Beati i poveri, perché moriranno prima

Suggerimento per un pestaggio

Posted by sdrammaturgo su 8 luglio 2011

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Mi dispiace non conoscere l'indirizzo dell'autore: mi è avanzato dell'antrace e buttarlo è un peccato

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Il cavallo è la massima espressione di perfezione raggiunta dalla natura.
E’ il cavallo l’apice dell’evoluzione, non certo l’essere umano, che con il suo sopravvalutato pollice opponibile è riuscito al massimo a scommetterci sopra dei fogli di carta con impressi volti e valori numerici al fine di supplire col fervore ciò che manca all’intelletto.
L’essere umano, nella sua infinita miseria, non si avvicinerà mai alla bellezza, alla potenza, all’eleganza del cavallo.
La Divina Commedia, la Cappella Sistina, il Requiem di Mozart, non valgono messi insieme una pisciata a caso di un puledro qualsiasi.
E’ per invidia che il cavallo è sempre stato l’animale più schiavizzato dall’uomo: usato come mezzo di trasporto, attaccato ad un aratro come traino da lavoro, sfruttato come intrattenimento sportivo, imprigionato, mangiato.
Negare la libertà al cavallo, danneggiarlo, prima ancora che uno scempio per l’Etica, lo è per l’Estetica.
Il primo luglio, in una delle prove del Palio di Siena, un irripetibile esemplare di questo ineguagliabile capolavoro è morto per il diletto di banali, inutili, dannosi esemplari di homo sapiens colpevolmente vivi.
Il Palio di Siena è un test di intelligenza: se ti piace, sei imbecille.
Come dice il fraterno amico Fulvio, “fa sembrare il tifo calcistico una cosa intelligente”.
Lo dimostra l’articolo del mai troppo pestato giornalista, il quale rivoluziona l’etologia attribuendo ai cavalli addirittura il sentimento dell’onore agonistico.
Questo innovativo scienziato ignora che – sempre citando Fulvio – “un cavallo in gara non corre: scappa”. Ma soprattutto trascura un aspetto fondamentale: gli equini non sono così stupidi da avere valori tanto miserabili come l’onore agonistico.
Io auguro a tutti i sostenitori di questa tortura ludica di poter seguire il prossimo Palio di Siena comodamente assisi su una sedia a rotelle, oppure distesi in panciolle su un lettino di terapia intensiva. O, perché no, ancora meglio, l’ideale sarebbe dall’alto dei cieli, tanto è perlopiù tutta gente battezzata e cattolica, quindi quale gioia più grande della “morte per Dio e in Dio”?
Lancio dunque una proposta semplice semplice nell’unico linguaggio che può essere compreso dagli amanti del Palio di tutto il mondo:

Ogni cavallo, dieci senesi.

D’altronde bisogna venire incontro a chi ha fatto una così coraggiosa scelta radicale di imbecillità estrema.

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33 Risposte to “Suggerimento per un pestaggio”

  1. L’Avanti! all’inizio del ‘900 faceva battaglie contro il maltrattamento degli animali, ora ci scrive questo qui che cita gente merdosa come Langone (Langone, quello della recensione delle messe!) e dice che il cavallo era benedetto quindi tutto bene.
    Questa logica della benedizione come rimedio alla morte mi ricorda di quando gli esportatori di civiltà nelle Americhe battezzavano gli indigeni prima di sterminarli, così se ne andavano in paradiso e non potevano lamentarsi.
    Su Siena la cosa più terribile è che questi cavalli sono pompati come neanche alle corse clandestine allo Zen di Palermo, quindi di quale tradizione parliamo?

    • Siena è l’unico caso in cui auspico un terremoto come si deve senza preoccuparmi per la sorte del patrimonio architettonico.

    • Rita said

      Io ho scoperto le deliranti “preghiere” di Langone per caso, e le prime volte mi incazzavo da morire, mi venivano dei veri e propri attacchi di bile (alcune di queste “preghiere” le ho segnalate, tempo addietro, anche a Claudio).
      Poi ho capito che il tipo è, alternativamente: un caso clinico ed un provocatore.

  2. Luca said

    Morto felice in nome di Dio? Un cavallo? o_O

    • Sarà altrettanto bella e dolce la morte con onore di tutti i sostenitori del Palio di Siena.

