Beati i poveri, perché moriranno prima

Archive for febbraio 2011

Sisifo faceva trekking

Posted by sdrammaturgo su 26 febbraio 2011

La mia madeleine proustiana: oggi, dopo aver cacato, la puzza mi ha ricordato il defunto zio Cesarino, noto ammorbatore di cessi.
Così ho passato in rassegna la mia vita, perché è più interessante di quella dello zio Cesarino. E la mia vita non è per nulla interessante. Anche se ci sarebbe da capire perché mi sudi così tanto il culo.
D’altronde, quando ti ritrovi ad esaltarti con i filmati di Earnie Shavers, significa che la tua vita è veramente agra, mica come quella di Luciano Bianciardi.
Ho pensato che, a ventisette anni, Jim Morrison era già leggenda. Io ho l’ernia al disco.
Che spettacolo, Earnie Shavers.
Eppure, nonostante sia stato probabilmente il pugno più potente nella storia del pugilato, le ha prese anche lui. E quello che gliele ha date, adesso ha il Parkinson.
Nella vita non vince mai nessuno. A parte Hugh Hefner.
Ma chi invidio di più sono quelli che si sono potuti permettere di curarsi per la dipendenza da sesso. “Troppa passera, ho bisogno di smettere”.
Anche io ho sofferto di dipendenza da sesso, ma m’è toccato farmela passare.
La differenza tra perdere nello sport e perdere nella vita è che nello sport il fischio finale arriva quantomeno dopo un paio d’ore.
Si usa dire: “Hai tutta la vita davanti!”. E’ proprio questo il guaio! Che palle! Tutta una vita non si regge proprio.
La vita è dura perché dura.
Attendere una settantina d’anni (e, se ti dice male, anche oltre) prima di essere liberati dal supplizio mi pare francamente eccessivo.
Sarebbe come costringere il portiere della squadra ultima classificata del campionato di Terza Categoria a subire goal con il rigore a cucchiaio per tre giorni consecutivi davanti alla ragazza che gli piace mentre lei gli ripete dagli spalti: “Tu sei una persona meravigliosa, ma lui mi piace perché ha quel non so che”.
Il non so che. La più meschina atrocità che si sia mai abbattuta sulle relazioni umane.
Il non so che è la scusa che consente alle persone imbecilli di accoppiarsi con altre persone imbecilli mantenendo la coscienza pulita.
Il non so che premia l’imbecille e penalizza l’intelligente.
Il non so che: se non sai cos’è, non c’è.
E quando qualcuno ti piace per “quel non so che”, quel “non so che” è la tua fame.
Quando una donna mi tira fuori la storia del non so che, comincio ad equipararla al merlo indiano di una pizzeria al taglio del mio paese che dava il buongiorno ai clienti. Neanche lui me l’ha mai data.
Se mi dici che ti piace qualcuno (specie se al posto mio), pretendo un elenco dettagliato di tutte le qualità fisiche, intellettive, etiche ed umane per le quali ti suscita attrazione. Se la somma ottenuta risulta inferiore a quella delle qualità che riconosco a me stesso (e che dovresti riconoscere anche tu, se non avessi preso Beverly Hills 90210 per Quark Speciale), mi rimborsi il drink e mi paghi la escort.
A proposito di escort, in tutta la vicenda dei festini ad Arcore non è ancora stata posta la giusta attenzione sul punto più importante: Nicole Minetti è una fregna.
“Quanto sei sboccato!”, qualcuno penserà, “molto maleducato”. Sì. La buona educazione è il valore di chi non ha valori seri.

Sono sempre più convinto che ho fatto bene a non essere andato alla manifestazione del 13 febbraio: mai viste piazze così gremite di passera, e non avrei potuto provarci con nessuna, altrimenti sarei stato linciato.
E comunque è incredibile: nonostante esistano Ovidie e Sarah Silverman, la maggior parte delle donne comuni continua a tirarsela. E per ubbidire al testosterone che ti tiranneggia, devi fingerti stupido di fronte alle scuse più acrobatiche: “Scusami se non ti ho più risposto, ma non potevo usare il cellulare perché mi è passata davanti una Citroen Ax. Mi sembrava immorale utilizzare uno strumento tecnologico in presenza del proprietario di una Citroen Ax nel mio stesso emisfero”.
Vorresti insultarla, ma, se osi anche solo farti scappare un dubitoso “mh”, “ho chiuso con lui perché è una persona pesante ed irrispettosa che assilla”; se dici: “Ma guarda che a me puoi parlare con franchezza, ho l’intelligenza e la maturità sufficienti per accettare una verità spiacevole” “E’ uno stalker!”.
Avere un alto senso della dignità, con le donne penalizza molto.
E poi vedi trionfare il piacione – quello che sceglie un cocktail in base al colore che si abbina meglio con la sua camicia fosforescente – grazie a dinamiche perverse: “Pfui, ma guarda quello che deficiente. Cosa ci troveranno le altre donne in quello là. Ma dico, sono io l’unica ad accorgersi che è patetico con quelle pose? Tutte lì a spasimare per questo coglione e non è nemmeno bello. Basta, ci vado a letto, così le altre lo capiscono che sono migliore di loro”.
Che poi tu le chiedi: “Ma non ti faceva schifo?”. E lei ti risponde: “Sì, all’inizio sì, ma poi l’ho conosciuto meglio ed ho scoperto che ha…quel non so che”.
La piacioneria è una piaga sociale. Ed in costante espansione, per giunta. Prova ne sia l’epidemia di corsi di seduzione. Ma maestri ed allievi dell’arte dell’adescamento dovrebbero sapere che l’autore da seguire, l’inventore del metodo che le donne continuano a preferire, resta sempre lo stesso: Von Clausewitz.

Dovrebbero essere le donne a provarci con gli uomini, per una questione di parità, ma soprattutto di logica.
Se in un locale io mi avvicino dal nulla ad una ragazza tentando l’approccio, lei può dirmi tanto sì quanto no. E tanto è no.
Se invece è una ragazza (carina. Accettatelo, è così) ad avvicinarsi per prima, qualsiasi uomo direbbe sicuramente di sì. Il margine di rischio è ridotto al minimo.
“Ma non è affatto vero! A me è capitato più volte di prendere l’iniziativa per abbordare qualcuno e mi è andata male”. Ci sono solo due casi per cui un uomo possa dire di no ad una donna carina: o è omosessuale o è un coglione. In entrambi i casi, si dovrebbe capire ad una prima occhiata, quindi la colpa è della scarsa intuitività di chi osserva.
“C’è anche un terzo caso: uno fidanzato e fedele”. Vedi alla voce coglione. (Qualora la mia ex stesse leggendo: è solo una battuta! Torna! Che uomo senza palle che sono, eh? E pensare che sono diventato così attento solo dopo essere stato lasciato. Chi è sempre puntuale nella vita, è sempre in ritardo nell’esistenza. Come si paga tutto questo? Chiedendosi quotidianamente ad intervalli regolari di quindici centesimi di secondo: “Quale uomo meraviglioso e vincente e decisamente migliore di me sotto ogni punto di vista si starà sbattendo in questo momento la donna che amo?”. Per fortuna quando dormi le paranoie si prendono una pausa: gli uomini diventano due o tre per volta. Te la immagini completamente appagata dalla vita ora che è senza di te che si diverte da matti a fare gang bang pure mentre si trova alla cresima della cugina, nel cesso del ristorante subito dopo il sorbetto).
Eppure, l’uomo che mostra maggior disinteresse per la fica è quello che più piace alle donne. Meno bisogno di sesso traspare in te, più il tuo potere seduttivo aumenta. E’ il marketing: se il tuo pene sembra un party esclusivo, tutte vogliono partecipare per sentirsi importanti e rassicurate.
Ma gli uomini che fanno i preziosi iperselettivi sono semplicemente dei cretini. Passano per fighi che non devono chiedere mai, ma sono soltanto degli omuncoli banali con ansia da prestazione e nessuna curiosità né fame di esperienze. Un uomo che rifiuta una donna carina senza alcun motivo davvero valido dimostra di non avere il piacere del piacere, e dunque di essere un ebete privo di desiderio e volontà di esplorazione di fronte alle bellezze del mondo.
Un uomo senza brama di conoscenza è un uomo noioso e stupido. E l’edonismo è la forma privilegiata del sapere.
L’uomo ideale è Ulisse, non Ippolito.
Personalmente, giudico una donna in base a come reagisce alla visione del mio portafoglio.
Io ho ancora il portafoglio Invicta primi anni novanta, verde, quello che ti regalavano ai compleanni. Se una, quando lo estraggo, storce la bocca giudicandolo poco virile, significa che non capisce un cazzo. E non capisce niente di cazzo.
Detesto la superficialità. Un vero uomo non si giudica dal portafoglio che possiede. Un vero uomo si giudica da come gioca a biliardino.
Inoltre, i soldi sono una cosa brutta; quindi, volerli conservare in qualcosa di bello, è indice di pochezza e meschinità.

Insomma la vita è dura. Tanto più se ci metti che le donne single non esistono. Sono un’invenzione cinematografica. Quelle bone, almeno.
Ma la vita è dura soprattutto perché non lo è abbastanza per qualcuno.
Ad esempio, non batterei ciglio se sequestrassero il figlio di Sergio Marchionne.
E’ intollerabile campare sapendo che il tuo benessere verrà gestito dai sergimarchionni. E per di più in uno Stato.
Io mi sento più al sicuro tra i cannibali che nelle mani dello Stato. I cannibali qualche volta non hanno fame.
Ricapitolando: tocca vivere in balia di sergimarchionni in uno Stato e per giunta in una società antropocentrica.
La prova che l’antropocentrismo sia una cazzata? Beh, gli stambecchi non hanno mai fatto l’heavy metal.
Una civiltà fondata sulle cazzate. Per forza poi hanno successo i Subsonica.
A volte mi chiedo: cosa ne sarebbe stato dei Subsonica se non fossero esistite le parole che finiscono in -ione e in -ento?
Ma la cazzata cazzatarum rimane il fumo.
Fumare nuoce gravemente alla stima che ho di te.
Il fumo rappresenta il massimo livello di perfezione raggiunto dal capitalismo: ti vendo niente (fumo, appunto, che non ha gli effetti interessanti delle altre droghe né l’utilità e l’edonistica consistenza di cibo e bevande), un niente che ti fa male e che ti fa puzzare, te ne rendo schiavo e tu lo compri.
Pagare per puzzare. Pagare per puzzare!
E mentre tu metti in lavatrice il maglione fetido digrignando i denti beige perché dopo avere steso i panni hai la seduta di chemio, il presidente della multinazionale del tabacco si sta facendo fare una pompa in piscina da tre ecuadoregne di dodici anni i cui rapitori sono stati pagati con i proventi ricavati dalle ultime tre stecche che hai acquistato.
I danni del cinema. Bisognerà pur chiarire ad un panzone con la sciatica che una nazionale non lo rende Clark Gable.
E Clark Gable che fuma è Clark Gable con l’alito cattivo.
Mi domando da sempre: perché se inspiro davanti al caminetto sono matto mentre se fumo una sigaretta sono figo?
Nulla è altrettanto privo di giustificazioni razionali quanto il fumo.
Forse i tatuaggi. Dovrebbero vietare i tatuaggi sulle persone belle. Però arrapano. Conflittualità interiore insanabile.
Arrapano perché conferiscono alla donna una certa aria da porca.
Il vecchio sogno maschilista della donna che si mostra virtuosa e poi a letto si trasforma in un’Erinni furiosa mi ripugna. Alla tenera che si rivela maiala, ho sempre preferito la maiala che sa essere tenera.
Il sogno erotico definitivo: una commessa tatuata.
Ogni uomo ha la propria commessa del cuore.
Le commesse sono passanti brassensiano-deandreiane che puoi ritrovare ogni giorno, ma che sfuggono senza passare. Come la approcci una cassiera? “Nessuna pronuncia il prezzo del detersivo come te”?
Non solo bisogna vivere ed invecchiare, ma persino farlo senza scoparsi la cassiera dell’Eurospin.
E poi, quando saremo vecchi noi, cosa diremo? “Eh, oggigiorno i software non sono più quelli di una volta. Ai miei tempi bisognava fare un clic per aprire una pagina web”.
Nella vita ci sono solo due cose che abbia senso fare: un cazzo ed il porno.
Il resto, è tempo sottratto ai video poker.
Il tutto per dire che ho formulato

la frase scacciadonne perfetta:

“Andrei a puttane, se me lo potessi permettere economicamente”.

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Le seguenti donne sono fregne sottovalutate:

1) Nicoletta Romanoff;

2) quella del video de La guerra è finita dei Baustelle (i quali, di contro, sono sopravvalutati);

3) una che ho visto nel porno Orgasmus n° 1, tale Mathilda;

4) la ballerina tatuata del video di Tranne te di Fabri Fibra.

Ah, e Sarah Felberbaum. Sotto al grasso si nascondeva una fica.

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Ho avuto delle fidanzate.
Qualcuna si è pentita di essersi messa con me. Nessuna si è mai pentita di avermi lasciato.

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Sopra, uno a cui direi che Sergio Marchionne ha toccato il culo alla sua ragazza.
Per poi aggiungere: “Ma lo sai che tutti quelli che hanno trombato, trombano e tromberanno con la mia ex pensano che tu sia un negro di merda? Me lo hanno confidato ad uno da uno”.

 

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Preghiere per tutte le occasioni

Posted by sdrammaturgo su 18 febbraio 2011

Anni fa, sul volo Roma-Lisbona, incappai in uno sciame di anziani che stavano andando in pellegrinaggio a Fatima. La vecchina seduta accanto a me estrasse un libretto formato breviario, qualcosa come Preghiere per il viaggio. Sbirciando accuratamente man mano che sfogliava le pagine, imparai che esisteva una preghiera per ogni mezzo di trasporto: richieste di protezione specifica in caso di spostamento in treno, autobus, automobile, etc.. La signora arrivò dunque a quella relativa all’aeroplano e cominciò a leggere: “Oh Signore, proteggimi su questo ritrovato della tecnica che vola nel cielo…”. La scoperta delle preghiere da viaggio – spazzolini e salviettine dello spirito – associate ai vari mezzi di locomozione, fu per me una rivelazione, nel senso più mistico del termine.
Mi dissi: “Perché allora non redigere orazioni per qualsiasi evenienza?”. Decisi allora di dare il mio contributo per assistere i fedeli nei problemi di tutti i giorni.
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Prima Sezione 

Orazioni del quotidiano

 

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Invocazione alla Madonna del Risotto*

Salve, Regina dei fornelli,
protettrice del Sacro Focolare.
A te ricorriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime di Morro d’Alba.
Orsù dunque, capocuoca nostra,
mentre mi accingo a glorificare in nome Tuo
questi nobili chicchi frutto della terra
con lo zafferano e codesti fiori plebei
che portano il nome al diminutivo
di chi precipitò in massa da una rupe
per voler del Figlio Tuo,
benedici la mia mano
e rendila ferma nella sapienza del Quanto Basta.
Salvami dalla tracotanza
che potrebbe impossessarsi di me al momento di aggiungere del pepe,
onde non guastare un santo momento di convivialità
con successivi arrossamenti peccaminosi
e chiedi al Padre Nostro
di contenere gli aumenti del nostro pane quotidiano.

*da un’idea di Pietro Romeo

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Cristo Autoricambi

Cristo Santo,
figlio di David,
Salvatore di tutte le genti,
Redentore sempre di tutte le genti,
guidami al ritrovamento
di uno specchietto sinistro
della Ford Fiesta del ’95.
Conducimi presso i migliori sfasciacarrozze,
poiché i pezzi originali
hanno prezzi da pubblicani
che servono Mammona;
illumina la mia mente ed il mio cuore,
concedimi di evitare le sòle,
non indurmi in tentazione
come quella volta in cui feci mettere l’alettone sulla Panda
e la Domenica delle Palme
planai su un ulivo alla prima curva.
Perdona il peccatore che mi ha tamponato
mentre ero in sosta con le quattro frecce
al parcheggio dell’Auchan,
benché sia scappato
senza ch’io riuscissi a prenderne la targa.
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Adorazione del Santo Spirito

Oh Santo Spirito,
nonostante la Bestia
ti opponga il Cif e l’Amuchina,
resti sempre tu il migliore smacchiatore disinfettante
per i sepolcri imbiancati.
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Seconda Sezione 

Conciliare la fede con il progresso tecnologico, tra tradizione ed innovazione

 

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Christ+Alt+Canc

Oh Gesù,
rimuovi il virus dal mio computer.
Intervieni laddove il Norton ha fallito,
libera l’hard disk da tutti i mali,
proteggi il browser
e velocizza la mia navigazione.
Lasciami scaricare il Tuo infinito amore
e riavvia la mia anima impallata,
cosicché io possa farti dono
dei proventi di Poker Stars.
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Atto di forza

Mio dio,
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa,
quando l’uomo
per Te
avrà conquistato Marte
ed io mi imbarcherò in uno dei primi viaggi spaziali,
propongo col Tuo santo aiuto
di custodire il reattore dell’ossigeno,
al fine di non esplodere
come rischiò Arnold Schwarzenegger.
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Jesus vs Predator

Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili,
perlomeno in questa dimensione,
perché, grazie all’acceleratore di particelle,
ne abbiamo scoperte delle altre.
Credo nella fusione a freddo
grazie a cui Ti offriremo le ceneri
della grande meretrice Babilonia,
in qualsiasi galassia si trovi.
Ma soprattutto
credo nel Figlio Tuo Gesù
che si alzerà dalla destra del Padre
per allontanare gli alieni farisei
che ci stanno facendo il culo.
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Terza Sezione 

Cortocircuiti valoriali

 

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Cortocircuito Primo

Oh Signore, ti prego,
aiutami a bestemmiare.
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Cortocircuito Secondo

Santa Vergine Maria,
Tu più pura tra tutte le creature,
sostienimi al momento della fellatio
e fa’ ch’io non sia precoce.
Fa’ che il preservativo non si rompa,
specie durante il coito anale,
e, qualora la donna conosciuta appena
rimanesse incinta,
aiutami a trovare la pillola del giorno dopo,
allontana da me i medici obiettori
e permettimi di ottenere all’occorrenza
anche la RU486.
Se invece farò sesso con un altro uomo,
sorreggici quando adotteremo un figlio
generato in provetta
e partorito da una lesbica
che ci avrà messo a disposizione
il suo utero in affitto.
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Cortocircuito Terzo, o Metacortocircuito

Oh Signore,
intercedi presso tutti gli altri dei
affinché io diventi ateo.
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Appendice 

Pregare pregando

 

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A Santa Lucia

Celeste Martire,
noi non vedenti ci rivolgiamo a te con fiducia
e ti chiediamo: ma come protettrice dei ciechi
non sarebbe più opportuno avere
qualcuna che abbia ancora gli occhi funzionanti?
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Angelo Di Dio

Angelo Di Dio,
che sei il mio custode,
illumina, custodisci, reggi e governa me,
che ti fui affidato
dai servizi sociali.
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Preghiera delle preghiere

Mio Dio,
nella tua infinita misericordia,
continua a farmi ignorare il significato di alleluia,
conserva la superfluità dell’amen
e fa’ che ogni volta che dico osanna
la smetta di rispondere
il sardo che mi abita a fianco.
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Il presente strumento per esercizi spirituali sarà distribuito in occasione della prossima Via Crucis ad ostacoli con tre imperdibili allegati in omaggio:

– la guida all’esorcismo per cacciare Baal del Quaquà, demone danzante, dai paperi posseduti.

Hit Mania Church Estate 2011 – Rosario Edition. Contiene Quarto Mistero Gaudioso Remix di Dj Loyola.

Liturgie per il tempo libero. Tutto sul cattolicesimo hobbistico, dalla Beach Messa ai sacramenti fai-da-te.
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“Sonetti del barbiere libertario” 6

Posted by sdrammaturgo su 15 febbraio 2011

Matrimonio è mercimonio
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Ma sae la peggio zoccola chi è?
Quella che dice: “Prima de scopà
devo capì si proprio tiene a me,
si no nemmanco je la fo annusà”,

perché vor dì che lee nun scopa aggratis
e certo manco al fin del piacer suo,
ma pe’ vergà a la sera con un lapis:
“L’ammonto dell’affetto è cento e duo”.

Tu che fai la daziosa proteggendo
la fica e di lei intendi in senso a “dare”,
controlli contraccambio e quotazione

e in Borsa di Passione dici: “Vendo”.
Per te li sentimenti son danare
e più che gode voj retribuzione.

Tu spregi le battone,
ma, lungi di ch’il fa pe’ pane e paja,
ben peggio tu de core se’ merciaja.

 

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L’equivoco quando si parla di mercificazione dei corpi

Posted by sdrammaturgo su 14 febbraio 2011

Il problema non è la valletta nuda. Il problema è il presentatore vestito.

L’umiliazione non è la nudità: l’umiliazione è giacca e cravatta.

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Sopra, chiari esempi di palese dignità di persone evidentemente libere

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Donne, non fate le escort. Non è dignitoso. Fate le stagiste fotocopiatrici all’Unità per Concita De Gregorio 10 ore al giorno 5 giorni a settimana per 400 euro al mese. Quello sì che lo è.

La libertà è nell’alternativa.

Se non puoi scegliere, sei suddito e servo.

Dignità è libertà. Lavoro è schiavitù. Schiavitù non è libertà. Lavoro non è dignità.

Io allo Slave Pride non ci sono andato.

 

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Morire come si deve, o dell’adeguatezza

Posted by sdrammaturgo su 10 febbraio 2011

Il mio yorkshire morì scoreggiando.
Stava camminando in corridoio quando tutto ad un tratto si fermò, emise il peto più fragoroso e puzzolente mai concepito, si irrigidì e cadde su un fianco come se fosse imbalsamato, come nei cartoni animati. Si scoreggiò letteralmente via l’anima.
La prima cosa che mi venne in mente fu: “Ma che morte è? Ma vuoi morire bene? Hai condotto una vita inutile, riscattala almeno con una morte decorosa”.
Il precedente almeno era morto azzannato da un pastore maremmano mentre era al guinzaglio con mia nonna (ed anche questo cagnone, voglio dire: aggressivo aggressivo, duro duro, e poi mirava in basso pure lui. Hai davanti uno yorkshire e mia nonna e sbrani lo yorhshire? Un po’ d’ambizione, in nome del cielo!).
La sorpresa sopravanzava il dispiacere. Che pure c’era, e tanto.
Eravamo molto legati. A forza di stare con me, era diventato come me: passava le giornate spaparanzato sul divano a non fare una cazzo. Gli mettevo una mano sulla schiena mentre leggevo o guardavo un film ed era contento così. Ed io pure. Quando lo portavo a spasso, appena varcato il portone pisciava, cacava, e cominciava a grattare l’uscio per rientrare, smanioso di tornare sul divano.
Quanto mi manchi, Pongo, cane pragmatico, essenziale, cane benthamiano.
Sarà stato che era grasso. Parecchio grasso. Colpa di mia nonna. Diceva sempre: “Al cane bisogna dare gli avanzi”. Mi sta anche bene, ma non tutti quelli del pranzo e della cena di una famiglia di sette persone.
Ebbene, con quella flatulente e goffa dipartita, Pongo divenne il mio eroe.
C’è chi ha come eroe Che Guevara, chi Marlon Brando, chi Gandhi, chi Jim Morrison. Io ho il mio defunto yorkshire.
Sì, perché ha fatto una morte senza gloria, poco dignitosa, contravvenendo ad ogni dettame di buona creanza agonica e mortuaria. In una parola: inadeguata.
“Ci vuole il vestito adeguato per ogni occasione”, “bisogna adeguarsi”, “questo non è adeguato”, “adeguati”.
Adeguatezza, adeguatezza, adeguatezza.
Non solo ci ammorbano con codicicanonischemicostumiregolenormecategorie a cui dovremmo adeguarci per vivere, ma pretendono anche di dirci come morire.
Essi, la grande, temibile, incoscienza collettiva.
Persino i nomi devono essere adeguati alla toponomastica.
Mettiamo che lo yeti esistesse davvero. Sarebbe un bel guaio se, invece che sull’Himalaya, venisse avvistato realmente a Rieti. Chi prenderebbe sul serio la segnalazione: “Yeti a Rieti!”?
Non mi piace chi si adegua. Perché, se ti adatti a questo mondo, se impari a farti star bene questo stato di cose, devi essere davvero un imbecille.
Ed io voglio allora celebrare i disadattati, ultima speranza del piatto grigiore umano, magnificare il disadattamento e tutto ciò che è inadatto, tessere l’encomio dell’inadeguatezza!
Poiché, se non ci è data possibilità di salvezza, lasciateci almeno il trastullo.
Ma che cos’è quest’inadeguatezza?
Entrare in sala in un cinema porno a film già iniziato e chiedere ad un altro spettatore: “Hanno già sborrato?”.
Oh, questo sì, sarebbe assolutamente inadeguato.
E che tragedia sarebbe morire investiti da un’automobile mentre si sta facendo l’imitazione di Mauro Repetto. Ve li immaginate poi i vostri cari in lacrime al funerale? “Sniff sniff…Stava eseguendo i passi di Nord sud ovest est quando è spuntato quel camion e…e…Sigh! Sob! Buaaah!”.
Vero è che c’è anche un’inadeguatezza inadeguata.
Come ad esempio i cinema in cui si vede scritto Multisala e sotto, in piccolo, Due sale. Ma allora perché non Bisala? Attendo con impazienza l’inaugurazione del primo multisala ad una sala sola.
O ancora.
Come si concilia un pompino con un pigiama di flanella? Com’è prendere un cazzo in bocca dopo aver calato un paio di pantaloni di un pigiama verde acqua? Uno guarda la scena e vede: cazzo, bocca, flanella; flanella, bocca, cazzo; bocca, flanella, cazzo. C’è qualcosa che stona. Dunque, il cazzo no. La bocca non mi sembra. Cosa sarà? Vuoi vedere che è la flanella?
Ai miei nipoti racconterò che una volta mi capitò di leccarla mentre avevo davanti un poster di Winnie the Pooh. Avessi saputo, mi sarei adeguato portando i preservativi con la faccia di Pluto. Non mi sarebbero invero neppure serviti, ché la ragazza era vergine e tale aveva intenzione di rimanere. Chissà, magari da qualche parte c’è qualche paraplegico che sta bene così.
Per me, se non sei un incrocio tra una pornoattrice ninfomane ed una zoccola indiavolata, non esisti. Ed infatti io considero di aver leccato il Nulla. Chissà quanti asceti brahmanici misticamente lussuriosi mi invidierebbero.
Secondo me, di cortocircuiti tra valori religiosi è pieno il mondo. C’è di sicuro gente così tanto credente, così tanto fedele, così tanto praticante, così tanto osservante, che si fa le pippe pensando alla Madonna.
Allo stesso modo, la cultura religiosa è più pervasiva di quanto si immagini. Molti hanno inconsapevolmente assorbito retaggi cattolici e si comportano da cattolici senza rendersene conto. Ad esempio, il papa vince ogni volta che una donna non te la dà.
Chi mi fa sentire davvero inadeguato è la ragazza bella in modo immorale che incrocio ogni giorno quando esco da lavoro (a parte la mia ex. Ma verso di lei non si tratta tanto di sensazione di inadeguatezza, quanto piuttosto invidia per la condizione privilegiata delle zanzare spiaccicate).
Per lei, tra me e la ringhiera non c’è alcuna differenza. Ai suoi occhi sono come un arredo urbano (quando mi va bene. Il più delle volte, un’ombra informe od un lampo di vuoto spaziotemporale).
