Beati i poveri, perché moriranno prima

Sisifo faceva trekking

Posted by sdrammaturgo su 26 febbraio 2011

La mia madeleine proustiana: oggi, dopo aver cacato, la puzza mi ha ricordato il defunto zio Cesarino, noto ammorbatore di cessi.
Così ho passato in rassegna la mia vita, perché è più interessante di quella dello zio Cesarino. E la mia vita non è per nulla interessante. Anche se ci sarebbe da capire perché mi sudi così tanto il culo.
D’altronde, quando ti ritrovi ad esaltarti con i filmati di Earnie Shavers, significa che la tua vita è veramente agra, mica come quella di Luciano Bianciardi.
Ho pensato che, a ventisette anni, Jim Morrison era già leggenda. Io ho l’ernia al disco.
Che spettacolo, Earnie Shavers.
Eppure, nonostante sia stato probabilmente il pugno più potente nella storia del pugilato, le ha prese anche lui. E quello che gliele ha date, adesso ha il Parkinson.
Nella vita non vince mai nessuno. A parte Hugh Hefner.
Ma chi invidio di più sono quelli che si sono potuti permettere di curarsi per la dipendenza da sesso. “Troppa passera, ho bisogno di smettere”.
Anche io ho sofferto di dipendenza da sesso, ma m’è toccato farmela passare.
La differenza tra perdere nello sport e perdere nella vita è che nello sport il fischio finale arriva quantomeno dopo un paio d’ore.
Si usa dire: “Hai tutta la vita davanti!”. E’ proprio questo il guaio! Che palle! Tutta una vita non si regge proprio.
La vita è dura perché dura.
Attendere una settantina d’anni (e, se ti dice male, anche oltre) prima di essere liberati dal supplizio mi pare francamente eccessivo.
Sarebbe come costringere il portiere della squadra ultima classificata del campionato di Terza Categoria a subire goal con il rigore a cucchiaio per tre giorni consecutivi davanti alla ragazza che gli piace mentre lei gli ripete dagli spalti: “Tu sei una persona meravigliosa, ma lui mi piace perché ha quel non so che”.
Il non so che. La più meschina atrocità che si sia mai abbattuta sulle relazioni umane.
Il non so che è la scusa che consente alle persone imbecilli di accoppiarsi con altre persone imbecilli mantenendo la coscienza pulita.
Il non so che premia l’imbecille e penalizza l’intelligente.
Il non so che: se non sai cos’è, non c’è.
E quando qualcuno ti piace per “quel non so che”, quel “non so che” è la tua fame.
Quando una donna mi tira fuori la storia del non so che, comincio ad equipararla al merlo indiano di una pizzeria al taglio del mio paese che dava il buongiorno ai clienti. Neanche lui me l’ha mai data.
Se mi dici che ti piace qualcuno (specie se al posto mio), pretendo un elenco dettagliato di tutte le qualità fisiche, intellettive, etiche ed umane per le quali ti suscita attrazione. Se la somma ottenuta risulta inferiore a quella delle qualità che riconosco a me stesso (e che dovresti riconoscere anche tu, se non avessi preso Beverly Hills 90210 per Quark Speciale), mi rimborsi il drink e mi paghi la escort.
A proposito di escort, in tutta la vicenda dei festini ad Arcore non è ancora stata posta la giusta attenzione sul punto più importante: Nicole Minetti è una fregna.
“Quanto sei sboccato!”, qualcuno penserà, “molto maleducato”. Sì. La buona educazione è il valore di chi non ha valori seri.