      • massimo said

        te che auguri la morte alle persone, che persona pensi di essere

      • simona caruccia said

        tu auguri la morte ai senesi, ma spero che la morte prima o poi venga a fare visita a te, encefalitico allo stadio terminale, io ho amici senesi, seguo il palio e ti vado in culo un pezzo così a te e ai tuoi amici pseudo animalisti del cazzo di facciata

    • Rita said

      E del resto Camillo Langone, in una delle sue deliranti “preghiere”, scrisse anche che mangiando il polpo si onora Dio (sic!). Ergo, il polpo, dovrebbe essergli grato per questo.
      E comunque, da una religione che come dogma ha quello del mangiare e bere il corpo ed il sangue di Cristo, cosa vuoi aspettarti? :-D

  3. silvia said

    fai bene a difendere le tue ragioni, ma è vero anche questo:

    http://f052.it/articoli/287/a-difesa-delle-feste-con-animali

    • Ma questo non è vero.
      Per me il discorso è semplice, Si’: tutto ciò che prevede sfruttamento animale, è sbagliato.
      Poi questo genere di tradizionalismo dei progressisti che difendono lo sfruttamento animale con argomentazioni da eroi umanitario-popolari e giustificano il sopruso ammantandolo di chissà quali valori etico-politici falsissimi è quello che mi fa incazzare più di tutti. Preferisco l’onestà senza velleità culturali di chi impicca i gatti per svago.

      • Rita said

        Esattamente d’accordo con te, Claudio.
        Preferisco l’onestà intellettuale di chi dice: “a me della sofferenza degli animali non importa nulla”.

  4. Rita said

    Claudio, hai cinque minuti di tempo da dedicare alla lettura di questo articolo (con altri due brevi link che troverai al suo interno, il tutto non ti porterà via più di cinque – minuti – cinque), tanto per gettare un po’ di benzina sul fuoco della discussione? Prima però ti suggerisco l’assunzione di un prodotto antiemetico :-D

    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-coscienza-degli-animaliincoscienza-umana-2374.htm

    • Letti. Il passo migliore è quando il tizio dice praticamente: “Gli animali? E allora gli aborti???”. Che è un po’ come parlare dell’affitto troppo caro e sentirsi rispondere: “Ok l’affitto, ma il mio motorino, allora, che me l’hanno rigato?”.

      • Rita said

        Già. Inoltre a me ha fatto inorridire la frase che un embrione dovrebbe essere considerato più importante di un animale.
        Ed anche la maniera disonesta di parlare dell’aborto perché se è vero che un feto già formato (a cinque, sei mesi) è già un bambino e quindi soffre quando lo si estirpa dall’utero, di certo non si può dire lo stesso dell’embrione, che non è ancora una vita, ma solo un ovulo fecondato. E comunque… cosa c’entrava?
        Sai, è come quelli che dicono: “ma allora le piante? Anche loro soffrono”, che è una maniera altrettanto disonesta di sviare l’argomento tentando di far cadere noi antispecisti in contraddizione (inutilmente, peraltro, visto che le piante non hanno un sistema nervoso come quello degli animali). E non credo che a queste persone stiano davvero a cuore le piante, è solo che pur di giustificare il loro mangiare gli animali si inventano qualsiasi fesseria.
        E comunque, seguendo il ragionamento del filosofo cattolico, allora dovremmo preoccuparci anche della sofferenza degli spermatozoi, il che, sinceramente, mi fa sorridere :-DDD

        Hai notato poi come ogni giustificazione che danno i carnivori sia sempre lontana dal vero nocciolo della questione, che è quella della sofferenza degli animali?

      • Luca said

        allorismo = pupù http://it.wiktionary.org/wiki/allorismo

        Rita, poco da scherzare. Ci sono spermatozoi ergastolani, vero Clà? lol

      • Sei un vero chicchista=specialista nello scovare e dispensare chicche.

  5. Blossom said

    Nel tentativo di difendere il proprio onore??????????? Il cavallo!!!!!!
    Quando si dice la crudeltà degli stupidi, e la stupidità nel giustificare la loro crudeltà.

  6. simona caruccia said

    a me piace il palio, lo seguo da sempre, se non vi piace vi tappate l’occhi e non lo guardate, deficienti

    • Volpina said

      Perchè allora non ti fai maltrattare come i cavalli e non vai anche tu a fare le corse obbligatorie e a sopportare un po’ di quel che subiscono loro?
      Saremo pure deficienti ma tu non brilli di particolare intelligenza con questi commenti.

