Beati i poveri, perché moriranno prima

“Diario simulato” 18 – Se fossi un pessimista cronico

Posted by sdrammaturgo su 15 luglio 2008

Sottotitolo: ehi, ma io SONO un pessimista cronico!

*

Avvertenza: diario meno simulato degli altri, ma non eccessivamente. Liberamente tratto dall’inevitabile sconforto di un intelligente di fronte al tragicomico spettacolo dell’umanità.

*

La vita è bella, quando non si nasce.
Io ce l’ho messa tutta, ma niente. Quand’ero uno spermatozoo, sono finito nell’ovulo solo perché sono inciampato.
Appena uscito dal ventre di mia madre non piangevo. Ero troppo amareggiato. Così il medico mi ha schiaffeggiato. E’ stato in quell’occasione che ho imparato che quando stai male c’è sempre qualcuno pronto a dartici sopra il resto.
Nonostante tutto, in qualche modo sono cresciuto. Poco, s’intende. Ed eccomi qua, il giorno del mio compleanno. Ho ricevuto un mucchio di auguri. Ho ringraziato tutti. Mi sento piuttosto sorpreso: pensavo di morire più giovane. Infatti sono un po’ deluso.
Per festeggiare, mi sono dichiarato alla ragazza che amo in gran segreto da tanto tempo. Le ho telefonato e le ho detto: “Visto che hai sopportato la tubercolosi, perché non ti metti con me?”. Ma ha detto di no. Ha detto di aver bisogno di un uomo più vivo, più gioviale, più entusiasta della vita. “Ma io lo sono!”, ho controbattuto. “Ultimamente ho preso persino a guardare a sinistra prima di attraversare la strada e giuro che presto inizierò a controllare anche a destra”. Ma non c’è stato verso. Lei vuole adrenalina, imprevedibilità, follia, ha detto. Mentre io considero un evento mondano tutto ciò che accade fuori dalla porta del mio cesso, ha detto. Eppure tutti mi hanno sempre detto che ho la stessa energia trascinante di Gino Paoli, solo con minore grinta.
Va be’, poteva andare peggio. Potevo andare in coma e risvegliarmi a Carramba che fortuna.
L’unico guaio è che il testosterone comincia a darmi noia. Non dico che non scopo mai, ma oggi quando ho aperto il cassetto del comodino e ci ho visto dentro i preservativi sono scoppiato a ridere. Non so da quanto siano lì, ma ricordo di averli ottenuti tramite baratto. Credo siano fatti di budello di lepre.
Giusto ieri però mi sono state dedicate delle parole bellissime. “Tu sei erotismo. Quando parli, per le cose che dici e per come le dici, sei erotismo”, mi ha detto una ragazza che la dà ad un altro.
Ma d’altronde, come diceva il poeta, “la fica, se uno non ce l’ha, non se la può dare”.
Ho pure la tosse. Vivere nuoce gravemente alla salute.
E’ vero, la vita è un gioco. L’importante è ritirarsi.
Che poi, che senso ha vivere senza poter venire in faccia ad Alicia Keys?
Per fortuna c’è la musica a tirarmi su il morale. La settimana scorsa sono andato al concerto dei Radiohead. Ero tra la folla sul prato. E’ stata una bellissima nuca. Mi chiedo sempre dove sia il Direttorio quando serve. Inoltre è valsa davvero la pena spendere cento euro per sentir cantare in coro diecimila dilettanti.
La vita è un gran trambusto. Ah, quante soddisfazioni, se fossi nato paralitico.
Bah, esistere è davvero assurdo. Assurdo come avere un boy scout tra le mani e risparmiargli la vita.
Ad esempio, il mio sogno più grande è sempre stato quello di scrivere una commedia che tenesse testa a Morte di un commesso viaggiatore e domani attacco il lavoro all’ufficio postale. Da qualche parte ho letto che a Guantamano ne hanno riprodotto uno. Ci fanno mettere in fila i detenuti, li sballottolano da uno sportello all’altro e quando arrivano alle raccomandate confessano tutto.
Chissà, magari un giorno diventerò famoso. Di sicuro sarò già morto da un pezzo. Non è una vera ingiustizia che le opere postume, che sono sempre le migliori, non fruttino passera?
Sono certo che Raymond Radiguet avrebbe preferito di gran lunga essere un pastore analfabeta che si fosse inchiappettato le capre fino a novant’anni.
Che fatica, la vita. Il mito di Sisifo è veritiero, sebbene non tenga conto dei semafori.
Come se non bastasse, altre beghe sono arrivate con il trasloco. Nella nuova casa ho dovuto combattere contro gli scarafaggi. Enormi. Non voglio fare il solito esagerato che quando una cosa capita a lui è sempre apocalittica ed interstellare, ma uno si è presentato come Gregor Samsa.
Mi sono dovuto alleare con le locuste.
Dopo la battaglia ero davvero stremato. Mi sono coricato sul letto, ma nella stanza c’erano due zanzare. Così me ne sono andato per non disturbare.
Mi sono addormentato sul divano, ho fatto un sogno erotico, ma ho fatto cilecca. E’ proprio vero che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.
Un grande insegnamento rimbomba nella mia anima cassintegrata: “Beati i poveri, perché moriranno prima”.
Forse che forse, dovrei essere sulla buona strada.

