Beati i poveri, perché moriranno prima

Archive for aprile 2009

Antropoepicentrismo

Posted by sdrammaturgo su 21 aprile 2009

La pasqua è passata da un po’, quindi mi è possibile affrontare dalla giusta distanza un tema che ha a che vedere con i festeggiamenti pasquali. E con il terremoto in Abruzzo. La pasqua dei terremotati in Abruzzo, insomma.
A molti sarà sicuramente sfuggita una notizia aberrante: per il pranzo pasquale degli sfollati sono stati sgozzati cinquecento agnelli, forniti dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo.
Questo evento mi ha fatto riflettere per l’ennesima volta sulla funesta ed eterna piaga dell’antropocentrismo.
L’essere umano non solo è convinto di essere il legittimo dominatore del pianeta Terra (quando non anche del resto del cosmo), ma crede anche di avere il monopolio del dolore.
Pensavo alle migliaia di terremotati, ognuno dei quali ha perso un parente od un amico, ha patito e sta patendo in prima persona, è stato costretto a fare i conti con la morte ingiusta e violenta. Ebbene, per risollevarsi un po’ il morale, quelle vittime innocenti del terremoto hanno visto bene di accanirsi su altre vite innocenti quanto loro.
Padri e madri che hanno perso figli hanno strappato i figli di altri individui non umani, trucidandoli per sollazzo, nel nome di gusto e tradizione.
Ho pensato che se neppure le tragedie immani ed epocali insegnano all’uomo ad avere rispetto per la sofferenza altrui, allora siamo una specie davvero senza speranza.
Il guaio è che gli sfollati probabilmente non si rendevano neppure conto che stavano stroncando vite come le loro, degne di stare al mondo quanto loro. L’animale visto come merce, reificazione della vita senziente, il gesto del carnefice compiuto con vacuo automatismo.
Ma gli agnelli mandati a morte per un’insensata abitudine non erano, non sono, diversi dalle persone morte sotto le macerie: in entrambi i casi si trattava, e si tratta, di vita che voleva vivere, di volontà stroncate, di libertà schiacciate.
Non siamo gli unici su questo grande sasso a soffrire. Il nostro cervello più sviluppato ed il nostro pollice opponibile ci rendono meno diversi da tutti gli altri animali di quanto ci illudiamo di essere.
Trecento morti umani per il sisma, cinquecento agnelli ammazzati. A ben vedere, è andata peggio alle pecore.
Agli ovini il terremoto non era arrivato. Ci abbiamo pensato noi a portarglielo.

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Appendice – Ipotesi di programma televisivo sul terremoto de L’Aquila

E’ sempre la solita storia, da secoli: un autore satirico fa battute contro il potere ed a favore dell’oppresso usando l’oppresso stesso come soggetto-oggetto per muovere al riso e rompere, squarciare ogni tabù che castra l’oppresso. Il padrone, che è astuto, questo lo sa (e sa anche che l’arte ha un proprio linguaggio che, pur essendo legato al reale, è diverso dal reale ed è al di là del bene e del male, ha una propria etica che nulla ha a che fare con la morale del vigente – come dire, nell’arte posso narrare di un pedofilo buono senza per questo ritenere che la pedofilia sia una buona cosa nella vita di tutti i giorni), perciò cerca di infangare il comico ed invoca la censura: “Non si scherza su certe cose, è indecente”. Lo schiavo, che è imbecille, dà retta al padrone, non sapendo che l’ars umoristica non è che un modo per focalizzare criticamente un problema con altri mezzi rispetto a quelli del pianto o della serietà. Anche quando si utilizza ironicamente una vittima, lo si fa nell’interesse della vittima, poiché, attraverso la sua esposizione mediata dalla provocazione della risata, si fa luce sulla sua condizione.
Si è chiesta la sospensione di Vauro. Beh, ora spero che qualcuno chieda anche la mia sospensione da qualcosa.

PRESENTATORE Benebenebene, ringraziamo le nostre bellissime terremotine per il delizioso stacchetto.
Ricordo agli amici a casa che è ancora aperta la raccolta fondi per le vittime del terremoto e rinnovo la nostra solidarietà ai terremotati del 1908. Anzi, facciamo un bell’applauso a tutti i terremotati del mondo.

