Beati i poveri, perché moriranno prima

Ricordo di un cosmologo

Posted by sdrammaturgo su 23 aprile 2012

Transumanzar significar per verba
non si poria.

DANTE IL MANDRIANO

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Non è facile scrivere il necrologio di uno dei più importanti scienziati del secolo scorso e dell’attuale, se si sta in piedi su una gamba sola con un braccio legato dietro alla schiena e la tastiera in equilibrio sull’altro ginocchio sollevato. Per questo per farlo mi siederò alla scrivania.
L’astrofisico e cosmologo Ruperto Monaldo Solinghi è morto ieri. O, come avrebbe detto egli stesso, le particelle che lo componevano hanno smesso di andare ai pranzi coi parenti. È stato uno dei grandi personaggi dimenticati del Novecento. Non ne hanno parlato i giornali, non ne ha parlato la televisione, probabilmente non ne parleranno le riviste di settore. Se n’è andato nel silenzio di una società che ha perso la bussola e l’ha sostituita con il navigatore satellitare. È doveroso dunque ricordare chi fosse alle giovani generazioni che non lo hanno mai conosciuto e soprattutto alle vecchie che colpevolmente lo hanno fatto precipitare in un ingiustificabile oblio. È doveroso rendere il giusto omaggio ad una figura che ha profondamente segnato gran parte delle ore 14.32 del 12 ottobre 1986 nel proprio condominio.
Ruperto Monaldo Solinghi nacque da qualche parte nell’universo – poiché, come era solito sostenere, nell’infinito un posto vale l’altro – in un momento a caso – o sarebbe meglio dire un non-momento a caso, dacché, stando alle conclusioni a cui i suoi studi lo avevano condotto, il tempo è una convenzione arbitraria che serve a non far scuocere la pasta.
Passò un’infanzia, cosa che non lo fece sentire poi così speciale, se non rispetto ai feti abortiti o agli individui morti da piccoli. Se la cavò anche con la giovinezza e la maturità, e ciò gli permise di arrivare vivo alla vecchiaia. In età avanzata avrebbe ricordato quei periodi passati come esistenza trascorsa.
Genio precoce della matematica, la sua prima scoperta di una certa rilevanza risale già all’adolescenza, quando si accorse che il numero dei propri anni era inferiore a quelli che avrebbe avuto in vecchiaia.
Iniziò presto ad interessarsi di astronomia, poiché gli consentiva di stare sdraiato a non fare nulla. Grande sportivo dell’inattività fisica, era un agonista della paralisi. Amava il brivido della lentezza, l’ebbrezza della stasi, il rombo dell’immoto. Appassionato di autoimmobilismo, conosceva tutte le tecniche per costringersi all’inazione.
Fu anche per questo che rimase molto colpito dal pensiero di Kant e Schopenhauer, i due filosofi che forse influenzarono di più il suo pensiero. Celebre rimase la sua lezione sui concetti di fenomeno e noumeno: «Il fatto che quella che noi chiamiamo realtà sia solo apparenza ingannevole e che la realtà vera sia inconoscibile, ci risparmia un sacco di fatica. Quindi smettiamola di arrovellarci su questioni che sono solo frutto della nostra percezione fallace e andiamo a guardare la partita.»
Le prime ricerche a dargli una certa notorietà accademica furono quelle in fisica sulla caduta dei gravi: «Se gettiamo da una torre un sasso e una piuma in assenza di attrito, i due oggetti cadranno alla stessa velocità, ma chi sta sotto preferirà la piuma.»
Nello stesso periodo si dedicò allo studio di Newton, del quale curò una nuova edizione dell’Epistolario contenente la famosa lettera a William Stukeley dove è enunciata la prima formulazione della legge di gravitazione universale, il cui ritrovamento si deve proprio al Solinghi: «Qualsiasi oggetto dell’universo attrae ogni altro oggetto con una forza diretta lungo la linea che congiunge i baricentri dei due oggetti, di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Quindi di’ a tua moglie di non mettere più i vasi in bilico sul davanzale.»
Ben presto però ad Isaac Newton preferì Helmut Newton, perché, a suo dire, aveva capito meno dell’universo ma aveva capito di più della vita.
Convinto assertore del microcosmo come specchio o per meglio dire miniatura del macrocosmo, comprese che ogni minimo evento fisico è soggetto alle medesime leggi che regolano quelli di portata planetaria, cosmica e universale, e viceversa; onde per cui, facendo leva sul metodo osservativo del quotidiano, espose la Teoria della Gravità dell’Addensamento Caotico: «I pianeti girano intorno al Sole perché non trovano parcheggio.»
