Beati i poveri, perché moriranno prima

Archive for the ‘Universi microscopici’ Category

“Universi microscopici” 7 – Predatori

Posted by sdrammaturgo su 13 ottobre 2009

Treno Roma Tiburtina-Orte. Sereno pomeriggio autunnale

PENDOLARE Ce stai annà a caccia?

FERROVIERE Sìsì, sempre. E tu?

PENDOLARE Pur’io, pur’io, ce mancherebbe. Se becca?

FERROVIERE Se becca, se becca. Ché poi, pure si nun se becca, io nun so’ come quelli che s’addannano si nun pijano gnente. A me me frega poco

PENDOLARE Ah beh, manco a me, figurate

FERROVIERE Tanto la carne da magnà ce l’ho uguale e tanta

PENDOLARE Ma infatti, ce se va giusto pe’ passatempo

FERROVIERE Do’ sei stato ultimamente?

PENDOLARE Da le parti del Lamone, era pieno de starne

FERROVIERE Ah! Quelle so’ proprio belle. E so’ pure bbone da magnà

PENDOLARE Uno spettacolo, guarda

FERROVIERE Hai preso gnente?

PENDOLARE ‘Na starna, ‘na fagiana femmina e ‘n piccionciaccio.

FERROVIERE T’è annata bene, allora

PENDOLARE Ma me poteva annà pure mejo, si nun me s’era inceppato ‘l fucile

FERROVIERE Ma daje?

PENDOLARE E no? Avevo puntato ‘n’altra starna, te giuro che era le sette meraviglie, bella come ‘l sole, vo a tirà e nun me rimane incastrato ‘l grilletto?

FERROVIERE Ma pensa ‘n po’… Tu che c’hai, ‘l Bettarelli, ve’?

PENDOLARE Eh, e come te sbaji

FERROVIERE Capirai, c’avrei scommesso. Io ce l’avevo, m’è toccato buttallo pe’ la disperazione. Mo’ me so’ fatto ‘l Cicalini. Hai da vede come va… Certe schioppettate…! ‘No spettacolo, proprio

PENDOLARE E che nu’ lo so’? Quello è ‘l mejo. Ce sto a fa’ ‘n pensiero pure io. Ché si ripenso a quella starna… Quanto m’è dispiaciuto, era proprio ‘na bellezza

FERROVIERE Ce credo, ce credo. Succede sempre così. ‘N peccato proprio

PENDOLARE Via, semo arrivati

FERROVIERE Allora se vedemo!

PENDOLARE Te saluto!

FERROVIERE Stamme bene!

PENDOLARE Ciao!
*
*
*
*

Appendice – L’acrobatica logica del cacciatore medio

“Stavo passeggiando su un prato fiorito, circondato dalla musica soave della natura vergine. Mi sentivo in armonia con il creato, ebbro del respiro tenue del mondo al suo stato puro e primigenio, quando, dal sentiero che scende morbido verso il torrente mormorante, è apparsa una fanciulla. Impossibile descriverne la bellezza. Era la ragazza più bella che avessi mai visto, una gemma sì rara e preziosa da mozzare il fiato. Il suo volto emanava una luce irraggiante, il suo crine lambito dal vento leggero e la sua pelle di candida seta custodivano il segreto della Vita. Ella era la meraviglia incarnata. Così le ho sparato.
Poi sono andato alla Cappella Sistina. Uno spettacolo unico al mondo che sempre mi emoziona, sempre mi commuove. Poi l’ho fatta saltare in aria: mi serviva qualche calcinaccio per il viottolo del giardino.”

Posted in Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , , , | 6 Comments »

“Universi microscopici” 6 – Il concerto del primo maggio in sintesi

Posted by sdrammaturgo su 1 maggio 2009

Sottotitolo: Ma anche, tutti i concerti in sintesi

Sottotraccia del sottotitolo: Più in generale, la gioventù in sintesi

*

“Fatevi sentire!”

“Beeeeeeeeeh!”

“Più forte!”

“BEEEEEEH!”

“Dai, passami un po’ di quel buon vinaccio in cartone!”

“Mi è rimasto solo quello nella bottiglia di plastica!”

“Va bene uguale, tanto ho già bevuto dell’ottima birraccia calda in lattina!”

“Divertiamoci! Sbomballiamoci! Su, su, più stretta questa calca, più stretta!”

“Tutti in piedi, mi raccomando!”

“Aspetta, non sono ancora abbastanza scomodo!”

“Saltiamo! Balliamo! Poghiamo! Ma soprattutto, intoniamo cori!”

“Sììì! Pooo po po po po pooo pooo!”

“Aalééé alé alé alééé aalééé aalééé!”

“Uau, ma è splendido strillare motivi insensati tutti insieme!”

“Sdraiamoci lì!”

“No, non è abbastanza sporco. Lì, lì è meglio: c’è della fanghiglia ed anche del guano, ed ho visto uno che ci vomitava la vodka dopo averci pisciato”

“Caspita, è perfetto!”

“Ma quanto ci stiamo divertendo? Eh?”

“Questa sì che è vita!”

“Ma cosa stanno suonando? Non sto sentendo”

“Meglio, meglio, pensa a urlare”

“BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEH!”

“Che bello sventolare la bandiera della Sardegna per diciotto ore consecutive! Ho dormito nudo sull’asfalto stanotte per potere essere oggi in prima fila a sventolare con le costole a pressione contro le transenne!”

“E’ fantastico”

“Ehi, non va bene, non sento ancora abbastanza puzza”

“Vuoi uno stuzzicadenti del tuo cantante preferito a venticinque euro?”

“Certo! Sventolo pure quello! Oggi non mi ferma nessuno dallo sventolare!”

“Guarda quello, che fortunato, può dimenarsi sfrenatamente e forsennatamente agitando con viva energia lo stecchino del divo!”

“Siamo veramente giovani, non c’è che dire”

“Noi sì che sappiamo cos’è la libertà!”

“Il cantante sul palco ha detto che vi dovete calpestare per far vedere quanto siete liberi”

“Subito! Acciacchiamoci a non finire! Spacchiamoci le ossa! Massacriamoci! Non deludiamo quello che sta più in alto di noi ed è famoso alla televisione!”

“Scolo questa tanica di alcool puro mescolato a sostanze narcotiche commerciate da organizzazioni mafiose per ricordare la fame nel mondo!”

“Te la do!”

“Contro lo sfruttamento! Eccellente questo panino con la porchetta!”

“Fica! Tette! Cazzo! Culo!”

“E’ proprio un ribelle, questo volto noto della musica leggera”

“Domani dieci ore di lavoro, ma ‘sta giornata di balzi ritmici e scomposti con canzoni intonate a squarciagola con la mano alzata schiacciato tra un bresciano sbronzo, un romano ultrà ed un napoletano che ci prova con tutte non me la leva nessuno!”
“Siamo decisamente moderni”

*

Posted in Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | 15 Comments »

Sognavo Marcel Proust, mi ritrovo con Alain Prost

Posted by sdrammaturgo su 11 febbraio 2008

Quella che segue è la fedele e sofferta testimonianza delle picaresche disavventure urbane occorse all’autore – novello Lazarillo de Tormes nell’era della produttività e dei consumi – durante gli ultimi tre mesi di stasi esistenziale altrimenti detta vita.

 