Applauso

Ma passiamo alla fase calda del programma: la tanto attesa premiazione. Ecco che arriva la busta… Suspence! Suspence! Ci siamo: il premio come miglior terremotato 2009 va al signor Giacinto Filograni!

Pubblico in delirio, il signor Giancinto Filograni si alza in lacrime dalla poltrona in platea e sale sul palco

GIACINTO FILOGRANI Che dire, sono emozionatissimo. Ringrazio il terremoto, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile; mio figlio, che è morto in maniera spettacolare sotto un masso caduto dal quarto piano, consentendomi di guadagnare punteggio rispetto a Cosimo Brembini, che è stato in testa fino all’ultimo per merito della moglie sfigurata da un calcinaccio del muro maestro; tutti i miei fan, che mi hanno sostenuto con il loro grande affetto; la mia famiglia, che è stata opportunamente sterminata; tutti quelli che mi sono stati vicinio fino a questo prestigioso traguardo.

PRESENTATORE Un bell’applauso al signor Giacinto Filograni. E pensare che c’era chi diceva che non ci sono più i terremotati di una volta!
Siamo in conclusione. C’è una comunicazione di servizio: il concerto dei Tremors che era previsto a L’Aquila il 24 aprile è stato annullato perché nel frattempo è venuta a mancare la città.
Un saluto da parte di tutto lo staff di W il Sisma ed arrivederci alla prossima sciagura!

 

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Le minime dei piccoli

Posted by sdrammaturgo su 15 aprile 2009

Citazioni – Saggezza impopolare

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Quando guardi a lungo l’abisso, anche l’abisso ti guarda, e ti chiede se c’hai qualche problema.

FEDERICO NICCE

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Datemi un punto d’appoggio e mi riposerò.

ARCHIMEDE PEPPONCELLI

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Non condivido la tua opinione, ma anzi mo’ te meno pure.

ER VOLTARO

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Nulla è per noi la morte, se coglie un estraneo.

EPICURO LATOSSE

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So di non sapere. E poi non ho visto e sentito niente. Io quello manco lo conosco, giuro, lasciatemi in pace.

SOCRATE SCALISE

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Deh, perché non parli?

IL MARESCIALLO MICHELANGELO ARROTINI A SOCRATE SCALISE

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Non abbiate paura di aprire le vostre porte a Cristo. Lo so che a prima vista pare matto, ma vi assicuro che è una bravissima persona.

GIAMPALO SECONDI

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Oh che dolce cosa è la fregna!

PAOLO CAZZO

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Io è un altro, per cui vado a fanculo, stronzo.

ARTURO RIMBAUDI

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L’essere è, il non essere non è. E fin qui ci siamo. Più chiaro di così io non so cosa devo fare.

PARMENIDE ELEANI

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Per quanto Achille possa correre velocemente, non riuscirà mai a raggiungere la tartaruga sparata col cannone.

ZENONE PARADOSSI

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Il bello non è che la prima nota del tremendo, se non ce l’hai nel letto.

RANIERO MARIA RILCHE

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Impoesie

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Poesia d’amore di un pedante

I tuoi occhi
sono due globi sferoidali
avvolti da membrane elastiche
e supportati da una complessa micro muscolatura
atti a raccogliere impulsi visivi da inviare al cervello.

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La pioggia nel Pigneto

Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri.
Che tempo di merda.

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Sono un consumatore

La morte
si sconta
alla cassa.

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Variantistica: la prima stesura di una poesia di Sandro Penna

Le nere scale della mia taverna
tu discendi tutto intriso di vento.
E mo’ so’ cazzi tua.

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Romeo e Ginetta

Chi sei tu che avvolto nella notte
inciampi così nei miei pensieri
e mi distruggi la credenza con il servizio buono?

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Non chiederci la parola

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe.
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti.
Insomma fatti i fatti tuoi.

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Tiggimoto

Posted by sdrammaturgo su 11 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo. Sospettati due rumeni.

Il Ministero degli Interni e la Protezione Civile temono che la conta dei morti sia destinata ad aumentare. Basti pensare ai tanti anziani dispersi. Ecco cosa ci vuole per ringiovanire l’Italia: più terremoti.

Dalla Presidenza del Consiglio arriva intanto un ridimensionamento del piano casa: “I nostri esperti hanno valutato che delle capanne di plexiglas da distribuire in ampie radure costituiscano la soluzione migliore per l’emergenza abitativa nazionale”.

