Beati i poveri, perché moriranno prima

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Una storia italiana

Posted by sdrammaturgo su 31 dicembre 2011

Fino a ieri mattina lavoravo in un’agenzia di informazione che si occupa di redazione di rassegne stampa. Ci lavoravo da due anni e tre mesi. Da ieri pomeriggio sono disoccupato. Il mio contratto a progetto – rinnovato talvolta ogni sei mesi, talvolta ogni tre e financo di mese in mese – scadeva oggi, il 31 dicembre 2011. Mi hanno comunicato il 30 che il 2 gennaio 2012 non sarei dovuto andare a lavoro.
Era da un po’ che stavano riducendo il personale. A svolgere la mia mansione – inserimento nell’archivio delle notizie selezionate – eravamo in due, io ed una collega, ed uno dei due – era nell’aria – lo avrebbero mandato via.
Ieri mattina il responsabile del personale della sede mi convoca nel suo ufficio e mi dice: “Sai bene che sia tu che la tua collega avete il contratto in scadenza. Ora: tu sei più bravo, più veloce, lavori di più e meglio di lei; tu hai la fiducia di tutti, lei no; tu sei benvoluto da tutti, lei tutt’altro; tu sei una persona intelligente, lei una pazza psicopatica insopportabile; lei ha cinquant’anni ed è già sistemata, tu ventotto ed hai ancora tutta una vita da costruire; lei ha la casa di proprietà, tu stai in affitto; lei ha anche un altro lavoro, tu solo questo, quindi se rinnoviamo il contratto a lei invece che a te, ci sarà una persona con due lavori ed un’altra con zero; ma lei è la moglie dell’amico di famiglia del proprietario dell’azienda, quindi dobbiamo mandare via te e tenere lei”.
Ho sempre detestato il capufficio, ma questa volta ne ho apprezzato l’onestà, e l’ho ringraziato per questo.
Prima di uscire sono andato a salutare il proprietario stringendogli la mano. Mi ha fatto gli auguri di buon anno e “per tutto” con un sorriso incolpevole, innocente, angelico, candido, puro, benigno. Sembrava quasi sinceramente dispiaciuto.
C’è anche un’ulteriore nota curiosa: mi hanno dato un foglio in cui mi offrono di andare a lavorare nella sede di Rieti dalle 3 alle 7 di mattina per 780,20 euro lordi al mese. Un’offertona. Porta la data del 28 dicembre 2011 e c’è scritto che “l’accettazione della presente proposta deve essere improrogabilmente comunicata all’azienda entro e non oltre il 29 dicembre 2011”. Me l’hanno consegnato il 30.

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