Beati i poveri, perché moriranno prima

L’amore non serve

Posted by sdrammaturgo su 23 agosto 2012

Mi è stato detto qualche volta che sono un vegano atipico: non mi metto ad accarezzare i cani, non ho moti d’affetto verso i gatti, non ho animali domestici, gli animali non mi suscitano particolari tenerezze. Puzzano pure. E spelano. E si puliscono il culo con la lingua.
Un vegano disinteressato agli animali, insomma.
E in effetti perlopiù gli animali mi sono indifferenti.
Non ho mai capito ad esempio l’entusiasmo in presenza di un cane. Tutti che si azzuffano in preda a raptus di dolcezza per dimostrare il loro amore al mammifero attraverso coccole e smancerie di dubbio gusto, mentre io non faccio che pensare: “Uau, un esemplare del quadrupede più diffuso al mondo!”.
Provo la stessa cosa quando qualcuno tenta di attirare la mia attenzione sulla presunta meraviglia di un infante.
“Guarda che bel bambino! Guarda che bel bambino!”
“Ehi, incredibile, un essere umano. Ce ne sono solo altri sette miliardi in giro”.
Per un ligro proverei già maggiore stupore. O anche di fronte a un semplice lupo. Non capita mica spesso di vederne uno.
Allo stesso modo, un uomo che pesa cinquecento chili o un centometrista olimpionico già mi catturano di più. Voglio dire, non è da tutti riuscire a fare i cento metri in meno di dieci secondi. Ma non capisco perché il postino dovrebbe emozionarmi. A meno che non consegni le bollette a tutto il viale in nove secondi e cinquantotto, ovvio.
Ecco, io sono un vegano antispecista che non ama gli animali. Anzi, alcuni li detesto. Altri mi fanno pure un po’ schifo. Se domani topi e blatte si estinguessero autonomamente, accoglierei la notizia con un certo giubilo.
Il punto è un altro: detesto anche il mio vicino di casa. E a dirla tutta mi fa pure un po’ schifo. Se domani morisse, non soffrirei affatto e forse proverei anche una malcelata gioia. Ma non per questo lo imprigiono, lo sfrutto, lo torturo, lo ammazzo e lo mangio.
Dire: “Amo gli animali” è un’affermazione specista al contrario. Perché mai dovrei amare un individuo solo perché appartiene a un’altra specie? Un cane, un gatto, un coniglio, per me sono degli estranei tanto quanto un passante sconosciuto.
Posso amare un animale con cui ho un rapporto affettivo, che vive con me, di cui mi prendo cura e che mi fa compagnia, esattamente come amo mia sorella, amo i miei amici, amo la ragazza con cui sto. Ma Gianni Brugnoli di Cremona, mi dispiace per te, ma non ti amo. Capiscimi, manco ti conosco. Forse manco esisti. Non volermene: non penso che tu per me provi particolari sentimenti.
E anche tu, Giada Moncaspio di Sondrio, sappilo: non ti amo. Può essere che puzzi pure tu. O speli. O ti pulisci il culo con la lingua, chi lo sa.
Quello che mi basta sapere è che nessuno vada da Gianni Brugnoli di Cremona e da Giada Moncaspio di Sondrio per schiavizzarli, vivisezionarli e trucidarli. In quel caso, avrebbero tutta la mia empatia.
Amore non significa niente. È un concetto troppo vago e vasto, non si sa bene a cosa si riferisca, è un universale vuoto che ognuno può riempire come vuole.
Per l’antispecismo l’amore non serve. Anzi, è persino deleterio.
In fondo, un marito che pesta la moglie, magari la ama pure. La ama e la pesta. Chi potrebbe affermare che in realtà i suoi sentimenti siano falsi? Lui è fatto così: ama e pesta. Quindi forse la ama davvero, ma di sicuro non la rispetta.
Ecco il concetto che va sostituito a quello di amore: rispetto.
Perché un macellaio, un cacciatore, un amante della trippa al sugo, possono sì dire di amare gli animali senza che nessuno possa muovere obiezioni sulla sincerità dei loro pensieri; ma quel che è certo è che non rispettano gli animali.
Non bisogna dunque dire: “Sono vegano per amore degli animali”, bensì: “Sono vegano per rispetto degli animali”.
Una volta un’altra vegana mi disse: “Non mi sembri per nulla curioso dello stile di vita che ti sei scelto”. Aveva ragione. Non c’è niente di cui essere curiosi. Per essere antispecista e vegano bisogna capire una cosa sola: non rompere i coglioni agli animali. Un vantaggio non da poco. Quale altro modo di vivere può contare su una simile semplicità?
Non mi stancherò mai di ribadirlo: non c’è alcun eroismo nell’essere vegan, nessun particolare ingegno è necessario. È la cosa più facile del mondo.
Per questo non capirò mai fino in fondo i dibattiti filosofici sull’antispecismo. Per me potrebbero essere ridotti a una sola frase: non rompere i coglioni agli animali.
Libro: L’antispecismo. Autore: Claudio Gianvincenzi. Pagina uno: “Non rompere i coglioni agli animali”. Fine. Venticinque euro. Un bestseller.
Esseri umani, non siate antropocentricamente presuntuosi: nessuno ha bisogno dei vostri sentimenti.
Gli animali non hanno bisogno di amore: hanno bisogno di essere lasciati in pace.
Capito questo, avete capito tutto.

