Beati i poveri, perché moriranno prima

Da quando mi hai lasciato

Posted by sdrammaturgo su 3 giugno 2011

Versi struggenti per gli innamorati urbani

*

Da quando mi hai lasciato
non ho più trovato la verza ripiena
dal kebabbaro,
quella con il riso,
che costa pure poco.
Da quando mi hai lasciato
gli adeguamenti Istat
sono stati più salati del previsto.
Da quando mi hai lasciato
la situazione motoristica è precipitata:
il Free mi ha abbandonato,
ho comprato un Sym
ed ignoti me l’han fatto cadere
dopo due settimane.
Da quando mi hai lasciato
tutto ciò che cerco nella vita
son fellatio per dimenticare,
poiché bere fa ingrassare
e l’addome merita rispetto.
Dunque l’alcool no
perché fa venire la panza
e l’alito cattivo;
la droga no
perché non finanzio multinazionali;
il bricolage no
perché ho una dignità.
Da quando mi hai lasciato
la prosa è faticosa;
invece con la poesia
ogni tanto vai a capo
e ti riposi.
Da quando mi hai lasciato
Roma puzza di più,
i barboni pisciano con maggiore ostinazione,
i cani cacano
che sembran quasi nutriti a prugne.
O forse puzza uguale,
ma senza un buon collo da sniffare
il ciccion sudato che sale in autobus
con la Peroni da sessantasei
è più difficile da neutralizzare.
Da quando mi hai lasciato
mi servo delle anafore senza pudore
perché dispensano dall’eccessivo escogitare
e danno ritmo risolvendo grattacapi.
Da quando mi hai lasciato
l’amore tra Shakira e Piqué
è la cosa più bella che mi sia capitata.
L’altra è il mondiale vinto dalla Spagna.
Ci giocava Piqué,
la sigla era di Shakira.
Ma Shakira e Piqué non sapranno mai
di essere così importanti nella mia vita.
E cosa ne sarebbe stato di me
senza Xavi
e senza Iniesta?
Il calcio molce le cure
poiché fa pensar solo a se stesso.
Da quando mi hai lasciato
hanno arrestato pure Beppe Signori.
Da quando mi hai lasciato
il 4-2-3-1 sembra già superato:
tutti vogliono il 4-3-3,
sia nel calcio
che nella vita.
Ma non quello di Zeman,
che prendi ottanta gol a stagione;
no: quello di Guardiola,
ché tutti vogliono essere
belli e vincenti.
E però stan tutti in coda
per via del traffico deviato.
Da quando mi hai lasciato
i lavori alla Tiburtina sono rallentati.
Da quando mi hai lasciato
non è di maggio questa impura aria.
Ah, no, questa è di Pasolini.
Da quando mi hai lasciato
sono diventato un po’ peggiore
e un po’ migliore,
faccio ridere di meno,
ma faccio ridere meglio.
Da quando mi hai lasciato
mi piacciono le minorenni,
lepri metropolitane,
così perverse e rassicuranti
e sode.
Mi piacciono per suggerne la giovinezza,
tanto la mia statura morale
si è adeguata a quella misera del corpo.
Che poi non me la danno neanche loro.
Da quando mi hai lasciato
lo spam è peggiorato,
il fornaio di fiducia
mette la mozzarella nella pizza coi peperoni
e trovo salsicce subdole
sotto lo strato di patate.
Da quando mi hai lasciato
le sorprese non son mai belle,
le notizie tutte cattive,
il tempo così così.
Da quando mi hai lasciato
ho sviluppato un’insana passione
per le commedie romantiche
americane,
quelle in cui alla fine tutti si sposano
e sono felici
poiché si sono adeguati
al modello culturale dominante.
Dacché l’arte è figlia del dolore,
ma se la gode solo chi è felice.
Altrimenti mica hai voglia di guardare
Il settimo sigillo,
perché poi pensi:
“Non solo sono stato lasciato,
ma devo anche morire
e non sono manco bello come Max Von Sydow.
E sono per giunta una pippa a giocare a scacchi”.
Da quando mi hai lasciato
il punto più basso l’ho toccato
guardando Appuntamento con l’amore.
Oppure mi vedo i film d’azione,
dove tutti sparano a tutti
e alla fine vincono i marines
perché sono delle bravissime persone.
Da quando mi hai lasciato
ho rispolverato il vecchio amore
per Jerry Calà,
che sulle donne fa lo stesso effetto
dell’Ittiosi di Arlecchino.
Una donna accetta tutto di te,
ma non ti perdona
Jerry Calà.
Però ha interpretato
due commedie eccellenti:
Sottozero
con Angelo Infanti
e
soprattutto
Un ragazzo e una ragazza
di Marco Risi,
scritto con Furio Scarpelli,
mica cazzi.
E ha fatto anche
Diario di un vizio,
drammatico grottesco
di Marco Ferreri,
d’un’inquietudine sublime.
E pure Colpo di fulmine
sempre di Marco Risi
non è male.
Ma questo non tutti lo sanno
perché son troppo presi
a salvare le apparenze.
E a me preme sì la reputazione,
ma l’apparenza no
perché da quando mi hai lasciato
…ok, basta, se no viene troppo lunga.

