben noto, sta alla base delle organizzazioni mafiose, è proprio della (in)cultura mafiosa, ne costituisce la linfa vitale, il fondamento essenziale, ne rappresenta la natura stessa.
Tuttavia, tra i mafiosi, non capita di rado che qualcuno trasgredisca la legge ferrea del silenzio e venga meno all’imperativo della meschina solidarietà volta a nascondere le colpe degli affiliati per salvaguardare interessi comuni.
Nessun pentito è invece pervenuto dalle file delle forze armate; nessuno sbirro ha deciso di collaborare con quella giustizia di cui ogni uomo in divisa dovrebbe invece essere foriero e depositario; nessun tutore della legge ha parlato prendendo le distanze ed opponendosi con decisione alle efferatezze compiute dai propri colleghi, a differenza dei diavoli del crimine, molti dei quali hanno contribuito a scardinare i loro stessi gruppi malavitosi d’origine. E chi copre, occulta o nega è complice di chi sevizia e pertanto non meno colpevole. Dunque, in questo caso, è possibile eccome generalizzare, visto che nessuno si è scagliato contro un simile meccanismo perverso: le forze armate sono un’associazione a delinquere che pratica regolarmente il sopruso e, in virtù della sua ben più ostinata tendenza all’omertà, risulta peggiore della mafia stessa.

Ne consegue che

Le forze dell’ordine tutelano il delinquente e colpiscono l’onesto

Nel pomeriggio di ieri i lavoratori migranti hanno manifestato lungo le strade di Roma per chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno. Tra camionette ed agenti in tenuta antisommossa, il dispiegamento di forze era davvero ingente. Numerosissimi uomini e mezzi impiegati per sorvegliare una delle manifestazioni più pacate mai viste, in cui i dimostranti sfilavano in fila indiana, lasciando la parola ad un solo rappresentante con il megafono. Mentre i poliziotti erano così impegnati a tenere sotto controllo cuochi, camerieri, fiorai e manovali, in una via parallela, nei pressi della Stazione Termini, ho visto un altro immigrato, ubriaco fradicio, infastidire ogni donna alla fermata del tram, sbottonandosi i pantaloni e mettendo le mani addosso a chiunque. Il cittadino medio massificato e dunque non pensante cosa coglie da due eventi in concomitanza come quelli? Da un parte vede tanti poliziotti che circondando numerosi immigrati che rumoreggiano e pensa: “Questi immigrati sono proprio una piaga”. Poi fa due passi ed incappa in un altro straniero di colore che molesta donne per strada: “Ecco, vedi? Avevo ragione! Sempre i soliti, bisognerebbe rispedirli a casa loro!”. Per evitare tutto ciò, sarebbe bastato mandare qualche uomo a pattugliare i quartieri invece di tenerne così tanti a fare da cane da guardia ad onesti cittadini, che poi altri non sono se non quelli che preparano la tua pizza, lavano la tua macchina, spazzano il tuo cortile.
D’altronde è tipico essere fermati la sera quando si esce con gli amici, venire perquisiti, subire battutine e sfoggi di nauseante quanto infantile autorità mentre in zone come le stazioni Termini, Tiburtina, Ostiense, di notte non si vede mai una macchina di polizia o carabinieri e le ragazze devono essere scortate anche solo per attraversare un piazzale.
Quindi, è evidente come le forze dell’ordine alimentino un clima di insicurezza, rivestendo il ruolo di ingranaggi in una sorta di semi-volontaria strategia della tensione aggiornata, riveduta e corretta.
Per la cronaca, ad importunare le ragazze alla fermata del tram c’era anche un italianissimo bulletto che assillava ognuna con degli insopportabili: “Ammazza quanto sei bella. Me lo fai ‘n soriso? Sei popo bbona, ahò. Vieni a letto co’ me, no?”. Però era vestito meglio dell’immigrato, era sobrio ed aveva i capelli a posto. Essere stuprata da uno così deve essere tutto un altro vivere.

Alla luce del coattello de mmerda, ne consegue che

In una strage di civili, non tutti sono vittime innocenti

Giorni fa ero sempre a Termini e sempre alla fermata dell’autobus. Già, è il luogo ideale per avere un nitido spaccato del mondo e sì, mi ci trovo spesso per forza di cose.
Vicino a me c’era un ragazzo piuttosto effeminato, sia nel look che nelle movenze. In quel momento sono passati lì di fronte tre controllori dell’ATAC dalle facce viscide, grottesche, lombrosiane, con i capelli impomatati e l’espressione di chi cammina a testa alta fiero della propria ignoranza e grettezza d’animo. Uno di loro indica ai compagni il ragazzo effeminato e gli sento dire: “Ahò, que’ è dichiarato”, suscitando l’ilarità degli altri. Subito mi è balenato in testa uno strano pensiero: “Se ci fosse un attentato qui, in questo istante, se una bomba ci spazzasse via tutti, l’indomani si parlerebbe di strage di civili, inermi cittadini innocenti. Ma persone come questa schifezza omofoba qua davanti, che con una sola battuta ed un solo sguardo ha rivelato tutto il proprio microscopico universo marcio, biecamente razzista, rozzo e senza umanità né sensibilità, possono essere considerate innocenti, anche se non hanno compiuto malefatte? In fondo ogni loro atto ed ogni loro parola è una malefatta, poiché tutto ciò che fanno o dicono è sordido e miserabile, e, in qualità di componenti della comunità, fanno la loro parte nel processo di abbrutimento collettivo. E quante persone così ci saranno, adesso, su questa stessa piazza? E quante ce ne saranno state nelle Torri Gemelle, alla Stazione di Bologna, sotto al bombardamento di Dresda? Quanti non-innocenti avranno ricevuto una lustrata al loro nome grazie al loro omicidio?”.
Non ci si riflette mai, ma anche le teste di cazzo possono diventare bersagli sommari di terrorismo o venire travolti da sciagure letali. Anche i semplici stronzi, la cui mediocrità aggressiva concorre alla violenza prevaricante su cui è basata una società lercia, muoiono.
Posto che non è giusto in alcun caso venire uccisi, credo che molta gente, anche se neppure lo sospettiamo, meriti talvolta di morire. O comunque, il pianeta non ne sentirebbe la mancanza. Ne gioverebbe.
Ecco, se quel controllore fosse saltato in aria, non lo avrei mai pianto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: