Beati i poveri, perché moriranno prima

Archive for maggio 2011

Le ragazze che raccolgono la merda del cane

Posted by sdrammaturgo su 23 maggio 2011

Le ragazze che raccolgono
la merda del cane
sono d’una grazia inaspettata.
La loro bellezza è una sorpresa,
un regalo del piano regolatore,
un’epifania tra i cassonetti.

Non sono principesse, per fortuna,
perché l’aristocratico belletto
e i pizzi pregiati e gli ori preziosi
son rozzi, son volgari e senza garbo,
imago non di stil ma di protervia,

giacché il Poter giammai è elegante;

ma per portare a spasso l’animale
– gradito certo più d’ogni altro uomo –
rimangono così, come lì in casa,
magari un po’ assestandosi i capelli,
perché non si sa mai: può comparire
quel figo del vicino, messo bene.
E allora a far cacare il cucciolotto
è meglio andarci almeno un poco a modo.
Oppure son in abito da sera,
ma, prima di sortir, natura clamat
e un cane non aspetta il fio mondano.

Le ragazze che raccolgono
la merda del cane
si chinano quando il cane ha fatto;

un po’ nella maglietta il seno dondola,
il jeans incontinente dona abbagli,
miraggi sul bitum dei marciapiedi,
che quasi centra il palo con lo scooter
colui che il torcicollo a mirar sfida.
E intanto il cane abbaia e vien sgridato
con ferma dolcezza, dolce fermezza.

La busta di plastica, il guanto alla buona
sono meglio di uno scettro o di un ventaglio.

E quanta leggiadria nel civil gesto!

Plebeo, solerte, tenero, schietto,
voluttuoso!

Non pesta il passante dispiaceri
e in luogo dello stronzo riposa
tenue scalpiccio d’asfalto lustro,
lascito gentile e rimembroso
d’un’autentica pleiade urbana.

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Saggezza pontificia

Posted by sdrammaturgo su 17 maggio 2011

Per la beatificazione di JPII, Roma è stata tappezzata di frasi del festeggiato, che campeggiano tuttora dopo l’indimenticabile orgia di preghiera.

Il Premio Perplessità va sicuramente a questa:

Che frasona!

Tralasciando l’espressione facciale dell’autore della sentenza che ne evidenzia l’indubbia sapienza, non posso fare a meno di osservare: ma che aforisma è?!

Gli alunni di tutte le elementari del mondo sono in trepidazione: una nuova frontiera si apre per i pensierini a piacere.

Ora ho capito davvero cosa significhi pontificare.

Ho deciso di iscrivermi al seminario e studiare per diventare papa, cosicché ogni mia proposizione di senso compiuto venga salutata come una massima indimenticabile.

Per portarmi avanti con il lavoro, ho già preparato il mio repertorio:

*

«Io vi ho chiesto: “Che ore sono?”. Voi mi avete risposto: “Le sette meno un quarto”. E ciò mi è stato utile.»

«Ho sofferto per la sciatica, ma ora va molto meglio.»

«Va’ sempre dritto fino all’incrocio ed al primo semaforo chiedi di nuovo: qualcuno saprà darti le indicazioni che cerchi.»

«Quando ci sarà una serie di rimpalli nella vostra area, non abbiate paura di spazzare.»

«Rimbocchiamoci le maniche: la casa non si pulirà da sola.»

*

Crepi l’avarizia, qui non si bada ad enfasi.

Ma poi tutto ‘sto casino per la beatificazione quando bastava un giro di telefonate: “Pronto? Allora siamo d’accordo, facciamo che da oggi è beato”.

Beatificazione mi fa pensare a panificazione.

Che poi si tratta di questo: un anziano vestito in modo bislacco recita delle formule magiche e cambia il titolo professionale ad un morto.

E comunque a Roma esiste il pub GP2, locale cattolico dedicato a Wojtyla. Chissà se ci si rimorchia.

*

*

Appendice – Un altro aforisma sopravvalutato

“Nulla si costruisce sulla sabbia, tutto sulla pietra, ma noi dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra”, Jorge Luis Borges, Frammenti di un vangelo apocrifo in Elogio dell’ombra.

Se fosse di Paulo Coelho sarebbe giustamente deriso, ma siccome è di Borges siamo costretti a dire che è grandioso.

*

Chiudo dunque con un mio imperdibile componimento poetico in linea con i sommi esempi di nobiltà dello spirito appena citati.

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Noi come la pioggia

Senti la pioggia che batte contro le finestre.
Anche noi siamo come la pioggia.
Anche noi battiamo contro le finestre.

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Bambini, oggi vi insegniamo ad ammazzare il più debole

Posted by sdrammaturgo su 16 maggio 2011

Dal Corriere dell'Umbria di oggi

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Domani invece la giornata contro il bullismo.

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Logica vs. Legge – Lotta di classe in treno

Posted by sdrammaturgo su 9 maggio 2011

Treno Orte-Roma Tiburtina.
Il Passeggero Razionale constata che la seconda classe è piena. Va avanti ed arriva al vagone di prima classe, completamente vuoto, fatta eccezione per quattro o cinque posti occupati.
Si siede ed inizia a leggere un libro.
Arriva il Controllore.

CONTROLLORE Biglietto prego.

