Beati i poveri, perché moriranno prima

Lettera al mio bambino mai nato

Posted by sdrammaturgo su 17 novembre 2012

Non procreare se non volevi essere procreato.
  

Dal Vangelo secondo Claudio


*

*

Caro figliolo scampato alla vita,

sono lieto di annunciarti che non nascerai.
Non preoccuparti: non verrai neppure concepito.
Io senza preservativo una donna nemmeno la guardo.
E non temo tanto l’AIDS, quanto la tua nascita. Per l’AIDS magari un giorno potrebbero trovare una cura.
Della procreazione adoro la pratica, ma detesto il risultato.
A un uomo che non usa il preservativo, peraltro, nessuna donna dovrebbe mai darla per tutto il resto della sua vita e gli dovrebbe essere negata anche la possibilità di autoerotismo: troppo comodo fare il passionale noncurante quando poi la gravidanza se la becca lei.
Se poi si dovesse verificare un incidente nonostante il contraccettivo, sappi che io sono favorevole all’aborto fino al nono mese di gravidanza.
Finché sei nel corpo della donna, sei il corpo della donna.
Qualcuno potrebbe obiettare: “Cosa ti impedisce di essere allora favorevole alla soppressione del bambino anche dopo la nascita?”.
Finché sei all’interno della fica, decide la donna. Una volta fuori, te la vedi tu. Vale anche per il cazzo, quindi non vedo perché non dovrebbe valere per te.
Per me l’embrione non è vita nei primi quarant’anni. Dopo diventa spazzatura.
Tutto dipende inoltre da come si considera la vita, se essa sia un bene o sia un male.
I cattolici pensano che la vita sia un bel dono. Ma i cattolici pensano anche che sia un angelo custode a farti evitare gli interventi a gamba tesa a calcetto e che trombare sia sbagliato, quindi valuta tu quanto siano attendibili.
Io penso che la vita sia una sciagura.
Certo, esistono anche le Stanze di Raffaello, la foresta dell’Amazzonia e Stoya, ma poi le Stanze di Raffaello sono del Vaticano, la foresta dell’Amazzonia la stanno abbattendo e Stoya non te la dà, quindi vedi che è anche peggio.
La nascita è una condanna a morte.
Hai idea di quanto sia brutto dover fare i conti con la morte? Rispetto alla morte, spesso persino la vita risulta migliore.
Siccome sei mio figlio e ti voglio bene, farò di tutto per evitarti questo supplizio.
Potresti nascere handicappato o ammalarti o essere investito da una macchina o subire violenza o essere semplicemente molto brutto e maledire ogni giorno me e il giorno in cui sei nato. E non si gioca d’azzardo sulla pelle di un altro. A maggior ragione se si tratta di soddisfare un proprio capriccio, riempire un proprio vuoto, generarsi un’ancora di salvezza.
Hai presente quando si sente dire: “Quando tutto va storto, torno a casa, guardo i miei figli e mi rincuoro”? Un figlio è il premio di consolazione.
Le persone procreano perché sono sprovviste di fantasia e hanno bisogno di qualcosa di cui occuparsi durante la giornata.
Un figlio è un tamagotchi più costoso.
Dicono: “Facciamo un figlio”. Non dicono: “Facciamo una persona”.
Non considerano che quel figlio sarà un individuo a sé stante che dovrà sopravvivere tra ogni sorta di difficoltà.
Lo vedono come un loro giocattolo, un bambolotto, che serve a dar loro l’illusione dell’eternità, come se lasciare una goccia di sborra e un’ovaia a scorrazzare sulla crosta terrestre e subire tutte le asperità della vita possa sconfiggere la morte.
E quanta presunzione nella trasmissione del proprio patrimonio genetico!
Ognuno considera il proprio DNA imperdibile per l’umanità e si sente in dovere di riprodursi.
“So fare il fischio da pecoraio e imitare la scoreggia con la mano sotto l’ascella: il retaggio del mio sangue non può andare perduto”.
Ecco, non ti metto al mondo perché non reputo così indispensabile la presenza di un altro basso pelato.
Non mi perdonerei mai poi di averti costretto a subire la scuola e il lavoro.
La scuola è una violenza pedofila di massa. È il carcere minorile per innocenti che insegna loro a diventare colpevoli.
L’università è una fabbrica di ingranaggi produttivi di livello superiore, servi specializzati o padroni robotizzati.
Il lavoro è schiavitù.
Non permetterò mai che tu divenga schiavo dello Stato o di un proprietario o dell’apparato socioeconomico. E siccome ciò è inevitabile non appena si viene scagliati nell’esistenza, non c’è altra soluzione che regalarti l’inesistenza.
Ma ci pensi a quale orrore sia l’amore famigliare?
Dover sottostare all’affetto di un padre e di una madre è veramente una disgrazia senza eguali.
Pensa a tutta la retorica dell’amore materno e paterno, tutta la congerie di sentimentalismi melensi e patetismi eroici, ai “farei di tutto per i miei figli, darei la vita per loro”. Non trovi tutto ciò angoscioso e nauseante?
Credimi, fa rimpiangere gli abusi su minore.
La famiglia serve al Principe per la produzione di nuova manodopera e per rendere più docile quella già esistente.
È la cellula base di potere atta al controllo capillare della società.
Un figlio ti rende ricattabile: nel momento in cui devi sfamare altre persone, non puoi più dire di no a ciò che ti offre il padrone, fosse anche la mansione più degradante e in contrasto con le tue idee e la tua etica, perché ormai ci sono altre persone che dipendono da te.
La famiglia serve a catturare lo schiavo con la prospettiva di un po’ di potere per poi ingabbiarlo con le responsabilità.
Non sei nessuno, non conti nulla, ma in famiglia potrai comandare e condividerai una briciola del potere del Principe, ne assaporerai una stilla d’ebbrezza.
Per mantenere questo miserabile privilegio, dovrai obbedire per sempre.
Per le frustrazioni che necessariamente accumulerai, potrai sfogarti sulla tua prole, sulla quale eserciti lo stesso potere assoluto che lo Stato, il banchiere e l’industriale esercitano su di te.
Figlio mio, non sei dunque contento? Anche grazie a te, il Governo si prenderà una soddisfazione in meno.
Sento le interviste agli operai licenziati: “Cosa daremo da mangiare ai nostri figli?”.
E vorrei dir loro: e potevate non farli, i figli.
Compagno operaio, benché io sia dalla tua parte e ti offrirò aiuto e copertura qualora vorrai sequestrare il figlio di Marchionne, non lo sai che la famiglia è stata inventata apposta per fregarti?
È imperdonabile mettere al mondo un figlio condannandolo a subire la tua stessa povertà.
Né tu né tua moglie volevate davvero figli. Quello che credete essere stato un vostro desiderio, non è vostro affatto. Vi è stato inculcato a forza. A lei è stato detto che se non si fosse gonfiata per ospitare cellule in evoluzione da ricacare dopo nove mesi, non valeva nulla come donna; a te è stato detto che se non avessi inseminato e assoggettato un esemplare fisicamente inferiore della tua specie, non saresti stato un vero uomo. E ci avete creduto.
La monogamia è un inganno. La famiglia è una trappola.
Laddove individui indipendenti senza vincoli sarebbero divisi nella socialità, la famiglia li unisce nella solitudine.
I sacrifici che fai per i tuoi figli giovano solo al tuo datore.
Si dice: “Rinuncio a tutto per i miei figli, così loro potranno avere una vita migliore”.