Ogni fica ha nella vita almeno un uomo improponibile, uno per cui amici, conoscenti, famigliari, passanti, si chiedono: “Ma come fa una così a stare con quello?!”. Alla fica serve almeno un esemplare di tale specie nel curriculum ficae per alimentare la propria autostima nel momento in cui racconterà alle amiche che persona magnifica era lei e quanto inadeguato fosse invece lui e quanto splendida è stata nell’accogliere un simile derelitto elargendo beneficenza vulvatica e che in fondo è un po’ pazza ommioddio ma sai io mi fiondo nelle storie così senza pensare iocomeamelie sciarbodler vogliounavitaspericolata con un impiegato trenoamatore che di notte si trasforma in un appassionato di tuning e comunque ho intenzione di metter su famiglia ed essere ingravidata un giorno.
Perché dunque non potrei essere io il suo uomo improponibile?
Inadeguatezza anche per l’improponibilità: inadeguatezza al quadrato.
Ma la sublime inadeguatezza non conosce limiti.
Chissà se qualcuno ha mai riflettuto sul fatto che è uno smacco senza pari essere un grande talento in un settore che non ti torna utile per rimorchiare.
Se sei un grande pianista, un grande sportivo, un grande archeologo, un grande uomo d’affari, puoi fartici bello con le donne. Ma come deve sentirsi il massimo esperto mondiale di foratini? Magari è la massima autorità del settore, ha un successo internazionale, richiestissimo come consulente dalle principali imprese edili, ma nelle relazioni con l’altro sesso non te ne fai nulla. Cosa racconta ad una ragazza alla prima uscita? “Sai, ieri nessuno riusciva a risolvere un problema con l’impasto di alcuni mattoni destinati a muretti municipali per la frazione di Zepponami, così hanno chiamato me ed ho sistemato tutto.”.
L’imperativo dell’adeguatezza crea anche diversi equivoci.
Se parlo con toni e termini rozzi di argomenti però coltissimi, con che coraggio mi si può dare dell’ignorante?
Mettiamo che io dica: “Dio impestato, Dvorak spacca ‘l culo. So’ ito a sentillo, me prudea la fava da quanto adera intenso il primo violinista sul settimo passaggio del terzo movimento, madonna sbudellata. Nun me sentio a tosì a cazzo dritto da le tempe che scriveo quer trattato sur trimetro giambico scazonte”.
E provate a darmi dell’ignorantone se dico: “Dio scannato, quer cazzo de Dino Campana adè popo forte a usà l’anadiplosi a gradazione”.
Il vero ribelle non è il bello e dannato che va nella giungla a combattere per la libertà. Il vero ribelle è quello che si presenta al primo appuntamento con la tuta del mercato.
Certo, bisogna essere pronti a morire per un nobile ideale.
Se proprio mi si chiede di morire come si deve, voglio fare una morte gloriosa. Voglio morire mentre vengo in faccia a Stoya gridando: “Libertà!”. Sognando un mondo in cui si possa schizzare in viso alle passanti in strada. Ed io non chiedo mai ciò che non posso offrire. Ch’io sia dunque squirtato a sangue! Siano le mie carni straziate da vortici di umori vaginali! Venga io travolto da tsunami di liquidi femminili! E sulla mia tomba sia scritto: “Per la passera visse, alla passera aspirò, per la passera spirò”.
“La vita non è come nei film porno”, si dice. Beh, rendiamocela! Non so, a chi dispiacerebbe entrare al supermercato e farsi la cassiera bona così, per simpatia? “Sono quattordici euro e quarantanove” “Guardo se ce li ho spicci. No, mi spiace, purtroppo non ce li ho” “Ed io non ho il resto. Però ho questa” Spalanca le gambe “Pompa?” “Sì, una, grazie”.
Oppure chiamare l’idraulico per farlo intervenire sulle tube di Falloppio?
Che poi non ho mai capito questi favoritismi verso gli idraulici. Fossi un elettricista, mi incazzerei a morte per la discriminazione.
Poco fa, tornando a piedi dal supermercato, pensavo che, da ottobre ad oggi, dodici donne (12. DODICI) hanno mostrato interesse nei miei confronti, detto di uscire e poi mi hanno dato buca/cambiato idea/smesso di considerare/incontrato nel mentre l’uomo dei sogni che non corrispondeva alla mia identità per i motivi e nelle modalità più spettacolari. Il che fa di me, se non la vittima di un complotto persecutorio a scopo di raggiro, quantomeno un rispettabile recordman. E queste cose vanno dichiarate con e per onestà intellettuale. Non è che uno, finché va tutto bene e colleziona peli pubici sul cuscino su peli pubici sul cuscino, vanta i suoi successi con gli amici e poi, quando viene risucchiato in una spirale di due di picche o sconfitte similari, occulta tutto per salvare le apparenze. Eh no! Che si abbia il coraggio di confessare le umiliazioni patite! Integralismo della sincerità, sempre, ad ogni costo. L’essere presi per il culo è il fio che si paga alla disfatta. Ed è la sorridente tenzone con l’onta che misura la nobiltà. Tanto ti puoi sempre rifare con uno più debole.
Ecco, dicevo, mentre passeggiavo con una confezione di cornetti Misura Privolat alla marmellata d’albicocca in una mano, quelli senza latte e senza uova, cento per cento vegetali, ed il ricambio del Mocio Vileda nell’altra, passando in rassegna la sterminata teoria dei miei fallimenti in ogni campo, la laurea ancora non conseguita nonostante gli esami terminati perfettamente in tempo anni fa con la portentosa media del 29.9, il degradante posto di schiavitù da precario sottopagato che mi permette di essere ufficialmente povero e per il quale devo svegliarmi alle cinque di mattina, l’amore della vita che mi sono lasciato sfuggire tra le dita come un coglione, la novella difficoltà nel far accogliere il mio membro nell’apposito spazio altrui, i progetti ignorati dalle case di produzione, i manoscritti rifiutati, l’esistenza del chinotto Guizza, mentre camminavo pensando a tutto questo, consapevole che nella vita ho fallito il fallibile, pervaso ciononostante da una vaga gioiosa fierezza per aver trovato i cornetti Misura, benché all’albicocca e non già al cioccolato, giacché nessuno immagina quanto deve patire un vegetaliano per poter mangiare un dannato stronzissimo delizioso cornetto, solo un altro vegano può comprendere, ebbene in quel momento ho capito: questa è vera, incomparabile, squisita inadeguatezza.
Non la cambierei con i successi di nessun altro. Eccetto con quelli di un attore porno qualsiasi.
A me non serve molto per vivere felice. Non mi interessano i soldi, non mi interessa il successo, non mi interessa la fama. Mi basta la fregna.
Ci vuole stoffa per essere un perdente d’ingegno. Mica tutti sono capaci di perdere con stile.
Per quanto mi riguarda, voglio morire in pantofole. Mi piace morire comodo.