Io sono uno studente spiantato e come ogni studente spiantato sono alla costante ricerca di lavori saltuari di ogni genere che mi permettano di mantenermi all’università (nonostante sembra che abbia sviluppato una forma di allergia alla tesi), pagare l’affitto (onde non dover tornare tra le grinfie della famiglia patriarcale media) e, se ci scappa qualche spicciolo, nutrirmi.
Essendo cresciuto in un’epoca di sogni facili mediaticamente indotti, mi ero illuso che avrei potuto rimpinguare le mie esigue finanze non già scaricando cassette della frutta o mercificando il corpo della mia bisnonna, bensì occupandomi di ciò a cui finora ho dedicato gran parte delle mie energie psicofisiche: arti, libri, cultura e affini.
Carico di ottimismo ed ingenuità, avevo distribuito bel bello (vabbè, al massimo tip tipo) il mio gonfiatissimo curriculum a gallerie, musei, agenzie che si occupano di organizzazioni di mostre et similia.
Una volta che la cruda realtà sotto forma di prevedibile disoccupazione si era scontrata con le mie fantasticherie fanciullesche, avevo cominciato a mirare più in basso (ma non troppo, giacché lo spettro dell’esperienza come bracciante per la raccolta dei pomodori insieme ad extracomunitari sottopagati che mi aveva visto protagonista – o meglio, comparsa – qualche estate prima era ancora ben vivido in me): “Commesso in libreria mi starebbe bene” mi ero detto “sempre addetto agli scaffali sarei, ma almeno avrei per le mani oggetti familiari e graditi invece che foratini o gancetti per le tende”. E poi avrei fatto di tutto pur di non dover stare chiuso in scantinati insieme ad altri cinquanta ricercatori biomedici ad offrire telefonicamente a panzoni iracondi potentissimi smacchiatori particolarmente indicati per le chiazze di sciroppo d’acero su capitelli corinzi.
Dunque via, dagli di spedizione dell’elenco delle mie imprese lavorative a tutte le librerie del circondario ed anche ad alcune non poco fuori mano.
Avevo preso l’abitudine di portare sempre nella borsa una copia del curriculum, “poiché non si sa mai, metti che passo davanti ad un posto salarialmente ghiotto, almeno gliela lascio” e fu questa scelta a segnare il mio destino, cambiandolo per sempre.
Vicino casa mia c’è una libreria davanti alla quale acceleravo sempre il passo ed abbassavo lo sguardo trattenendo il respiro, sbrigandomi a lasciarmela indietro il più in fretta possibile, perché mi intristiva oltremodo, mettendomi addosso un senso di soffocamento ed oppressione al solo vederne la vetrina.
E’ la Libreria dell’Automobile. Già, un negozio specializzato in motoristica che vende solo ed esclusivamente libri su automobili, motociclette, mezzi di trasporto in genere.
Ogni volta che ci passavo davanti, lo sconforto era incommensurabile: subito si spalancava di fronte a me un mondo grigio e tedioso, dai confini ristrettissimi, ove l’immaginazione non aveva alcun modo di spiccare il volo, rimanendo ingabbiata in un rovo di bielle e pistoni.
Sono inspiegabili talvolta i tortuosi percorsi che compie la mente ed è incredibile la follia autodistruttiva e masochistica cui sa spingere il bisogno. Sì, un brutto giorno, convergenza temporale di una serie di rifiuti ed al culmine della mia necessità di fondi, trovandomi nelle vicinanze di quel luogo asfittico ed avvilente, la fame mi spinse ad entrare. Varcai la soglia, quasi in trance, senza riflettere, come un robot.
“Salve, volevo lasciare il mio curriculum, nel caso in cui vi servisse un commesso”.
Il pelato traccagnotto al bancone sorrise, prese il foglio e salutò.
“Tanto figurati, con tutte le librerie a cui ho fatto richiesta, non sarà certo questa quella in cui mi toccherà andare a lavorare”, pensai tra me e me.
Naturalmente, fu proprio quella la sola a volere servirsi delle mie prestazioni.

 

 

 

 

 

Quadro I

 

Personaggi

DATORE ANTIPATICO
STUDENTE SOGNATORE

 

 

DATORE ANTIPATICO Quali sono le tue credenziali?

STUDENTE SOGNATORE Beh, studio Filosofia, sto preparando una tesi sullo Spettro del Nulla in Samuel Beckett…

DATORE ANTIPATICO Ottimo! E poi?

STUDENTE SOGNATORE Ho curato una mostra di artisti emergenti nella quale sono stato anche responsabile del bookshop.

DATORE ANTIPATICO Splendido! Qualcos’altro?

STUDENTE SOGNATORE Ho organizzato un seminario all’università sullo strutturalismo di Foucault in relazione al pragmatismo di Rorty.

DATORE ANTIPATICO Sensazionale! Sei l’uomo che fa per noi: quelli sono gli scatoloni, comincia ad imballare.

 

 

 

 

