Beati i poveri, perché moriranno prima

La bambola

Posted by sdrammaturgo su 10 febbraio 2009

I credenti sono fondamentalmente dei malati di mente.
Mi sono sempre chiesto perché mai una persona che sostenga di parlare con gli elfi dei boschi venga messa sotto osservazione e seguita dai medici in un istituto psichiatrico mentre chi si professa obbediente agli ordini di un invincibile spirito invisibile che abita nel cielo possa fare il geometra, l’avvocato, il presidente di qualche cosa, partecipare ai concorsi pubblici, in poche parole condurre una vita normale come se niente fosse. Insomma, lo trovo ingiusto nei confronti degli amici degli elfi.
Il serial killer David Berkowitz, the Son of Sam, era convinto ad esempio che fosse il cane del vicino ad ordinargli le uccisioni. Non capisco proprio quale differenza ci sia con quelle persone che hanno martoriato per diciassette anni il corpo di una ragazza perché lo avrebbe detto loro dio. Anzi, trovo molto meno grave la condizione di Berkowitz, assai più plausibile: perlomeno il cane era lì, era visibile, una presenza reale e tangibile, abbaiava, quindi in qualche modo comunicava davvero e magari il povero assassino pazzo credeva di comprendere il linguaggio degli animali ed aveva scoperto che il cane aveva i suoi buoni motivi per commissionargli quegli omicidi. “Ma i cattolici che seguono la voce del Signore sono milioni, David Berkowitz era uno solo!”. Beh, anche la peste colpiva tutti, ma non per questo era considerata uno stato di salute.
Ovviamente, come per ogni altra cosa, esistono diversi gradi di gravità. In fondo nessuno al mondo può dirsi perfettamente sano. D’altronde, cos’è la totale sanità e cosa la totale malattia? Chi e cos’è normale e chi e cosa anormale? Io stesso, ad esempio, mi sento accendere d’ira al solo salire su un autobus troppo pieno e forse sarebbe un comportamento più sano affrontare una simile banalità con maggiore calma. Nonostante ciò, ritengo di essere comunque meno grave di uno che, che so, suole masticare merda di capra per poi andarsene in giro a sputarla addosso a chiunque indossi una tuta verde.
Allo stesso modo, la malattia mentale della fede religiosa ha una scala di intensità che va dal flebile credente non praticante che non si pone neppure troppo il problema allo stadio da codice rosso: chi prende i voti.
Preti, frati, suore, sono dei veri e propri casi clinici. Andrebbero aiutati con carità cristiana, altroché.
Non mi viene nessun’altra definizione per descrivere chi, in nome di un vecchio barbuto volante, si priva da se stesso della propria libertà e si costringe quasi gioiosamente ad una vita di castigo, sacrificio, repressione, in vista di un giardino azzurro abitato da biondini alati.
Il sonno della ragione produce mostri e dove tutto è governato dal senso del peccato e dalla paura della punizione per mano di un’entità sovrannaturale, la ragione entra proprio in coma e sorgono aberrazioni inaudite.
Durante tutta la vicenda di Eluana Englaro il mio interesse è sempre stato catturato da alcuni particolari soggetti della vicenda, sovente nominati ma mai con la giusta attenzione: le suore che badavano al corpo della ragazza.
La suora, tra tutte le figure della chiesa, è quella che versa nella prigionia più esacerbata. Un prete od un frate, in una struttura maschilista e fallica come quella della religione, godono già di maggiore libertà. Si muovono di più, hanno minori restringimenti, hanno spesso modo di sfogare le loro pulsioni – ed in una condizione comunque repressiva non può che avvenire in maniere atroci come quella della pedofilia.
La suora invece, donna in un regime massimamente fallocentrico e patriarcale, il regime patriarcale per eccellenza, vive in uno stato di totale assoggettamento, una situazione di perenne schiavitù in cui ella stessa si è abbandonata e costretta.
L’assidua penitenza, la forzata astinenza imposta ed autoimposta, l’asfissiante innaturalità di uno stile di vita basato sulla condanna e sulla demonizzazione dei più semplici ed innocui piaceri, delle gioie più pure, rubano tutto a queste donne velate: la loro fanciullezza, la loro giovinezza, la loro maturità. Questo non può non incidere pesantemente sulla psiche. Private della loro femminilità, disumanizzate, diventano automi lugubri, striscianti, di una mansuetudine violenta che si fa placida crudeltà. Quella delle spose di Cristo è una crescita interrotta, bloccata dall’ombra tetra dell’inginocchiatoio, che inghiotte freschezza ed ardore nelle sabbie mobili dell’immobile grigiore, ove il diritto alla felicità è negato per sempre. Un’esistenza immolata a far da moglie di nessuno, di un’idea astratta, di una leggenda mitica e mistica, crea sfaceli.
Una suora è un’eterna bambina che è sempre stata vecchia, una vecchia bambina che non è mai stata giovane.
Ecco, alla luce di tutto ciò, io me le immaginavo le suore addette alla cura di Eluana ed il pensiero mi angosciava. Le vedevo lì, tutte intorno a quel corpo esanime, a litigarsela infantilmente, a guardarsi in cagnesco con la faccia mite, no oggi la pettino io tu l’hai pettinata ieri, però domani la crema gliela spalmo io, uffa la voglio vestire io, che pizza non puoi sempre portarla a passeggio tu, con quei visi avvizziti troppo presto a giocare con Eluana come se fosse la bambola che non hanno mai avuto, l’amichetta a cui non hanno mai toccato il seno per scoprire cos’è un corpo, cosa sono le forme femminili, le loro forme, ricacciando nell’abisso più buio della loro mente ogni loro desiderio erotico per vomitarlo fuori con i loro gesti resi viscidi e osceni dalla mano di dio.
E me le immagino disperate il giorno in cui papà Beppino, l’adulto cattivo, è arrivato con quella brutta ambulanza ed ha portato loro via il giocattolo
Eluana non era che una bambola per chi ha una testa troppo piccola su spalle troppo vecchie.
*
*