 

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Poche cose mi appassionano meno dell’informazione

Posted by sdrammaturgo su 4 febbraio 2011

Si contende il primato con i motori, i giochi di carte e l’esistenza

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Buonasera. Ma, secondo Sant’Agostino, il tempo, privo di una sua vera e propria consistenza, non è che il modo in cui l’eternità si rende riconoscibile all’uomo, e dunque una sorta di “contenitore” convenzionale od unità di misura della vita nell’imperituro atemporale. Quindi buongiorno.
Ma passiamo alle notizie di oggi. O meglio, di un singulto a caso nell’eterno essere.

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– Ragazza violentata su Facebook.

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– Mondo arabo: finalmente sarà permesso anche alle donne avvocato l’esercizio nelle aule dei tribunali sauditi. Davvero una buona notizia: dev’essere una bella soddisfazione poter lapidare un avvocato.

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– Il Governo dichiara: “Il nucleare darà notevoli benefici anche al mondo del lavoro”. E’ vero: operai con tre braccia possono fare molto comodo.

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– Seconda virtù cardinale. Mandato di apparizione spiccato nei confronti di Maria Vergine.

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– Ricerca medica sfata storico tabù. Mangiare durante il travaglio? Ora si può. E nessuno ti vieta neppure di ballare il twist in agonia.

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– Uno studio durato anni condotto da un’equipe di alcuni tra i più eminenti scienziati provenienti da ogni parte del mondo, composta da psicologi, neurologi e sociologi, ha rivelato: “L’uomo ideale delle donne? Alto, bello, ricco”. Calano dunque le quotazioni dei focomelici squattrinati.