I figli si godranno dunque la vita grazie al martirio dei padri? No, perché anche loro faranno dei figli e il meccanismo si ripeterà, e i figli dei figli faranno figli a loro volta, e così via, incessantemente, perpetuando la sottomissione.
Come ha detto un saggio: “Un figlio ti dispensa dal vivere la tua vita per vivere la vita di un altro”.
Uno fa un figlio e dopo comincia a disperarsi per il mutuo da pagare e le bollette e le tasse scolastiche e c’è da pagare il medico e i soldi per la gita e per il nuoto e vuole la bicicletta nuova e come faremo ad arrivare a fine mese.
Trovo quantomai stupido e insensato crearsi problemi che poi bisognerà risolvere.
Che poi si sente sempre dire con sdegno: “Saranno i nostri figli a dover pagare il deficit”, “Non è giusto che i nostri figli paghino il buco della sanità” “I nostri figli pagheranno la crisi finanziaria”. Ma io dico: non fateli, questi figli, così nessuno paga niente e siamo tutti contenti, no?
Che fai, metti al mondo qualcuno affinché appiani i tuoi debiti? Allora lo vedi che sei uno stronzo?
Peraltro, crescere un figlio comporta ingenti spese, quindi i tuoi problemi economici si aggravano. Allora lo vedi che sei un coglione?
L’altra mattina mi sono svegliato ed è stato bellissimo quando ho realizzato esultante: “Ehi, io non ho figli!”.
La giornata mi ha sorriso.
Se io fossi stato Hugh Hefner, magari un pensiero a metterti al mondo lo avrei fatto per donarti l’opportunità di vivere nella Playboy Mansion circondato da conigliette porche e disponibili.
Ma se poi nascessi donna, per te sarebbe un problema lo stesso. Dovresti vedertela con stalking, molestie, stupro, Sex and the City. Gli umani imbecilli cercherebbero di impedirti di scopare liberamente, perché “sei una donna e non sta bene”. Ogni tuo pompino con un partner sessuale occasionale sarebbe una trasgressione della virtù con cui vorrebbero imbrigliarti.
È per questo che non mi piacciono le donne monogame, fedeli, pudiche, che non siano promiscue e libertine e indecorose: per quanto emancipate e ribelli e disinibite possano essere, nel momento in cui non scopano con facilità a destra e a manca, restano lo stesso l’orgoglio di papà e mamma, poiché la loro austerità virginale è in salvo e il loro corpo rimane addomesticato secondo i dettami del patriarcato sessuofobico che ci tiene alla salvaguardia della pubblica immagine di morigeratezza.
Sì, hai capito bene: la mia donna ideale è Stoya. Ma mi accontento anche di Sasha Grey.
Per me l’essere una sex worker è un valore aggiunto, mentre affermare con fierezza “non vado certo con il primo che capita” ti declassa per sempre ai miei occhi come irredimibile stolta noiosa a cui rispetto alla propria bisnonna hanno tolto dalle mani i ferri da maglia e ci hanno messo la tessera elettorale.
La frase che una donna non deve mai pronunciare se non intende farmi perdere attrazione e stima è: “Desidero soltanto te”. Pensa che palle.
Se nascessi omosessuale, non ne parliamo. Considereresti un successo ogni serata in gelateria conclusa senza un pestaggio.
Non ti farò nascere anche perché non voglio essere un padre, non voglio essere il Pater.
Il padre, fosse anche il padre più libertario possibile, incarna sempre – costitutivamente – una figura di potere, poiché è colui il quale ti ha dato la vita e si è preso cura di te quando non potevi farlo da solo.
Siccome il mio anarchismo è una cosa seria, non voglio rivestire alcun ruolo di potere.
Dal momento che non mi piace obbedire, non ho alcuna intenzione di comandare.
Ed è un atto di potere intollerabile decidere di far nascere un individuo senza che sia stato chiesto il suo parere.
Ti evito volentieri pure quel delirante senso del dovere pedagogico che infetta i genitori.
Al delirio di onnipotenza si aggiunge infatti una smania educativa vista come imperativo morale: “Devo insegnare ai miei figli cos’è giusto e cos’è sbagliato”.
Non è spaventoso? Non lo hai capito nemmeno tu, ma ti senti in dovere di tramandarlo ai tuoi figli.
Nella migliore delle ipotesi, li renderai depositari di un immane bagaglio culturale di cazzate, errori e atrocità.
Tant’è che non facciamo che ripetere le idiozie dei nostri avi.
Visto che non ho alcuna intenzione di inquinarti con le mie inadeguatezze, figlio mio, non mi permetterò di farti nascere.
Il tuo mancato concepimento e la tua non nascita sono anche una forma di rispetto verso la donna.
È infatti il corpo della donna che si deforma, è la donna che deve sopportare tutti i dolori, tutti gli affanni, tutti i rischi, tutti gli inconvenienti e tutti gli inestetismi che la gravidanza comporta.
Voglio dire: un organismo esterno si insedia in un corpo e poi esce tra sofferenze inumane. Non ti ricorda qualcosa? Esatto: Alien.
Tua madre non è un forno. Per questo non sarà tua madre.
L’istinto materno non esiste. Esiste solo l’istinto del capo ufficio marketing della Pampers a vendere più pannolini.
E di sicuro non c’è da fidarsi se è un prete a dire che bisogna fare più bambini.
Ti rendi conto che qui c’è gente che crede in dio?
Su questo pianeta siamo troppi. Siamo arrivati a sette miliardi, numeri da batteri.
Le risorse scarseggiano, abbiamo devastato tutto, deturpato tutta la bellezza.
Imprigioniamo, sfruttiamo, torturiamo, uccidiamo gli animali.
Non voglio contribuire a tutto questo e non voglio che vi contribuisca tu. Tanto meno intendo obbligarti a vivere in un mondo fatto di mostruosità e sopraffazione, ove gli esponenti delle forze dell’ordine hanno una vita sessuale e in cui quando ti metti a letto poi devi rialzarti per andare a pisciare.
La vita è faticosa soprattutto per le piccole cose della quotidianità. Ed è una fatica inutile. Te la risparmio volentieri.
Ora tu ti chiederai: “Stai forse dicendo che chi procrea per scelta è un cretino?”. No: anche un pazzo criminale.
Non farò di te la mia vittima.
Il regalo più grande che io possa farti è non metterti al mondo.
Godi dunque, oh figlio mio, degli innumerevoli vantaggi dell’inesistenza priva d’avversità, e sappi che il tuo papà ti invidia molto.
Quanto a me, cercherò anch’io di godere degli innumerevoli vantaggi della tua inesistenza.
Ma se il profilattico si dovesse rompere, il preservativo femminile cedesse più velocemente delle buste della spesa biodegradabili, la pillola non funzionasse, la spirale fallisse, il diaframma si bucasse, il cerotto si rivelasse un imbroglio, trovassimo solo medici obiettori che ci negassero la pillola del giorno dopo e tua madre non volesse abortire, ti prometto solennemente, anzi ti giuro su Stoya, che farò di tutto per mantenerti tutta la vita; non dovrai mai lavorare; dovrai vedere la paghetta come Risarcimento Nascita Non Richiesta; non dovrai mai dirmi grazie; non dovrai mai chiedermi il permesso; non dovrai onorarmi; non dovrai rispettarmi, se non me lo merito; non dovrai mai sentirti in debito con me; non dovrai mai preoccuparti delle soddisfazioni che vorrò da te o che non mi avrai dato; non dovrai mai sentirti figlio, ma sempre individuo libero prossimo mio e mio pari; non dovrai mai chiamarmi papà.
Ma se diventi cattolico te gonfio.