Post scriptum

A chi non fosse convinto che la fede religiosa sia una malattia mentale caldeggio la lettura di questo articolo, oppure di quest’altro, o magari di questo sito. Non so, ditemi voi se vi sembra roba da individui nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali. “Sta male, ma è viva”, “apre gli occhi e sorride”, “se la accarezzi è contenta”… Da bambini quasi tutti abbiamo parlato con i nostri giocattoli. Conferivamo loro un’illusoria vita propria e finivamo per ritenerla vera. Arrivavamo a chiederci: “Chissà cosa faranno quando non ci sono io, di cosa chiacchiereranno tra loro”. Poco importava se qualcuno ci avvertiva che erano soltanto fantocci di plastica: non vi badavamo, non lo ascoltavamo neppure, poiché per noi era importante fantasticare su quei pupazzi animati, ne avevamo bisogno, ci piaceva. Ugualmente, a nulla sono potute valere le varie spiegazioni: “Guardate che è in stato vegetativo permanente, è come se fosse stata spenta, non c’è più” “Ma come?! Se mi ha appena confessato che ha una cotta per Big Jim!?”.
“Le hanno tolto cibo e acqua!”, “l’hanno fatta morire di fame e di sete!”… Non so, qui pare che tra ordinare al ristorante penne all’arrabbiata e birra o venire alimentati ed idratati con un sondino sia la stessa cosa. Praticamente, a sentire questi, Eluana era una bella fica che veniva corteggiata dagli uomini, giocava a pallavolo, ogni tanto buttava due passetti in discoteca, finché un giorno il padre l’ha mandata a letto senza cena e lei è morta. E annamo, no, e daje.
Peraltro, non è buffo che coloro i quali gridano al delitto barbaro della sospensione della nutrizione artificiale siano gli stessi che l’hanno resa l’unica soluzione possibile grazie alla loro opposizione all’eutanasia, grazie alla quale sarebbe bastata una puntura? No, non è buffo.
A quelli che gridano: “Eluana è stata ammazzata!” auguro di fare la medesima fine.