Sono sempre più convinto che ho fatto bene a non essere andato alla manifestazione del 13 febbraio: mai viste piazze così gremite di passera, e non avrei potuto provarci con nessuna, altrimenti sarei stato linciato.
E comunque è incredibile: nonostante esistano Ovidie e Sarah Silverman, la maggior parte delle donne comuni continua a tirarsela. E per ubbidire al testosterone che ti tiranneggia, devi fingerti stupido di fronte alle scuse più acrobatiche: “Scusami se non ti ho più risposto, ma non potevo usare il cellulare perché mi è passata davanti una Citroen Ax. Mi sembrava immorale utilizzare uno strumento tecnologico in presenza del proprietario di una Citroen Ax nel mio stesso emisfero”.
Vorresti insultarla, ma, se osi anche solo farti scappare un dubitoso “mh”, “ho chiuso con lui perché è una persona pesante ed irrispettosa che assilla”; se dici: “Ma guarda che a me puoi parlare con franchezza, ho l’intelligenza e la maturità sufficienti per accettare una verità spiacevole” “E’ uno stalker!”.
Avere un alto senso della dignità, con le donne penalizza molto.
E poi vedi trionfare il piacione – quello che sceglie un cocktail in base al colore che si abbina meglio con la sua camicia fosforescente – grazie a dinamiche perverse: “Pfui, ma guarda quello che deficiente. Cosa ci troveranno le altre donne in quello là. Ma dico, sono io l’unica ad accorgersi che è patetico con quelle pose? Tutte lì a spasimare per questo coglione e non è nemmeno bello. Basta, ci vado a letto, così le altre lo capiscono che sono migliore di loro”.
Che poi tu le chiedi: “Ma non ti faceva schifo?”. E lei ti risponde: “Sì, all’inizio sì, ma poi l’ho conosciuto meglio ed ho scoperto che ha…quel non so che”.
La piacioneria è una piaga sociale. Ed in costante espansione, per giunta. Prova ne sia l’epidemia di corsi di seduzione. Ma maestri ed allievi dell’arte dell’adescamento dovrebbero sapere che l’autore da seguire, l’inventore del metodo che le donne continuano a preferire, resta sempre lo stesso: Von Clausewitz.

Dovrebbero essere le donne a provarci con gli uomini, per una questione di parità, ma soprattutto di logica.
Se in un locale io mi avvicino dal nulla ad una ragazza tentando l’approccio, lei può dirmi tanto sì quanto no. E tanto è no.
Se invece è una ragazza (carina. Accettatelo, è così) ad avvicinarsi per prima, qualsiasi uomo direbbe sicuramente di sì. Il margine di rischio è ridotto al minimo.
“Ma non è affatto vero! A me è capitato più volte di prendere l’iniziativa per abbordare qualcuno e mi è andata male”. Ci sono solo due casi per cui un uomo possa dire di no ad una donna carina: o è omosessuale o è un coglione. In entrambi i casi, si dovrebbe capire ad una prima occhiata, quindi la colpa è della scarsa intuitività di chi osserva.
“C’è anche un terzo caso: uno fidanzato e fedele”. Vedi alla voce coglione. (Qualora la mia ex stesse leggendo: è solo una battuta! Torna! Che uomo senza palle che sono, eh? E pensare che sono diventato così attento solo dopo essere stato lasciato. Chi è sempre puntuale nella vita, è sempre in ritardo nell’esistenza. Come si paga tutto questo? Chiedendosi quotidianamente ad intervalli regolari di quindici centesimi di secondo: “Quale uomo meraviglioso e vincente e decisamente migliore di me sotto ogni punto di vista si starà sbattendo in questo momento la donna che amo?”. Per fortuna quando dormi le paranoie si prendono una pausa: gli uomini diventano due o tre per volta. Te la immagini completamente appagata dalla vita ora che è senza di te che si diverte da matti a fare gang bang pure mentre si trova alla cresima della cugina, nel cesso del ristorante subito dopo il sorbetto).
Eppure, l’uomo che mostra maggior disinteresse per la fica è quello che più piace alle donne. Meno bisogno di sesso traspare in te, più il tuo potere seduttivo aumenta. E’ il marketing: se il tuo pene sembra un party esclusivo, tutte vogliono partecipare per sentirsi importanti e rassicurate.
Ma gli uomini che fanno i preziosi iperselettivi sono semplicemente dei cretini. Passano per fighi che non devono chiedere mai, ma sono soltanto degli omuncoli banali con ansia da prestazione e nessuna curiosità né fame di esperienze. Un uomo che rifiuta una donna carina senza alcun motivo davvero valido dimostra di non avere il piacere del piacere, e dunque di essere un ebete privo di desiderio e volontà di esplorazione di fronte alle bellezze del mondo.
Un uomo senza brama di conoscenza è un uomo noioso e stupido. E l’edonismo è la forma privilegiata del sapere.
L’uomo ideale è Ulisse, non Ippolito.
Personalmente, giudico una donna in base a come reagisce alla visione del mio portafoglio.
Io ho ancora il portafoglio Invicta primi anni novanta, verde, quello che ti regalavano ai compleanni. Se una, quando lo estraggo, storce la bocca giudicandolo poco virile, significa che non capisce un cazzo. E non capisce niente di cazzo.
Detesto la superficialità. Un vero uomo non si giudica dal portafoglio che possiede. Un vero uomo si giudica da come gioca a biliardino.
Inoltre, i soldi sono una cosa brutta; quindi, volerli conservare in qualcosa di bello, è indice di pochezza e meschinità.

