Beati i poveri, perché moriranno prima

“Diario simulato” 24 – Coccodrillo per una brava persona

Posted by sdrammaturgo su 9 giugno 2009

Johnny Miciomiao era un filantropo. Nelle notti di luna piena si trasformava in una persona generosa e munifica. Oggi il mondo piange la dipartita di un santo, di un benefattore, di uno spirito ardente come una febbre tropicale.
La sua vita ad un tempo lieve ed avventurosa titilla già l’immaginazione di produttori, registi e sceneggiatori di Hollywood, i quali – ne siamo certi – renderanno presto il giusto e meritato tributo a quest’uomo dal cuore grande e palpitante che ha dato il suo piccolo immenso contributo alla storia epica e gloriosa del Nuovo Mondo.
Nato nel 1946 in un piccolo paese del Sud Italia, partì giovanissimo per le lontane Americhe in concomitanza con la notizia dell’inaspettata gravidanza della ragazza a cui aveva giurato eterno amore. Oh, qual nobiltà d’animo e quale tenerezza! La fanciulla era infatti nota per il suo indissolubile legame con le tradizioni degli avi, onde per cui era assolutamente restia a voluttuari, voluttuosi e vacui amplessi che non fossero benedetti dalla luce dell’amore e consacrati a Dio e da Dio; così, l’attento e dolce Johnny (che al tempo si chiamava ancora Giovannino) volle mostrarsi rispettoso della di lei virtù, promettendo alla disiata donzella di prenderla in isposa al più presto e per suggellar il solenne impegno colse il frutto fresco della femminina beltà, mentre colei il cui nome gli pulsava in petto se ne stava voltata di spalle a pregar la Vergine Maria.
S’imbarcò dunque partendo segretamente in una notte burrascosa sulla prima nave diretta verso le terre che portano il nome del prode Vespucci ed ivi rimase senza lasciar recapito veruno, onde non far stare in pensiero la gentil pulzella e soprattutto i suoi affezionatissimi e protettivi – molto protettivi; estremamente protettivi – famigliari.
Cominciò dunque la spettacolare saga di Johnny Miciomiao.
Stabilitosi a New York, si iscrisse alle scuole serali e molti lo ricordano come un indefesso trascrittore delle fatiche del proprio laborioso e remissivo compagno di banco, Frederick Tozzy. Questi soltanto una volta volle dar respiro al proprio sodale, frapponendo un braccio ed un astuccio tra lui ed il buon Johnny. La maestra racconta che quel giorno Miciomiao, evidentemente preoccupato per il proprio compagno, prese stranamente un brutto voto, a differenza del solito in cui le alte valutazioni dei due risultavano puntualmente affini, per la soddisfazione loro e degli insegnanti tutti. Probabilmente il piccolo e debole Frederick venne assalito dai sensi di colpa, tanto forti che l’indomani si presentò in aula pieno di escoriazioni, sicuramente di origine stupefacentemente psicosomatica. La prova definitiva fu fornita da un altro compagno di classe, il quale riconobbe negli ematomi dello studente modello la medesima forma del bastone che Johnny soleva recare sempre seco. Ormai era certo: Frederick aveva pensato così lungamente ed intensamente al caro amico da riempirsi di piaghe simili all’oggetto cui il fido Johnny teneva di più e che più lo identificava.
Intanto Johnny si distingueva nel suo quartiere per le continue buone azioni al servizio della comunità. Innumerevoli sono le prove del suo sterminato amore per il prossimo.
Ad esempio, aiutava sempre le vecchine ad attraversare la strada all’ora di punta, quando il traffico era più denso e le automobili transitavano a velocità sostenuta, e, rifuggendo un facile e dannoso assistenzialismo, a metà le lasciava dicendo a ciascuna: “Va’, ora sai cavartela da sola”.
Ma le sue battaglie civili più note, quelle che lo hanno reso celebre, restano senza dubbio quelle per la salute.
La sua prima opera fu far nascondere un ragazzino gracile in un pozzo artesiano per salvarlo dall’obesità e là lo lasciò, senza fune e senza far voce con nessuno sul luogo in cui il fanciullo si trovasse, affinché le tentazioni dei cibi grassi se ne restassero ben lontane dal suo corpo.