55 Risposte to “L’amore non serve”

  1. stregaa said

    È un discorso – quello del rispetto piuttosto che dell’amore – che ho ripetuto tale e quale un miliardo di volte, spesso e volentieri prendendo contropiede chi stava parlando con me, che sia aspettava chissà quale discorso sull’amore universale o sul karma cosmico. Quando ho deciso di abbandonare certe abitudini necrofaghe, ricordo di averlo fatto soprattutto per coerenza con la visione che avevo delle cose.
    Amore no, ma enorme interesse sì: mi piace un sacco guardare la gente, e starei pomeriggi a osservare i comportamenti degli stormi che beccano sui campi…più che amore, è la consapevolezza che un merlo ho molte più potenzialità (e molta più complessità sociale) da vivo piuttosto che servito con la polenta.

    • Ho la stessa curiosità documentaristica verso lo spettacolo delle forme di vita terrestri umane e non.
      Penso sempre che di fronte a un cinghiale, laddove io scorgo la multiforme potenza della natura, un altro vede un pranzo. Orizzonti modesti.

      • rita said

        Quelli che vedono un maiale e dicono: “ah, quant’è ‘bbbono”. :-(

        Orizzonti modesti, sì.

        Io starei ore ad osservare gli insetti. Le formiche soprattutto, ma anche gli scarafaggi. Curiosità e meraviglia.

        Pure i corvi mi incuriosiscono moltissimo. Quando vado a Villa Borghese (o in altri parchi della mia città) mi fermo sempre a guardarli un po’, senza disturbarli ovviamente.
        Penso che gli animali facciano altrettanto con noi.
        A volte lo sguardo dei miei amici gatti mi mette in imbarazzo. Come Derrida, mi sento nuda di fronte al loro sguardo scrutatore.

  2. Volpina said

    Concordo sul fatto dell’essere lasciati in pace. Ma l’amore non guasta mai.
    L’amore è un sentimento stupendo, e un giorno, volente o nolente, proverai quell’amore che non si può fermare.

  3. rita said

    Infatti io ti ammiro doppiamente e sai perché? Perché me ne sono resa conto che tu non sei uno zoofilo, non provi particolare simpatia, amore per gli animali, nemmeno per quelli più teneri e dolci come i cuccioli ecc., e però hai capito e presto messo in pratica nella tua vita ciò che al mondo conta più di tutto (dopo il sesso, ovvio), ossia il rispetto del prossimo, di ogni essere vivente.
    Ho sempre voluto farti questa domanda: quando e come hai maturato la consapevolezza del rispetto, quando sei diventato vegano, perché, come? C’è stato un episodio scatenante, riflessioni, qualcuno ti ha aperto gli occhi o, diciamo che è stata una consapevolezza che è maturata con te, durante la tua crescita?