E considerando che il tutto mi valeva anche crediti formativi come tirocinio, posso vantare di essere il primo studente di Filosofia al mondo che come stage retribuito universitario ha fatto il magazziniere.
Come dimenticare i tomi colmi di sapienza che mi sono passati per le mani? L’avvincente La revisione degli autoveicoli, l’appassionante La mia vita la strada, il mio amore la Vespa, lo sconvolgente La stazione di Bastia Umbra e la ferrovia Terontola-Foligno.
E poi il trittico delle delizie: Il trattore agricolo, Il grande libro dei trattori, Trattori nel mondo.
Pietre miliari dell’epica motoristica sono Caterpillar Chronicle e The Caterpillar Century. Ho in progetto di scrivere il libro che completi la trilogia: La ruspa del male.
A corredare questa saga fantastica, Caterpillar Photo Gallery, l’ideale per chi voglia riscoprire il gusto di sfogliare pagine struggenti emozionandosi al tepore di un focolare con la dolce poesia di una scavatrice.
Quindi un tuffo nella storia con Motociclismo a Trieste, un salto nell’avventura con Jeep da competizione, un capitombolo nell’ignoto con In moto con Marco Polo.
Ma il vero valore aggiunto della Libreria dell’Automobile sono i clienti: campioni del bravapersonismo, fuoriclasse della battuta innocente, veri virtuosi dell’ominità, giganti della pettinatura innocua, ragionieri che non temono di esplorare fino in fondo il loro mondo di sette centimetri per tre virgola cinque, vivendo al massimo ogni proiezione del Gran Premio per suggere la linfa vitale del cambio sequenziale.
Me li vedo da piccoli quando leggevano Ventimila leghe sotto i mari che invece di immedesimarsi nel Capitano Nemo sognavano di essere la puleggia del sommergibile.
Mentre io, povero ragazzino la cui definizione di automobile era sempre stata “oggetto metallico su ruote che serve a portare un individuo dal puno A al punto B nel minore tempo e con la minore fatica possibili”, digiuno delle più elementari nozioni sul carburatore, non potevo che guardare dall’alto in basso siffatti colossi, schiatta di eletti depositari dei misteri dell’Alfa 33.

 

 

 

 

 

Quadro II

 

Personaggi

DATORE INSOPPORTABILE
STUDENTE SPAESATO
PRIMO CLIENTE
SECONDO CLIENTE
CLIENTE ABITUALE

 

 

DATORE INSOPPORTABILE Allestisci la vetrina con qualche libro che attiri l’attenzione

STUDENTE SPAESATO (pensando tra sé e sé) Bene, non conosco uno straccio di marca automobilistica. Quali saranno quelle che vanno per la maggiore? (si guarda intorno smarrito, poi nota qualcosa) Toh, un libro grande e rosso. E’ sulla Ferrari. La Ferrari è famosa, la conosco pure io, andrà bene questo. (ad alta voce) Ci metto questo sulla Ferrari,

DATORE INSOPPORTABILE No, vedi, il ferrarista, fondamentalmente, è un esibizionista. Il vero appassionato è il porscheista. Mettici uno sulla Porsche.

STUDENTE SPAESATO (sbigottito) …Ah…

(entra il primo cliente)

PRIMO CLIENTE Salve, cercavo Moto Guzzi – The complete history. Sa, è per mio cognato: lui è un guzzista di vecchia data.

DATORE INSOPPORTABILE Mi ricordo di lei: è venuto qui qualche tempo fa proprio con suo cognato. Ma non era un hondista?

PRIMO CLIENTE (quasi risentito) No no no no no, ci mancherebbe! Lui sempre stato guzzista.

DATORE INSOPPORTABILE Eh, infatti, ricordavo male. Ecco a lei. Questo è un ottimo libro: ci sono tante figure.

(entra il secondo cliente)

SECONDO CLIENTE Buonasera, è uscito Alfa Romeo – Le vetture di produzione dal 1910 ad oggi?

DATORE INSOPPORTABILE Sissignore! Questo è la Bibbia dell’Alfa, un testo imprescindibile per un alfista come si deve.

SECONDO CLIENTE Uh, che meraviglia. Quanto l’ho aspettato…Centottanta euro, neanche tanto. Poi volevo prendere anche un libro sulla Lancia per mio padre. Grande lancista, lui…

(entra il cliente abituale)

CLIENTE ABITUALE Buonasera, buonasera, c’è qualche volume sulla Fiat Croma, ecco, Croma, sa, deve arrivarmi tra qualche giorno, oppure anche un volume sulla famiglia Agnelli, io sono un grande appassionato di Fiat, vede, le faccio anche pubblicità con il cappello e la borsa, hehehe.

DATORE INSOPPORTABILE Ben ritrovato. No, purtroppo sulla Croma non è uscito niente e di quello che c’è sulla famiglia Agnelli ha già comprato tutto.