 

 

30 Risposte to “Da quando mi hai lasciato”

  1. Rita said

    Colpo di fulmine è un cult (ma solo per veri intenditori di cinema).

    (alle anafore ricorrevano spesso anche Dante e Petrarca, più che il ritmo o strategemma per risolvere grattacapi, a me sembra che servano a riproporre il tema con una certa urgenza. Un modo per dare enfasi a quello che si dice. Funzionano sempre, questo sì.)

    Ti faccio i miei complimenti anche stavolta (non ti ci abituà troppo, eh!).

  2. Luca said

    No vabbè, vuoi forse farmi dire che mi son trovato ad ascoltare Ligabue, Pezzali e Vasco? Evitiamo, ho una reputazione musicale.

    No vabbè, vuoi forse farmi dire che uso il passato prossimo in luogo del presente con quella improbabile indifferenza con cui si dice “la mia amica ha il culo grosso, come può fare per”?

    No vabbè, incolpami di avere la sindrome di The Dreamers, mentre mi scippi gonnelle antispeciste. Io ti scippo le metafore e ne faccio uso scadente, questo sì che ti colpisce il fegato. Ben più dell’alcol coi vermi, ti fassero gli miei congiunti vivi sbaliati.

    No vabbè, guardi e passi. Tutto o niente. Priapo o fallimento. Ignori il bianco che si mangia il nero: yin-yang o anche la freccia della raccolta differenziata. Il concetto è quello. Corri, Forrest-turgo, corri. Ché l’importante non è arrivare primi e tappare la respirazione cellulare dei rivali col proprio seme colloso. Né, di converso, bearsi rinunciatari della propria asfissia cesellando arguzie autoavveranti su uno sconosciuto diario digitale.

    L’importante è l’emozione di correre. Tanto il burrone arriva lo stesso. Per questo correre ha un senso e un brivido.

    • Rita said

      “Ché l’importante non è arrivare primi e tappare la respirazione cellulare dei rivali col proprio seme colloso. Né, di converso, bearsi rinunciatari della propria asfissia cesellando arguzie autoavveranti su uno sconosciuto diario digitale.”

      Quando si ha il dono della sintesi :-)

      A me sarebbero servite come minimo cinque pagine e mezzo.

      (Azz… Claudio, fossi in te ripeterei queste sagge parole come un mantra, fino a farle tue; no, è che non bastava una, mo’ siamo in due a tirarti le orecchie) :-D

  3. Tenente Crimini Morali said

    Questa cosa è ottima

  4. Appena torno risolviamo questa cosa all’antica.

  5. LM said

    Finché non raggiungerai questi abbissi di passione nera e questi apici di asimmetria metrica, mi spiace, ma non avrai una pacca sulla spalla da me!

  6. Tenente Crimini Morali said

    ma senza un buon collo da sniffare
    il ciccion sudato che sale in autobus
    con la Peroni da sessantasei
    è più difficile da neutralizzare.

    Il punto più alto da te raggiunto su questo blog

  7. Luca said

    Claudio,
    i’ vorrei che tu e Rita ed io
    si sgambettasse pel vostro rio
    baldanzosi di tutta gioia
    noi affiliati della soia
    e non per Dreamerse
    ma nemmeno rimorsi
    perché i nostri musi
    non si diranno delusi

  8. http://ilcinemabendato.wordpress.com/2011/06/08/le-vie-del-cinema-da-cannes-a-roma-2011/

    Ti dico solo: DOMENICA 12.

  9. Rita said

    Anche io sono in trepidissima attesa, erano giorni che aspettavo che pubblicassero il programma con gli orari e tutto.
    Andrò sicuramente a quello delle 22,30 perché anche io il giorno sarò fuori (voglio andare a votare per il referendum ed ho la residenza fuori Roma).
    Secondo te bisognerà prendere i biglietti prima? Tipo, se vado a prenderli sabato, pensi che me li daranno oppure si può prenotare solo giorno su giorno? Che poi il Quattro Fontane no ha nemmeno i posti numerati…

    Uffa, a me viene l’ansia, quando ci tengo tanto a fare qualcosa, ho sempre paura che possa esserci qualche impendimento (sono ansiosa di natura, mannaggia a me!).

    • Io cercherò di andare a quello delle 20. Sono terrorizzata anche io riguardo i biglietti. Non so se il giorno prima venderanno quelli della domenica. Cercherò di informarmi e al massimo andrò nel primo pomeriggio di domenica a prenderli per la sera. Anche io ho un’ansia non indifferente per queste cose!

  10. Rita said

    impedimento.
    Vabbè…

  11. Che te sei perso! Bocca mia aiutame a dì: SCEMO!

  12. Pseudonimo said

    Aò, Clà ma chi cazzo frequenti. Che è ‘sta gente interessata alla cultura?Non ti fa buona pubblicità.

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