Beati i poveri, perché moriranno prima

Un fallito contemporaneo

Posted by sdrammaturgo su 16 dicembre 2010

Anti feuilleton ergo a puntate quasi monologo pressappoco epistolare

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«[…] O cavallona, cavallona stronza,
che a me ieri negasti la patonza […]»

JOHNNY TRANSUMANZA

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Capitolato Primo

Eiaculare è dolce, inseminare amaro

in cui si presenta senza presentarsi l’impresentabile poco eroico eroe – e adunque per questo ancor più eroe, dacché eroe vero è colui che vive nonostante abbia compreso ciò che il viver è (oppur si ammazza per l’istesso motivo) e senza strafar subisce l’esistenza – e si illustrano i pro e i contro della procreazione, ma difettasi di una delle due parti, non essendo alcun pro pervenuto.

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La mia ragazza è andata a letto con un altro. Non è una zoccola, è soltanto sbadata.
Qualche tempo dopo però ci siamo lasciati – di comune accordo, ma lei era il socio di maggioranza.
Sono perciò rientrato a pieno regime nella poderosa schiera di coloro i quali, quando sei il compagno ufficiale, “oddio, non puoi capire, mi piace da matti, è la più grandiosa meraviglia terrena, la perfezione incarnata, un poetico sogno fatto essere umano, ho finalmente trovato quello giusto, è lui il mio uomo ideale, l’uomo della mia vita”; appena ti lasci, “sai, il mio ex era un coglione; mi chiedo come avrò fatto a starci insieme; sarà che era un momento di debolezza”. Volete conquistare una donna? Agite non appena la vedete acquistare Supradyn e Polase.
La storia è sempre la stessa: mi metto con una, lei vuole dei figli, io sono una persona intelligente.
E’ per questo che quando faccio sesso metto sempre il preservativo: non temo tanto l’AIDS, quanto un figlio. Voglio dire, a parità di malattia incurabile, meglio contrarre quella per cui c’è una pur remota possibilità che scoprano una cura. Dalla parte dell’AIDS c’è pure il fatto che ti stende in tempi più dignitosi. Con un figlio l’agonia dura una vita.
Ed un rimedio contro l’AIDS esiste già: scopare. La passi ad un altro. E pare che facciano bene anche le arance, ma solo se te le infili nel sedere al posto di un pene.
Le cure naturali sono sempre le migliori. Ad esempio, sgranocchiare carote durante la masturbazione è un buon metodo per non diventare ciechi.
Non capisco perché alle donne dispiaccia tanto se uno preferisce risparmiar loro una panza innaturale.
“Mirko durante la gravidanza era diventato pazzo di gioia, nove mesi di totale euforia”, mi ha detto lei, cercando di far leva su paragoni scomodi. A parte che già uno che si chiama Mirko ha ben poco da festeggiare. Ma poi, ci credo che era contento: mica ce l’aveva lui un intruso nella pancia che mangiava il suo cibo. Ecco, io un feto lo vedo come un piccolo accattone.
Non so, ci tieni a prendere dieci chili? Friggi un po’ di più, un po’ di grasso non vale una vita di colloqui con gli insegnanti.
“La gravidanza è un’esperienza idilliaca”, continuava ostinata. Eh, altroché, delle vomitate celestiali. Per non parlare delle minzioni niagariche.
Quando mi dicono: “Voglio un figlio”, la prima risposta che mi viene in mente è: “Perché, che ci devi fare?”.
Siamo realisti: sono proprio quelli come me che dovrebbero fare dei figli, ed è per questo che non li facciamo. Il miglior padre possibile è quello che non vuole procreare. Il motivo è semplice: quelli come me sono pochi ed i bifolchi molesti che importunano le ragazze sul treno sono tanti. Anche se i pochi me si mettessero a figliare con ritmi di dodici pezzi a cucciolata, non riuscirebbero comunque ad ammortizzare le migliaia di nidiate di figli di bifolchi molesti che erediteranno dai padri i valori di disturbo ed irritazione. Quindi preferisco evitare a mia figlia di essere importunata sul treno. Ed evitare a mio figlio di fare i conti con l’inspiegabile ed assurda realtà che c’è qualcuno sulla Terra che desidera seriamente avere dei figli.
La vita è brutta. Il più bel regalo che io possa fare a mio figlio è non metterlo al mondo.
E quanta presunzione nel ritenere che la propria genetica sia così meritevole di essere tramandata ai posteri! “Ieri ho corretto mio cognato sulla cilindrata della nuova Alfa Romeo: è necessario che il retaggio del mio sangue venga conservato”. Eh già, l’umanità ti sarà grata per il tuo DNA.
Lo sanno tutti che se vuoi far colpo su una donna basta dire: “Voglio diventare padre di tanti bambini, per me la famiglia viene al primo posto”. Dunque sono proprio coloro i quali usano simili mezzucci che le donne devono evitare. Ma come si fa a cascarci ancora?! A maggior ragione quindi dovrebbero apprezzare ancor di più chi dice: “I figli li evito come la peste e la famiglia neanche morto”, perché dimostra di essere sincero e senza maschere, e perciò uno verso cui si può avere totale fiducia. “Ma uno può essere sincero nel dire di volere famiglia e figli”. Sì, è sincero, ma è un coglione.
E’ triste constatare che, a distanza di anni, l’uomo ideale resta ancora Gianni Morandi.
E poi si sente sempre dire con sdegno: “Saranno i nostri figli a dover pagare il deficit”, “Non è giusto che i nostri figli paghino il buco della sanità” “I nostri figli pagheranno la crisi finanziaria”. Ma io dico: non fateli, questi figli, così nessuno paga niente e siamo tutti contenti, no?
Che fai, metti al mondo qualcuno affinché appiani i tuoi debiti? Allora lo vedi che sei disonesto?
Peraltro, crescere un figlio comporta ingenti spese, quindi i tuoi problemi economici si aggravano. Allora lo vedi che sei stupido?
Un figlio serve ad occupare le giornate alle persone sprovviste di fantasia. Praticamente, un figlio è un tamagotchi più costoso.