Insomma la vita è dura. Tanto più se ci metti che le donne single non esistono. Sono un’invenzione cinematografica. Quelle bone, almeno.
Ma la vita è dura soprattutto perché non lo è abbastanza per qualcuno.
Ad esempio, non batterei ciglio se sequestrassero il figlio di Sergio Marchionne.
E’ intollerabile campare sapendo che il tuo benessere verrà gestito dai sergimarchionni. E per di più in uno Stato.
Io mi sento più al sicuro tra i cannibali che nelle mani dello Stato. I cannibali qualche volta non hanno fame.
Ricapitolando: tocca vivere in balia di sergimarchionni in uno Stato e per giunta in una società antropocentrica.
La prova che l’antropocentrismo sia una cazzata? Beh, gli stambecchi non hanno mai fatto l’heavy metal.
Una civiltà fondata sulle cazzate. Per forza poi hanno successo i Subsonica.
A volte mi chiedo: cosa ne sarebbe stato dei Subsonica se non fossero esistite le parole che finiscono in -ione e in -ento?
Ma la cazzata cazzatarum rimane il fumo.
Fumare nuoce gravemente alla stima che ho di te.
Il fumo rappresenta il massimo livello di perfezione raggiunto dal capitalismo: ti vendo niente (fumo, appunto, che non ha gli effetti interessanti delle altre droghe né l’utilità e l’edonistica consistenza di cibo e bevande), un niente che ti fa male e che ti fa puzzare, te ne rendo schiavo e tu lo compri.
Pagare per puzzare. Pagare per puzzare!
E mentre tu metti in lavatrice il maglione fetido digrignando i denti beige perché dopo avere steso i panni hai la seduta di chemio, il presidente della multinazionale del tabacco si sta facendo fare una pompa in piscina da tre ecuadoregne di dodici anni i cui rapitori sono stati pagati con i proventi ricavati dalle ultime tre stecche che hai acquistato.
I danni del cinema. Bisognerà pur chiarire ad un panzone con la sciatica che una nazionale non lo rende Clark Gable.
E Clark Gable che fuma è Clark Gable con l’alito cattivo.
Mi domando da sempre: perché se inspiro davanti al caminetto sono matto mentre se fumo una sigaretta sono figo?
Nulla è altrettanto privo di giustificazioni razionali quanto il fumo.
Forse i tatuaggi. Dovrebbero vietare i tatuaggi sulle persone belle. Però arrapano. Conflittualità interiore insanabile.
Arrapano perché conferiscono alla donna una certa aria da porca.
Il vecchio sogno maschilista della donna che si mostra virtuosa e poi a letto si trasforma in un’Erinni furiosa mi ripugna. Alla tenera che si rivela maiala, ho sempre preferito la maiala che sa essere tenera.
Il sogno erotico definitivo: una commessa tatuata.
Ogni uomo ha la propria commessa del cuore.
Le commesse sono passanti brassensiano-deandreiane che puoi ritrovare ogni giorno, ma che sfuggono senza passare. Come la approcci una cassiera? “Nessuna pronuncia il prezzo del detersivo come te”?
Non solo bisogna vivere ed invecchiare, ma persino farlo senza scoparsi la cassiera dell’Eurospin.
E poi, quando saremo vecchi noi, cosa diremo? “Eh, oggigiorno i software non sono più quelli di una volta. Ai miei tempi bisognava fare un clic per aprire una pagina web”.
Nella vita ci sono solo due cose che abbia senso fare: un cazzo ed il porno.
Il resto, è tempo sottratto ai video poker.
Il tutto per dire che ho formulato

la frase scacciadonne perfetta:

“Andrei a puttane, se me lo potessi permettere economicamente”.