16 Risposte to “La bambola”

  1. ariel said

    il tuo ritratto delle suore indaffarate intorno a Eluana mi ha colpito molto: è così che le immagino
    ieri ho visto una tipa su FB che diceva che lei sta male anche se non fa merenda il pomeriggio, figuriamoci se la facessero morire di fame e di sete come hanno fatto con E.
    sono disgustata
    credo che la gente pensi a queste persone come a cloni della Bella Addormentata, in attesa del Medico Azzurro che un giorno le farà risvegliare, se non lo farà prima l’ascolto di una canzone di Gianni Morandi o Antonello Venditti
    Io so come stanno quelli nelle condizioni di E. Li ho visti, li ho vissuti. Non se lo meritano di sopravvivere in quel modo

  2. Quella della merenda è tragicamente comica.
    Vedi il potere dei media: a forza di bombardare di cazzate, qualcuno finisce per perdere il senno sotto una granata.
    Quella delle suore con Eluana era necrofilia allo stato puro. Il paragone con David Berkowitz non era casuale: delle suore ci ingannano le facce miti, ma se ci fai caso anche gli sguardi della maggior parte dei serial killer sono spaventosamente docili. Inoltre il tessuto culturale da cui provengono suore e serial killer è spesso il medesimo: ambiente religiosissimo, privazioni, costrizioni, castighi. Con questo non voglio dire che dietro ad ogni suora c’è un animo da serial killer, ma che certe perversioni sono una conseguenza inevitabile della religione e della sua pratica ossessiva.

  3. Michele Bonera said

    secondo me sei un idiota.

    mi trovo costretto a precisare che non sono cattolico, non vado a massa, ma il livello dei discorsi che fai tu sulla religione è insostenibile.

    ti consiglio di non perdere il tuo tempo a scrivere sull’argomento.

  4. riccardo said

    @Michele Bonera
    una persona che si rivolge in maniera offensiva ad un’altra persona non sarebbe nemmeno degna di risposta ma faccio un’eccezione.
    Caro michele, dicendo “il livello dei discorsi che fai tu sulla religione è insostenibile” dimostri di essere una persona coi paraocchi, che vede solamente quello che gli fa comodo e che non vuole guardare in faccia la realtà. Oltretutto non spieghi il motivo per cui, secondo te, siano insostenibili.
    Sono del parere che la religione è quanto di più subdolo, devastante, ghettizzante negativo e sanguinario la mente umana abbia potuto inventare e pertanto bisognerebbe combatterla con tutte le forze intellettuali che la specie umana possiede ma, finché ci saranno persone che la pensano come te sarà una lotta contro i mulini a vento. E’ difficile razionalizzare coloro che credono alle divinità, alla buffonata che “dio è qualcosa che senti dentro”, che “premetto: non sono cattolico e non vado a messa”, che “nonostante tutto la religione ha avuto i suoi meriti”. Come farvi capire che in nome della religione e di un dio qualunque sono state commesse le nefandezze più atroci come quella dell’agonia di Eluana? come farvi capire che di religione si muore? che grazie alla religione si fanno ancora sanguinari sacrifici animali ed umani? che grazie alla religione esistono istituti come le Suore adoratrici del sangue di Cristo il cui solo nome dovrebbe essere vietato dalla legge.
    Posso solo pensare una cosa riguardo alla religione: che faccia parte del meccanismo di selezione naturale della specie umana e pertanto impossibile da debellare.

    riccardo

    PS

    l’articolo dell’autore del blog è pulito, limpido e lucidissimo e dimostra di aver sinceramente compreso il dramma che si è consumato.

  5. ariel said

    Grazie a Michele per averci dato il suo parere circa i neuroni di Claudio. Si dia il caso che non condivido. Credo che l’autore di questo blog sia una persona lucidissima, notevolmente intelligente, in grado di argomentare puntualmente le sue opinioni. Cosa che non fa il suddetto Michele, che mi appare intellettualmente – senza voler essere classista (perchè ho conosciuto portinai e idraulici di grande cultura) – a livello della signoretta del mercato o della portinaia de piazza Irnerio. Anzi, dal momento che le sue uniche argomentazioni sono “secondo me tu sei un idiota”, più che alla portinaia, egli è sicuramente più avvicinabile ad un figuro (surfista o shampista che sia) da Grande Fratello tv.
    Prego Claudio, dunque, di continuare a perdere tempo a scrivere su questo e altri argomenti, almeno finchè censura non giunga anche fin qua, cosa che non mi stupirebbe affatto.
    La dittatura teocratica che siamo costretti a subire, anche noi razionalisti, quella sì, è realmente insostenibile e vergognosa.

