Beati i poveri, perché moriranno prima

Poche cose mi appassionano meno dell’informazione

Posted by sdrammaturgo su 4 febbraio 2011

Si contende il primato con i motori, i giochi di carte e l’esistenza

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Buonasera. Ma, secondo Sant’Agostino, il tempo, privo di una sua vera e propria consistenza, non è che il modo in cui l’eternità si rende riconoscibile all’uomo, e dunque una sorta di “contenitore” convenzionale od unità di misura della vita nell’imperituro atemporale. Quindi buongiorno.
Ma passiamo alle notizie di oggi. O meglio, di un singulto a caso nell’eterno essere.

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– Ragazza violentata su Facebook.

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– Mondo arabo: finalmente sarà permesso anche alle donne avvocato l’esercizio nelle aule dei tribunali sauditi. Davvero una buona notizia: dev’essere una bella soddisfazione poter lapidare un avvocato.

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– Il Governo dichiara: “Il nucleare darà notevoli benefici anche al mondo del lavoro”. E’ vero: operai con tre braccia possono fare molto comodo.

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– Seconda virtù cardinale. Mandato di apparizione spiccato nei confronti di Maria Vergine.

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– Ricerca medica sfata storico tabù. Mangiare durante il travaglio? Ora si può. E nessuno ti vieta neppure di ballare il twist in agonia.

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– Uno studio durato anni condotto da un’equipe di alcuni tra i più eminenti scienziati provenienti da ogni parte del mondo, composta da psicologi, neurologi e sociologi, ha rivelato: “L’uomo ideale delle donne? Alto, bello, ricco”. Calano dunque le quotazioni dei focomelici squattrinati.

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– Stando agli ultimi calcoli dei maggiori laboratori di astrofisica del pianeta, il sole starebbe per spegnersi. E’ boom di investimenti nel settore dei solarium.

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– Scoperta nuova lozione contro la caduta dei capelli. Sembra però alto il rischio che possa far venire il cancro. Ma ecco lo spot:

“In questi tre mesi di vita che mi restano, io piaccio alle donne”.

Morite comunque pelati, perché vi ricadono con la chemio.

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– Ideato il porno in 3D. E’ la trombata.

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– In risposta alle accuse di passatismo, la Mattel lancia sul mercato un nuovo modello di Barbie più al passo coi tempi, in linea con i sogni delle ragazze di sfondare nel mondo dello spettacolo: Barbie Turica.

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– E’ in costante aumento il numero di biondi presenti nel nostro Paese. Sentiamo cosa ne pensano alcuni cittadini che abbiamo intervistato per strada

PRIMO PASSANTE Qua non se ne può più. Li vedi che stanno tutto il giorno lì tra di loro, tutti biondi… Non fanno niente, stanno lì. E’ indecente che stiano lì. Ai miei tempi nessuno si permetteva di stare lì. Al massimo potevi stare di qua o di là, ma lì mai. Ormai non ci si capisce più niente.
SECONDO PASSANTE Uno schifo, guardi, uno schifo
TERZO PASSANTE Io qui non lo so dove andremo a finire di questo passo. Ormai in questo quartiere non si incontra più un moro. Ci hanno invaso!
QUARTO PASSANTE Qui i biondi siamo diventati noi!
QUINTO PASSANTE E’ una vergogna, una vergogna.
SESTO PASSANTE Se ne stessero a casa loro! O, se vogliono venire qui, si adeguino e diventino mori! Io non vado a fare il moro a casa loro!
SETTIMO PASSANTE Ci mancano solo i rosci e siamo a posto.

Intanto, dopo l’ultimo episodio di tinta, la tensione resta alta.

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– L’ultimo congresso dell’Accademia del Mangime ha affrontato una spinosa questione linguistica: se un concetto od un termine volgare viene espresso o servito in una forma raffinata, prevale l’eleganza o la volgarità? Alcuni esempi tra quelli menzionati dagli studiosi:

1) “Tosto che ebbe sborrato”
2) “L’inzeppita le molse la cupidigia d’augello”
3) “Senza verun’esitazione mi gratto adunque i coglioni”

L’interrogativo è rimasto senza veruna cazzo di risposta.

