Beati i poveri, perché moriranno prima

Le ragazze che raccolgono la merda del cane

Posted by sdrammaturgo su 23 maggio 2011

Le ragazze che raccolgono
la merda del cane
sono d’una grazia inaspettata.
La loro bellezza è una sorpresa,
un regalo del piano regolatore,
un’epifania tra i cassonetti.

Non sono principesse, per fortuna,
perché l’aristocratico belletto
e i pizzi pregiati e gli ori preziosi
son rozzi, son volgari e senza garbo,
imago non di stil ma di protervia,

giacché il Poter giammai è elegante;

ma per portare a spasso l’animale
– gradito certo più d’ogni altro uomo –
rimangono così, come lì in casa,
magari un po’ assestandosi i capelli,
perché non si sa mai: può comparire
quel figo del vicino, messo bene.
E allora a far cacare il cucciolotto
è meglio andarci almeno un poco a modo.
Oppure son in abito da sera,
ma, prima di sortir, natura clamat
e un cane non aspetta il fio mondano.

Le ragazze che raccolgono
la merda del cane
si chinano quando il cane ha fatto;

un po’ nella maglietta il seno dondola,
il jeans incontinente dona abbagli,
miraggi sul bitum dei marciapiedi,
che quasi centra il palo con lo scooter
colui che il torcicollo a mirar sfida.
E intanto il cane abbaia e vien sgridato
con ferma dolcezza, dolce fermezza.

La busta di plastica, il guanto alla buona
sono meglio di uno scettro o di un ventaglio.

E quanta leggiadria nel civil gesto!

Plebeo, solerte, tenero, schietto,
voluttuoso!

Non pesta il passante dispiaceri
e in luogo dello stronzo riposa
tenue scalpiccio d’asfalto lustro,
lascito gentile e rimembroso
d’un’autentica pleiade urbana.

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47 Risposte to “Le ragazze che raccolgono la merda del cane”

  1. Rita said

    Mi ci riconosco tanto nel soggetto di questa poesia ;-)

  2. Stiamo messi male.

    • Rita said

      Parafrasi: pulire la merda del cane è un gesto di civiltà e di rispetto verso il prossimo, quindi rivelatorio di grazia e gentilezza d’animo.
      In più – conseguente all’atto del chinarsi a terra – è implicito un involontario gioco di seduzione, anche denominato “vedo-non vedo”.

      :-D

    • Quello sempre!

  3. Rita said

    E poi (scusa, ma le idee mi vengono a rate), in questo toccarsi degli estremi (argomenti scatologici e osservazioni sulla grazia e leggiadria delle fanciulle), risiede il vero nocciolo poetico.

    Le tue poesie dovrebbero essero studiate nei licei. Dico sul serio (non ti sto prendendo in giro). E proprio perché sono paradigmatiche del procedimento poetico.

    • Eeeh! Diamine, grazie!
      A onor del vero, però, questa qui, formalmente parlando, è bruttina. “La donna che piscia” era stilisticamente migliore. Ma il registro seriocomico mi permette talvolta di non dover curare troppo la perfezione dei versi, come in questo caso, in cui mi premeva di più il gioco dei contrasti che la scorrevolezza.

  4. Prestuplenie said

    le ragazze che raccolgono la merda del cane bestemmiano molto.

    • Rita said

      Bestemmiano di più quelle che – a causa della maleducazione di tanti – le calpestano :-D

      (è che proprio ieri sera, mentre passeggiavo con il mio amichetto peloso Marty, mi è capitata di calpestarne una… ah, se avessi avuto a portata di mano la persona che non ha provveduto a pulire… ).

    • Ho sempre avuto un debole per le donne che bestemmiano e ruttano.

      • Prestuplenie said

        ottimo uomo!