  6. Grazie Michele, ma non seguirò il tuo consiglio.

  7. nadiolinda said

    caro…
    che bel ritorno. era un po’ che non leggevo di te.
    devo purtroppo riprenderti perché confondi i credenti con i praticanti, che sono due cose ben distinte.
    quando scrivo io contro il popolo di dio (qualunque dio… mica c’è poi tanta differenza) mi sento dire che ci sono anche preti buoni. certo, lo immagino. è come quei bambini di cui si dice: è intelligente, ma non si applica.
    se i risultati sono scadenti, la persona non è intelligente.
    se un prete sa pensare, si dimette dalla sua funzione.
    se un credente è tale e crede nei valori più profondi del cristianesimo, si fa sbattezzare.
    ma io, ti dirò, glielo auguravo un papa così. e spero che infierisca: digiuni, flagellazioni, sacrifici, cilicio 24/7, preghiere in latino, martirizzazione, castità o figliazione senza ritegno, sottomissione delle donne e quant’altro gli complichi la vita con una trama così fitta di regole insensate che alla fine saranno contenti di morire in anticipo e ricevere il premio nel regno dei cieli.
    che a me mi è sempre parso come il paradiso islamico, dove nessuno ha detto ai martiri che le 40 vergini che li aspettano devono rimanere tali per l’eternità…

  8. Ho volutamente utilizzato il termine credente al posto di praticante proprio per dichiarare che per me grosse differenze non ce ne sono. Si tratta di dettagli della medesima aberrazione, l’orrore della religione, che per me è il male assoluto. La differenza tra praticante e credente è un po’ la stessa che intercorre tra chi va dal mago e chi non ci va ma crede comunque nel malocchio. Tutto ciò che viene dalle religioni, da tutte le religioni, dal sentimento religioso stesso, non può che essere marcio e pericoloso. Sono sempre stato un fiero avversario dei luoghi comuni della serie: “La Chiesa è una cosa, il messaggio di Cristo è un’altra”, “il Vangelo lancia un messaggio d’amore”, “io credo in dio a modo mio”, et similia. Le può pensare solo chi i vangeli non li ha mai studiati e non conosce il loro perverso messaggio di sottomissione ed umiliazione. Sono degli ottimi testi letterari, ma poi prenderli alla lettera, crederci davvero e ritenerli validi insegnamenti di vita è un’altra cosa.
    Per eventuali chiarimenti e spiegazioni aggiuntive sulla mia posizione in merito
    https://sdrammaturgo.wordpress.com/2006/08/24/gioca-ad-un-dio-su-misura-divertimento-metafisico-assicurato/
    :-D

  9. Diego said

    e’ ingiusto negli amici degli elfi

  10. malEssere said

    Lucidissimo e condivisibile!

  11. Volpina said

    Pensa che quando parlo di Dio (credo a mio modo) tutti mi ascoltano, ma se corro in salotto chiedendo aiuto perchè c’è un mostro in camera (e ti assicuro che c’è), NESSUNO mi caga.

    E gli elfi esistono, ne sono la prova vivente. :D

    XD

  12. SuperCoven said

    “Le vedevo lì, tutte intorno a quel corpo esanime, a litigarsela infantilmente, a guardarsi in cagnesco con la faccia mite, no oggi la pettino io tu l’hai pettinata ieri, però domani la crema gliela spalmo io, uffa la voglio vestire io, che pizza non puoi sempre portarla a passeggio tu, con quei visi avvizziti troppo presto a giocare con Eluana come se fosse la bambola che non hanno mai avuto, l’amichetta a cui non hanno mai toccato il seno per scoprire cos’è un corpo, cosa sono le forme femminili, le loro forme, ricacciando nell’abisso più buio della loro mente ogni loro desiderio erotico per vomitarlo fuori con i loro gesti resi viscidi e osceni dalla mano di dio.”
    Questo pezzo è meraviglioso, hai reso esattamente quello che avrei voluto dire io sulla questione! Soprattutto “ricacciando nell’abisso più buio della loro mente ogni loro desiderio erotico per vomitarlo fuori con i loro gesti resi viscidi e osceni dalla mano di dio.” lo trovo veramente acuto, complimenti!

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