CLIENTE ABITUALE Hehehe, fa nulla, tanto ripasso, e mi raccomando, se vi capita un libro sulla Fiat Croma, ecco, Croma, mettetemelo da parte. Sa, deve arrivarmi tra qualche giorno, oppure anche un volume sulla famiglia Agnelli, io sono un grande appassionato di Fiat, vede, le faccio anche pubblicità con il cappello e la borsa, hehehe.

 

 

 

 

E così ho scoperto che anche nel mondo dei motori esistono delle correnti di pensiero. Immagino già le interminabili ed agguerrite querelle sulle portiere della Citroen AX.
Personalmente, sto ancora cercando di capire a quale scuola di pensiero appartengo, quale sia la mia vera anima: potrò considerarmi un opelista oppure batte inesorabilmente in me un cuore di inguaribile peugeotista?
Mentre mi interrogavo su tali quesiti esistenziali, l’irritantissimo datore mi sollazzava divertitissimo mostrandomi la cartolina inviataci dalla sede centrale di Milano in cui una strappona a tette di fuori si calava le mutande su cui erano impressi gli auguri “Merry Christmas and a Happy New Year”. C’è ancora molto da scoprire sull’ecosistema aziendale e relativi entusiasmi.
Serberò però sempre nel mio cuore il pensiero di quella mamma che venne un giorno a comprare il regalo per il proprio figlio, sua gioia, suo orgoglio.

 

 

 

 

 

Quadro III

 

Personaggi

STUDENTE RASSEGNATO
MADRE FIERA

 

 

MADRE FIERA Vorrei un bel libro su Ayrton Senna. Mio figlio è matto per Ayrton Senna! Ha tutta la camera tappezzata di poster di Ayrton Senna. Pensate che in ogni occasione importante, tipo un esame, si mette sotto la camicia la maglietta di Ayrton Senna! E non solo (con gli occhi lucidi): nella credenza in cucina ha allestito un piccolo altarino con foto e candele per Ayrton Senna!

STUDENTE RASSEGNATO Eh, signora mia, lei sì che ha un figlio sensibile.

(entra il cliente abituale)

CLIENTE ABITUALE Buonasera, buonasera, c’è qualche volume sulla Fiat Croma, ecco, Croma, sa, deve arrivarmi tra qualche giorno, oppure anche un volume sulla famiglia Agnelli, io sono un grande appassionato di Fiat, vede, le faccio anche pubblicità con il cappello e la borsa, hehehe.

 

 

 

 

Il pensiero di quel mio coetaneo così sentimentalmente coinvolto nei motori mi aveva toccato nel profondo. Volevo dare prova anch’io di conoscenze nel campo delle vetture, evolvermi, smetterla di essere solo un mero piede sinistro che schiaccia la frizione: volevo penetrare l’essenza di quella frizione, dimostrarmi degno di quell’ambiente così nobile!
L’insipienza, però, in certi campi te la fiutano.

 

 

 

 

 

Quadro IV

 

Personaggi

DATORE NAUSEANTE
STUDENTE SPERANZOSO
CLIENTE

 

 

CLIENTE Salve, cos’avete sulla Toyota?

DATORE NAUSEANTE Claudio, guarda cosa c’è sulla Toyota e portalo su.

STUDENTE SPERANZOSO (pensando tra sé e sé) Basta con questa reputazione di ignorante! Voglio dare prova che qualcosa la so anch’io! (ad alta voce) Toyota auto o moto?

DATORE NAUSEANTE La Toyota non ha mai fabbricato moto.

 

 

 

 

Ma quello non era che un presagio dell’orrore assoluto.

 

 

 

 

 

Quadro V

 

Personaggi

DATORE DA MENAJE
STUDENTE ATTERRITO
CLIENTE

 

 

CLIENTE Buongiorno, qualche settimana avevo visto dei cd con i rumori delle macchine. Li avete ancora?

DATORE DA MENAJE Li abbiamo finiti quasi tutti, ma è molto fortunato: è rimasto il più bello.

STUDENTE ATTERRITO (in disparte, con aria di chi non ha capito bene) ?

(Il datore prende un cd, lo inserisce nello stereo, partono rombi di autovetture)

Meeeeeeoooon, vroooooooom, viiiim viiiiiiiiiii

(Il cliente ed il datore ascoltano seriosi ed annuiscono soddisfatti)

DATORE DA MENAJE Bellissimo, bellissimo. La sgassata della Maserati è la più bella. Ora però le faccio sentire la Berlinetta Boxer.