Furono proprio le ricerche sul sistema solare a portare a risultati sorprendenti, permettendogli di capire che su Mercurio i tempi di cottura sono più brevi.
Spirito non addomesticabile, la comunità scientifica cominciò ad interessarsi a lui, senza però mai accettarlo davvero. D’altronde i suoi studi avevano una portata rivoluzionaria non facile da far digerire agli ambienti conservatori della scienza ufficiale. È lui infatti il fondatore dell’Astrofisica Olfattiva, disciplina innovativa che impose all’attenzione dei colleghi e con la quale si propose di esplorare quello che riteneva essere un aspetto necessario eppure trascurato nella conoscenza del Cosmo: l’odore dei corpi celesti. Si trattava di un’esigenza secondo lui troppo a lungo sottovalutata che reclamava una risposta, e una prima risposta la fornì dando alle stampe Urano puzza.
Il trattato venne accolto tiepidamente. Erano quelli gli anni dei primi timidi accenni della Teoria delle Stringhe, durante i quali il sogno di Einstein di una Teoria del Tutto che trovasse un nesso tra la sua Teoria della Relatività, la gravità newtoniana e la meccanica quantistica prese a sembrare plausibile.
Ruperto Monaldo Solinghi oppose alla Teoria del Tutto la Teoria del Qualche Cosa e subito dopo enunciò la Teoria dell’Ordine: «Se le stelle, i pianeti e le galassie si dispongono in un ordine preciso, è più facile ritrovarli.»
Smentì Einstein, tanto non poteva ribattere, essendo morto da un pezzo.
Si concentrò quindi proprio sugli studi del padre della relatività, occupandosi in particolar modo della velocità della luce, sulla cui questione sentenziò: «Se fossimo in grado di viaggiare alla velocità della luce, dovremmo aspettare un sacco prima che arrivino gli altri.»
Avendo la meccanica quantistica introdotto nel rigido mondo della fisica le nozioni di casoprobabilità, ne dedusse che il migliore strumento di indagine del reale fosse la tombola.
Gli sviluppi della Teoria delle Stringhe segnarono uno spartiacque non solo nella storia della cosmologia, ma anche nel pensiero di Solinghi.
Dopo la formulazione della M-theory, per cui non si può più parlare di universo, bensì di multiverso, come un filone di pane in cui ogni fetta è una brana che racchiude un universo, teorizzò che fosse possibile lanciare marmellata ovunque.
La M-theory era giunta a conclusioni sconvolgenti: esistono undici dimensioni e infiniti universi paralleli. E fu proprio a partire da questa ipotesi che nacque l’Astrofisica Polifunzionale Applicata di Ruperto Monaldo Solinghi, il quale intuì che la possibilità di spostarsi tra universi paralleli attraverso un ponte Einstein-Rosen che aprisse un varco nell’iperspazio potesse avere sbocchi pratici. Egli affermò: «Se una non te la dà, puoi provare nell’universo parallelo. Ma se al settimo universo parallelo ancora non c’è verso, è il caso di fare un po’ d’autocritica.»
«Le cose bisogna prenderle per l’universo giusto», soleva ripetere.
Fu questo il culmine dell’opera solinghiana.
La sua vita privata è meno nota. Se ne sa poco o nulla. Si sa però che per tutta la vita amò non ricambiato la stessa donna, Salcia Doresi, la famosa artista della corrente del Business-Pop che faceva delle bare e poi le vendeva alle famiglie di persone che morivano.
Pare che nel vano tentativo di conquistarla, Ruperto Monaldo Solinghi si propose addirittura di dimostrare la propria virilità malmenando Mike Tyson e umiliando intellettualmente Stephen Hawking. Ma, non digiuno dell’utilitarismo di Bentham e del pragmatismo di William James, trovò più conveniente fare l’inverso.
Invero aveva già avuto la meglio tempo prima in un’accesa discussione con Stephen Hawking, sfrenandogli la carrozzella in discesa.
Questo ci rimane di questa mente enciclopedica con i volumi incompleti qual è stato Ruperto Monaldo Solinghi: un fondamentale contributo al sapere umano e la testimonianza di una saggezza che seppe fare di una vita per la scienza una scienza del vivere.
Servano queste poche parole a futura memoria e siano da monito all’umanità ingrata, che da un grande uomo ha ricevuto un’inestimabile ricchezza e lo ha lasciato morire in povertà.
Com’ebbe a dire: «Che beffa: l’universo è infinito, e con i soldi che ho posso arrivare al massimo a Pordenone.»