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segue

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11 Risposte to “Un fallito contemporaneo”

  1. Sciuscia said

    Praticamente, un figlio è un tamagotchi più costoso.

    WOW

  2. Antonella said

    La vita è brutta. Il più bel regalo che io possa fare a mio figlio è non metterlo al mondo.

    Quello che dico sempre anche io.

  3. Rita said

    La gente fa figli perché ha paura di morire. E’ l’inaccettabilità della morte che spinge gli uomini a spargere il loro seme affinché una parte di loro possa continuare ad esistere e le donne a farsi terreno fertile.

    Io mai voluto figli. Mai. L’idea di dover spiegare a qualcuno tutte le cose che ho faticosamente dovuto apprendere per poi faticosamente doverle dis-apprendere mi è sempre sembrata una fatica enorme. Perché dis-apprendere? Perché poi, come un albero che in primavera si fa carico di foglie e gemme, ad un certo punto bisogna pur avere il coraggio di mettersi nuovamente a nudo, di scrollarsi di dosso tutto quel di più, che è sovrastruttura e basta.

    E comunque la gravidanza non dev’essere poi tutta questa esperienza idilliaca: il corpo si sforma, nausee, sbalzi ormonali e quindi umorali, questa massa (il feto che cresce) che preme sulla vescica, su tutti gli organi, i piedi che si gonfiano, le vene che esplodono, la pelle che si smaglia, non la vedo come una cosa naturale ma come una mostruosità, come una mutazione assurda… mah… le donne si convincono che sia bello perché socialmente viene definito come un bel momento. E’ la società (leggi cultura in cui viviamo) che stabilisce cosa è accettabile e cosa no, cosa è bello e cosa no.
    Perché la gente vede il bancone al supermercato con i pesci morti e dice “quanta bella roba, stasera mi faccio una bella cena?” Perché non vede l’orrore? Perché culturalmente è stata programmata a leggere il banco dei pesci morti e dei salumi come una cosa bella a vedersi.

