Beati i poveri, perché moriranno prima

Logica vs. Legge – Lotta di classe in treno

Posted by sdrammaturgo su 9 maggio 2011

Treno Orte-Roma Tiburtina.
Il Passeggero Razionale constata che la seconda classe è piena. Va avanti ed arriva al vagone di prima classe, completamente vuoto, fatta eccezione per quattro o cinque posti occupati.
Si siede ed inizia a leggere un libro.
Arriva il Controllore.

CONTROLLORE Biglietto prego.

Il Passeggero Razionale mostra il biglietto.

CONTROLLORE Questo però è di seconda classe, qui siamo in prima.

PASSEGGERO Lo so, ma in seconda classe era tutto pieno, ho visto che questo vagone era vuoto e mi sono messo qui.

CONTROLLORE Ma lei qui non può stare.

PASSEGGERO Ma non c’è nessuno.

CONTROLLORE O paga il supplemento o se ne va.

PASSEGGERO Visto che mancano venti minuti all’arrivo, non potrei restare?

CONTROLLORE No, non può. Ci sono delle regole da rispettare.

PASSEGGERO Ma non ho tolto il posto a nessuno che abbia legittimamente diritto. Per dire, se arrivasse un passeggero con il biglietto di prima classe e reclamasse il mio posto, proprio questo nonostante tutti gli altri siano liberi, lo cederei, naturalmente. Ma questa è una tratta breve di appena mezz’ora, non ci sono fermate intermedie, chi doveva salire è già salito, quindi non solo non ho danneggiato nessuno, ma non c’è neppure la possibilità che io possa danneggiare qualcuno da qui a fine corsa. E, ripeto, anche se dovesse materializzarsi dal nulla un passeggero di prima classe che volesse il mio posto, me ne andrei. Ma ci sono solo quelle quattro persone laggiù.

CONTROLLORE Mi sta prendendo in giro?

PASSEGGERO No. Sto solo dicendo che non ho di fatto rubato niente a nessuno.

CONTROLLORE Insomma, le regole sono regole. I passeggeri di prima classe hanno diritto alla loro privacy.

PASSEGGERO (sbigottito) Ma non sto mica in braccio a loro! Né li sto importunando o ascoltando i loro discorsi!

CONTROLLORE Queste battute non le sopporto. I passeggeri di prima classe devono avere la loro tranquillità.

PASSEGGERO Ma quali battute?! Potrei capire se stessi ascoltando musica a tutto volume. Ma sto leggendo un libro in silenzio, non do fastidio a nessuno. Mi scusi, ma se sale un passeggero del tutto identico a me con un biglietto di prima classe, si siede qui e si mette a leggere un libro come sto facendo io, cosa cambia ai fini della tranquillità dei passeggeri là in fondo? Dubito che percepiscano nell’aria la presenza di un povero. Oppure se io stesso ora tiro fuori un biglietto di prima classe o pago il supplemento e poi continuo a fare le stesse cose che stavo facendo prima, cosa muta nella loro condizione? In che modo posso ledere la loro privacy o la loro tranquillità ora e smettere di farlo automaticamente non appena estraggo un biglietto più costoso di quello che ho?

CONTROLLORE Non faccia lo spiritoso. Ecco, vede? Laggiù nel vagone di seconda classe ci sono due o tre posti liberi.

PASSEGGERO Sì, ma ci sono di mezzo borsoni e valigie, per sedermi dovrei scavalcare alcuni passeggeri, farne scansare degli altri, far spostare le cose a qualcuno. Così facendo sì che disturberei la quiete di alcune persone. Mentre se rimango qui, nessuno viene turbato dalla mia presenza.

CONTROLLORE E se tutti facessero come lei? Se tutti quelli di seconda classe si mettessero in prima perché è vuoto?

PASSEGGERO Beh, a parte che è un problema che non si pone vista l’improbabilità dell’evenienza, ma va bene, radicalizziamo la questione: seppure tutti quelli in possesso di un biglietto di seconda classe si sedessero in prima e si alzassero qualora salissero passeggeri di prima classe lasciando loro il posto che spetta di diritto a chi ha pagato di più, andrebbe più che bene, direi.

CONTROLLORE Ah ecco, quindi facciamo che ognuno fa come gli pare e non conta più la differenza tra prima e seconda classe. Questa è una sua idea, però!

PASSEGGERO Ma non sto facendo un discorso politico sull’abolizione delle classi e l’uguaglianza. Il mio è un ragionamento puramente logico e pragmatico. Ecco, vede? Ora che io mi sono alzato, non è che al mio posto si è seduto un passeggero con un biglietto di prima classe, visto che non ce ne sono ed il vagone è completamente sgombro: è rimasto vuoto. Dunque, vuoto per vuoto, non è meglio che ci si sieda qualcuno?

CONTROLLORE No!

PASSEGGERO Ma scusi, i sedili sono fatti per le persone. Così stiamo facendo fare un viaggetto a delle poltrone vuote! Che senso ha?! Guardi, il vagone è vuoto, ci sono solo quattro o cinque persone per una cinquantina di posti!