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178 Risposte to “Lettera al mio bambino mai nato”

  1. “…io sono favorevole all’aborto fino al nono mese di gravidanza. Finché sei nel corpo della donna, sei il corpo della donna.
    Qualcuno potrebbe obiettare: “Cosa ti impedisce di essere allora favorevole alla soppressione del bambino anche dopo la nascita?”. Finché sei all’interno della fica, decide la donna. Una volta fuori, te la vedi tu.”

    Una volta tanto -pur considerata la natura iperbolica del post – non sono d’accordo con te.
    Credo che ciò passi sotto il nome di pluralismo. Ed è giusto così.

    • In effetti non lo so se sono favorevole davvero all’aborto fino al nono mese di gravidanza, ma i parossismi aiutano a riflettere anche me.

      • Per il resto sono in sintonia con te, nei fatti come nell’ideologia (= scelta di non procreare).
        Noto che anche illa concorda.
        Son felice. ;-\

      • vappole said

        Bellissimo. Non mi capita spesso di condividere quasi ogni cosa di cio’ che qualcuno scrive.
        Eccetto due. L’istinto materno non e’ un invenzione, purtroppo. E’ un’istinto – un po’ come l’innamorarsi, la fame, la sopravvivenza, ed e’ molto piu’ forte di te. Varia da donna a donna ovviamente, ma una volta che hai dentro un bambino qualcosa cambia in te radicalmente. E’ infatti e’ un ingiustizia il fatto che non venga detto chiaramente tra le conseguenze di un’aborto. La parte peggiore non e’ quella fisica, non e’ il dolore, no. Ma come al solito le donne subiscono e stanno zitte, stupidamente.
        Secondo, le sex-workers generalmente non sono persone libere, anzi. Il piu’ delle volte sono costrette a tale lavoro sotto pressioni economiche, di violenza, psicologiche e altro. Difficilmente una donna libera sceglierebbe tale lavoro. Innanzitutto per i rischi che comporta. In secondo luogo perche’ a nessuno piace fare sesso con chiunque. Ci sono eccezioni, ovvio, come in tutto. Ma non e’ la norma.

      • L’istinto materno non esiste nemmeno in natura. Capita che esemplari di ogni specie respingano il cucciolo, si rifiutino di allattarlo, lo mangino perfino.
        Tra gli umani c’è chi lo butta nel cassonetto, chi va in depressione post parto e respinge il figlio.
        Ovviamente qualcosa cambia per forza. Ma non parlerei di “istinto materno”. Semmai di inclinazione.
        E per sex worker si intende lavoratrici del sesso autodeterminate, non certo le schiave del sesso costrette, pestate e sfruttate.
        Ogni lavoro viene svolto sotto pressione economica. Io e te forse non lavoriamo sotto pressione economica? Fossi ricco di famiglia, non farei un cazzo. Il lavoro è schiavitù, sempre.
        A nessuno piace fare sesso con chiunque? Beh, stai parlando con uno a cui piace fare sesso con chiunque. Alla ragazza con cui sto piace fare sesso con chiunque. Ai miei amici piace fare sesso con chiunque. Alle mie amiche piace fare sesso con chiunque. Le eccezioni sono molte, come vedi.
        “Chiunque” non significa niente: si tratta sempre di “chiunque sia di nostro gradimento”. E una sex worker autodeterminata può selezionare la clientela. Non è costretta a fare sesso con “chiunque”. Quello è il caso delle prostitute sotto minaccia del pappone.
        E di persone libere tra le sex worker ce ne sono a iosa, molte più di quanto tu creda, molto più libere di me e di te.
        “Difficilmente una donna libera sceglierebbe tale lavoro” è un’affermazione senza fondamento, una tua convinzione fallace a cui dai carattere universale.
        Ti rimando a un’intervista a qualcuno che in materia ne sa sicuramente più di me e di te: una sex worker autodeterminata, appunto.
        Scoprirai che è bene toglierci di dosso molti luoghi comuni http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2013/01/18/sul-perche-non-mi-offendo-se-mi-danno-della-puttana-ovvero-ascoltare-prima-di-sentenziare-non-sarebbe-poi-cosi-male/

      • Paolo1984 said

        inclinazione, istinto..amore materno o paterno..banalmente parando c’è chi lo prova chi non lo prova chi lo prova più tardi chi mai (nche se credo che ogni genitore degno desideri are di tutto per difendere i propri figli,non sempre è facile capire quale sia il modo giusto, anche qua ci possono essere lati chiari e oscuri, ambivalenze ..non c’è una regola e gli esseri umani poi sono un intreccio di natura e cultura

  2. rita said

    Applausi!

    Quella del mettersi a letto e poi doversi rialzare per pisciare è davvero una chicca, e sarà che ho una pigrizia praticamente congenita, ma praticamente io non ho fatto figli pure per non dovermi alzare di notte (oltre al fatto che ne sono costretta per pisciare, appunto). :-D
    Vabbè, il motivo numero uno è che non volevo ingrassarmi. A seguire tutti gli altri che hai elencato tu.

    • Sai che approvo molto il tuo rifiuto della gravidanza per motivi estetici.

      • Finalmente un uomo che la pensa cosi. Finalmente un uomo che non pronuncia l’orrida e menzognera frasetta “La donna in gravidanza è più bella”. Finalmente uno che la pensa come Lei. Finalmente. Condivido questa lettera sotto ogni minimo punto di vista, si, anche sotto quello per Sasha Grey (non conoscendo Stoya). Grazie, grazie, grazie davvero.
        Valentina.

      • Oddio, non darmi del lei, però :-D
        Erudisciti su Stoya: ti si spalancherà un universo. Ti dico solo che in confronto a lei Sasha Grey è una bruttina qualsiasi. Intellettivamente se la giocano: seguo i blog di entrambe e sono argute tutte e due. Ma forse Stoya prevale anche sotto quel punto di vista.
        E finalmente altre donne che pensano che una donna incinta sia fondamentalmente una panzona.

  3. Pseudonimo said

    Penso che sia la cosa più bella che ho letto nella mia vita.

  4. gianfranco said

    “Dicono: “Facciamo un figlio”. Non dicono: “Facciamo una persona”.”
    Una profonda riflessione sulla seconda frase potrebbe risultare un potente anticoncezionale.

    • Per correttezza di cronaca, devo rivelare che per quell’osservazione sono debitore della mia amara metà (se le do della dolce s’offende. Giustamente).
      E anche chiamarla “la mia metà” non è che sia il massimo, né per me né per lei.
      Per fortuna ci salva la poligamia.
      Ad ogni modo, hai ragione. Eccome se ne hai.

  5. Masque said

    Maestro… M’inchino a tanta saggezza. (Ed ora vedi tu se accettare il complimento, che è contemporaneamente l’attribuzione di autorevolezza. :P)

    • Masque said

      *un attribuzione ¬_¬

    • L’accetto eccome. Tu per me sei l’autorevolezza incarnata :-D

      • Masque said

        “autorevolezza incarnata” a me? grrrr…. ¬_¬
        mi piace di più quando mi danno del “decerebrato, disertore di ogni valore morale e civile, canaglia codarda” (cit.). :D

        ma tra le altre cose… hai notato quanto la procreazione sia utile al mercato? conosco persone che si dicono ecologiste convinte che quando avranno prole, dovranno *per forza* prendere una macchina più grande e una casa più grande.
        ho provato a svelare loro che i bambini sono piuttosto piccoli e quindi stanno larghi anche in una 126 e che quando saranno diventati sufficientemente ingombranti da non starci più, probabilmente non vorranno nemmeno più farsi portare in giro da loro… m’è stato risposto che la macchina più grande serve anche per quando si va in vacanza… sai, per i bagagli… ma che cacchio ti devi portare? e poi ti pare logico dover mantenere un’automobile che per 359 giorni all’anno è sovradimensionata?
        che dire dell’idea di indebitarsi per tutta la vita facendo un mutuo per una casa “che poi resterà ai figli”? quando avrai finito di pagarla, scoprirai che ai figli non gliene fregherà niente, ed intanto hai trascorso una vita da schiavo. tu e famiglia al seguito. clap clap… bella trovata! :D

      • Autorevolezza in senso anarcobuono, ci mancherebbe :-D
        Il consumismo si regge sulla procreazione: ogni nuovo nato, nuovi prodotti da vendere.
        Ecco, io non procreo per logica.

