Beati i poveri, perché moriranno prima

Mio nonno voleva la gippetta

Posted by sdrammaturgo su 25 agosto 2011

Mio nonno voleva la gippetta. Sognava una Suzuki, di cui decantava le mirabolanti prestazioni in ogni tipo di strada e condizione atmosferica. Per uno ossessionato dalla pioggia come lui, tormento residuo di un’alluvione vissuta in prima persona, l’idea di poter guidare sott’acqua doveva suonare come la realizzazione di una vita.
“Si campo, me fo la Zuzzùchi”. Poiché alla coscienza dell’imprevedibilità del destino è bene opporre l’utopia della sicurezza assoluta.
Per tutta la vita ha sognato una gippetta, ma mia nonna, grande amor pragmatico, ha sempre ostacolato le sue fantasticherie.
“Ma che ce fai co’ la gippetta, ché tanto non vai mai da nessuna parte!?!”.
Per forza: non aveva la gippetta!

Quando entro nella stanza, saluta con il gesto degli arbitri di pugilato quando sanciscono il k.o. e si toglie il respiratore come se sputasse il paradenti.
La suora la sa lunga e propone: “Lo vedo male, faccio venire il prete con l’olio santo?”.
E mi chiedo se sia d’oliva o di semi e, nel caso sia d’oliva, se di un frantoio casereccio o qualche zozzeria industriale. Oppure è un olio apposito, e mi domando come sia possibile che nessuno si chieda mai che olio sia questo famigerato olio che con una spalmata ti fa guadagnare il paradiso, facendo di te una bruschetta di Dio.
Entra un prete con un riporto architettonico progettato da Le Corbusier.
Per insegnarti ad accettare la morte viene incaricato uno che non ha ancora imparato ad accettare la calvizie.
“Di che frazione siete? Lì c’è una Madonna specifica?”.
La Madonna In Generale è sempre più outsider.
“Per questa Santa Unzione – suor Gregoria mi tenga la boccetta – e la Sua piissima misericordia – attenzione che mi sta cadendo – ti aiuti il Signore con la Grazia dello Spirito Santo e, liberandoti dai peccati, ti salvi e, nella Sua bontà, ti sollevi.
Ricevi questo sacramento che ti dà tanto senza chiedere nulla in cambio”.
La morte è gratis.

“Per qualsiasi cosa c’è suor Gregoria, lei è un monumento qui, pensa a tutto lei”.
“Eh sì, ormai mi mandano a tappare tutti i buchi, mi chiamano dovunque, devo fare tutto io”.
Ah, l’eroismo narcisistico della filantropia, la vocazione al martirio come utile appagamento del sé.
Ciascuno cerca la propria dimensione. Mi chiedo solo per quale motivo scegliere un’identità che richiede un abbigliamento ridicolo.

Con la mano dice “smamma” al prete e forse non pensa né alla moglie, né al figlio, né ai nipoti, ma magari a Bud Spencer, pronunciato Buda Spènse, sempiterno unico idolo, le cui scazzottate nei film credeva del tutto vere e sulla reale forza del quale giammai ha nutrito dubbi.
Terence Hill era comunque una valida spalla.

Non si può dire “che la terra ti sia lieve” a chi ha lavorato in campagna, perché lo sa che la terra pesa un casino. E prendere per il culo un agonizzante sarebbe troppo perfino per un esercente romano. Poi penso che qualche minuto prima qualcuno gli ha promesso resurrezione, vita eterna e buono sconto per tutti i peccati, e sono costretto a rivedere le mie posizioni.

Rantolando anela la fine e penso: “Forse non tutti sanno che costui cucinò per i ciclisti del Giro d’Italia un sugo così buono che Bartali in persona volle che fino al termine della competizione gli spaghetti per lui fossero preparati solo dal quel cuoco”.
Sono i piccoli eventi curiosi che salvano la nostra esistenza dalla banalità.
Col respiro affannato come neanche Bartali sulla cima Coppi, si sbarazza della vecchiaia, fregando il progresso scientifico che la prolunga.
Si chiude così la straordinaria vita ordinaria di chi non ha mai avuto una jeep.
C’è chi muore perché non ha più voglia. Ed io capisco che le persone davvero importanti sono quelle che ti trasmettono il senso dell’umorismo. A tutte le altre non resta che la retorica.

9 Risposte to “Mio nonno voleva la gippetta”

  1. Sciuscia said

    Ah, anche tu avevi un nonno che chiamava “Jeep” qualunque fuoristrada.

  2. Rita said

    Oggi stavo sfogliando un libro sulle piramidi d’Egitto e pensavo a quanto grande e terribile è stata da sempre la paura della morte nell’umanità.
    E invece è un evento naturalissimo. Probabilmente questo tuo nonno, conoscendo bene la terra, in cui nulla si distrugge davvero perché rientra subito in circolo, lo sapeva meglio di altri.

    Comunque sia, sincere condoglianze. Senza retorica.

    • “Condoglianze”?! Sei proprio anziana! :-D

      • Rita said

        Me lo disse anche mia cugina tempo fa quando mi sentì dire: “devo RISCUOTERE lo stipendio” :-d

        (la verità è che ho letto e continuo a leggere troppi romanzi ottocenteschi in vecchie edizioni) :-D

      • Volpina said

        A dire il vero è proprio questo tuo vocabolario così esteso e meraviglioso che ti rende affascinante e imperdibile in ogni post :)

  3. Cerex said

    Stasera ho fatto un bella scoperta, questo blog.
    Complimentoni.

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