Vuuuum vuuuuuuum broan broooooaaaaaan

CLIENTE Il rumore della Berlinetta è proprio inconfondibile.

DATORE MENAJE E questa, e questa?

Vem veeeeeeeem veeeeeeeeeeeeeem

CLIENTE Ma…questa è la 250 2+2, no? Straordinario, straordinario. Lo prendo. Non vedo l’ora di ascoltarmelo tutto.

DATORE DA MENAJE Rumori proprio magnifici. Hanno raccolto le migliori sgassate.

STUDENTE ATTERRITO (non ha la forza di muovere un muscolo, è scosso, ha un sentore di apocalisse)

(entra il cliente abituale)

CLIENTE ABITUALE Buonasera, buonasera, c’è qualche volume sulla Fiat Croma, ecco, Croma, sa, deve arrivarmi tra qualche giorno, oppure anche un volume sulla famiglia Agnelli, io sono un grande appassionato di Fiat, vede, le faccio anche pubblicità con il cappello e la borsa, hehehe.

STUDENTE ATTERRITO Ma perché?

CLIENTE ABITUALE …Hem…Hehe…Beh, io vado, arrivederci. E mi raccomando, se vi capita un libro sulla Fiat Croma, ecco, Croma, mettetemelo da parte. Sa, deve arrivarmi tra qualche giorno, oppure anche un volume sulla famiglia Agnelli, io sono un grande appassionato di Fiat, vede, le faccio anche pubblicità con il cappello e la borsa, hehehe.

 

 

 

 

E chi sono i Fratelli Coen in confronto all’estro imprevedibile del Caso?

 

 

 

 

 

Quadro VI

 

Personaggi

STUDENTE DISINCANTATO
CLIENTE TROPPO ABITUALE
MURATORE
PASSANTE

 

 

(entra il cliente troppo abituale)

CLIENTE TROPPO ABITUALE Buonasera, buonasera, c’è qualche…

STUDENTE DISINCANTATO …volume sulla Fiat Croma o sulla famiglia Agnelli?

CLIENTE TROPPO ABITUALE No, ero interessato ad una monografia sulle betoniere.

STUDENTE DISINCANTATO !!!

(Dalle spalle del cliente abituale spunta un omone malvestito)

MURATORE Ma te intendi la pompa a cemento o la betoniera da cinquanta metri cubi? No, perché io co’ ‘ste cose ce lavoro, so’ cose diverse.

CLIENTE TROPPO ABITUALE Ah, bene, vedo che lei è informato! Mi dica, mi dica!

(voci di sottofondo del muratore che erudisce il cliente abituale sulle betoniere. Entra un signore anziano)

PASSANTE Scusi, saprebbe dirmi dove potrei trovare informazioni su Povezzano in provincia di Arezzo? Ci devo andare tra qualche giorno ma non so come arrivarci

STUDENTE DISINCANTATO Ha provato a cercare su internet?

PASSANTE Cioè, io scrivo su internet Povezzano in provincia di Arezzo e lui mi dice tutto?

STUDENTE DISINCANTATO Più o meno.

PASSANTE Grazie e arrivederci.

(il passante esce ed entra Tiberio Timperi)

 

 

 

 

Quando nel negozio in cui lavori viene a fare acquisti Tiberio Timperi, capisci che il tuo è davvero un lavoro di merda.

Tante sarebbero ancora le vicende da narrare di questi miei tre rocamboleschi mesi, ma per ora mi fermo qui.
Duro è stato l’immobile viaggio da lavoratore sfruttato in un mondo a me sconosciuto, ma sono grato al fato per l’esperienza che mi è toccata in sorte. Ho imparato tante cose: ora so che esiste il Club Renault 5, che c’è chi quasi si commuove mentre sfiora con le dita Le 58 monoposto campioni del mondo, che alcuni richiedono espressamente libri sulle corse in salita, che la Lotus è divertente da guidare e lo sterzo della Mitsubishi fa crepare dalle risate.
Molteplici sono stati gli insegnamenti avuti dal mio mentore, il datore il cui credo è Il rallye dell’Isola d’Elba: “Non conviene essere gentili”, “Non aiutare e non dare informazioni a chi non intende comprare”, “‘Sti stronzi non spendono un cazzo”, “Le donne sono tutte puttane, tranne mia madre”, “Alla fine se hai bisogno di scopare, paghi, bello tranquillo, e ti togli il pensiero”.
A volte si odia qualcosa perché non la si conosce bene, si è disinformati, si ha un pregiudizio. Ora posso dire di odiare il mondo dei motori con cognizione di causa.
Nonostante tutto, nonostante le mille avversità, d’ora in poi una frase mi accompagnerà per tutta la vita, fino alla fine dei miei giorni: “Buonasera, buonasera, c’è qualche volume sulla Fiat Croma, ecco, Croma, sa, deve arrivarmi tra qualche giorno, oppure anche un volume sulla famiglia Agnelli, io sono un grande appassionato di Fiat, vede, le faccio anche pubblicità con il cappello e la borsa, hehehe”.