  6. Paolo1984 said

    Pure io sono favorevole all’accesso e alla contraccezione e all’aborto legale (non so se proprio fino al nono mese) ma francamente non credo che chi procrea per scelta sia necessariamente un cretino nè un pazzo criminale. Mi colpisce che uno per affermare la sua decisione (di procreare o di non procreare,) debba denigrare o pontificare sulle motivazioni di una scelta contraria alla sua. E’ possibile dire “amo le donne libertine, ma non penso che le altre siano tutte represse o “stolte niose”? E’ possibile dire “non voglio essere padre ma non penso che tutti i padri siano tremendi padroni oppressivi”?

    • In un blog giornalistico d’opinione sì.
      In un blog comico no.

      • Paolo1984 said

        sei un comico? Mi sa che preferisco George Carlin, Sarah Silverman e Bill Hicks…senza offesa eh!

      • Sì, sono un comico, e mi pare ovvio che uno preferisca George Carlin, Sarah Silverman e Bill Hicks.
        Pure io li preferisco a me stesso, un po’ come preferisco Maradona, Cruijff e Di Stefano a Boksic, Djorkaeff e Gascoigne.
        Ma mi sa che George Carlin, Sarah Silverman e Bill Hicks sono più d’accordo con me che con te.

      • Paolo1984 said

        può darsi però lo saprebbero dire meglio. Opinione personale

      • E grazie al cazzo. Pure Joyce scrive mejo de me :-D

    • ahahahah però lui non mi ha mai fatto piegare in due dalle risa, cosa di cui sono grato a te.
      e questo pezzo è uno spasso, tutto (comprese le validissime argomentazioni ottimamente espresse). ma “tua madre non è un forno. per questo non sarà tua madre” mi ha inferto un colpo decisivo. potrebbe essere un precetto biblico!

  7. Massimo said

    Eh se son d’accordo con te! Eppure nella mia incoerenza io un figlio lo farei. Anzi ne farei a camionate, però solo con giovani donne vegane. Anzi faccio di più, mi offro volontario come stallone vegan. Per infestare questo pianeta di esseri umani degni di essere chiamati umani.

    Seme ottimo. Vegan 100% doc. Certo, se maschio le probabilità che esca fuori bassino e pelato non sono poche…

    • Paolo1984 said

      chi mangia carne è un essere umano “indegno”. Andiamo bene…

      • Ah Pa’, qui semo vegani, come ti aspetti che consideriamo il mangiare carne?

      • Paolo1984 said

        potete considerarlo come vi pare. Io non direi mai che un vegan è un essere umano indegno..comunque niente di male anzi viva il politicamente scorretto! (però i nomi che ho fatto sopra il politically uncorrect sanno maneggiarlo meglio)

      • Aridaje. Se mi avessi detto che I soliti idioti sanno maneggiarlo meglio, mi sarei posto il problema.
        Ma che George Carlin e Bill Hicks mi siano superiori, rientra nel naturale ordine delle cose.
        Che poi qui nessuno ha detto che chi mangia carne è indegno.

      • Paolo1984 said

        “Che poi qui nessuno ha detto che chi mangia carne è indegno.”

        veramente Massimo lo ha detto ma forse era parossismo comico anche quello, se è così lo accetto

      • Massimo said

        No, no. L’ho detto perchè è sinceramente quello che penso. Nessuna intenzione di fare dell’umorismo.

    • Massimo, non farlo! Godi dei benefici dell’essere stallone senza gli effetti collaterali delle nascite :-D
      E poi agli animali facciamo un favore maggiore se scompariamo.

      • Massimo said

        Hai ragione. Lascio perdere…meglio che spariamo, chi mi assicura che un figlio mio e di vegana x non inizia poi da adulto a mangiare e torturare animali?

    • Massimo said

      E vorrei aggiungere Paolo, che non si tratta di un insulto, come da te è stato probabilmente percepito. Si tratta di una modestissima riflessione esistenziale.

      Secondo me, e non dico nulla di originale, per l’altissimo valore che dò al termine “essere umano”, tali lo si diventa. Come posso accettare che i miei simili mangino carogne…ma non è questo, per me potete mangiare anche plastica se vi pare, non è affar mio. Come posso teoreticamente accettare che i miei simili accettino passivamente il vergognoso sfruttamento e massacro degli animali…e parlo dei maiali che sono esseri evolutissimi sensibili giocherelloni, delle mucche pacifiche e meditative, delle galline simpaticissime e dolcissime, dei pesci silenziosi e meravigliosi, e quanti altri vi mangiate…. vi mangiate, ti rendi conto?

      Tortura, sfruttamento, massacro, e poi mangiare? Ma come si può definire “umano” chi accetta passivamente tutto ciò senza mettere in discussionequesto orrore e questo disgusto?

  8. claudio said

    Caro Claudio, Sono Claudio. A prescindere che l’articolo mi è piaciuto nella sua struttura sintattica e letterale, non condivido alcune cose che hai scritto a proposito di:Pensa a tutta la retorica dell’amore materno e paterno, tutta la congerie di sentimentalismi melensi e patetismi eroici, ai “farei di tutto per i miei figli, darei la “Vita” Ma come fai a giudicare, se non sei padre e forse non lo diventerai mai? La definisci “retorica” un padre o una madre che da la vita al proprio figlio o figlia? La letteratura è piena di questi casi che definisci melensi. Basta leggerli- A proposito poi di libri, Oriana Fallaci, in tempi non sospetti, (parliamo degli anni 70) scrisse un libro intitolato : LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO. Profetica? E’ stata le la tua musa ispiratrice? In qul tempo Lei fu molto criticata. Adesso si che vi sono tutti gli ingredienti per scrivere un articolo come il tuo. Ma credo che Marchionne e tutta la sua famiglia, se ne fotte. AUGURI!

    • Ciao Omonimo. Sì, il mio scritto fa il verso a quello di Oriana Fallaci
      I passaggi più estremisti li devi vedere come parossismi, radicalizzazioni comiche. Ovviamente con una solida base di verità: sono abbastanza allergico all’imperativo del sentimentalismo famigliare ed esagero per muovere una critica alle forme tradizionali dei rapporti genitore-figlio.
      E sono perfettamente cosciente che Marchionne se ne fotta :-D Possedere un grande capitale offre anche il vantaggio di sbattersene.

  9. murmur79 said

    Fateci caso, tutti i vegan sono incazzati col mondo intero e fondamentalmente depressi.

    Che poi io sarei pure vegan, se la carne non fosse così’ fottutamente gustosa. Alla brace poi è la morte sua (dell’animale, intendo).

  10. rita said

    Quanti commenti indignati Claudio, che ti sei beccato, eh?! :-D

    Ci mancava pure la chicca dei vegani tutti depressi ed incazzati col mondo.

    Vai a toccare l’argomento figli e si scatena un putiferio.

    Ridiamoci su, invece, ché per me sei un comico eccezionale.

    • Finché mi dicono che sono peggio di George Carlin e Bill Hicks, ci posso stare :-D
      Mi fa strano semmai che qualcuno veda depressione in uno scritto in cui fondamentalmente dico: “Non fate figli e divertitevi di più”.

      • Masque said

        Nooo no no NO! Se se vegano, *devi* essere anche depresso ed incazzato con tutti. Ci deve per forza essere qualcosa che non va in te. Altrimenti, come faccio io, che capisco i motivi della tua scelta, ma non sono capace di rinunciare alla carne, a non sentirmi in colpa? :P

  11. fra said

    Devi essere una persona tremendamente infelice e tanto stupida. Peccato per te e per chi ti segue.