    Io invece sono sempre stata, sin dalla più tenera età, una zoofila. Impazzivo per gli animaletti, di ogni tipo però, mia madre mi racconta che nemmeno parlavo e camminavo, ma che quando vedevo un cane, gatto, uccello, insetto cominciavo a dar di matto per potermi avvicinare, osservarlo, magari accarezzare. Forse era curiosità verso esseri diversi da me, chissà. Curiosità che ancora mi appartiene, difficile che non rivolga almeno un sorriso a tutti i cani e gatti che incontro (se incontrassi mucche, maiali, sorriderei anche a loro, non faccio assolutamente differenze. Ieri sera ho sorriso ad un geco, ma dubito che abbia ricambiato :-D). Di recente mia madre mi ha anche confessato che da piccola odiavo la carne, che non volevo saperne di mangiarla. Poi mi ha costretta e quindi crescendo l’ho mangiata come fosse “normale”. Fino al momento in cui mi son detta “oh, cogliona sì, ma fino ad un certo punto, e mi sono ribellata al sistema”.

    Comunque il rispetto secondo me è già una forma di amore. :-)

    • rita said

      P.S.:
      tu dici che un cane, gatto ecc. non ti incuriosisce perché basta guardarsi intorno ed è pieno di esemplari di queste specie. Però ad esempio per me un cane non è mai un esemplare di cane, ma un individuo singolo ed unico con caratteristiche diverse da ogni altro.
      So che potrà restarti difficile da credere perché se non hai mai convissuto con animali domestici non puoi saperlo, ma ogni cane, gatto (anche mucca, maiale, coniglio ecc.) ha il proprio unico carattere, proprie preferenze, indole ecc..
      In fondo quando mi fermo a sorridere ad un cane è perché cerco di stabilire un contatto, di capire chi si nasconda dietro quegli occhi.
      Dici perché non lo faccio anche con le persone? Ma invece un po’ sì, in fondo sono curiosa di tutti. Le persone però spesso mi deludono, gli animali mai. Frase retorica lo so, ma è la verità. :-)

      • È che anche di fronte all’individuo singolo mi viene da pensare: “Toh, guarda un animale che risponde alla propria natura”. Insomma, non mi esalta :-D Principalmente per l’inquinamento della domesticazione.
        Gli animali selvatici invece mi appassionano.

    • Gli animali mi sono sempre piaciuti. Ma ho sempre avuto per loro un occhio scientifico più che emotivo. Per dire, da piccolo facevo i fascicoli dell’Enciclopedia del cane, conoscevo tutte le razze esistenti, guardavo tutto il giorno documentari, sapevo tutto sulla fauna di ogni ecosistema, ma non mi interessava avere in casa un animale con cui scambiare affetto.
      A quindici anni sono divenni vegetariano perché non sopportavo la violenza. Fattore determinante fu aprire il garage e trovare il maiale ammazzato da mia nonna appeso tipo il bue squartato di Rembrandt. Ma ero piccolo, disinformato, con una coscienza etica ancora da sviluppare e facile da spaventare da genitori e medici, così dopo un anno ricominciai a mangiare animali. Il senso di colpa era costantemente assopito dal piacere gastronomico. Verso il 2005 con Fulvio conoscemmo una ragazza vegan che ci fece riflettere sulla nostra complicità nell’orrore. Ci bastarono cinque minuti per capire e ammettere che eravamo due coglioni. Lui dal giorno dopo smise subito di mangiare animali, io esitai ancora un po’, sempre per via dello spauracchio fasullo della salute a rischio. Vedendo il mio migliore amico che viveva anche meglio e appurato tramite ricerche che mi erano sempre state raccontate cazzate alle quali avevo voluto credere per puro egoismo, diventai vegan anch’io. Un ritorno alle origini del mio pensiero, in fondo, stavolta con più maturità e saldezza. L’esempio di una persona vicina è però molto importante.

