Beati i poveri, perché moriranno prima

Con gli occhi del cittadino medio in strada

Posted by sdrammaturgo su 12 giugno 2012

Normale                       Scandaloso

   

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Normale                       Scandaloso

   

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Normale                      Scandaloso

 

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10 Risposte to “Con gli occhi del cittadino medio in strada”

  1. rita said

    “Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “cazzo” sul loro aereo perché è osceno. ”
    (Apocalypse Now).

    • Bisogna far fare un test alle persone: si fornisce loro un elenco di termini tra cui si trovano armi, sfruttamento, morte, scopare, divano, devastazione, baci etc. che dovranno inserire in una tabella divisa in due categorie, Cose Belle e Cose Brutte. Se mettono armi tra le cose brutte e scopare tra le cose belle ma poi per strada preferiscono vedere le armi che la gente che scopa, si toglie loro ogni diritto civile. Se mettono armi tra le cose belle e scopare tra le cose brutte, si fa provare sulla loro pelle l’effetto delle armi al posto di quello della scopata.

      • Cerex said

        Di codesto commento ne faccio l’intro di un post, ti cito perché mi piacciono i tuoi baffi d’assistente d’un indagatore dell’incubo a me tanto caro.
        (sì lo so che appartengono a una certa persona di polvere).

      • Adoro essere citato. Mi fa sentire importante.

  2. volpina said

    Stupidi. Esseri. Umani.

  3. Masque said

    È come se la madre dei cretini, sentendosi in colpa per ciò che produce, desse la colpa al sesso. (O qualcosa del genere…) :)

    m’è venuto un mente un log che ti voglio far conoscere: http://fastidio.noblogs.org/

  4. ovvio said

    Prima coppia di immagini: sinistra quasi normale; il parà imbraccia un FAL scp che è stato rimpiazzato da tempo dall’AR 70/90, molto più leggero e maneggevole. Il povero parà si tiene circa 5kg di roba a tracolla per ore, povero ragazzo. Destra due che scopano, non è consentito farlo in luogo pubblico ma viviamo in Vaticalia.
    Seconda coppia di immagini: niente da segnalare. Se non ci fossero quei conti, marchesi e principi (il lavoro nobilita l’uomo) a sfasciare il selciato, chi ti riparerebbe i tubi dell’acqua, del gas, i fili del telefono? Fra Cazzo da Velletri? Destra come sopra.
    Terza coppia di immagini: tre gustosi maialetti appesi, entreranno a far parte della catena alimentare di cui, per fortuna, siamo al vertice. Meglio mangiare braciole che essere mangiati. Destra come sopra.

  5. "Ti ho riconosciuto subito Ferdinand! Dal modo come sei salito sul tram..." said

    Situazione numero 1.

    Prima foto a sinistra: Debole elogio al furor bellico, al gusto della sfida, all’uniforme esibita con totale sprezzo del pericolo, al ricordo di guerre, di nemici, del sangue versato in battaglia per onore. Ed onore ad un’estetica che oltrepassa una divisa e che ricorda l’importanza della bellezza che si esprime attraverso i sensi. E Marte? Potrebbe seriamente arrabbiarsi se si osasse disturbarlo. R. Bradbury è un’eccezione.
    Seconda foto a sinistra: Spirito di sacrificio di uomini che lavorano con un salario mai adeguato alle loro effettive capacità, ma che si raggruppano sotto alla luce del sole per ricostruire strade, acquedotti, eventuali problemi che possono intralciare il ‘normale’ svolgimento della vita quotidiana. Si è socialmente utili, la soddisfazione regna sovrana. Il salario, forse, permetterà il pagamento dei medicinali per curare eventuali malattie della pelle – causate dall’eccessiva radiazione solare – in un ospedale in cui i pochi medici ed infermieri rimasti giocano ad imitare, non riuscendoci, la foto riportata a destra.
    Terza foto a sinistra: con asprezza, mors tua vita mea.

    Situazione numero 2.

    Prima foto a sinistra: L’uomo qui raffigurato è una pedina sulla scacchiera, macchina bellica robotica, del tutto indifferente all’uccidere e all’essere ucciso, o a portare soccorso, perché questa è la sua funzione che deve svolgere al meglio, senza interferenze personali. Per la pace? Per la patria? Per l’onore? Per stupidità. Ecco l’ennesimo strumento travestito da uomo addetto alla pubblica sicurezza per il benessere di un’intera nazione. Appellativo sulla contraddizione apparente: pace-guerra, vita-morte, libertà-prigione, fucile-sicurezza, spazzino-operatore ecologico: il fratello del militare, maneggiano gli stessi giochi.
    Full Metal Jacket è consigliato, sempre.
    Seconda foto a sinistra: Trionfo della schiavitù, dell’abnegazione umana, della rassegnazione, della rinuncia all’equità, al dimenticato e forse mai conosciuto valore della libertà mercificato in nome della normalità, per qualcosa che neppure esiste.
    Terza foto a sinistra: Violenza, superbia, potere, vittime, abusi, maltrattamenti, soldi, colesterolo alto: tutte qualità umane. Devo continuare?

    […]
    La foto a destra è una chiara istigazione a ripetere l’atto affinché la passione possa di nuovo scopare il sistema.
    No. E’ una bambina che è caduta a terra inutilmente soccorsa dal fratello maggiore che ha avuto l’ardore di sperimentare la moto ricevuta in regalo perché viaggia a 360 km/h, ma che riceve una multa se supera i 50 km/h, che rischia di ferirsi se incontra una strada in attesa di essere riparata con l’unico scopo di franare nuovamente, che corre a casa perché sul tavolo lo aspetta una bistecca ai ferri servita su un piatto rosso di plastica e con una benda nera di metallo sugli occhi.
    Scandalosamente normale.

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