  12. Quipercaso said

    Qualcuno mi spiega la connessione tra l’avversione ai rapporti di potere famigliari e statali, da un lato, ed il veganesimo/depressione/stupidità di cui poi si accusa successivamente?

  13. Jacopo said

    “Devi essere una persona tremendamente infelice e tanto stupida”. Sembra un ordine. E l’ordine, implicitamente, include il non capire la differenza tra un saggio politico-filosofico e un blog comico-letterario. Vabbè, becchiamoci il loro compatimento! Bravo Claudio, a me piace anche perchè alcune parti mi dànno fastidio.

    • Pensa che alcune parti danno fastidio pure a me.
      Come ho detto a Giorgio, parossismi e radicalizzazioni aiutano anche l’autore stesso a riflettere.

      • Jacopo said

        L’unico a cui non aiutano è il bigotto, forse.

      • lafra said

        Il trasmettere fastidio è una gran dote! perché del fastidio non ti liberi velocemente, non basta ribattere con una offesa o una battuta indignata. il fastidio ti si appiccica addosso e lo superi o mettendoti in discussione o rimuovendo, rimuovendo, rimuovendo. ma nel secondo caso sai già che tornerà…

      • Anche senza il tuo consenso, sappi che prenderò il tuo commento come un complimento nei miei confronti, e tu non potrai farci niente! :-D
        Che bello, a modo mio sono dotato.

  14. Massimo said

    Incredible. Sembra sempre incredibile eppure è la realtà. Esseri “umani” che mangiano cadaveri e si arrogano pure il diritto di parlare. Ma tant’è.

    Non c’è niente da discutere o da spiegare signori. Se non lo capite, se vi mettete a discutere e controribattere, siete proprio senza speranza. La cosa davvero triste è che fate figli…

  15. Mio figlio sarà un bambino eccezionale, così intelligente che si guarderà bene dal farsi concepire.

  16. A me, che di proposito non mi sono sposato per non aggiungere nuovi sfruttatori delle risorse e nuovi inquinatori della Terra, un articolo del genere mi ha quasi rincuorato: ho fatto la scelta giusta.
    Ma non basta. O è talmente poco che mi vergogno a dirlo in giro.
    Un po’ come risolvere il problema dello sfruttamento animale con il solo non mangiar carne, con la speranza che tutto il mondo segua l’esempio.
    Singer è un illuso.

    • In effetti in ambito antispecista rimango sempre sbigottito quando vedo che si parla con la convinzione che il mondo possa davvero cambiare.

      • rita said

        Io ai cambiamenti ci credo perché la storia dimostra che avvengono continuamente; altra cosa è credere che il mondo possa cambiare IN MEGLIO. Diciamo che alcune cose sono migliorate rispetto al passato (ad esempio se adesso dico che non credo in dio nessuno mi mette sul rogo), almeno in alcune parti del mondo.
        Si cerca almeno, come dici sempre tu, di non rendere le cose troppo facili agli oppressori, di complicargliele un po’. E, per quanto mi riguarda, mi interessa anche raggiungere qualche risultato minimo (parlo dell’antisspecismo).

      • Certo, Rita, ma si tratta di cambiamenti che non richiedono la fretta di chi li vuole subito, in pochi anni o in pochi decenni, e di chi subito becca il compagno di ‘idee’ solo perché non la pensa proprio come lui.
        Già il pensiero antispecista è così nuovo che richiede decenni, se non secoli, per affermarsi.
        Trovarne subito i confini, quando già il termine “antispecismo” non è ancora ben definito (e per giunta è brutto), porre dei paletti e contrapporsi subito a chi la pensa diversamente mi sembra affrettato.
        Mi riferisco alle dispute, anche feroci, ahimé, tra animalisti, antispecisti, nihilisti, estinzionisti…, ah ah, ne sto conoscendo più in questi due o tre ultimi anni che in una vita intera.
        Comunque sono felice da quando vi ho scoperti.
        Felice che esistete.

  17. Masque said

    La situazione per come la vedo:
    Buona parte delle persone che non vogliono che il pianeta diventi inabitabile e che rifiutano lo sfruttamento e la sottomissione, in buona parte, proprio per queste ragioni, preferiscono procreare moderatamente (un solo figlio, per diminuire la popolazione) oppure non procreare affatto. Sono quelli che, se avessero un figlio, cercherebbero di educarlo nel modo più libero possibile.
    Buona parte di quelli a cui del futuro non importa nulla e tanto meno di farsi problemi riguardo a sfruttamento eccetera, non si interessano affatto di limitarsi nel figliare (non parliamo poi dei cattolici integralisti. basta il famoso sketch dei Monty Python “every sperm is sacred”). Sono quelli che, avendo dei figli, li educano tramandando rigidamente gli insegnamenti.
    Risultato: in futuro i figli dei “menesbatto” saranno sempre di più.

    Riflessione: la semplice selezione naturale non è più efficace per la preservazione della specie. in questo momento c’è bisogno di lungimiranza e la selezione naturale non funziona in modo lungimirante, ma conservativo.

    • Paolo1984 said

      qualche riflessione da parte del già citato George Carlin, sulla minaccia che l’umanità rappresenterebbe per questo pianeta, non parla di vegetarianesimo nè di procreazione però mi pare comunque interessante : http://www.youtube.com/watch?v=QXvK359TL2Y

      • Masque said

        Conoscevo quel video. Quando parlo di lungimiranza, non la intendo nel senso di “salvare i pianeta/nauta/quantaltro”, ma di evitare di renderci l’ambiente inabitabile… o per lo meno di far sì che non si debbano fare i salti mortali per viverci decentemente. Ok che ci si adatta a tutto, entro un certo limite, ma è decisamente più comodo se non devo bonificare ogni centilitro d’aria che vorrei respirare, prima di farlo. Tanto per dirne una.

    • Asia Delacroix said

      ottima osservazione, per fortuna ci pensano le guerre a fare un pò di pulizia (permette anche a me un’esagerazione?)

      • Masque said

        È probabile che i figli dei tizi del secondo tipo siano più entusiasti degli altri di andare a farsi soldati. Il brutto è saranno anche altri a pagare per il loro entusiasmo.

    • E c’è anche il guaio che non ci sono garanzie che i figli dei coscienziosi non diventino dei menesbatto.
      Magari metto al mondo un figlio io e mi diventa religioso, fascista, porchettaro e ultrà.

  18. volpina said

    …quando te la posso dare?

  19. feminoska said

    Quest’ultima preoccupazione era pure espressa in ‘colpisci dove più nuoce’ di Ted Kaczynski…lui proponeva però una allucinante guerra a colpi di progenie! Io della inevitabilità del tramandarsi di un certo tipo di cultura dai genitori ai figli non sono convinta….perchè l’albero non cadrà lontano dal frutto, ma i frutti del resto non han buone gambe per prendere altre strade!!!!

  20. Asia Delacroix said

    la smetti di scrivere per filo e per segno quello che penso io? bellissima lettera e non capisco tutti questi commenti totalmente fuori tema, bah la gente parla parla e non si rende conto di essere sotto lavaggio del cervello, lobotomizzatevi pure davanti le vostre televisioni almeno non andate in giro a far danni

    • Smetterò quando tu smetterai di essere bona.