CONTROLLORE C’è una regola e va rispettata.

PASSEGGERO Ma la regola deve essere tale in quanto giusta, non è che è giusta in quanto regola. Poi esistono anche il buonsenso, l’applicazione e l’interpretazione volta per volta.

CONTROLLORE La legge è la legge.

PASSEGGERO Ho appena capito che la legge serve a dare un motivo di vita a chi non ne ha di migliori.

CONTROLLORE Lei ha un motivo di vita?

PASSEGGERO Migliore di questo.

CONTROLLORE Arrivederci.

PASSEGGERO Arrivederci.

27 Risposte to “Logica vs. Legge – Lotta di classe in treno”

  1. Sciuscia said

    [eh]

  2. Rita said

    I tuoi post mi provocano sempre un certo turbamento: mi strappano una risata ma al contempo mi mettono anche tristezza. E’ la constatazione di una certa umanità in sé che mi amareggia. Il controllore è una persona triste. Una persona che preoccupandosi di far rispettare la legge alla lettera – anche in un caso così palesemente ridicolo – (vorrei vedere poi quanto egli stesso rispetti sempre la legge) probabilmente si illude di apportare un contributo rilevante nella società. Ovvio che invece sarebbe molto più socialmente utile far sedere chi è in piedi.

    E poi tutto il dialogo, specialmente la parte in cui il passeggero cerca di opporre la ragionevolezza ed il buon senso ad un’idea astratta di legge, mi ricorda tantissimo “I miserabili” di Victor Hugo, ed in generale le sue ragionevolissime e sensatissime tesi a sostegno di tutti gli sfruttati e i meno fortunati del mondo contro l’assurdità e l’ottusità del Potere e dell’aristocrazia. Il controllore mi ricorda l’ispettore di polizia Javert.

    • D’altronde “I miserabili” hanno rappresentato un passaggio fondamentale nella mia formazione. Chi l’avrebbe mai detto che mi sarebbe tornati utili per discutere con un controllore?
      Il treno è una metafora della vita politico-sociale: seconda classe sovraffollata e prima classe vuota, mentre distribuendo in maniera omogenea i posti ci sarebbe il giusto spazio per ognuno.

      • Rita said

        “Il treno è una metafora della vita politico-sociale: seconda classe sovraffollata e prima classe vuota, mentre distribuendo in maniera omogenea i posti ci sarebbe il giusto spazio per ognuno”.

        Verissimo. E’ un’osservazione acutissima. Te la rubo, eh. :-)

      • Rita said

        P.S.: (oggi è la giornata dei P.S.)

        “D’altronde “I miserabili” hanno rappresentato un passaggio fondamentale nella mia formazione. Chi l’avrebbe mai detto che mi sarebbe tornati utili per discutere con un controllore?”

        Tutto torna, di quello che si è imparato. Anche a distanza di tempo, anche quando pensavi di averlo dimenticato, anche quello che immaginavi non ti sarebbe mai servito (non è una piccola perla di saggezza, è pura constatazione).

  3. Rita said

    P.S.:
    io avrei detto così al controllore: “questo posto vale come risarcimento per tutte le volte che il treno è arrivato in ritardo causandomi notevoli disagi e di cui le ferrovie italiane non mi hanno mai risarcita”. LOL

  4. Paola said

    E nel frattempo sono passati i 20 minuti e il treno è arrivato a Roma Triburtina: obiettivo raggiunto!

  5. Luca said

    Il libro era la rilegatura del tuo blog aggiornata al 12/07/2011? Noo? E allora eri già spacciato.

    Ahahahah, la logica.
    Lì l’unica opzione è far sentire importante il controllore in virtù del suo ruolo e spalancargli gli occhioni chiedendogli di farti stare. Intavolare un ragionamento alla pari è la premessa per non ottenere nulla.

    Logica vs. legge aka assimilarsi nella propria stanzetta ai filosofi classici che si leggono vs. prendere calci nelle palle perché è meglio che impariate subito

    (come se i commenti di tre vegani e un vegetariano facessero testo… l’unico che va sempre sul sicuro è il markettaro)

  6. aggiungo il commento di un vegetariano che il 27 aprile (compleanno di Vito!) ha mangiato un’orata e due triglie morte suicide per problemi sentimentali:
    Il controllore in genere passa una volta, quindi tu ti metti in seconda quando ciò avviene e poi torni in prima. No, che c’entra, tu lo cerchi con lo sguardo e l’attiri quasi da te, perché pensi “Ora intavolo una discussione con questo povero disgraziato e poi la pubblico, così se c’è qualche commentatrice interessata ai calvi di spirito ci guadagno una fellatio”.

    • Tu sì che mi conosci bene, Vincè :-D
      Ma mi sa che la fellatio la guadagna più facilmente uno che la prima classe può permettersela.

      • Rita said

        “Ma mi sa che la fellatio la guadagna più facilmente uno che la prima classe può permettersela.”