      • rita said

        Grazie. Chissà perché avevo intuito che questo percorso tu lo avessi compiuto insieme a Fulvio e che doveva esserci qualche evento vissuto in comune.
        Verissimo che l’esempio di una persona vicina è importantissimo. Io, per dire, avevo sempre ammirato i vegetariani e vegani, ma sono riuscita a diventarlo solo dopo averne conosciuto uno (nello specifico, il mio compagno). Il suo esempio mi ha fatto capire che davvero era possibile vivere senza essere complici del sistema della violenza e prevaricazione. E in fondo anche perché me è stato un ritorno alle origini del pensiero, visto quel che racconta mia madre, ossia che da piccola non volevo saperne di mangiar carne.

        Comunque, pensandoci bene, a me gli animali hanno sempre fatto tanta tenerezza, forse perché li ho sempre visti come vulnerabili, indifesi. Ho sempre avuto questo istinto di protezione e cura verso di loro. Atteggiamento che poi, da semplice zoofilia, si è evoluto in animalismo prima ed antispecismo poi.

        Comunque vedi che, da quel che mi racconti, in fondo piacevano anche a te. Come si può non essere incuriositi dalla loro natura così priva di sovrastrutture?

        I bambini invece non mi fanno lo stesso effetto. Non posso dire che non mi piacciano o che non mi ispirino simpatia, ma non mi suscitano tutta quella tenerezza che invece mi suscitano gli animali. A volte faccio delle figuracce perché vedendo una madre con passeggino e cagnolino al guinzaglio, mi fermo senz’altro a fare due carezzine al cane, mentre mi dimentico di salutare il bimbo.
        Ora i detrattori degli animalisti diranno senz’altro che appunto noi ci commuoviamo per un cane, ma ce ne freghiamo per i bimbi che muoiono di fame in Africa. :-D
        (non è così, il rispetto è per entrambi!)

  4. berlinora said

    spero di poter leggere presto il tuo primo libro.

  5. Massimo said

    Sono d’accordo. L’amore è un sentimento troppo personale e in definitiva non c’entra niente con la questione. Il rispetto è una cosa dovuta, punto e basta.

    Il tuo è l’unico libro di filosofia che comprerei.

    • Scommetto che il successivo ti piacerebbe ancora di più. Titolo: Riduciamo significativamente il numero di esseri umani tramite massiccio autocontrollo delle nascite.

      • Massimo said

        Primo figlio tollerato. Secondo figlio 20000 euro di multa (altro che sussidi) e sterilizzazione coatta del padre e della madre.

  6. Darkoniglio said

    Fa veramente piacere trovare qualcun’altro che condivida questo tipo di etica… Di solito si ricevono sguardi allibiti… “Ma come? Sei vegano e non ami gli animali?”
    Il tuo post ha dato una bella riordinata ai miei pensieri :) Mi manca solo una bella risposta ad effetto per i prossimi che mi faranno una delle fatidiche domande

    • Mi offro come consulente per risposte adeguate ad onnivori stolti.

      • Volpina said

        Il fatto di “non” amare gli animali è più significativo e reale di quello specista del resto della popolazione non vegana.
        E’ una scelta consapevole di voler rispettare la vita degli altri. Forse Claudio è un vegano migliore di me, perchè io non mangio gli animali e sono contro il loro sfruttamento perchè dapprima li amo da morire e li considero miei fratelli e poi perchè trovo che non sia giusto giocare con le vite degli altri. O forse amarli e rispettare la loro vita in questo caso è la stessa cosa per me.

        E comunque Claudio merita tutta la figa di questo universo.

        Tutta.

      • Sì, ma io ancora sto aspettà la tua!