      • Volpina said

        Cazzeruola, giusto oggi leggevo del lavaggio del cervello che un certo tipo di musica fa….hai ragione Asia.
        Feminoska, ti stimo da paura.
        Claudio, la tua battuta era MERAVIGLIOSA XD

      • Paolo1984 said

        brainwashing..come se lo spettatore o il fruitore fosse totalmente passivo rispetto a ciò che vede/sente.
        Vediamo se ho capito: gli unici esseri umani davvero liberi e consapevoli, i soli ad aver Capito Come Stanno Le Cose sono i vegani anarchici che non figliano per il bene dell’umanità ingrata che se ne frega di loro e continua bellamente a figliare o non figliare e mangiare bistecche per i fatti suoi rifiutando o ignorando più o meno colpevolmente la Verità..tutto il resto è lavaggio del cervello, probabilmente ho il cervello lavato anch’io dato che non vi vedo dissimili dai religiosi monoteisti che predicano cose opposte convinti anche loro di avere la Verità

      • Nun c’hai capito ‘n cazzo.

      • Paolo1984 said

        ovviamente. Ho capito solo che sei un comico, per la verità

      • Masque said

        Ti piacerebbe che adesso arrivasse qualcuno a dire che “no, non è così… si stava esagerando… adesso ti spiego com’è che la penso in modo moderato…”, eh? :D
        Ma vuoi davvero che qualcuno te la spieghi, oppure ti accontentavi solo della soddisfazione di vedere qualcuno “tornare sui suoi passi” grazie al tuo commento?

  21. Renata said

    neanch’io desidero mettere al mondo mio figlio, per i tuoi stessi identici motivi…difatti non trombo.
    E’ liberatorio.

  22. stregaa said

    Capita proprio a fagiolo:
    http://graficanera.noblogs.org/post/2012/11/19/anarchia-e-procreazione-perche-i-veri-anarchici-non-figliano/
    :D

    • Ma allora esisti ancora!
      Che dolore mi hai dato cancellando il tuo blog. Questa gran chicca ti riscatta solo in parte :-D

      • stregaa said

        Non l’ho cancellato! Egli si cancellò a tradimento, per problemi tecnici o forse per un complotto di rettiliani! :P

    • Masque said

      urka. bella chicca in effetti! non male, anche se a volte il mio “logicometro” segnava allarme giallo e m’è venuto l’istinto di portare la mano sul rasoio di Occam (una o due inferenze affrettate e divagazioni tendenti al complottismo). :)

    • Masque said

      comunque, mi sto guardando da una buona mezz’ora le illustrazioni di grafica nera, ghignandomela come uno scemo :D

      • stregaa said

        Fra l’altro, è lo stesso ragazzo che ha illustrato il booklet del penultimo disco dei K*. L’ultimo, nel caso ti fosse sfuggito, è forse uno dei lavori più interessanti su cui ho messo le mani quest’anno…concept a gogò! http://kalashnikov-collective.blogspot.it/p/la-citta-dellultima-paura.html

      • Masque said

        Ho appena finito di sfogliarmi tutto il sito, ed in fatti avevo notato i disegni per Vampirizzati oggi. :)
        Avevo visto anche dell’ultimo album, ma non ero riuscito a trovare il download :/
        Tra l’altro devo ancora decidermi a scrivergli per farmi mandare tutti i cd! Son pigro… e smemorato…

    • rita said

      Stregaa… uff, quanto mi manca il tuo blog! Avevo chiesto di te a Masque tempo addietro e infatti mi ha detto della tua disavventura tecnica.
      Dai, aprine un altro. Meritavano i tuoi scritti e tutte le cose interessanti che postavi.
      Un saluto. :-)

  23. monika said

    Bellissima la tua lettera Sdrammaturgo, riassume tutto quello che ho sempre sentito e pensato anch’io in merito alla procreazione. Grazie a questo blog e ai vari commenti mi sento meno folle di quello che vorrebbero farmi credere io sia :)

  24. judith said

    questa lettera avrei potuto scriverla io. è troppo simile ad un prodotto della mia mente.
    che per caso sei il mio gemello del destino?!? o_________O

  25. A said

    “Assieme al casco, al manganello, non ci danno mica in dotazione anche un cuore di pietra.
    Il mio cuore è quello di un padre che quando torna a casa dopo una manifestazione pensa a
    come fare a pagare il mutuo e a sfamare i figli con quella miseria di stipendio che prende”.

    http://tinyurl.com/cbcxeza

    • Masque said

      Ed io che mi aspettavo che al link ci fosse una specie di lemon party… Mai fidarsi dei tinyurl! :D

      Per associazione, m’è venuto in mente questo:

      Gli operai della Morte Nera, quando hanno scelto se accettare o meno l’incarico, sapevano per chi avrebbero lavorato ed il rischio che comportava, ciò che sarebbe potuto capitare loro e ciò che sarebbe potuti essere costretti a fare. Accettando l’incarico hanno fatto una scelta politica. Ora, vogliamo dire che un poliziotto, od un soldato, quando scelgono il proprio lavoro, lo fanno meno coscienziosamente degli operai della Morte Nera? :P

    • Eh oh, d’altronde se per campare la famiglia bisogna spaccare teste, bruciare ebrei, estorcere il pizzo, trasportare africani nei campi di cotone, si fa.
      Il lavoro è lavoro, e le persone oneste non si tirano indietro, neppure davanti agli omicidi su commissione.
      Ma che ne sa la gente di quanti sacrifici devono fare questi poveri picchiatori!
      Si fa presto a parlare. Andateci voi ogni giorno ad aggredire ragazzini, poi vediamo!

  26. Eco said

    E’ evidente che l’intelligenza di un articolo è inversamente proporzionale al numero di commenti che fa Volpina.

  27. Renata said

    Ehm, per la verita’ non trombo perche’ la naturale conseguenza della trombata sarebbe un figlio, che non mi sento di mettere al mondo e qualsiasi metodo anticoncezionale lo percepisco come una sorta di stupro nei confronti della natura stessa…
    Insomma saremmo gli unici animali a controllare le proprie gravidanze, oltre che a mangiare carne pur essendo frugivori e a bere latte di altre specie anche dopo il periodo dello svezzamento….

    • Paolo1984 said

      veramente vi sono anche metodi contraccettivi “naturali”..solo che sono meno efficaci rispetto a pillola e profilattico.
      Detto questo, regolati come vuoi

    • rita said

      Renata, scusa se mi permetto, ma anche non trombare è uno stupro nei connfronti della natura. :-D
      Dai, gli anticoncezionali non provocano nessun tipo di violenza, non me li puoi paragonare al bere latte di mucca o al mangiare carne, che sono vere e proprie forme di sfruttamento e che provocano la morte e sofferenza di migliaia di esseri viventi al giorno.
      Gli anticoncezionali semplicemente impediscono la fecondazione, mica si tratta di un aborto.
      Poi fai come vuoi, però rinunciare a trombare per paura di restare incinta mi sembra davvero una forzatura, una violenza che fai a te stessa. Se poi stai bene così, oh, cavoli tuoi, ma secondo me rimane una forma di mortificazione della propria sensualità. Già la vita è piena di orrori, tristezze, brutture, se poi ci togliamo anche il piacere del sesso, che resta? :-)

    • Daje de sesso orale, Renà. Che poi secondo me è pure mejo.

      • A said

        Alternative condivise da bonobo e delfini non la espongono al rischio di gravidanza, ma se le ripugnano i profilattici possono esporla ad altre malattie, hiv incluso…

    • Asia Delacroix said

      Uomini allenatevi nel ”salto della quaglia” (che poi chissà perchè cazzo si chiama così, bah)

  28. L said

    … e se partorivi un alieno di 4 metri?!
    Buonanotte! :)

  29. Renata said

    Oh, in compenso limono un casino…

    Rita, in effetti alla cosa del non trombare come forzatura contro natura ci ho pensato su parecchio..diciamo che, in sostanza, sto passando un periodo di, chiamiamola, riflessione..
    Per ora sto bene così.