      • Rita said

        Alle bestemmie ci arrivo facilmente, con i rutti invece non mi è mai riuscito di esprimermi; ma non perché “non sta bene” (mi viene in mente la famosa frase di Apocalypse Now: “addestriamo dei ragazzi a sganciare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano “cazzo” sugli aerei perché è una parola oscena.”), è proprio perché non mi viene.
        Mi dispiace, avrai un debole per me solo a metà :-(

      • Ma tanto tu sei impegnata :-D

  5. Siamo arrivati al punto che replicano ai miei commenti parlando in realtà con te. Te l’ho detto che siamo messi male.

  6. Pseudonimo said

    Io invece ho elaborato una teoria sulle pose sexy, l’ultima volta che ho viaggiato in aereo. Una ragazza moderatamente fregna s’era messa in posa Tinto Brass per guardare il panorama fuori dal finestrino, giacché stava seduta nel sedile estremo, quello del corridoio.
    Questo mi ha fatto pensare che non è tanto la posa ad essere ontologicamente oscena e che la pornografia è solo nelle intenzioni. Se guardo un panorama a pecora non c’è nulla di male, pensa la donna. Se propongo il mio culo mentre ballo in discoteca invece, posso pure sentirmi sporca dentro.
    Questo ovviamente è ciò che succede nella mente di chi compie il gesto, non tanto in chi l’osserva, se è vero che comunque il sottoscritto si è arrapato.

    • Rita said

      Scusa Pseudonimo, come fai a sapere che non stesse tentando disperatamente di attirare l’attenzione di qualche bell’assistente di volo o di qualche passeggero (magari la tua)? :-D

      • L said

        Ecco, parliamone.

        2008, ritorno da Parigi, mi siedo. Una giovane hostess mi si avvicina, sorride, e mi chiede in francese se parlo francese.
        Io dico di no. E da rinomato coglione quale sono subito penso che sto rischiando di commettere qualche crimine interstellare, e le chiedo -in inglese- se avessi dovuto mettere via il libro che tenevo chiuso fra le mani -e che già sentivo colposamente aguzzo agli spigoli- in fase di decollo, mentre già lo metto via.
        Lei, stupita (manco l’aveva visto il libro), dice di no come a dire “ma che cazzo vai a pensare” e si allontana. Per sempre. Anche se quel “ma che cazzo vai a pensare” mi sembrò che le fosse rimasto negli occhi.

        Grazie Pseudonimo+Rita per avermi ricordato che non ce la farò mai. Ma proprio ampiamente, eh. Non corro rischi.

    • Le pecore inaspettate sono le migliori.

  7. L said

    prosit

    • Forse non tutti sanno che si dice anche quando si entra in sagrestia.

      • Rita said

        Non lo sapevo infatti. Anche perché mi sa che in tutta la mia vita non ho mai messo piede in una sagrestia (e dubito fortemente che avverrà in futuro).

        Lo dicono anche i Tedeschi quando fanno un brindisi, al posto del nostro “cin cin” (che vuol dire poi “cin cin”? E un’onomatopea per esprimere il tintinnio dei bicchieri che si toccano?). Dilemmi esistenziali!

  8. Rita said

    @ Luca

    Nel dubbio, buttati sempre (non dall’aereo, però) ;-)

    • No no, Lu’, nel dubbio non ti buttare mai: magari ti perdi un’occasione, ma ti eviti anche di fare la figura dell’ennesimo provolone coglione scassovaie. Tanto nel 99,99% delle volte è così.

    • Luca said

      ahahah, siete adorabili

      Ma vabbè, non parlavo di buttarsi o non buttarsi, mi bastava essere normale. Invece che preoccuparsi, come primo ineludibile pensiero.
      ( il libro aguzzo… -.-‘ )

      • Rita said

        @ Luca
        mi domando perché un ragazzo fantastico come te debba preoccuparsi quando una donna gli rivolge la parola, pensando subito che dietro debba esserci chissà quale catastrofica motivazione… :-PPP

        @ Claudio
        ora ho capito perché ti lamenti sempre che non te la danno, è che ci rinunci in partenza :-ppp

      • Luca said

        LOL, da notare il diverso registro di Rita XD

        Perché ho paura che poi mi mangiate la testa. Non è così che funziona?

      • La reputazione mi preme più di quanto mi prema scopare. E scopare mi preme più di quanto prema ad ogni altra persona che io abbia mai conosciuto anche solo di sfuggita.