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– Ed ora, la rubrica Ve li ricordate? Galleria dei personaggi storici meno noti

Gian Girolamo Laspeziarola, perito ad un barbecue

 

Cencio Brache, pirata di lago

 

John Fitzgerald Kennedy, imbianchino

 

Luigia Pallavicini, fantina scarsa

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– In periodo di crisi economica fioriscono i vademecum per sopravvivere alla recessione. I testi che vi consigliamo oggi sono:

1) Il Medea 2011 – Risparmiare uccidendo i figli, la nuova edizione dell’imperdibile manuale-agenda annuale di infanticidio finanziario.
2) Hai una famiglia da mandare avanti? Bravo coglione.
3) L’evasione tributaria nei paradisi fiscali caraibici: come convincere una dominicana con la quarta che sei il nipote di Gaucci.
4) Suicidio: una soluzione concreta.
5) Ridurre le spese con la bassa statura.
6) La gente ormai fatica ad arrivare alla terza settimana del mese, quindi è bene che usi i soldi destinati al pane per comprare questo libro.
7) E nel numero di questo mese di Benessere e Fitness, lo speciale Povertà: il metodo più rapido per dimagrire.

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Vi lascio al rotocalco Luoghi in comune. Vi mostriamo oggi un documento esclusivo: Uno stupratore si racconta. E, sempre nell’ambito della programmazione per la Settimana della Fava Imposta, ricca di iniziative contro la violenza sulle donne (ma a favore della violenza sulle donne bisognose), non perdetevi invece domani sera l’ampio spazio dedicato alla nuova campagna lanciata da Gregoria De Concito, Basta con la violenza sulle donne, o quantomeno non mandateci stupratori che soffrono di eiaculazione precoce.
Arrivederci.
Ah, e sia chiaro: io ho la riga da parte, quindi sono una brava persona.

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Uno stupratore si racconta

“Ogni notte a mezzanotte suona la sveglia. Mi alzo brontolando, sognando la pensione. Indosso la divisa ufficiale (la maglietta della nazionale della Romania, per non destare sospetti. Mi chiedono sempre: “E perché non quella dell’Albania, allora?”. Beh, perché gli albanesi non stuprano più. Hanno smesso nel ’97. Dunque sarebbe anacronistica) e attacco con il turno.
Prima di mezzanotte non è mai stata stuprata nessuna. Nei luoghi con un alto tasso di scippi, mai prima del tramonto.
Prima di stuprare, chiediamo l’età visionando un documento valido. Se la ragazza ha meno di diciotto anni, la stupriamo di sicuro. Se è più grande, le facciamo un buono per quando indosserà la minigonna.
Non violentiamo mai donne della nostra famiglia, ma assaliamo solo le passanti di bell’aspetto.
Insomma, bisogna faticare per portare a casa un tozzo di fica”.

 

14 Risposte to “Poche cose mi appassionano meno dell’informazione”

  1. Il sindacato degli stupratori protesta contro la trappola per cazzi, dotata di dentini.

  2. Sciuscia said

    Post fantastico, bene, bravo, ancora.

  3. Luca said

    … pennello Cinghiale?!
    cazzo, sono vecchio.

    Bravo Sdram!

    Sciuscia che ti importa, mica li leggi davvero i post. ahahaha
    (scherzo, se perdo i tuoi commenti resto solo)

    • Lui in persona.

      E non ti lamentare: la mia compagnia si regge su te, Sciuscia, Vincenzo/Povero Bucharin ed il Tenente Crimini Morali. Ovvero TUTTI MASCHI e manco una donna.

      • Luca said

        Ormai sarà morto.

        Uahahaha a me non la racconti, guarda che io sto coprendo il tuo gemello… :D

  4. Eh, ma nun se rimorchia più come ‘na vorta :-D

  5. Paola said

    Allora. Sto spulciando il blog alla ricerca di qualcosa su cui non sono d’accordo, ma ancora non ho trovato nulla e ciò mi rende triste, perché io devo poter pensare di chiunque, per almeno un argomento: “Ma guarda ‘sto/a scemo/a, va”. Ti farò sapere.

    :D

  6. Mi sa che ti attende una delusione: sono notoriamente piuttosto intelligente :-D

    • Luca said

      Via via non fare lo spaccone ora. E comunque mi devi un grosso favore. Ma grosso. La ragazza è pure vegan.

      Paola se mi fai sapere dove mi trovi scemo mi fai un favore: sono un prfezionista. ;)
      (puoi ripartire la lista in più mail, se non hai tempo)

      • Ma io mica l’ho mai capita ‘sta cosa: perché mai se uno riconosce i propri limiti è bravo ed onesto e se riconosce il proprio valore è spaccone? :-D
        Dunque, con la stessa serenità di giudizio con cui ammetto di essere un perdente, affermo la mia notevole intelligenza!

        E per ora un grazie medium. Il grazie maxi, solo se Paola giacerà con me.

  7. Luca said

    Che domande… perché siamo dannatamente ipocriti. E ora sorridi, stupido. :D

    Vavè, lì sta a te. Ma è quasi fatta. Basta che presenti da lei con gli occhiali col naso finto e un mazzo di tofu rosso. Nudo, coi “due calzini” bianchi, soffiandole il “vento nei capelli”.

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