  30. Asia Delacroix said

    vogliamo una altro racconto, vogliamo un altro racconto!!! (giusto per darti fastidio con un bel coro da stadio)

  31. […] questa lettera e la condivido in pieno. Probabilmente vi risulterà un po’ cinica ma, per quanto mi riguarda, è […]

  32. Jin said

    Ah,AH potrebbe nascere handiccapato o frocio,e chissà cos’altro…per risparmiarli la sofferenza meglio usare precauzioni:ci vorrebbe la Lega Anti Procreazione,per mettere fine per una volta per tutte finalmente a questa specie inutile chiamata umanità…Quindi brindiamo e scopiamo senza problemi e preservativi per la fine,nostra e dell’umanità!Oieah!

  33. giuseppe said

    In natura i ceppi forti sopravvivono, altri scrivono che la vita sia una merda, e per natura scompaiono. Funziona così.

  34. Bileonair said

    Non avevo mai letto una dichiarazione così impregnata di aneliti riproduttivi.
    Il contenuto, prescindendo dal messaggio sotteso, è quantomai condivisibile, mi verrebbe da dire quasi banale – ma forse solo perché corrisponde a ciò che penso io, chissà – ; è ovvio che oggi la scelta più saggia è quella di non fare figli: a meno che non si abbia la tua – la mia, e di qualcun altro – mentalità.
    Se terrai davvero fede a tali propositi, e come te quelli che la pensano come noi anarcoidi, sappi che permetterai, a tutta la rimanente miriade di futuri pessimi genitori di pessimi esseri umani, che giammai si pongono il problema e hanno in dotazione il senso paterno/materno di default, di tiranneggiare indisturbati.
    C’è bisogno di qualche essere umano decente: se non li facciamo noi che nel cervello abbiamo stampate queste parole, facciamo un grosso torto a quell’amore incondizionato e inconfessabile che nutriamo per la vita.

    P.S. Solo un appunto: siamo ricattabilissimi anche senza figli; non mi pare che i venti/ventottenni stiano sistematicamente sfruttando l’assenza di figli per evitare lavori di merda.
    P.P.S. Il P.S. non rende assolutamente onore all’intelligenza che intendevo profondere nel commento. Me ne scuso, ma cerco sempre di svalutarmi, così da anticipare gli altri.

    • Ma non è affatto detto che i nostri figli vengano con le nostre stesse idee. E non è detto che le nostre idee siano giuste.
      Non sopravvalutiamoci. Il mondo non ha bisogno né di me né di un mio rampollo.
      Tiranneggino pure: io tanto non ci sarò più.

      • Bileonair said

        Vero: non è detto. Ma non relativizzare sulle idee, almeno. Esistono cose oggettivamente giuste ed altre oggettivamente sbagliate. Dato che fattivamente siamo fallaci, lasciamo che almeno le idee siano a prova di revisionismo.
        Il mondo è un posto meraviglioso e pazienza se gli esseri umani sono un buon deterrente alla natalità: non credi che sarebbe splendido se venisse fuori una persona buona, rispettosa del prossimo animale e vegetale e minerale, capace di travalicare le difficoltà in nome di una fronda che si muove per il vento, subendo magari i riflessi del sole?
        In fin dei conti, la vita non è un granché per il solo fatto che in essa riversiamo aspettative iperboliche. Se c’è una cosa che gli animali dovrebbero insegnarci, è proprio che la vita, in sé e per sé, può essere bellezza.
        E la bellezza disarma, e merita sempre una chance.
        Secondo me.

      • Se potessi chiedere al mio spermatozoo: “Ti va di venire al mondo per godere della bellezza di una fronda che si muove per il vento subendo i riflessi del sole nonostante fame, guerra, orrore, violenza, devastazione e morte?” e la sua risposta fosse sì, allora gli lascerei fecondare l’ovulo.
        Non esistendo questa possibilità, la procreazione rimane un atto di potere irresponsabile e una condanna a morte dopo insensati patimenti.

      • Bileonair said

        Concordo con la tua visione delle cose, ma capisci che è paradossale? Cioè, tu davvero preferiresti non essere mai nato?
        Voglio dire, è vero, c’è una montagna di merda. Una montagna insormontabile di merda. Ma ci sono sensazioni, a volte, che tutto sommato rendono la vita degna di essere vissuta.
        Io stesso a volte fatico ad accettarmi, ammetto che la vita possa ritenersi bella solo per chi nasca bello, alto, col cazzone e magari ben posizionato da un punto di vista socio-economico-culturale o per Roberto Benigni; ma poi, fosse anche per l’animale necessità di sopravvivenza, prevale il principio di realtà e si cercano gli angoli salvifici. Per chi li trovi, la vita può essere una bella cosa. Forse.
        Comunque, io ammiro profondamente chi sceglie di non fare figli, in quanto la sua è una scelta che, oltre a non fare danni, è una scelta vera, autentica e frutto di raziocinio.
        Lo dico per sbrogliare qualsiasi fraintendimento.
        Non sottovalutare, comunque, le conseguenze di una fronda.

      • Alla luce dell’istinto di autoconservazione, non so dire se veramente avrei preferito non nascere.
        Le sensazioni positive servono a rendere leggermente più sopportabile la merda, per l’appunto.
        Penso che alla fine il bilancio dell’esistenza sia sempre in perdita e le cose belle siano sempre inferiori a quelle brutte.

    • Frayenne said

      AAAHHH BASTA!! Avete ragione entrambi, vi odio! Ad ogni riga la mia reazione era più o meno questa:
      Eh si ha ragione…
      Beh però in effetti ha ragione anche lui…
      Eh ma anche questo è vero…

      Allora qualcuno di voi vuol prendere la parte del torto si o no?

  35. Niarb said

    Fantastico! Mi hai permesso di mettere a fuoco alcuni pensierini che i sistemi di biosicurezza del cervello mi avevano finora impedito di tirar fuori!
    Sarà cinica, sarà politicamente scorretta… ma questa lettera è destinata a far dimenticare quella della Fallaci. Grande!!

  36. Ma... rlon brando? said

    ciai abaddonato
    :(

    • Non temete, tornerò. Devo finire un racconto a cui sto lavorando da un mese e passa e non pubblico mai niente se non lo considero un capolavoro :-D
      Mi mancano ancora alcune soluzioni narrative soddisfacenti, dopodiché sarà pronto per il blog.
      Avrei altre cose abbozzate, ma neanche quelle mi soddisfano ancora del tutto, quindi pazientate: è per avere un prodotto migliore alla fine.

  37. amleta said

    Molto straziante, a tratti consolante,….mi si sono girate le budella……Il fatto è che certe volte non si può avere scelta se farlo o no un figlio, purtroppo.

  38. federix said

    Questa è la saggezza che va tramandata, questa è la bibbia…tu sei un fottutissimo genio !

  39. cavallogolooso said

    Reblogged this on Depresso Gioioso and commented:
    Forse non condivido tutto, ma condivido parecchio. Possiamo pure dire il 95% ? Poi magari non lo condividerò ogni giorno, ma ho pensato molte volte molte di queste cose. Fin da piccolo. Forse questo è il nostro problema, mio e dell’autore del post originale: che continuamo a pensarlo.
    Di fronte a tanti inni alla vita, al “dono” della vita eccetera eccetera, ecco un caustico benvenuto al non-venuto (al mondo) … forse non troppo fine, ma soprattutto mi fa dire : il motivo per cui non te ne sei ancora andato da questa precisa vita è che anche tu non hai facile accesso ad una via indolore di spegnere l’interruttore?
    Perché altrimenti stare qui e protestare… cui prodest? Quindi darò per scontato che la risposta sia si: una volta avuto accesso al tasto OFF, non ha senso lamentarsi della macchina accesa.
    Un testo di sicuro interesse, comunque: diversamente da altri animali noi possiamo SCEGLIERE coscientemente. Diversamente da loro, però, noi proviamo anche dei sentimenti… e questo complica un tantino la faccenda.
    Un testo scomodo e di sicuro fastidioso o peggio, blasfemo, per chi considera la vita come un valore assoluto ed indiscutibile.
    Da leggere.