  9. Rita said

    @ Luca

    Boh, io non ho mai mangiato la testa di nessun uomo (anche perché sono vegetariana) ;-)

  10. Luca said

  11. Rita said

    @ Claudio
    Io mi sono liberata della mia reputazione un sacco di tempo fa. Francamente, è stato un gran sollievo. Quando faccio delle figuracce (di ogni tipo, in ogni settore), lascio che mi scivolino via di dosso, penso che in fondo non è che tutto il mondo starà poi a rimuginare per molto su quello che ho detto, ho fatto, o che sono. Non mi importa più nulla del giudizio altrui.
    E poi perché, passare per uno che ama le donne e ci prova, significa perdere la reputazione? Ricevere un “no”, significa perdere la reputazione?
    A volte faccio fatica a comprenderti perché dai queste risposte così secche, asciutte, perentorie, che alzano una specie di muro… (e mi permetto di dirtelo perché, per quel poco che ho imparato di te leggendo quello che scrivi, mi sembri una persona con la quale ci si possa esprimere con franchezza).
    Se poi volevi fare solo una battuta, bé, ne hai avute pronte di meglio perché non faceva ridere :-D

    • E che avrò detto mai :-D

      • avevi detto una cosa giusta, invece. Anche perché tu non hai parlato di giudizio altri, ma di reputazione. Quella te la guasti pure se fai una figuraccia da solo, perché sai di averla fatta e questo basta.

      • Rita said

        Ma nulla. Non è questo il punto.
        Non hai spiegato però cosa intendi per reputazione.
        Ti ho fatto due precise domande:
        “E poi perché, passare per uno che ama le donne e ci prova, significa perdere la reputazione?”
        “Ricevere un “no”, significa perdere la reputazione?”

        Senti Claudio, mi rendo conto che io a volte sviscero quelle che sono semplici battute in maniera anche pedante; è la mia maniera di fare. Mi piace approfondire, stabilire collegamenti, fare associazioni, svelare la complessità delle cose, anche di una semplice frase. Mi rendo altresì conto che la maggior parte delle persone ti lascia un commento di cazzeggio e via, anche perché non tutti hanno magari il tempo – o l’interesse – di scrivere.
        E’ che sinceramente mi ha colpito questa cosa della reputazione, e vedo che molti uomini hanno questa paura di passare per un provolone ecc. (come hai scritto a Luca), e allora volevo capirne un po’ di più. Semplice curiosità femminile nei confronti del mondo maschile e di quelle che sono le sue paure, paranoie ecc..
        Tutto qui.

        Per POverobucharin

        Anche io ho parlato della reputazione, ti riporto quello che ho scritto:
        “Io mi sono liberata della mia reputazione un sacco di tempo fa. Francamente, è stato un gran sollievo. Quando faccio delle figuracce (di ogni tipo, in ogni settore), lascio che mi scivolino via di dosso, penso che in fondo non è che tutto il mondo starà poi a rimuginare per molto su quello che ho detto, ho fatto, o che sono.”

        E si riferisce anche a quanto da scritto: “quella (cioè la reputazione), te la guasti pure se fai una figuraccia da solo”.

        Poi ho aggiunto anche il mio pensiero sul giudizio altrui; ma non ho parlato ESCLUSIVAMENTE del giudizio altrui.

        Perdonami se puntualizzo, ma mi dispiace scrivere una cosa e vedere che poi la gente legge tutt’altro. Penso dispiaccia a chiunque, o no?

        E poi scusa, che vuol dire “avevi detto una cosa giusta”? Semmai è la sua (ed anche la tua, mi pare di capire) sensiblità che gli fa temere di perdere la reputazione per l’averci provato con una donna. Ad altri – della reputazione – non importa nulla.
        Che c’entra il giusto o non giusto? Mica stiamo parlando di verità assolute, eh ;-)

        Io comunque non volevo mica fargli cambiare idea, o smentirlo.
        Io volevo solo sapere da lui cosa intende per reputazione e perché crede che – provandoci con le donne, ricevendo un diniego ecc. – possa perderla. E’ questo il punto del mio commento.