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Bibliografia

Ruperto Monaldo Solinghi non amava scrivere. Per questo dettava le opere ai suoi allievi. Più che altro si trattava di canovacci da seguire. Questo l’elenco completo delle pubblicazioni.

Scritti giovanili, Analfabeta Centauri

Scritti maturi, Analfabeta Centauri

Scritti anziani, Analfabeta Centauri

Scritti agonici, Analfabeta Centauri

Scritti postumi pubblicati prima della morte per avvantaggiarsi, Analfabeta Centauri

101 ricette da fare nell’iperspazio, Pianeta Rosso

Guida turistica di Giove (sia il pianeta che il paese in Umbria), Sindrome di Touring

Guida turistica di Nettuno (solo il paese in provincia di Roma), Sindrome di Touring

Urano puzza – Introduzione all’Astrofisica Olfattiva, Arnoldo Schwarzenegger Editore

Progetto per il ponte Einstein-Rosen sullo Stretto di Orione, Ed. Gein

Shopping nella cromosfera, Kinsella-Armstrong

Che cos’è l’Astrofisica Polifunzionale Applicata, UTERET
– Vol. 1 Rimorchiare negli universi paralleli
– Vol. 2 Le 11 dimensioni del tessuto spaziotemporale: come umiliare chi va a vedere film in 3D
– Vol. 3 Sottrarsi alle rimpatriate con la scusa dei buchi neri

Stephen Hawking spastico di merda, Cesso dell’Autogrill

Equazioni sotto l’ombrellone, La settimana quantistica

Oroscopo 2012, Edizioni del Dipartimento di Fisica Astrologica dell’Università di Yaxchilán
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Scritti su Ruperto Monaldo Solinghi

Crovello Cispugna, La Cosmologia da Copernico a Ed Witten saltando Ruperto Monaldo Solinghi, Infamitas

Gianclaudio Vincenzi, Manuale di astrofisica pleonastica, Pietro Scheggiato Press

Michele Fioruzzi, Il mio compagno di banco, Tema

Nicola Robba, Ingiunzione di Pagamento, Cravattalia

Luigio Luigi Concelli, Sfratto esecutivo, Atti del Tribunale

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Appendice

Grandi personaggi dimenticati del XX secolo

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Paolo Pila, il primo barista a disegnare il cuore nella schiuma del cappuccino e il primo a perdere dei clienti per questo.

Sal Warner, ideatore del primo multisala ad una sala sola.

Alfred Thomasson, lo scienziato che ha scoperto che il morbo di Alzheimer può essere una fonte di energia pulita: è sufficiente dare fuoco agli anziani.

John Smith, inventore della stufa a bandiere statunitensi per i paesi arabi.

Branislav Djukojevic, sosia di se stesso.

Emilio Vallespiedi detto il Cuccagna, l’uomo con il pene più lungo della Storia che veniva studiato sui libri di ornitologia.

Gauslino Monaco, produttore di conserve a corta scadenza.

Pierre Gustave Ripierre, l’erborista che ha prodotto le creme agli oli trascurabili.

Armando Gonzalez, entrato nel Guinness dei primati come l’uomo meno interessato al Guinness dei primati.

Bino Paoletti, inventore del ciclicio, la bicicletta per cattolici penitenti che dà l’effetto Cima Coppi anche in discesa e il sellino ti scortica il perineo.

Amelia Rufus Taylor, fondatrice della Fiera dei Fieri, in cui si incontravano le persone più orgogliose del mondo, la cui organizzatrice era fiera della fiera. Venne fatto un tentativo anche con la Fiera delle Fiere, ma finì con un leopardo che sbranò una partecipante tutta d’un pezzo (e dunque pesantemente malformata).

