Beati i poveri, perché moriranno prima

Un condannato a morte che non fuggirà

Posted by sdrammaturgo su 9 luglio 2008

Ogni animale è un capolavoro.
Ci stavo pensando in questi giorni, essendo andato a far visita ai miei genitori nel mio paese d’origine. No, non lo stavo pensando a proposito dei miei genitori: loro sono al massimo un film di serie B od un romanzetto del Reader’s Digest (“oooh, che cattivo, intacca la sacralità delle figure paterna e materna!”). L’ho pensato guardando un maiale rinchiuso in un porcile nelle campagne presso la casa dei miei nonni.
Mi sono soffermato ad osservare quel buffo quadrupede, assurto nel linguaggio comune a paradigma di ogni nefandezza: “sei un porco”, “sudi come un porco”, “sei sudicio come un maiale”, “porca miseria”, “dio maiale” (come se tra i due termini, l’insulto fosse “maiale”), “è un maniaco, un vero porco”, e via dicendo.
Insomma, l’uomo scomoda il maiale ogniqualvolta debba rilevare un atteggiamento che sia massimamente viscido e sgraziato.
Ed invece quel maiale grugnente e maleodorante che si muoveva goffamente in quell’angusto stabbiolo pieno di merda mi è sembrato una vera meraviglia. Ed è una sensazione indescrivibile notare come anche quello che viene considerato tra i più brutti degli animali possa apparire ad uno sguardo attento una fonte di incomparabile stupore ed emozione.
I suoi occhi attenti e vivi, il suo corpo massiccio che ispira un’austera rustica potenza, la sua possanza primigenia e popolana, mi hanno mostrato quel maiale in una luce del tutto inedita: forse per la prima volta in vita mia ho compreso la sua nobiltà rurale, una sorta di aristocrazia naturale celata dal letame ed al contempo esaltata da esso.
La bellezza sa annidarsi ovunque; basta saperla scovare.
Peraltro, forse non tutti sanno che un maiale adulto ha le medesime capacità intellettive di un bambino di tre anni. Praticamente in Italia potrebbe fare il ministro delle comunicazioni.
Un pensiero però mi è subito precipitato addosso spezzando quello strano incanto: mi è balenato brutalmente infatti che entro pochi mesi quel maiale sarebbe stato ucciso.
E’ usanza antica nei paesini della Tuscia scannare il maiale a dicembre, in genere l’otto, in occasione della festa della Madonna. Pressappoco un tributo pagano mescolato a tradizioni contadine e cattolicesimo popolare. L’uccisione del porco diviene una specie di macabra festa: si invitano amici e parenti per cena e via, grasse risate in compagnia mentre si consumano le spuntature della bestia sgozzata e si cuociono i fagioli nel lardo e nel sangue ancora caldo.
Ho quindi provato una rabbia indicibile nel guardare quel condannato a morte certa agonizzare inconsapevolmente nella sua prigione lercia. Quel maiale era un capolavoro della natura ed in capo a pochi mesi la sua vita volenterosa e desiderosa di esistere sarebbe stata stroncata per il sollazzo di un pugno di miserabili esseri umani vogliosi di passare una serata di vile spensieratezza e squallida buona tavola.
“Gino, passame ‘sta sarsiccia!” “Bbone ‘ste braciole, Mari'” “Haha, ma te ricordi quella volta che semo annati a rimorichia’ le tedesche a Montalto?” “Hahahahahahaha” “Ma ‘nsomma l’Inter ch’ha fatto?” “Bellissimo quel film” “Ma il libro è meglio” “Prendo un altro po’ di coppa” “Domani ci vieni alla mostra?” “Ma che ce freeegaaa ma che c’impooortaaa” “Un brindisi!” “Sotto col cotechino!”.
Ho pensato allora che quando un capolavoro viene sacrificato per far gozzovigliare uno o più imbecilli che hanno bisogno di quattro spiedini per sentirsi vivi, mi vergogno di appartenere a questa specie infame.
Poiché non c’è speranza per chi la bellezza la ammazza, la divora, la digerisce, la caca, la dimentica.

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10 Risposte to “Un condannato a morte che non fuggirà”

  1. Mi sa che questa estate non ti vedrò spuntare dalle mie parti.
    Devo ammettere che mi dispiace assasi assai, io mi affeziono.

  2. Dispiace tanto anche a me…E’ che sono disastroso, Vince’.

  3. Ma lo avevi saputo che è morto george carlin?

  4. Lo avevo letto sul sito di Daniele Luttazzi. Ma tanto in inglese sono una pippa, quindi i comici americani non me li godrò mai.

  5. veganissima said

  6. NewVeg said

    Vorrei che sapessi che questo post mi ha dato l’impulso per diventare vegetariano.
    Ho iniziato l’11 e ho intenzione di continuare fino alla fine della mia via.
    Sdrammaturgo, Grazie di esistere .

  7. Rita said

    Io i maiali li ho sempre trovati bellissimi. Hanno un musetto che è la fine del mondo.
    Ma dimmi tu qual è un animale brutto? Non esiste un animale brutto, sono tutti meraviglie della natura.
    E anche solo per questo, per la loro bellezza, non andrebbero mangiati.

    E non è vero che i maiali sono animali sporchi, è che li tengono nello sporco.

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