  7. feminoska said

    E buongiorno a te!
    Non è che la tua posizione sia criticabile, anzi. Condivido appieno il discorso che fai sul non confondere ‘amore’ e rispetto (anche se non credo davvero sia possibile amare e massacrare di botte, però allo stesso tempo ‘amore’ è la formuletta magica che troppo spesso mette a tacere qualsiasi sensata obiezione!). Detto questo, gli animali non umani sono esseri viventi, come me e te. Capaci alle volte di richiederti di entrare in relazione con loro. E quando lo fanno cosa fai, ti sottrai? Io personalmente rispetto profondamente i selvatici, provo anche io un senso di stupore grandissimo quando me ne trovo di fronte uno, ma l’empatia più grande la provo verso i domestici…proprio perchè domestici, addomesticati da noi certamente, ma in fondo come noi. perchè manco noi siamo davvero liberi, anche noi subiamo scelte altrui spesso impotenti, o quasi, anche i nostri confini sono stati resi angusti. Insieme a loro cerco e a volte scopro nuove strategie di resistenza. Li considero i miei compagni di sventura, coi quali cerco di spezzare le gabbie che CI opprimono. E comunque, qualsiasi animale domestico è meno addomesticato e in qualche suo tratto sempre più selvatico della massa di esseri umani in generale.
    Ps: i bambini perdono 1- 10000 con i cuccioli, perchè ad essere sinceri si dovrebbe ammettere che una palla di pelo con gli occhioni e che cerca coccole a tutto spiano facendo versetti teneri sia decisamente più attraente di un cucciolo glabro, pelato, grassoccio, sbavante e capace perlopiù di emettere grida da falchetto pazzo! Inoltre quando guardo un bambino vedo per il 99% del tempo un futuro bigotto carnivoro alienato e sessista, e perciò la tenerezza fa spazio ad altri desideri in stile Erode ;-)!!!!

    • Con gli animali non umani mi comporto come con gli umani: se vogliono entrare in relazione con me, valuto se mi stanno simpatici, e in tal caso li lascio fare. Altrimenti li evito.
      Per gli umani di sesso femminile invece valuto anche se intendono darmela. Se sì, li lascio fare. In caso contrario, li evito

  8. CyberKAT said

    Ho capito.. mi costringi a regalarti un gattino nero figlio della mia vecchia gatta …. dammi il tuo indirizzo che te lo spedisco.

  9. […] consigliate: L’Antispecismo, di Claudio Gianvincenzi. Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. […]

  10. Il fu Luca said

    Quante perifrasi per dire che non ti piacciono i porno con gli animali…
    (sottoscrivo)

  11. Gianni Brugnoli said

    io però ti amo! :(

  12. Io non sono vegetariana, ma a mia discolpa posso dire che mangerei anche la carne umana.

  13. CyberKAT said

    bah..ancora con ‘sta storia…. eddddilllllo che sei vegano perchè è treny!

    P.S.: è da tempo che non ti leggo.. ma scrivi nei ritagli di tempo?

    • Ho postato appena un mese fa, che è pochissimo per i miei standard di frequenza!

      • CyberKAT said

        eeeh … ma mica eri così qualche annetto fa….( che brutti scherzi fa la vecchiaia….. )

        P.S.: ho notato solo ora che nel messaggio precedente per un qualche arcano scherzo del destino è sparita la “d” .. perciò…chiedo venia, emendo e rimando:

        “bah..ancora con ‘sta storia…. eddddilllllo che sei vegano perchè è TRENDY!”

      • Prima c’era più quantità, ma ora c’è decisamente più qualità.

  14. CyberKAT said

    Se lo dici tu…….

  15. Eliana said

    …mi interesserebbe leggere il libro che hai segnalato: L’antispecismo di Claudio Gianvincenzi…ma non lo trovo da nessuna parte!!! :((( forse ha un’altro nome? …mi puoi aiutare?? grazie!!
    Comunque il RISPETTO dovrebbe essere sempre messo al primo posto sia con le persone che gli animali…a differenza di noi umani loro non possono parlare ed a volte nemmeno difendersi…alcuni potrebbero farlo ma sono talmente buoni che soffrono in silenzio, vorrei vedere una mucca incazzata…può ammazzare un uomo!!! In fin dei conti loro non ci rompono i coglioni (come dice il libro) quindi perchè non possiamo lasciarli in pace???

    • Ciao Eliana, quel libro non esiste. Claudio Gianvincenzi sono io e ipotizzavo un libro di una sola riga in cui viene espresso il concetto essenziale di non rompere i coglioni agli animali. Magari un giorno lo scrivo. Anzi, già fatto, a ben vedere :D

    • CyberKAT said

      Uhm… Eliana non conosci Sdrammaturgo eh?…… o non lo hai letto abbastanza…….. non so se il tuo sia un atto deplorevole o…….. O. (-_-)

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