Le banche da parte loro hanno sospeso le rate dei mutui sulle case. Ma hanno attivato quelle sui prefabbricati.

Fa discutere inoltre la presenza nei campi di soccorso di operatori della Tecnocasa, i quali sembra infatti siano stati visti aggirarsi tra le tende ed avvicinare gli sfollati dicendo: “Ha mai pensato ad un camper? Gliene proponiamo uno alla vantaggiosissima offerta di trecentomila euro. Ed in più, per tutta la durata del sisma, ci sono grandi incentivi con la rottamazione di suo figlio”.

Per fornire una sistemazione ad alcuni senzatetto, è stato sgomberato un centro sociale. In Lombardia.

“Le scosse di terremoto? Non ho sentito niente, a parte una breve sensazione di equilibrio”, ha dichiarato l’aquilano Gualtiero Tremetti, affetto da morbo di Parkinson.

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Ginecologia. Disponibile da martedì in tutte le edicole e le librerie l’utile opuscolo Gravidanza, come vincerla, con testimonianze di donne che ce l’hanno fatta.

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Santa Pasqua. Appassionante come ogni anno la Via Crucis del papa in diretta televisiva. E’ risultata vincente l’idea per questa edizione di far fare al pontefice la prova di ballo alla prima stazione, quella di canto alla seconda, il duetto con Morgan alla terza, le nomination alla quarta.

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Linea ora al professor Fito Plancton per la rubrica di scienza e storia.

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Storia e Natura nascondono segreti ancora inesplorati.

La Piramide di Cheope, ad esempio: costruita più di 4500 anni fa, al momento del suo completamento era alta 147 metri, la sua base occupava oltre 5 ettari di terreno, pesava più di 70 tonnellate ed aveva un volume di circa 2600000 metri cubi (tre volte San Pietro); eppure, l’ICI era bassissima.

Oppure il cosiddetto Sguardo della Morte, un fenomeno quasi magico che avviene tra l’alce ed il lupo. Forse non tutti sanno che, infatti, al momento della caccia, poco prima che il lupo attacchi l’alce, i due animali si fissano negli occhi per alcuni secondi, talvolta anche qualche minuto. Un mistero insondabile: chissà cosa penseranno, cosa si comunicheranno in quei lunghi, interminabili istanti che precedono lo scontro fatale. Secondo me l’alce bestemmia.

E’ l’eterna domanda che assilla il pensiero filosofico umano: se un albero cade nella foresta, fa rumore? Di sicuro lo scoiattolo che ci abitava sarà un po’ incazzato.

Innumerevoli sono dunque le lacune che il nostro sapere deve ancora colmare e che forse non saranno mai colmate. Una cosa comunque è certa: le balene mangiano di merda.

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Bentornati in studio.

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Africa. Proseguono le carneficine in Congo ed in Darfur. Le popolazioni chiedono un disperato aiuto. Pronta la risposta di ONU ed Unione Europea: “Ce l’avete avuto voi il terremoto? E allora che cazzo volete?!”.

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Moda. Le sfilate parigine propongono una modella morta.

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Pedofilia. Bella figa, la figlioletta del mio truccatore.

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Cecenia. Strage di civili a causa di un’autobomba. Buone notizie arrivano dalla Farnesina: fortunatamente nessun italiano era presente al momento del massacro, quindi stasera grossa festa a casa dell’ambasciatore alla faccia delle vittime.

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Cinema. Grande successo nelle sale per Tresette, il musical. Strepitosa la coreografia della scena in cui il protagonista vince il capocollo gentilmente offerto dalla Norcineria Guidi.

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Siamo in conclusione. Non perdetevi a seguire la puntata de Lo svincolo, quest’oggi intitolata Cosa sarebbe successo se Jean-Claude Van Damme avesse scelto di fare il ragioniere?. Si preannuncia commovente la parte in cui Van Damme si sottopone ad un massacrante stage in Thailandia per poi sfidare gli invincibili incartamenti della ditta Perelli penalizzato dalla momentanea cecità causata dalle briciole della gomma per cancellare finitegli accidentalmente negli occhi.

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Buone catastrofi naturali.