    Quando affermo che non voglio avere figli, mi guardano storto, come se ci fosse qualcosa che non va in me. Come se mi perdessi qualcosa. Come se dovesse esistere una sola maniera di stare al mondo, e non mille, non cento, tante per quanti siamo.

    Poi, leggendo cosa scrivi più sopra della difficoltà di sedurre le donne… ironia a parte, dipende sempre da che tipo di donna frequenti, eh ;-)
    E comunque, è vero che le donne – che generalmente vengono in primo luogo ammirate per la loro avvenenza fisica – magari invece vorrebbero essere corteggiate anche per la loro intelligenza; mentre, al contrario, gli uomini intelligenti, che si sentono apprezzati in primo luogo per l’uso che dei loro neuroni sanno fare, una volta tanto vorrebbero magari sentirsi capaci di stendere una donna solo grazie alla loro prestanza fisica.

    Il problema dei canoni estetici esiste, certo. E’ così anche nell’arte.

    Capisci però che esiste anche un altro tipo di bellezza, meno superficiale, che è quella data dal fascino che uno ha dentro, da un tipo di sensualità che non si può costruire con gli abiti e con gli accessori, che ce l’hai o non ce l’hai. Ognuno deve scoprire dove sta la propria e imparare a valorizzarla. Sempre che davvero si voglia giocare a questo giochetto della seduzione ;-) Che è solo un gioco.

    Comunque fa piacere scoprire che internet è anche un luogo ancora così, che non esiste solo facebook… che ci sono spazi, come questo, in cui potersi fermare un attimo a riflettere.

    • Oppure, quando dici che non vuoi figli, ti dicono che non lo pensi davvero ed in realtà li vuoi e lo dici solo per fare il diverso, o ancora “sì, adesso dici così, anche io la pensavo come te, ma poi vedrai che cambi idea”, o, peggio di tutti, pensano che sei un immaturo. La maturità misurata con l’inseminazione. Come se crearsi dei problemi da risolvere e delle responsabilità evitabilissime fosse una cosa da adulti invece che semplicemente da fessi.

  4. Rita said

    A me dicono:” eh, ma poi vedrai che il senso della maternità ti verrà, ti verrà quando terrai tuo figlio tra le braccia”.

    Ma perché, mi domando, dovrei farmi venire qualcosa che non desidero, di cui non sento minimamente il bisogno… mah.

    In quanto alla presunta immaturità, se è per questo conosco certi padri e certe madri che sarebbe meglio non fossero mai divenuti tali.
    Ma sai cosa? Spesso la gente scambia questa avvenuta presunta maturità del diventare genitori con la regolarizzazione degli orari. Come se, all’improvviso, ora che sei genitore e sei costretto ad andare a letto presto, ti facesse divenire “adulto”.
    Io ho orari assurdi, me ne rendo conto, e appunto posso permettermelo perché non ho figli da accudire, ma per questo sarei meno adulta? Che poi, che vorrà mai dire divenire adulti? Per me – e lo so, sono monotematica e ripetitiva – si diviene adulti quando si acquisisce consapevolezza della propria mortalità. E poi, quando si accetta questo fatto, forse ci si libera, ci si sente più leggeri, e si ritorna bambini.

  5. […] un buon elemento per la trasmissione del patrimonio genetico. Come ho già scritto nel racconto Un fallito contemporaneo, quando si chiede ad una donna: “Come deve essere il tuo uomo ideale”, la prima caratteristica […]

  6. Volpina said

    m dai che non è vero… i bambini se cresciuti bene sono meravigliosi. Si, ci sono le difficoltà, ma se si affrontano bene si può andare avanti benissimo.

    Sono sicura che saresti un eccellente padre e già solo il fatto di non volere dei figli dovrebbe premiarti dandotene uno :D
    E’ bello fare i genitori.

    Di certo non a 26 anni.

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