      • Si perde la reputazione perché, nel momento in cui vai a provarci con una, non sei altro che l’ennesimo che va appunto a provarci con una. Tutta colpa delle gabbie comportamentali. In un modo di relazioni umani rilassate, lo farei tranquillamente. Ma francamente fare la pompa d’ego per permettere a qualcuna di fare la figa con le amiche dicendo: “Uff, sai, ieri sono uscita, s’è avvicinato questo, che palle” non è la mia vocazione :-D

  12. Rita said

    Ma perché hai questa certezza che poi una donna vada a raccontare alle amiche “uffa, sai ieri… “?
    Per quello che ne so io (e sono una donna, per l’appunto) alle donne piace riscuotere un certo consenso :-D
    Il discorso semmai cambia di fronte all’insistenza. Ovvio che se una ti fa capire che no, non gli interessi, allora è meglio lasciare stare, perché in quel caso allora diventeresti motivo di lamentela.
    Si vede che tu approcci solo donne che se la tirano un casino.
    Claudio, non lasciarti condizionare da questi stereotipi dei comportamenti maschili e femminili.
    Non dico che devi sbavare dietro ogni donna che passa (anche perché voglio sperare che tu abbia un minimo di selettività, no? Ci saranno pure donne che non ti tirano affatto), ma nemmeno autocensurarti per il timore di essere preso in giro o di diventare oggetto di discussioni tra amiche.
    Senti, sarò strana io, ma a me fa sempre piacere quando uno ci prova con me (poi vabbè, gli dico che sono impegnata), ma il fatto mi gratifica, mi fa sentire desiderata. Ripeto, quello che dà fastidio è l’insistenza.
    Allora, per dirne una, l’altro giorno, mentre camminavo per strada, mi ferma un ragazzo e mi chiede se può conoscermi, non era un soggetto, era una persona distinta, fine, gentile ma in maniera estremamente semplice e diretta (non un fighetto per capirci, uno semplice), anche carino se è per questo, ci siamo presentati, poi gli ho detto che appunto non ero libera, lui se ne è andato, ma a me ha fatto piacere, non è che poi sono andata a raccontarlo alle amiche con fare scocciato. E ti dirò, se fossi stata single, se non fossi già innamorata, magari gli avrei dato un appuntamento. Che c’è di strano? E’la cosa più naturale del mondo conoscersi, corteggiarsi, amarsi… Perché parlare di figuracce, reputazione?
    Boh, sarò strana io, eh. Può essere.
    Per dire, a me ha sempre colpito la naturalezza del porsi, l’essere diretti, il presentarsi di un uomo di fronte ad una donna senza sotterfugi, il dire “ciao, ti trovo carina, qualcosa mi ha colpito di te, vorrei conoscerti”. Non vedo perché una donna debba prendere in giro uno che si presenta così. Al massimo dice no, non mi interessa, oppure “sono impegnata”, ma se non è una scema col botto stai sicuro che non ti prenderà in giro andando a raccontare alle amiche che… ecc. ecc..
    Vi fate troppe paranoie, esattamente come ce le facciamo anche noi donne.

    • Ho specificato che non mi piace fare nemmeno la “pompa d’ego”. Ovvero non ho alcuna voglia di espormi per gratificare una donna e farle riscuotere consenso. Se mi espongo è unicamente allo scopo di riuscire. E siccome perlopiù non si riesce (ché di impegnate è fin troppo pieno il mondo :-D), preferisco non espormi proprio e non dare questa soddisfazione ad una figa, che tanto di successo ne ha tanto, quindi non ha bisogno di me per fare numero.

  13. Luca said

    Vabbè Claudio…

    Uno conto è che se quando cammini per strada la gente ride e dice: “Ahahah, sta arrivando Claudio, quello a cui non la dà mai nessuna”. Anche perché il successo/fallimento con le donne si autoalimenta.

    Un conto è che solo tu incassi il rifiuto e pensi che hai gratificato il suo ego. Cioè, così è infantile, chissene…

    Peraltro credo gratifichi più poter dire un sì a un partner con cui ti trovi bene, che elargire no a chi ritieni non al tuo livello. Perché chi gode del rifiuto tutto in pace con sé stessa/o non è.

    Ma non preoccuparti. Ho un piano. Basta dare il potere alle donne. Dopo sarà il pelo di fava a tirar più del carro di buoi. Cioè, buoesse. Mucche. Insomma, leasingiamo alla femmina. Binna Ladena che toglie il saluto alle signore d’Occidente. Superb.

    Siamo confusi. Per fortuna tra un paio d’ore si mangia.

