Beati i poveri, perché moriranno prima

Dell’alzarsi in piedi quando entra l’insegnante

Posted by sdrammaturgo su 12 gennaio 2009

Sottotitolo: Di cosa si sta parlando quando si parla di educazione

Sottaceto del sottotitolo: Apologo vagamente brechtiano sulla società e chi la compone, chi la scompone e ne dispone, chi la decompone e chi le si oppone

*

A scuola, quando entrava l’insegnante,
molti si alzavano automaticamente,
e quelli sono diventati schiavi perfetti;
pochi si alzavano con convinzione,
e quelli sono diventati degli ottimi borghesi;
alcuni si alzavano controvoglia,
e quelli sono diventati delle teste di cazzo;
io non mi alzavo affatto
e sono diventato un anarchico intelligente.

*

*

In allegato, una divagazione a tema ed in tema

La moda è un fenomeno aberrante e si sa. In genere si dice che sia una tremenda e pericolosa cazzata in quanto l’individuo sospende il proprio giudizio e – per comodità, pigrizia, vigliaccheria, ignoranza, semplice imbecillità (tutti fattori che concorrono a comporre la sindrome del gregge) – delega il proprio pensiero ad un altro che pensi al posto suo e decida per tutti (e, in tal modo, l’altro ti frega e ci lucra, aggiungo).
Ora, per me il problema non è tanto – o comunque non solo – questo. Personalmente, sarei ben felice se fosse, che so, José Saramago ad indicare cosa debba piacere a tutti e tutti si omologassero al suo gusto ed alla sua intelligenza. Il guaio è che a farlo sono Dolce e Gabbana.

*

*

Post scriptum – Forse non tutti sanno (e molti preferirebbero non sapere) che

A Roma – udite udite – è stato inaugurato (rullo di tamburi, suspence, squilli di tromba, un bambino in terza fila – per dare l’effetto del pubblico – si scaccola, il nonno gli dà uno scappellotto, ma tanto ha novant’anni ed un tumore ed ha i giorni contati, quindi il pargoletto lo deride e lo rovescia dalla carrozzella, così, gratuitamente, a sfregio) nientepopodimeno che lo Shopping Bus, una linea circolare gratuita di trasporto pubblico istituita appositamente per condurre turisti e cittadini a fare shopping in centro.
Sì, avete capito bene: lo Shopping Bus.
D’altro canto, cosa c’è di meglio, dopo una dura settimana di lavoro, di un bel tour guidato nei luoghi storici delle compere inutili ove spendere in cazzate le briciole del padrone per far arricchire altri padroni? La vita, si sa, è divisa in lavoro ed acquisti.
Mi sono subito venuti in mente i percorsi obbligati per i topi in laboratorio. L’uomo schiavizza i topi per imparare a comportarsi da topo schiavizzato.
Questa preziosa risorsa per il comune – che ringraziamo per la brillante iniziativa che dà nuovo lustro alla vita culturale della città – avrà di certo bisogno di uno slogan che la lanci definitivamente nell’olimpo della millenaria storia romana. Ne propongo uno: “Lavora, consuma, crepa. Ma con l’ATAC”.

*

3 Risposte to “Dell’alzarsi in piedi quando entra l’insegnante”

  1. ariel said

    ahem…io ero di quelle che in classe si alzavano ma controvoglia…
    temo che la testadicazzitudine mi si addica
    gasp

  2. Non credo proprio! E se anche fosse, ce ne fossero di teste di cazzo come te.

  3. ariel said

    avevo la classica faccia da una che veniva svegliata dal suo torpore autarchico per fare qualcosa che non capiva che ma che toccava fà, sì, boh, ma perchè

    cmq, avevo sempre 8 in condotta, mai di più

    kiss

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