Antonio Mastrogiuseppe, membro del Comitato Olimpico che propose per le gare di tiro con l’arco storico di sostituire i noti bersagli a forma di animali con quelli a forma di minoranze etniche.

Ivan Durant, campione di sport postremi, come il Bungee jumping senza bungee, il Paraplegipendio o la Roulette russa con sei colpi.

Aleandra Maryana Bernadova, spogliarellista per non vedenti.

Armin Andreas Von Rotenburg, degustatore di sommelier, cannibale dal palato fino.

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46 Risposte to “Ricordo di un cosmologo”

  1. Pseudonimo said

    Eccezionale.

  2. g said

    cristo non ho potuto leggerlo tutto ma questa è senza dubbio fantastica:” pianeti girano intorno al Sole perché non trovano parcheggio.» poi passando su la bibliogr questa fa quasi scompisciare Aleandra Maryana Bernadova, spogliarellista per non vedenti.

    • Sarebbe una figura professionale da istituire.
      E mi scuso per la lunghezza, ma gli scritti li penso come racconti “da libro” e non come post da blog, quindi una volta che ci metto mano mi ci diverto e non tralascio niente.

  3. Rita said

    Ho riso dall’inizio alla fine. E sappi che far ridere me non è cosa facile.
    Grazie. :-)
    P.S.: la bibliografia è la ciliegina sulla torta (vegan).

  4. Cerex said

    Immenso. Cazzo.
    Cazzo immenso.
    Se continui così ti pago gli alimenti.

  5. Volpina said

    Oggi volevo farla io la roulette russa con 6 colpi. Ma non essere la prima ad iniziare.

  6. Masque said

    Niente topa, niente commento!

    Questo non è un commento.

    ps. Ma avevi pensato che “Urano puzza”, in inglese, rende ancora meglio: “Uranus stinks” :P

    • Per questo racconto, gli interventi tuo e di Stregaa sono fondamentali, in quanto menti scientifiche!
      E vista la tua osservazione, ti proporrò come traduttore in inglese dell’opera del Solinghi.

  7. feminoska said

    Il ciclicio! ahahahahah!
    medesima reazione mi ha suscitato la lettura di tutto il resto, ma al ciclicio è stata apoteosi lessical-semantica!
    Ti prego, continua (so che detto in un blog fa un effetto diverso, ma davvero… continua! ;-))

  8. Luca said

    • Conoscevo. Costui è l’essere vivente che mi provoca più disgusto nella storia e spero scompaia insieme a tutta la sua famiglia.

      • Rita said

        Poraccio, a me fa pena. Il disgusto me lo provoca la sua famiglia e chi si approfitta così dell’ingenuità di un bambino.
        Roba che se continua a magnà così gli verrà un infarto a 15 anni.
        (e comunque Luca sei tremendo, tutti tu li vai a trovare i video più trash della rete) :-D

      • Luca said

        What? Me l’ha passato Volpina il video: è il suo fidanzato.
        (quindi fingete di apprezzare, se no ci resta male)
        ((comunque per certi versi questo video lo trovo più efficace di Earthlings))

    • Volpina said

      Luca, ti troverò e te la farò pagare.

      …insultare il mio fidanzato così, senza ritegno. Vendetta!

  9. Volpina said

    ‘oooorca troia l’ho visto ora sto video ma quel bambino pesa DAVVERO 50 kg???? Mi state dicendo che pesa quanto me?????????????

    • Luca said

      Ci stai insieme perché pesate uguale?
      (sono io che te l’ho fatta pagare per aver preferito lui a me!)
      (ma riconosco che hai scelto il migliore)
      (lui peraltro è cantante ed è altruista, infatti si vede nel video come si privi delle verdure per saziare te)
      (claudio… dobbiamo imparare ancora tanto)
      (buonanotte a tutti, bimbi belli e bimbi brutti)

  10. Volpina said

    Hahahah a parte gli scherzi, questo bambino rischia gravemente…. ma i genitori sono scemi o cosa?
    (io non preferisco nessuno, è colpa del cantante che è così GRANDE da avere una interezione gravitazionale propria, tra l’altro fatale per me…)

    • Luca said

      Maa, è solo un video.
      E’ come Boldi e De Sica. Fanno le scorregge solo a Natale, per far audience. Poi durante l’anno si riposano. Anche per lui sarà così, è sovrappeso come tanti bambini.
      Comunque c’è il telefono. Speditegli Earthlings doppiato in napoletano. (claudio, lo sai fare il napoletano, no?)

