Beati i poveri, perché moriranno prima

Co.co.pro.fagia

Posted by sdrammaturgo su 12 marzo 2012

Dalle vetrate dell’Inps, prigioniero,
vedo la fregna che passa di fòri.
Loro nun guardano ne ‘sto maniero,
che pare che dice: “Si entri, mòri”.

E certo noi qui dentro nun sem vivi:
lo spirto nostro è ‘n cumulo de stracci,
morente non per valli, non per clivi,
ma ne ‘sto scatolone de poracci.

E intanto passa in fretta Gran Falcata
e subito l’insegue Veste Scura;
incrocia entrambe Assorta Pensierosa

lumando di beltate la giornata.
Tra le scartoffie, ad ogni scollatura,
il grigio mal si mescola col rosa.

*

E fanno bene a corre lontano,
via da ‘sto posto, ‘sta desolazione,
ché nun attizza chi tende la mano
pe’ l’assegno de disoccupazione.

Van dal musico, dal ricercatore,
oppur dall’ingegnere o ‘l collo bianco;
da chi je dà ‘n futuro, no ‘n par d’ore,
da chi che de campà nun è mai stanco.

E nu’ le biasimo né le condanno:
li fiori nun ponno stà sott’a ‘n sasso.
Nun s’ha da stà co’ l’ansia pe’ ‘l mattino:

la vita comoda è mejo d’affanno.
Li sacrifici buttate a lo scasso,
a ricchi e belli legate il destino.

*

In questa vita che ce danno a nolo,
io, cattivo pagante, ne ‘sto mondo,
con quel che costa, te posso offrì solo
la fila a la posta. E intanto grondo

tra l’Inail che te manda al Caf dell’Ente,
il Caf al Caaf, il Caaf al Patronato,
e tutta ‘sta fatica deprimente
pe’ prende l’elemosina de Stato.

Lui t’affama, t’abbevera ‘l nemico.
Me rubi cento e poi me dai due o tre
e inventi ‘sto sistema che ciascuno

nun vede ‘l Principe, ma ‘n timbro e ‘n plico.
A dominatte è sempre qualche re,
eppure nun te domina nessuno.

*

Con me ‘l timor del carcere funziona:
si nun vo a rubbà a li macellari
è sol pe’ la paura d’esse Giona
‘nculato nei cetacei giudiziari.

Eh, si adesso me vedessero l’ècchese…
Dirìan: “Che culo mannatte a fanculo!”
E poi: “Dura lècchese sedde lècchese”
E legge vuol che si bastoni il mulo.

Ah, l’amori iti… Una ha fama,
io ho fame; due son con benestanti.
Insomma, per tutte grosso successo.

Io sto qui: lì la fica, qui la brama,
co’ ‘sto vetro a separà le passanti
da li stronzi che intasano ‘sto cesso.

*

“Eppure ce parevi promettente.
Ma lo vedi come te sei ridotto?”
La vita, se sa, è ‘na gran fetente:
te trovi fallito in quattr’e quattr’otto,

in coda a ‘no sportello pe’ ‘n contratto
che n’ t’hanno rinnovato. Sei ‘no schiavo:
dell’esistenza t’hanno fatto ratto
‘l padrone e quello che je dice: “Bravo”.

Ed ecco che lì fòri, tutte belle;
qui dentro, oppure al Centro pe’ l’Impiego,
ce so’ la grassa, la zoppa, la muta

co’ la prole, che je diresti a quelle:
“Io proprio davvero nu’ me lo spiego:
ma che te dice ‘sta capoccia astuta

*

d’annà a appioppà a ‘n’ artra pora persona
la stessa vita tua che fa schifo?
Brutta la sua, la tua meno bona.
Famija, scòla, dio, lavoro e tifo:

così ‘l Governo t’afferra pe’ l’ano,
te strizza la palle, cuce la sorca.
Si voj fà la guerra, sta’ sul divano;
si voj libertà, no fiji, più porca”

Noi semo brutti, bassi, tozzi e calvi;
lo sborro nelle palle è sol veleno:
nun va diffuso come inquinamento

e i non mai nati tutti fatti salvi.
De vita in povertà se ne fa a meno.
Nun me pare ‘na grazia ‘sto tormento.

*

Ecco, questo è ‘l banchetto del Potere:
ce stamo assisi, nun potemo arzacce;
qui la miseria, lì le fregne vere;
e guardele, ‘ste zinne, che bisacce!

E ‘l vetro manna pure ‘l mi’ riflesso
e quello de quest’artri sciagurati.
Da solo me guardo e me dico: “Fesso”
La gara a chi so’ più diseredati.

La vita è ‘na mela, ce dan la scorza.
Lo chiamano progresso, Social Patto.
A me me pare solo ‘na pazzia.

T’hanno fatto mette a ssede pe’ forza,
t’han detto: “Magna. È bono ‘sto piatto
de mmerda? Se chiama Democrazia”

*

16 Risposte to “Co.co.pro.fagia”

  1. T’avesse letto von Trier, avrebbe fatto esclamare alla volpe di Antichrist:
    “Il Caos F-regna!” :-)

  2. topogina said

    Ho un pensierino per te. Passa a ritirarlo. http://cecrisicecrisi.blogspot.com/2012/03/beccati-sto-premio.html

    • Uau, ma è bellissimo! Sono uno dei soli novantanove premiati! :-D

      • topogina said

        Quando si tratta di premi, io non bado a spese….

        e li hai pure contati quanti erano i premiati? grazie del calcolo, io non lo avevo fatto…

        Ciao!

      • Il numero preciso era funzionale alla battuta ed io volevo essere filologico. Quando la curiosità si unisce al puntiglio, il risultato sono io.
        A parte tutto, grazie del premio. Ciao a te!

  3. Serena said

    Ditemi voi come si fa a far poesia con “lo sborro nelle palle”. Eppure ci riesce, ‘sto stronzo.

    • È più facile di quanto si pensi. Senti che settenario perfetto, com’è musicale: “Lo-sbor-ro-nel-le-pal-le”. E con tanto di allitterazioni! Con questi presupposti, la poesia vien da sé.

  4. troppe leccate di culo nei commenti, ho nostalgia dei cazzoni che ti insultavano. Si invecchia, è vero, e più persone trovi d’accordo con te più vicino alla morte sei.

    • Ciò che mi dà ancora qualche anno di vita è il fatto che sono stati comunque in pochi ad apprezzare.

      • eppure sono carini i post

      • Volpina said

        Ma non è vero dai, è bello che finalmente qualcuno come Sdrammaturgo venga apprezzato. Non scrive le solite boiate alla beppe grillo o cazzatone alla moccia e secondo me sotto sotto nasconde un nobil animo.

        Però c’è da dire che gli insulti per alcuni post continua a prenderseli XD

  5. Cerex said

    Scrivo per farti sapere che leggo le tue robe.
    Questo dovrebbe renderti felice e fiero e farti scrivere qualcos’altro a breve.
    Grazie ciao.

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