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– Stando agli ultimi calcoli dei maggiori laboratori di astrofisica del pianeta, il sole starebbe per spegnersi. E’ boom di investimenti nel settore dei solarium.

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– Scoperta nuova lozione contro la caduta dei capelli. Sembra però alto il rischio che possa far venire il cancro. Ma ecco lo spot:

“In questi tre mesi di vita che mi restano, io piaccio alle donne”.

Morite comunque pelati, perché vi ricadono con la chemio.

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– Ideato il porno in 3D. E’ la trombata.

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– In risposta alle accuse di passatismo, la Mattel lancia sul mercato un nuovo modello di Barbie più al passo coi tempi, in linea con i sogni delle ragazze di sfondare nel mondo dello spettacolo: Barbie Turica.

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– E’ in costante aumento il numero di biondi presenti nel nostro Paese. Sentiamo cosa ne pensano alcuni cittadini che abbiamo intervistato per strada

PRIMO PASSANTE Qua non se ne può più. Li vedi che stanno tutto il giorno lì tra di loro, tutti biondi… Non fanno niente, stanno lì. E’ indecente che stiano lì. Ai miei tempi nessuno si permetteva di stare lì. Al massimo potevi stare di qua o di là, ma lì mai. Ormai non ci si capisce più niente.
SECONDO PASSANTE Uno schifo, guardi, uno schifo
TERZO PASSANTE Io qui non lo so dove andremo a finire di questo passo. Ormai in questo quartiere non si incontra più un moro. Ci hanno invaso!
QUARTO PASSANTE Qui i biondi siamo diventati noi!
QUINTO PASSANTE E’ una vergogna, una vergogna.
SESTO PASSANTE Se ne stessero a casa loro! O, se vogliono venire qui, si adeguino e diventino mori! Io non vado a fare il moro a casa loro!
SETTIMO PASSANTE Ci mancano solo i rosci e siamo a posto.

Intanto, dopo l’ultimo episodio di tinta, la tensione resta alta.

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– L’ultimo congresso dell’Accademia del Mangime ha affrontato una spinosa questione linguistica: se un concetto od un termine volgare viene espresso o servito in una forma raffinata, prevale l’eleganza o la volgarità? Alcuni esempi tra quelli menzionati dagli studiosi:

1) “Tosto che ebbe sborrato”
2) “L’inzeppita le molse la cupidigia d’augello”
3) “Senza verun’esitazione mi gratto adunque i coglioni”

L’interrogativo è rimasto senza veruna cazzo di risposta.

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– Ed ora, la rubrica Ve li ricordate? Galleria dei personaggi storici meno noti

Gian Girolamo Laspeziarola, perito ad un barbecue

 

Cencio Brache, pirata di lago

 

John Fitzgerald Kennedy, imbianchino

 

Luigia Pallavicini, fantina scarsa

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– In periodo di crisi economica fioriscono i vademecum per sopravvivere alla recessione. I testi che vi consigliamo oggi sono:

1) Il Medea 2011 – Risparmiare uccidendo i figli, la nuova edizione dell’imperdibile manuale-agenda annuale di infanticidio finanziario.
2) Hai una famiglia da mandare avanti? Bravo coglione.
3) L’evasione tributaria nei paradisi fiscali caraibici: come convincere una dominicana con la quarta che sei il nipote di Gaucci.
4) Suicidio: una soluzione concreta.
5) Ridurre le spese con la bassa statura.
6) La gente ormai fatica ad arrivare alla terza settimana del mese, quindi è bene che usi i soldi destinati al pane per comprare questo libro.
7) E nel numero di questo mese di Benessere e Fitness, lo speciale Povertà: il metodo più rapido per dimagrire.

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Vi lascio al rotocalco Luoghi in comune. Vi mostriamo oggi un documento esclusivo: Uno stupratore si racconta. E, sempre nell’ambito della programmazione per la Settimana della Fava Imposta, ricca di iniziative contro la violenza sulle donne (ma a favore della violenza sulle donne bisognose), non perdetevi invece domani sera l’ampio spazio dedicato alla nuova campagna lanciata da Gregoria De Concito, Basta con la violenza sulle donne, o quantomeno non mandateci stupratori che soffrono di eiaculazione precoce.
Arrivederci.
Ah, e sia chiaro: io ho la riga da parte, quindi sono una brava persona.

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Uno stupratore si racconta

“Ogni notte a mezzanotte suona la sveglia. Mi alzo brontolando, sognando la pensione. Indosso la divisa ufficiale (la maglietta della nazionale della Romania, per non destare sospetti. Mi chiedono sempre: “E perché non quella dell’Albania, allora?”. Beh, perché gli albanesi non stuprano più. Hanno smesso nel ’97. Dunque sarebbe anacronistica) e attacco con il turno.
Prima di mezzanotte non è mai stata stuprata nessuna. Nei luoghi con un alto tasso di scippi, mai prima del tramonto.
Prima di stuprare, chiediamo l’età visionando un documento valido. Se la ragazza ha meno di diciotto anni, la stupriamo di sicuro. Se è più grande, le facciamo un buono per quando indosserà la minigonna.
Non violentiamo mai donne della nostra famiglia, ma assaliamo solo le passanti di bell’aspetto.
Insomma, bisogna faticare per portare a casa un tozzo di fica”.

 

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