Beati i poveri, perché moriranno prima

“Universi microscopici” 6 – Il concerto del primo maggio in sintesi

Posted by sdrammaturgo su 1 maggio 2009

Sottotitolo: Ma anche, tutti i concerti in sintesi

Sottotraccia del sottotitolo: Più in generale, la gioventù in sintesi

*

“Fatevi sentire!”

“Beeeeeeeeeh!”

“Più forte!”

“BEEEEEEH!”

“Dai, passami un po’ di quel buon vinaccio in cartone!”

“Mi è rimasto solo quello nella bottiglia di plastica!”

“Va bene uguale, tanto ho già bevuto dell’ottima birraccia calda in lattina!”

“Divertiamoci! Sbomballiamoci! Su, su, più stretta questa calca, più stretta!”

“Tutti in piedi, mi raccomando!”

“Aspetta, non sono ancora abbastanza scomodo!”

“Saltiamo! Balliamo! Poghiamo! Ma soprattutto, intoniamo cori!”

“Sììì! Pooo po po po po pooo pooo!”

“Aalééé alé alé alééé aalééé aalééé!”

“Uau, ma è splendido strillare motivi insensati tutti insieme!”

“Sdraiamoci lì!”

“No, non è abbastanza sporco. Lì, lì è meglio: c’è della fanghiglia ed anche del guano, ed ho visto uno che ci vomitava la vodka dopo averci pisciato”

“Caspita, è perfetto!”

“Ma quanto ci stiamo divertendo? Eh?”

“Questa sì che è vita!”

“Ma cosa stanno suonando? Non sto sentendo”

“Meglio, meglio, pensa a urlare”

“BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEH!”

“Che bello sventolare la bandiera della Sardegna per diciotto ore consecutive! Ho dormito nudo sull’asfalto stanotte per potere essere oggi in prima fila a sventolare con le costole a pressione contro le transenne!”

“E’ fantastico”

“Ehi, non va bene, non sento ancora abbastanza puzza”

“Vuoi uno stuzzicadenti del tuo cantante preferito a venticinque euro?”

“Certo! Sventolo pure quello! Oggi non mi ferma nessuno dallo sventolare!”

“Guarda quello, che fortunato, può dimenarsi sfrenatamente e forsennatamente agitando con viva energia lo stecchino del divo!”

“Siamo veramente giovani, non c’è che dire”

“Noi sì che sappiamo cos’è la libertà!”

“Il cantante sul palco ha detto che vi dovete calpestare per far vedere quanto siete liberi”

“Subito! Acciacchiamoci a non finire! Spacchiamoci le ossa! Massacriamoci! Non deludiamo quello che sta più in alto di noi ed è famoso alla televisione!”

“Scolo questa tanica di alcool puro mescolato a sostanze narcotiche commerciate da organizzazioni mafiose per ricordare la fame nel mondo!”

“Te la do!”

“Contro lo sfruttamento! Eccellente questo panino con la porchetta!”

“Fica! Tette! Cazzo! Culo!”

“E’ proprio un ribelle, questo volto noto della musica leggera”

“Domani dieci ore di lavoro, ma ‘sta giornata di balzi ritmici e scomposti con canzoni intonate a squarciagola con la mano alzata schiacciato tra un bresciano sbronzo, un romano ultrà ed un napoletano che ci prova con tutte non me la leva nessuno!”
“Siamo decisamente moderni”

*

15 Risposte to ““Universi microscopici” 6 – Il concerto del primo maggio in sintesi”

  1. Mi gira un pò la testa ……

  2. gianluca said

    Quando nella dorata era della beat generation, lo Stato infilò tramite gli untori, la droga di stato per rincoglionire i giovani che stavano aprendo gli occhi, erano le istituzioni ad essere antagoniste. Ora ci si autorincoglionisce senza l’ausilio di fattori esterni. Ci si crea un mondo di ribellioni non oltre il prorpio naso, dove ognuno, sballandosi e mandando affanculo Silvio, pensa di “destabilizzare fortemente il Sistema”. In verità tutte le energie vengono sprecate e bruciate “nell’arena”. Prova a dire ad un ragazzino che ha pogato tutta la sera di andare a picchiare Casini: non riesce neanche a stare in piedi…

    • L’ho sempre pensato anche io, ed in questi stessi termini.
      Il potere ti vuole spento e tu gli faciliti il lavoro. Peraltro mi indigna molto sapere quante persone della mia stessa parte politica finanziano le peggiori tra le multinazionali, le mafie, attraverso il consumo di stupefacenti, il cui commercio è monopolio del crimine organizzato. Se vuoi fumare, coltivati la marijuana da solo, non pagare la piscina ad un boss della ‘Ndrangheta.
      Poi le dinamiche da concerto sono le stesse di quelle dell’Angelus del papa: una folla regredita alla stato di gregge che pende dalle labbra di uno posto in posizione più elevata.

  3. Cladiù, c’erano pure quelli come me.

  4. visir said

    Già duemila anni fa Giovenale scriveva: “Panem et Circenses”.
    Da allora non mi sembra migliorata di molto la situazione, e questo getta l’ombra del dubbio sulla Darwiniana teoria dell’evoluzione.
    Togli ad un uomo le sovrastrutture e troverai il cavernicolo che riposa dentro.
    Sperare dunque in un nuovo asteroide che elimini la specie più pericolosa dei dinosauri di un tempo: la nostra?
    La Natura avrà così una nuova “chance”, un altro giro di roulette; chi può dire se sarà più fortunata? Certo è che nessuno patirà la mancanza di questo virus chiamato uomo.
    Il lunedì mi piace iniziarlo con una sferzata di ottimismo.

  5. Openspace said

    C’ero anche io, non mi sono sentito belare più di tanto.

  6. Fratelli Vic e Vincent Vega: ma sì, ma sì, non prendetelo alla lettera, è un pezzo di satira e come tale è parossistico, non è che intendo che la perfetta totalità dei partecipanti ai concerti corrisponda alla descrizione da me delineata, anche perché nei giovani concertari ci rientro pure io. E daje rega’, se persino voi mi muovete certe osservazioni, smetto di scrivere il blog per sopraggiunto scoraggiamento!

    • ariel said

      no no non farlo! ti vogliamo così, nichilista fino all’osso!
      (disse ella con piglio da groupie)

      • Va bene, le fan vanno accontentate. E poi tanto mi sarebbe impossibile essere meno nichilista.
        Però preferivo le groupie di una volta: quelle che la davano al loro beniamino.

  7. ariel said

    quanto sei materiale

  8. veganissima said

    se rido ancora me licenziano!! ahahahahah!

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