Beati i poveri, perché moriranno prima

“Sonetti del barbiere libertario” 1

Posted by sdrammaturgo su 1 novembre 2009

So’ la rovina de ‘sto monno qua
mica la guerra, la fame, la stalla,
ma l’omo che nun je piace leccalla,
la donna che nun je piace succhià.

Si nun te piace lavatte de sborro
o infradiciatte la faccia de fregna,
pe’ forza te piace spaccà la legna
e accade ‘sta cosa: «Cucina!» «Corro!».

Si nun te piaciono le cose belle
vor di’ che te piaciono le cazzate:
marcette, machine, cristi, corone,

le cose che arricchiscono ‘l padrone.
Libbertà passa pe’ pompe e leccate:
pe’ incarceratte te levano quelle.

5 Risposte to ““Sonetti del barbiere libertario” 1”

  1. E un’altra cosa nuoce, ne dico una a caso
    colui o colei non ama le dita nel naso.
    Che setacciando narici anfratti e mucose
    si può trovar di tutto, financo le rose.

  2. lindalov said

    Sdrammaturgo: Come stai?!

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