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La mia Gay Help Line

Posted by sdrammaturgo su 7 aprile 2009

In questi giorni è possibile vedere in giro per Roma i manifesti pubblicitari della Gay Helpline, una linea telefonica istituita a supporto di persone omosessuali in difficoltà. L’iniziativa, come ogni iniziativa, è ampiamente perfettibile e pecca, come spesso accade, della solita moderazione.
Mi spiego. Uno degli slogan recita: “Come faccio a dirlo ai miei?” e mostra un ragazzo con una cornetta in mano. Ecco, il cartellone comunica al giovane gay od alla giovane lesbica di passaggio che dall’altra parte del filo ci sarà una persona che li aiuterà a trovare le parole giuste per far sapere ai loro genitori che i propri figli hanno gusti diversi da quelli di padre e madre.
Ora, voglio offrire anche io il mio contributo alla causa e mi permetto di dare il mio personale consiglio agli omosessuali che si trovino in tale condizione.

Sei omosessuale e pensi che i tuoi genitori potrebbero prendere male la cosa? Fatti coraggio e palesa loro senza timore il tuo essere. Se reagiranno male, mandali a fanculo, odiali, disprezzali con tutto lo schifo di cui sei capace.
Tu non hai niente di strano, non hai nulla da farti perdonare, non hai commesso nessun gesto abominevole per cui necessiti di essere accettato o tollerato. Se i tuoi genitori considerano l’omosessualità una malattia, una vergogna, un peccato o quant’altro, non meritano né il tuo amore né il tuo rispetto.
Devi cominciare a capire che tuo padre e tua madre sono solo persone come tutte le altre. Liberati dalla soggezione del potere familista, cerca di rompere il tabù della sacralità della figura genitoriale.
Nessuno ti ha costretto alla devozione verso tuo padre e tua madre, nessuno tranne te stesso. Non è obbligatorio, non sta scritto da nessuna parte che bisogna portare una maggiore reverenza nei confronti di chi ha soltanto eiaculato in una vagina per poi tirartici fuori senza averti interpellato.
E se ti hanno cresciuto con amore, beh, hanno fatto soltanto il loro dovere, né più né meno.
Cosa penseresti di un individuo che non sopporta il fatto che un altro individuo preferisca il riso alla pasta? Non lo reputeresti pazzo o deprecabile? Perché mai allora non puoi pensare lo stesso di chi ti ha generato?
Impara: i tuoi genitori, di per sé, non hanno niente di speciale. Valutali in base ai loro comportamenti, non in base al ruolo che incarnano. Astraiti da quello che rappresenta la loro figura, immagine dittatoriale che ti è stata imposta dalla tradizione. Valutali indipendentemente dal legame di sangue, che non è niente, non è niente. Quel che conta è ciò che una persona pensa e fa, non la posizione sociale che occupa. Quella è solo una convenzione di matrice religiosa, originata da una visione perversa della vita. Allontana quindi da te le convenzioni soffocanti, che ti arrecano un dolore ingiusto, un disagio iniquo e che ti possono annebbiare.
Se saranno scossi dalla tua “rivelazione”, come se avessi detto loro che mangi cadaveri di bambini di sei mesi, vattene da quella casa di merda. Se hai paura che tuo padre possa picchiarti, scappa oppure resisti e prendile, così avrai una scusa per denunciarlo e vederlo sborsarti bei soldoni e magari andare in galera, quell’insulso patetico idiota. Se alza le mani su di te ma tu sei in grado di difenderti, dagliele: ci sarà ancora più gusto a pestare un simile coglione.
Sappi che tu camminerai per tutta la vita a testa alta, mentre quelli là, il pater familias e la sua serva mater, marciranno da bravi schiavi stronzi quali sono nella loro fogna di valori inetti, siano essi pregni di conservatorismo popolare, bigottismo piccolo borghese o tradizionalismo aristocratico.
Sei migliore di loro, non dimenticarlo mai. E ricorda anche: non baciare le mani di chi ruppe il tuo naso. Sputaci, poiché reggono un esecrabile bastone.

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Appendice – Sdrammaturgia estrema

Rega’, c’è stato un terremoto in Abruzzo, avete sentito?
Le catastrofi naturali sono una vera tragedia. Quando capitano, poi non si parla d’altro. Credo siano state inventate per dare alla gente un argomento di conversazione. Un po’ come il maltempo. Un maltempo potenziato.
A parte tutto, ognuno di noi può fare qualcosa per il prossimo. Ad esempio tacere.

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