        Più che “guadagnarsela” (nel senso di ottenerla gratis) è più facile che possa “pagarsela”… ma questo è tutto un altro tipo di discorso che ha più a che fare con l’ottenimento di certi favori in cambio di altri e che con il sesso (il dispensarsi reciprocamente piacere) c’entra poco o nulla ;-)
        E’ una questione di squallido Potere ed opportunismo.

      • Volpina said

        I controllori sono spesso dei rotti in culo, ma ho visto che un sacco di volte chiudono un occhio per le belle ragazze, mentre per i poveri Cristi (Stu) ci vanno pesanti…

  7. Mi ha fatto quasi piangere.

  8. sempre con affetto anche le boutades

  9. Serena said

    Che pezza.

  10. Volpina said

    Perchè, qual è la differenza tra la prima e la seconda classe?

    Fanno schifo entrambe.

    Comunque, stima paurosa.

  11. Masque said

    Questo m’era sfuggito fino a poco fa… quando m’ero chiesto che cose ci potesse essere nella categoria “Tu’ Zio” (e tutt’ora non l’ho capito) :)
    Gran bel dialogo. Visto che anch’io prendo quotidianamente il treno per recarmi nel luogo dove mi vengono sottratte quasi metà delle ore disponibili della mia vita, mi capita talvolta di fantasticare dialoghi simili per situazioni simili. Ad esempio in un caso in cui, a teno strapieno (quelli che prendo lo sono sempre), alcune persone, per non accalcarsi nel corridoio davanti alle porte, si erano spostati nello scompartimento per le biciclette in modo da stare più larghi loro, ed anche gli altri sul corridoio, altrimenti schiacciati come sardine in scatola. Ovviamente, capitò un provvidenziale tutore della legge che li obbligò a tornare nella calca, recando quindi disagio a tutti.
    O che dire degli avvisi che hanno applicato recentemente, in cui si informa che i controllori vanno considerati a tutti gli effetti come fossero degli agenti di polizia?
    Oppure l’obbligo (almeno nella mia regione), per chi ha l’abbonamento, di passare una tessera elettronica su un lettore, in modo che venga registrato il luogo, l’ora e la frequenza di utilizzo. Se, nonostante l’abbonamento pagato che, in teoria, dovrebbe significare che hai pagato in anticipo l’utilizzo del treno per quella tratta per tutta la durata dell’abbonamento a qualsiasi ora e con qualsiasi frequenza, un controllore trovasse che la tessera non è stata passata, ti potrebbe multare. Ma la tessera serve solo perché loro abbiano una statistica, non ha nulla a che fare con il permesso di salire sul treno, visto che quello dovrebbe essere già garantito dall’abbonamento pagato in anticipo. Ovviamente, non la passo mai, perché il quando ed il dove decido di prendere il treno, sono tutti cavoli miei, perché son pigro e non ho voglia di aprire la giacca per prendere la tessera ed anche perché so di avere ottime possibilità di farla franca, visto che ai controllori, a più di due anni dall’introduzione di questa novità, non sono stati tutt’ora forniti i lettori per controllare le tessere.
    Sì, il treno si presta molto bene a rappresentare su scala ridotta la situazione sociale e politica.

    • E, qualora non fosse chiaro, questo dialogo è tutto vero. Non mi sono inventato nulla. È realmente avvenuto tra me e un controllore tempo fa.
      Le Ferrovie dello Stato sono il mio nemico giurato. Specie ora che sono diventate trasporto d’élite, le Frecce e Italo hanno soppiantato gli Intercity economici e i regionali per i pendolari sono peggio dei vagoni di terza classe di inizio ‘900.
      Sono uno strumento di controllo sociale e la cosa della tessera che mi hai raccontato lo dimostra.
      Ah, e in Tu’ Zio ci metto tutto ciò che ha a che fare con la mediocrità, il modo di pensare tradizionale della gente comune, i valori miseri della classe media, di cui la figura dello Zio è emblema, quegli zii perbene, innocui, che tutti abbiamo e che incontriamo nei pranzi in famiglia, le “brave persone” portatrici però di un sistema di idee e opinioni sottilmente nauseante.

      • Masque said

        Non dubitavo che fosse vero. ;)
        Sono io, ad essere di carattere per lo più introverso, per cui mi si deve provocare abbastanza prima che mi metta a polemizzare con uno sconosciuto.
        Confermo la condizione dei regionali per pendolari. Spesso mancano di manutenzione (in alcune occasioni, a causa di un guasto a più porte, TUTTE le persone che dovevano salire sul treno, sono dovute entrare da un unica entrata. immagina il caos e la calca), talvolta arrivano con un vagone in meno, costringendo la gente a stare schiacciata… ed in cosa Trenitalia ha speso, invece? Treni di lusso e monitor giganteschi che mostrano pubblicità in loop. Addirittura, appena installati, avevano un volume che superava quello degli annunci… tanto per far pensare a quali fossero le priorità dell’azienda.
        Avevo pensato di procurarmi un telecomando universale e, un giorno, mettermi lì per trovare la frequenza giusta, ed una volta trovata, spegnerglieli tutti. Poi, m’era passato di mente fino ad ora.

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