    • Rita said

      Ma davvero io non ho mai conosciuto poi, nella realtà vera, una donna che si sia lamentata del fatto che uno ci abbia provato con lei. Ripeto, quello che dà fastidio è l’insistenza. E forse anche il far capire che ci stai provando con una non perché ti piaccia veramente lei, ma perché vuoi solo trovare un buco qualsiasi dove metterlo.
      Allora in quel senso, uno che lascia intendere che ci prova con tutte (basta che respirino, come si suol dire), può dare fastidio. Perché la donna non si sente apprezzata per quello che è lei, nelle sue caratteristiche fisiche prima (ché tanto sono quelle che attraggono prima di tutto inutile fingere), e anche in quelle caratteriali poi. O in tutte e due insieme.
      Una volta, parecchi anni fa, uno ci provò nella stessa serata, prima con me, poi con una mia amica (fisicamente proprio all’apposto di me, e anche caratterialmente): allora non gli interessavo davvero io. Ecco, questo può dar fastidio. Insomma, credo che il rispetto della sensibilità di una persona sia importante. Far capire che consideri una donna come una persona, non come una bambola gonfiabile.

      Il potere le donne lo hanno sempre avuto (almeno potenzialmente), e per questo per secoli siamo state sottomesse, discriminate, abusate, schiavizzate e tutto quello di peggio che esiste (in alcuni paesi, in casi singoli, avviene ancora). Proprio perché gli uomini ci hanno sempre temuto. Pensaci bene: se ci avessero ritenuto davvero inferiori, cretine ecc., non si sarebbero presi tutta questa briga di impedirci di avere accesso ai loro privilegi, al loro mondo.
      Inoltre (come accade per gli animali) si sono sempre approfittati della nostra inferiorità fisica. Ovvio che una donna – a meno che non sia campionessa mondiale di pugilato – di fronte alla forza e alla violenza fisica dell’uomo, non può che stare zitta. Ne ha paura.
      E poi i costumi sociali e culturali, nei confronti delle donne, hanno portato avanti (ma ancora oggi, sai!) questa enorme contraddizione: se una donna ci sta è troia. Questo ci ha impedito per secoli di liberarci sessualmente, di vivere tutto in maniera semplice e diretta. E non credere che oggi sia diverso.
      Bisogna essere davvero evoluti per apprezzare il libertinaggio femminile. Una donna libertina è sempre vista con sospetto.
      Perdonatemi se ho scritto delle banalità, facendo riferimento a discorsi triti e ritriti, ma a volte ciò che è banale (e davvero è banale l’idea che alcuni uomini hanno delle donne) non è detto che non sia vero.
      Cioè, dire una frase come “gli uomini considerano troie le donne libertine” è banale, però allora perché si continua ad andare avanti in questa maniera? Forse non è banale dirlo, ma il fatto che esista davvero un comportamento simile.
      Come al solito, me la suono e me la canto :-)

  14. Rita said

    “preferisco non espormi proprio e non dare questa soddisfazione ad una figa, che tanto di successo ne ha tanto, quindi non ha bisogno di me per fare numero.”

    Perché vedi tutto in termini così conflittuali? (… non dare soddisfazione… ).
    Mi sa che sei tu che la tiri un casino :-D

    Un’ultima considerazione poi chiudo: io vedo tante donne sole (interessanti e belle), che si lamentano proprio del fatto che oggi gli uomini non si espongono, che se la tirano, che sono insicuri, che hanno paura di perdere la faccia (!), che forse – più che alla ricerca di una donna – restano alla perenne ricerca della gratificazione del proprio ego. Non sto parlando di te ovviamente. Dico in generale. E mi chiedo che senso ha allora, questo non cercarsi più.
    Buona giornata :-)

  15. Riscursa ri café….

  16. SAGFSF said

    “La reputazione mi preme più di quanto mi prema scopare. E scopare mi preme più di quanto prema ad ogni altra persona che io abbia mai conosciuto anche solo di sfuggita.”

    DA CONSEGNARE AI POSTERI !

  17. Francesco said

    Bellissima, davvero complimenti…

    • Grazie, sono davvero contento quando i miei divertissement più spensierati riscuotono inaspettati consensi.
      Peraltro ho notato che oggi mi sono arrivate molte visite a questo post provenienti da un profilo Facebook. Tu per caso hai trovato il link lì? Se sì, chi lo ha condiviso? Sono curioso di sapere chi mi apprezza e diffonde i miei scritti.

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