  40. panmojo said

    Salve,
    partorito ancora niente?

  41. panmojo said

    Partorito nel senso di aggiornamento promesso dei tuoi racconti,eh.
    Grazie.

  42. regalini said

    Non ho letto tutti i commenti, ora finisco, comunc il pezzo di George Carlin sui bambini è molto più brutto di questo :Þ
    Non vuol essere una blasfemia, Carlin semplifica troppo, tu no.
    Ma poi che palle ao : \ Cioè chissenefrega di Carlin.

    La frase “Non si può giocare d’azzardo sulla vita di un altro.” (me) la ripeto spesso. Al di là dei parossismi & altre estremizzazioni la penso come te. Ciap

    • regalini said

      Anzi, che cagata dire “la penso come te”. Non è vero, ad esempio a me non me ne fotte niente di Sasha Grey. Dico solo che la frase del giocar d’azzard. riassume il mio pensier, ciaop!

    • Ti sarò eternamente grato per il paragone con George Carlin. Ti varrà il perdono per la colpevole trascuratezza verso Sasha Grey.

      • regalini said

        Ma mica ti piace pure Valentina Nappy?

      • Naaa, lei non mi dice niente. Appena passabile. Stoya, Ovidie, Sasha Grey sono di un altro pianeta, estetico e intellettuale.

      • regalini said

        Purtroppy non le conosco perc non sono molto interessata al mondo del pornos : (
        Dove trovo i tuoi video sketch (non) pornos?
        Ho visto quel video dei vegani al Tiggì, tu saresti quello che appare snello, sicuro di sé e senza capellix?
        Se sei tu non capisco perc ti dipingi come uno sgorbie o come il nano Brontolo [ma io non o prejudizi verso alcun nano o sgorbix, lo dico per trasparenza]

        A, mi sembra bello che non ti piax la Nappy : ) Ciao molto

      • In alto a destra, i primi link – Disgustibus e Gianvenanzio – rimandano ai progetti video realizzati con il mio amico Fulvio/Inquietologo. Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.
        Sul servizio del TG non ho neanche la barba, e completamente glabro sembro un alieno, una via di mezzo tra gli scienziati di Dark City e l’orco de “Il labirinto del fauno”!

  43. tarantola said

    mi hai salvata in una serata deprimente con queste perle ferocissime e date l’affinità elettive massime le mie ovaie hanno turbinato in ventre dalla gioia.
    saranno giorni e giorni che ho attorno solo discorsi, film e libri sulla gravidanza più o meno desiderata,( due su tutti l’ultimo della Marazzi e il capolavoro di Staho: Daisy Diamond con quella figa dalla presenza scenica tagliente, ormai entrata con questo suo film di diritto nell’immaginario lesbo-queer, che è la Noomi Rapace. consiglio spassionato se non lo hai visto) e dunque leggerti mi ha rimesso in orbita che è na maraviglia.
    ma perchè non ti ho mai letto prima d’ora mi chiedo.
    amico, chè sei già quasi amico;) ci torno a rileggerti ben bene.
    quanto al sesso fobico per il suo terribile effetto collaterale io lancio un appello: maschi! sterilizzatevi e fateme un fischio!
    conosci il revendo korda e la sua church of euthanasia!? save the planet, kill yourself.
    questo invece spero non dispiaccia:http://www.youtube.com/watch?v=a2U5K7eYoy8
    a.

    • E commenti così entusiasti mettono in orbita me, che sono così sensibile alle lusinghe.
      Noomi Rapace mi arrapa a bestia, quindi accolgo il consiglio ben volentieri.
      Ti avverto, è facile che il prossimo racconto sarà molto lungo e del tutto privo di umorismo: torna a tuo rischio e pericolo :-D
      Quando i comici si prendono una parentesi tragica, diventano i più lugubri e pesanti di tutti.
      Ma non temere: hai un sacco di arretrati tutti umoristici con cui rifarti.

  44. SuperCoven said

    ahahah questo articolo mi ha fatto morire dal ridere in alcuni punti, complimenti!
    Peraltro una cosa che ho notato è che non solo i brutti smaniano per procreare, ma anche che spesso e volentieri il numero dei figli è direttamente proporzionale alla stupidità della coppia!
    Le citazioni storpiate in alto a destra sono bellissime.

    Saluti!

    • Finalmente qualcuno che nota le finte citazioni! Io scriverei solo quelle, mi fanno sentire fiero ogni volta che ne invento qualcuna.
      Gli stupidi fanno figli perché se no non saprebbero che cazzo fare tutto il giorno. Alla lunga il Fantacalcio e i balli latinoamericani stufano.

  45. Mary said

    Stupenda!!! Spero di incontrare un uomo come te, perché se oltre a pensarla così sai anche cucinare… signore e signori l’uomo perfetto!!

  46. Pensavo fossimo solo io e Talete di Mileto a pensarla così.

  47. Van. said

    è più difficile essere o avere un padre?

  48. Andrea said

    Ho letto fino a quando parla di monogamia (la seconda volta), poi non ho voluto proseguire. Tutto ciò che c’è scritto prima è favoloso, tanto da esserne capace di considerarlo come bibbia, da agnostico che sono. Ma nella mia “bibbia” c’è soprattutto la monogamia. La poligamia è naturale e fa parte della maggior parte delle specie animali, ma la poligamia umana la ripudio con tutto me stesso, anche se devo fare un distinguo: se una persona single fa sesso a destra e a manca, a me non me ne frega nulla, è una sua libera scelta, a meno che non vada a rompere i coglioni ad una persona già impegnata, lì rizzo il pelo e mi scaglio contro con tutta la mia ira. Se una persona già impegnata invece la/lo da a destra e a manca, non è altro che uno scarto umano. Poi questo è solo il mio punto di vista. Se sento la necessità di esprimerlo è perché specialmente al giorno d’oggi, trovare una persona che sia onesta e leale è più difficile di fare un terno al lotto. La monogamia poi, come lo ha espresso, è diventato un termine dispregiativo e limitante, inneggiando la poligamia al pari delle industrie pornografiche e ahimè, anche il modello sociale oggi presente. Ripudio la poligamia perché per me rappresenta la fine di tutto, in quanto se venissi tradito, la reazione di istinto che avrei è il suicidio. Scusate il mio sfogo.

  49. icetrap said

    Sdrammaturgo ti ho mai ringraziato per questo post? Mmmmhmm… no… e allora: GRAZIE!
    Ogni tanto mi connetto per rileggermelo, è la mia ancora di salvezza auto-ironica soprattutto quando vado a far visita ad una mia amica che ha appena partorito e parenti, amici ed amiche fanno a gara per dirmi “la prossima sarai tu”… e a me non resta altro che esibirmi in un’articolata serie di scongiuri.

    • Grazie a te: commenti come questo sono il motivo che mi spinge a scrivere. L’altro è fare qualcosa di inutile e divertente mentre un padre di famiglia medita il suicidio per le rate del mutuo.

  50. Upaka said

    Le Think tank fanno un ottimo lavoro tra i liberti che hanno un grado di cultura e di benessere economico da rendere i loro figli un pericolo per le loro famiglie secolari….
    a mio parere sopratutto nel sistema economico occidentale nessuno è libero ed autodetrerminato ad eccezione di qualche appartenente alle suddette famiglie…

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