*

Le seguenti donne sono fregne sottovalutate:

1) Nicoletta Romanoff;

2) quella del video de La guerra è finita dei Baustelle (i quali, di contro, sono sopravvalutati);

3) una che ho visto nel porno Orgasmus n° 1, tale Mathilda;

4) la ballerina tatuata del video di Tranne te di Fabri Fibra.

Ah, e Sarah Felberbaum. Sotto al grasso si nascondeva una fica.

*

Ho avuto delle fidanzate.
Qualcuna si è pentita di essersi messa con me. Nessuna si è mai pentita di avermi lasciato.

*

*

Sopra, uno a cui direi che Sergio Marchionne ha toccato il culo alla sua ragazza.
Per poi aggiungere: “Ma lo sai che tutti quelli che hanno trombato, trombano e tromberanno con la mia ex pensano che tu sia un negro di merda? Me lo hanno confidato ad uno da uno”.

 

14 Risposte to “Sisifo faceva trekking”

  1. Tenente Crimini Morali said

    Per fare dei Baustellle un gruppo sopravvalutato bisognerebbe prima sopravvalutarli, e questo è un dato di fatto.
    Io adoro i portafogli di stoffa dell’Invicta, ne ho uno dei colori evidenziatore arancione e giallo.
    Me lo regalò mio cugino. All’epoca, nel 95 circa, avevo 5 anni e mi sembrava già un oggetto vetusto. Secondo te gli anni ’90 non sono stati vetusti in partenza?

    • Osservazione illuminante.
      In effetti, ora che ci penso, gli anni ’90 sono nati passati. Votati ad un futuro colmo di nostalgia per il vecchio, consunti come un portafoglio Invicta acquistato già liso.

      • Tenente Crimini Morali said

        Secondo me sono finiti nel 98 circa. Ma erano uno strascico zozzo degli anni ’80, che sono comunque riconoscibili da una serie di cose altrettanto zozze.
        Gli anni 2000 sono cominciati per l’appunto nel 98 e terminati nel 2007-8, contraddistinti dalle promesse futuristiche mai avvenute (2000 fa molto futuro).

        Altra riflessione: ma ti rendi conto che quando ero piccolo, senza internet, ero costretto a comprarmi le videocassette di dragonball per sapere come andava avanti la storia? Ovviamente costavano troppo e non me le compravano, quindi avevo sempre il numero 1 di tutto. Il fumetto di DB non sapevo nemmeno cosa fosse (sempre colpa della disinformazione dovuta alla mancanza di un mezzo comune) e di conseguenza sono rimasto nella completa ignoranza fino ai 10 anni, quando finalmente Silvio ci ha degnato di farci vedere le ultime interminabili puntate in TV.
        Tutto questo per dire; Internet è una buona cosa, o era più bello il fascino dell’ignoranza? Quando i cd te li compravi dal marocco, i giocattoli si compravano alla giraffa, e il massimo della comunicazione era il telefono?
        Sono riflessioni un po confuse ma spero riuscirai a districarti.

  2. L’argomentazione definitiva contro internet è una: ti fa conoscere sì molte più donne, aumentando dunque le possibilità di amplesso, ma al contempo ti fa conoscere molte più donne che non te la daranno, aumentando le frustrazioni personali.
    Epicuro e Buddha insegnano: all’aumentare del desiderio, aumenta il turbamento e si allontana la quiete interiore.

  3. NewVeg said

    Leggere i tuo post è sempre come una gran boccata d’ossigeno per me.Per lo meno so di non essere (troppo) pazzo.
    (Piuttosto, chiedo ufficialmente di poter diffondere il tuo verbo tramite facebook, Se non va, niente)

  4. Sciuscia said

    Ho apprezzato la cosa delle donne underestimated.

    • Proprio mentre stavi leggendo e commentando il mio ultimo post, io stavo leggendo il tuo offendendomi a morte perché ho largamente trattato l’argomento donne e scontro tra i sessi in questo pezzo!

  5. Non sapevo dove linkartelo.

  6. Volpina said

    Porca miseria mi hai fatto ridere da matti!
    La faccenda del fumo è proprio vera, se ci aggiungi anche il fatto che è testato sugli animali poi…

    Tenerissimo il portafogli dell’invicta!!!!

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