  11. Volpina said

    Almeno questa ci prova… credo.

    A questa piacerebbe essere la ragazza di qualcuno…anche se ho appena scoperto che sul web esiste un culto per le donne obese che mangiano a dismisura.
    Spero che Ruperto possa apprezzare. XD Amen.

    • Rita said

      Una volta ho visto un film (ma non ricordo il titolo, mannaggia, mi sa che tra i protagonisti c’era Andy Garcia, poi faccio una ricerchina e ti dico) in cui un adolescente era attratto dalle donne ciccione e così viene a scoprire che esistono dei video in cui si possono guardare queste donne che mangiano fino a scoppiare. Video per appassionati. Poi ne conosce una.
      Certo che esistono perversioni davvero assurde, ma finché c’è consenso e non si fa male a nessuno… oh, cazzi loro (in tutti i sensi!) :-D

      E comunque concordo, a quel ragazzino andrebbe fatto vedere Earthlings doppiato in napoletano.

    • Luca said

      Ok Volpina, te la sei cercata: http://www.youtube.com/watch?v=Y0vSktmE5Ag

      (Claudio, il tuo blog finalmente ha trovato la sua vera natura… ahahaha)

      • Rita said

        Dovremmo riflettere sulla grave patologia di cosa certa gente è disposta a fare pur di avere qualche click su youtube. :-D

  12. Volpina said

    Rita il film l’ho visto perchè c’era Ezra Miller (litrate di bave), ma non ricordavo proprio la questione ciccia. Non credevo ci fossero così tante persone immerse nel lardo altrui e che fosse una cosa così… così… ehm… così.

    Luca, ufficilamente ti sfido a duello: ho preso il guanto e ho schiaffeggiato il monitor; può bastare?

    Però cambiamo campo di guerra che il povero Claudio non merita video indecorosi sul suo bel blog.

  13. Rita said

    P.S.: e comunque non ho mai visto nessun altro blog in cui nei commenti si va così palesemente “fuori tema” come in questo di Sdrammy. Prima o poi ci bannerà a tutti quanti. :-D

    • Luca said

      Rita, non so se lo sapevi, ma noi siamo tutti fictio Claudis. Siamo avatar da lui creati, non esistiamo nella vita reale. Siamo tutti Claudio. Anche quelli che vedi per strada sono Claudio. Nel mondo solo tu e Claudio.
      O sei Claudio anche tu?
      Claudio.

      • Io scelgo la pillola blu.

      • Rita said

        Ti sbagli, è Claudio che si crede tutti noi, così come noi ci crediamo tutti Claudio.
        Claudio.

        @ Volpina

        Io scelgo quella rosa (anticoncezionale).

      • In realtà Claudio non esiste: è la proiezione mentale del nostro io digitale.

      • Luca said

        Orbene, cosa è più probabile, che tre persone perdano le loro giornate qui in pazzia? O che un ragazzo particolare abbia creato account fittizzi con rispettivi blog? Accusandosi manifestamente per giunta così da occultare la verità?
        Ognuno sta solo sul cuore della Terra
        trafitto da un raggio di sole
        ed è subito sera.
        Claudio

  14. Volpina said

    Ricapitolando:
    Claudio dapprima è tutti noi;
    poi non esiste;
    poi è un ragazzo pazzo che soffre di disturbi ossessivi compulsivi della personalità.

    Non siamo messi bene.

  15. longosteph said

    Mi sono imbattuto in questo blog per caso, cercando di capire come fossero arrivati al mio, ma mi sa che comincerò a seguirlo, perchè ho letto un articolo soltanto (questo) e mi ha davvero divertito :D
    Interessante sapere come in Italia esistano certi personaggi, e pochissimi ne sappiano qualcosa. Triste…

    Ciao!
    longosteph

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