  7. AVVISO IMPORTANTE AI LETTORI

    Siccome l’autore dell’ignobile articolo, essendo un uomo che non vale niente, è venuto a fare il gradasso con i soldi di papà minacciando azioni legali (è un ragazzino del ’91), ne ho rimosso il nome, risparmiandomi seccature e futuri contatti con un genere di individuo che nella vita ho sempre cercato di evitare, tanta pena e tanto schifo mi suscita. In fin dei conti, essendo una nullità sia umanamente che professionalmente, non è il suo nome che conta, bensì solo le sue parole: parole indicative di una ributtante categoria di persone, parole di vigliacco a cui preme l’onore dei cavalli ma non il proprio, visto che si mette a frignare e a rifugiarsi tra la gonnella di un avvocato non sapendo affrontare neppure un attacco verbale per iscritto, con tutto che egli gode di un bacino d’utenza ben più vasto del mio, dal momento che collabora con alcuni dei principali quotidiani d’Italia. Un cuor di leone, non c’è che dire. Al massimo può scrivere di giardinaggio.
    In fondo, di essere nominato, non lo merita neppure.
    Non appena avrò dei soldi da parte con i quali affrontare un’eventuale causa in tribunale (soldi che ora non ho), mi toglierò lo sfizio di aggiungerlo nuovamente, cosicché la sua viltà possa avere un’identità nota a tutti.

  8. […] senesi”, in un post candidamente intitolato “Suggerimento per un pestaggio” (qui: https://sdrammaturgo.wordpress.com/2011/07/08/suggerimento-per-un-pestaggio/). Ogni cavallo, dieci […]

  9. Volpina said

    Che amore di post! Sono completamente d’accordo con il titolo. Giù le mani dal palio, mettiamole addosso a chi lo porta avanti…

  10. umberto said

    Io sono certo che i cavalli se potessero parlare e decidere vorrebbero nascere a siena e diventare cavalli del palio per questi semplici motivi:
    Pensate ai vari destini a cui potrebbe andare un cavallo in Italia vi faccio un elenco:
    -1)non nascere a Siena ed essere destinato al macello, i cavalli allevati per essere mangiati vengono macellati a circa 2 anni di vita, sono migliaia all’anno solo in Italia.
    2)non nascere a Siena e essere destinato alle corse regolari, al primo infortunio, molto probabile in quanto effettuerà diverse decine di gare ogni anno, verrà macellato anche lui.
    -3)non nascere a Siena ed essere destinato a lavorare magari tirare una carrozza od altro, al primo infortunio o invecchiando verrà macellato.
    4)invece nascere a Siena e far parte dei 130 cavalli del palio significa: fare una vita da nababbo servito e riverito meglio di un figlio di papà, poche probabilità di correre al palio in quanto corrono 10 cavalli 2 volte all’anno. In caso di infortunio avere la garanzia di essere curato in una speciale clinica e tenuto in vita fino ala morte naturale in un apposito bellissimo pensionario. Avere la certezza di non essere macellato in quanto a Siena il cavallo è sacro e quindi non esistono macellerie di carne equina.
    Io penso che i cavalli del palio direbbero a chi è contrario al palio: “ma perchè non vi fate gli affari vostri?”

    • 5) Non nascere a Siena e stare per i cazzi propri senza qualcuno che ti rompe i coglioni con il mattatoio, le corse regolari, le carrozze, il Palio.

      • Volpina said

        Sono d’accordo con Sdrammaturgo, penso che un cavallo preferisca starsene all’aria aperta, o perchè no, con un umano che gli voglia bene e che non lo sfrutti.
        Tutto il resto è solo violenza.
        Penso che se tu fossi un cavallo vorresti nascere dove nessun umano ha mai messo piede. L’umano si che è una piaga spesso.

        Poi non ho mai capito perchè bisogni sopprimere un cavallo con la zampina rotta… scusate l’ignoranza, ma non si può fare proprio niente niente niente? Io me lo terrei ugualmente se ce l’avessi…:(

  11. tomas pocci said

    la polizia postale gradirà molto questa cosa! bravo

  12. Siena di tre cose è piena: torri, fontane, e figli di …

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