15 Risposte to ““Diario simulato” 18 – Se fossi un pessimista cronico”

  1. Alcuni passi mi commuovono, Cladiù.
    Io rispetto a te ho due anni in più di partecipazione a questo Bmovie che chiamano esistenza.
    E per cortesia, non considerare in nessun caso quello che scrivo io un attacco.
    Fra l’altro dovresti saperlo che io maiali non ne mangio da tempo.

  2. No no, Vince’, non mi riferivo a te. Ho usato il tuo blog per sfogare la mia frustrazione dovuta ad attacchi portati da altri. In effetti, il rischio di equivoco era molto elevato, ma se non tiravo fuori un po’ di rabbia, uscivo a pestare qualcuno.

  3. Rileggo e mi convico ancora di più: la parte sulla signorina che si accoppia allegramente con altri e poi ti fa tanti complimenti mi fa tanto male leggerla.
    Ce l’ho tristemente davanti la scena.

  4. Haha, ma per fortuna quella è solo una cosa di cui ridevamo con una mia cara amica :-D

  5. A me invece è capitato 4 (quattro) volte.

  6. Martina said

    Auguri (arrivo sempre in ritardo)!

  7. Martina said

  8. Martina said

    (sorry for spam)
    comunque la parte di alicia keys ci stona O.o
    grandi radiohead *_*

  9. Grazie, ma non è davvero il mio compleanno: il racconto è finzione letteraria! :-D
    E la parte di Alicia Keys ci serve, trattandosi di racconto satirico :-)

  10. Martina said

    Non è satirica la parte sulla Keys, è deprimente! Comunque ritiro gli auguri allora :P

  11. Punti di vista.

  12. visir said

    Personalmente la parte di Alicia Keys la trovo di grande lirismo.
    Andarsene da questa vita senza “venire” è proprio una beffa. Anche perchè quale senso avrebbe la bellezza se non se ne potesse un pochino abusare?
    Ho apprezzato tutto, anche se lo trovo un po’ entusiastico, gioioso e speranzoso.
    Io sarei andato giù più spietato sul tragico samba che molti si ostinano a chiamare Vita (parolone), ma sai com’è forse sono solo un maniaco sentimentale.

  13. E’ che stavo passando un periodo di inusitato ottimismo.

  14. Monika said

    Scrissi anch’io sul mio diario qualche anno fa che ”La vita è un’esperienza dannosa che nuoce gravemente alla salute”.
    Gran bel blog.

    • Che racconto vecchio sei andata a ripescare. Mi ero quasi dimenticato di averlo scritto. Prima o poi farò abiura della mia produzione precedente al 2011.
      Apprezzo che apprezzi, neolettrice.

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