Teneva molto al benessere della mente e del corpo, suoi e della collettività, perciò era un appassionato di jogging. Andava spesso a correre nel parco e, empatico com’era, si sentiva sempre un po’ in colpa quando passava e passava e ripassava a buon ritmo davanti al paraplegico sulla sedia a rotelle che usava prendere un po’ di fresco ai giardini pubblici. E poi andava a saltellare davanti al Centro Anziani.
Divenne celebre allorché, vincendo un’importante gara podistica, fece il suo primo accesso alla televisione. Intervistato dall’inviato del notiziario della sera, spese toccanti parole per le persone che non erano state fortunate quanto lui: “Dedico la mia forma smagliante a tutti i grassi del mondo”.
Volle in tal modo impreziosire un evento sportivo che non era cominciato sotto i migliori auspici: il giorno prima della gara, i concorrenti più forti erano infatti misteriosamente morti per avvelenamento, cosa che aveva traumatizzato la nazione. Johnny fu eccezionale nel riscattare la loro memoria con il suo altruistico gesto, a cui seguì la devoluzione dei soldi del primo premio in favore di alcune prostitute minorenni.
Johnny cresceva e si affacciava al mondo del lavoro. Desideroso di rendere i suoi affari e la sua industriosità utili non già solamente ai fini del suo guadagno, bensì alla comune utilità e specialmente sul fronte ambientale unito all’attenzione per le classi sociali meno abbienti, si adoperò alla costruzione di una discarica per lo smaltimento dei poveri.
Ma l’attività che gli fruttò maggior prestigio e che tanti vantaggi apportò all’esistenza di ogni cittadino fu quella di inventore di segnaletica per momenti di panico come terremoto od incendio. Tra i cartelli da lui ideati, che migliorarono di molto la sicurezza pubblica, spicca senz’altro il diffusissimo “In caso di pericolo, calpestare i più deboli”.
Umile quanto straordinario servo del proprio Paese, si arruolò quindi per il Vietnam. Fu lì che conobbe il suo unico vero grande amore, un amore perduto e mai sopito. Ne parlò in occasione delle celebrazioni per la sua elezione come Uomo del Minuto per la rivista Tyme: “Ero stato catturato in Vietnam. A nulla mi era valso tentare la fuga sulle schiene dei miei compagni agonizzanti. Venni condotto in un campo di prigionia, esposto alle peggiori barbariche angherie, e lei mi aiutò a scappare. Era una vietnamita, viveva nel villaggio in cui era situato quel carcere sudicio ed insanguinato dimenticato da Dio. Si macchiò di alto tradimento verso il suo stesso popolo pur di salvarmi la vita. Di lei persi ogni traccia da quando la lanciai in pasto ai vietcong per distrarli”.
Tornato in patria e coperto di onorificenze, si prodigò in veste di veterano per l’integrazione degli afroamericani. Credendo fermamente e saldamente nei sacri ed alti valori dell’amicizia, della solidarietà, della comprensione e del perdono, nonché della naturale e spontanea concordia tra gli uomini, una volta, per dimostrare la genuina veridicità e fondatezza della propria fiducia nell’altro, chiese ad un ragazzo nero di seguirlo. Senza renderlo edotto sulla destinazione, lo accompagnò a sorpresa presso una sede del Ku Klux Klan, ove, stringendolo per le spalle, proferì rivolto al capo incappucciato: “Salve, costui ha detto che tua moglie è una zoccola, ma so che saprete passarci sopra”. Indi si allontanò al fine di permettere alla fratellanza di compiere il proprio corso.
Non certo indifferente alle lotte per l’emancipazione delle donne e particolarmente sensibile alla tematica dell’interruzione di gravidanza, fu lui il creatore della tecnica di aborto tramite calcio nella panza.
Ispanici, orientali, nativi, omosessuali: non v’era minoranza i cui componenti non portassero sulla pelle i segni visibili dell’impegno di Johnny Miciomiao.
Caro è il ricordo di questo eroe, morto ieri precipitando in un burrone e trascinando nel cadere la sua amatissima consorte per risparmiare all’animo di lei sì fragile e delicato l’asperrimo dolore del lutto.
Commossi salutiamo colui il quale covò fino alla fine un unico grande sogno: la pace nel mondo. E la guerra in tutto il resto dell’universo.

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2 Risposte to ““Diario simulato” 24 – Coccodrillo per una brava persona”

  1. visir said

    Fulgido esempio di epitaffio revisionista. Il delitto non paga ma appaga.

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