Beati i poveri, perché moriranno prima

“Sonetti del barbiere libertario” 7

Posted by sdrammaturgo su 27 marzo 2011

S’io nun vojo fà ‘n fijo è perché t’amo.
Ché chi de te nun je ne frega ‘n cazzo
pòe stà sicura che t’imprena a razzo.
Me premi più tu che ‘l pròleo richiamo.

Te vojo risparmià dolori e doje
e ‘l mutuo e ambasce e “n’ posso” e “‘l fijo sta male”:
sei libera de fà quel che te cale.
Per me tu nun sei mamma e nun sei moje

né donna: per me tu sei tu, amata,
no ‘n forno pe’ fà lievità lo sborro.
Nun crede al prete, a’ filmetti, al datore:

serena e fresca, son tue le ore,
e nu’ sfiorisci e nun devi dì “corro”,
perché alla morte ce vai riposata.

‘Na madre è schiavizzata:
tutte pensono d’esse l’eccezione
e se ritrovan cojonate e prone.

 

9 Risposte to ““Sonetti del barbiere libertario” 7”

  1. Una doverosa precisazione.
    Mi accorgo solo ora di non aver mai dato spiegazioni su una questione importante.
    Molti avranno infatti notato che i sonetti del barbiere libertario presentano un grave errore di forma: nella seconda quartina le rime cambiano, mentre la regola del sonetto richiede che siano le stesse della prima. Ciò è dovuto al fatto che, quando ho iniziato a scrivere questi componimenti, mi sono reso conto che variare le rime mi consentiva maggiori possibilità di giocare con il dialetto della Tuscia. Ho allora pensato: “In fondo questi sono sonetti di un barbiere libertario e non di un letterato rigoroso; perché quindi non farlo essere anarchico e nemico della tradizione anche nella forma e non solo nei contenuti?”. E così, al posto dello schema ABBA ABBA CDE EDC, il barbiere s’è inventato la nuova struttura ABBA CDDC EFG GFE.
    E non disdegnerà di prendersi in futuro altre libertà, tutte quelle di cui avrà bisogno, in questi anarchicissimi versi.

    • Luca said

      Eh già, “molti” l’avranno notato.
      Ma proprio molti XD

      Bravo bravissimo Clà.
      Sempre mirerò la tua forma
      al di là de la sustanza.

      Sì, ammetto ch’io son di parte
      scrivo grazie a una cojonata
      ma mi si legge grazie ad altre
      mio caro barbiere capapelata

      • Temevo che se avessi messo “alcuni” o “qualcuno” mi sarei attirato la critica: “E certo, che mo’ solo tu conosci il sonetto, sapientone!” :-D

        Grandiosa quartina di risposta, anche contenutisticamente parlando.

  2. Luca said

    Basta omettere il soggetto usando forme verbali impersonali.
    Questo è il più elementare unguento del giurista, che gli consente di sguillare agile anche nelle mani callose del giardiniere Willy.
    Sei stato troppo candido.

  3. «‘Na madre è schiavizzata:
    tutte pensono d’esse l’eccezione
    e se ritrovan cojonate e prone.»

    (!!!)

    Questa è davvero bellissima!

  4. Buongustaia.

  5. Ballata dell’odio e dell’amore. Esce domani, questo merita il grande schermo, Clà.

    http://ilcinemabendato.wordpress.com/2011/04/07/ballata-dellodio-e-dellamore/

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