Il Passeggero Razionale mostra il biglietto.

CONTROLLORE Questo però è di seconda classe, qui siamo in prima.

PASSEGGERO Lo so, ma in seconda classe era tutto pieno, ho visto che questo vagone era vuoto e mi sono messo qui.

CONTROLLORE Ma lei qui non può stare.

PASSEGGERO Ma non c’è nessuno.

CONTROLLORE O paga il supplemento o se ne va.

PASSEGGERO Visto che mancano venti minuti all’arrivo, non potrei restare?

CONTROLLORE No, non può. Ci sono delle regole da rispettare.

PASSEGGERO Ma non ho tolto il posto a nessuno che abbia legittimamente diritto. Per dire, se arrivasse un passeggero con il biglietto di prima classe e reclamasse il mio posto, proprio questo nonostante tutti gli altri siano liberi, lo cederei, naturalmente. Ma questa è una tratta breve di appena mezz’ora, non ci sono fermate intermedie, chi doveva salire è già salito, quindi non solo non ho danneggiato nessuno, ma non c’è neppure la possibilità che io possa danneggiare qualcuno da qui a fine corsa. E, ripeto, anche se dovesse materializzarsi dal nulla un passeggero di prima classe che volesse il mio posto, me ne andrei. Ma ci sono solo quelle quattro persone laggiù.

CONTROLLORE Mi sta prendendo in giro?

PASSEGGERO No. Sto solo dicendo che non ho di fatto rubato niente a nessuno.

CONTROLLORE Insomma, le regole sono regole. I passeggeri di prima classe hanno diritto alla loro privacy.

PASSEGGERO (sbigottito) Ma non sto mica in braccio a loro! Né li sto importunando o ascoltando i loro discorsi!

CONTROLLORE Queste battute non le sopporto. I passeggeri di prima classe devono avere la loro tranquillità.

PASSEGGERO Ma quali battute?! Potrei capire se stessi ascoltando musica a tutto volume. Ma sto leggendo un libro in silenzio, non do fastidio a nessuno. Mi scusi, ma se sale un passeggero del tutto identico a me con un biglietto di prima classe, si siede qui e si mette a leggere un libro come sto facendo io, cosa cambia ai fini della tranquillità dei passeggeri là in fondo? Dubito che percepiscano nell’aria la presenza di un povero. Oppure se io stesso ora tiro fuori un biglietto di prima classe o pago il supplemento e poi continuo a fare le stesse cose che stavo facendo prima, cosa muta nella loro condizione? In che modo posso ledere la loro privacy o la loro tranquillità ora e smettere di farlo automaticamente non appena estraggo un biglietto più costoso di quello che ho?

CONTROLLORE Non faccia lo spiritoso. Ecco, vede? Laggiù nel vagone di seconda classe ci sono due o tre posti liberi.

PASSEGGERO Sì, ma ci sono di mezzo borsoni e valigie, per sedermi dovrei scavalcare alcuni passeggeri, farne scansare degli altri, far spostare le cose a qualcuno. Così facendo sì che disturberei la quiete di alcune persone. Mentre se rimango qui, nessuno viene turbato dalla mia presenza.

CONTROLLORE E se tutti facessero come lei? Se tutti quelli di seconda classe si mettessero in prima perché è vuoto?

PASSEGGERO Beh, a parte che è un problema che non si pone vista l’improbabilità dell’evenienza, ma va bene, radicalizziamo la questione: seppure tutti quelli in possesso di un biglietto di seconda classe si sedessero in prima e si alzassero qualora salissero passeggeri di prima classe lasciando loro il posto che spetta di diritto a chi ha pagato di più, andrebbe più che bene, direi.

CONTROLLORE Ah ecco, quindi facciamo che ognuno fa come gli pare e non conta più la differenza tra prima e seconda classe. Questa è una sua idea, però!

PASSEGGERO Ma non sto facendo un discorso politico sull’abolizione delle classi e l’uguaglianza. Il mio è un ragionamento puramente logico e pragmatico. Ecco, vede? Ora che io mi sono alzato, non è che al mio posto si è seduto un passeggero con un biglietto di prima classe, visto che non ce ne sono ed il vagone è completamente sgombro: è rimasto vuoto. Dunque, vuoto per vuoto, non è meglio che ci si sieda qualcuno?

CONTROLLORE No!

PASSEGGERO Ma scusi, i sedili sono fatti per le persone. Così stiamo facendo fare un viaggetto a delle poltrone vuote! Che senso ha?! Guardi, il vagone è vuoto, ci sono solo quattro o cinque persone per una cinquantina di posti!

CONTROLLORE C’è una regola e va rispettata.

PASSEGGERO Ma la regola deve essere tale in quanto giusta, non è che è giusta in quanto regola. Poi esistono anche il buonsenso, l’applicazione e l’interpretazione volta per volta.

CONTROLLORE La legge è la legge.

PASSEGGERO Ho appena capito che la legge serve a dare un motivo di vita a chi non ne ha di migliori.

CONTROLLORE Lei ha un motivo di vita?

PASSEGGERO Migliore di questo.

CONTROLLORE Arrivederci.

PASSEGGERO Arrivederci.

Posted in Tu' Zio, Vita vissuta mio malgrado | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 27 Comments »