Posted in Paesaggi di Passaggio, Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 5 Comments »

“Universi Microscopici” 4 – Piccolo Mondo Disco

Posted by sdrammaturgo su 1 ottobre 2007

Locandina Discoteca

Appendice: quesiti sugli insondabili misteri discotecari

Perché i DJ hanno sempre nome da tamarro e cognome da ragioniere?

Perché, quando c’è la selezione all’entrata, l’arbiter elegantiae è un bifolco anello di congiunzione tra l’orango e il macaco?

Perché esiste la selezione all’entrata?

Perché chi conosce il vocalist è più ggiusto?

Perché chi conosce il DJ è ggiustissimo?

In base a quali caratteristiche e competenze vengono selezionati i vocalist?

Chi fu il primo vocalist ad urlare: “Alzi le mani chi vuole fare all’amore stanotte!”?

Cosa spinge un uomo ad appuntarlo da dietro ad una donna in pista con l’intento di conquistarla?

Il circoletto dagli otto ai novantadue tamarri intorno a due ragazze che ballano è una sorta di rituale dell’accoppiamento?

Chi ha inventato le luci che rendono fosforescenti le camicie bianche?

A quale scopo servono delle luci che rendano fosforescenti le camicie bianche?

Chi ha inventato le camicie bianche?

Perché un omaccione deve ridursi ad assumere movenze da ingegnere tarantolato al fine di rimorchiare?

Chi ha convinto gli omaccioni che assumendo movenze da ingegnere tarantolato si rimorchi?

Perché alcune donne la danno ad omaccioni che assumono movenze da ingegnere tarantolato?

Lo scarso quoziente intellettivo è richiesto ai DJ da curriculum?

Perché le donne mutano l’espressione facciale in una posa ieratica allorché si mettono in fila per entrare?

Perché chi salta la fila viene guardato con invidia ed ammirazione?

Chi è l’addetto al marketing che mette in giro la voce secondo cui nel tale posto ci sarebbe “La Fica” con l’obiettivo di calamitare più coatti ottenebrati dal testosterone possibile?

Perché “La Fica” viene nominata come se fosse un’entità astratta?

Chi sono gli autori dei testi di musica dance?

Quali sono i modelli letterari dei suddetti autori?

A chi si deve attribuire la responsabilità dei cocktail quantomeno discutibili a dieci euro?

Perché ci sono individui che pagano dieci euro per un coktail?

Le cubiste sanno che la loro professione ha un nome ridicolo?

Le ragazze immagine sanno di essere un gradino sotto le squillo di basso bordo?

Perché milioni di uomini continuano ad andare in discoteca anche se non hanno mai cuccato?

La speranza non muore nemmeno dopo la dodicimilanovecentotrentottesima volta in cui non si è battuto un chiodo?

Quante prostitute avrebbe potuto pagare un inetto danzerino con tutti i soldi spesi per andare in discoteca?

Perché lasciare un cappotto in guardaroba costa quasi quanto il biglietto d’entrata?

Perché molte persone continuano a pagare il guardaroba se per i gestori del locale esse valgono quanto i loro cappotti e viceversa?

Ma soprattutto: esiste una vita oltre il privé?

Tutti interrogativi che forse non avranno mai risposta, che superano l’umana capacità di raziocinio; enigmi che sfuggono alla semplice ricerca scientifica e si inabissano tra le nebbie dell’ignoto. Chi siamo? Da dove veniamo? Perché viviamo, se poi dobbiamo essere importunati da un PR con la cresta e la felpa a stelline?
Ci sono cose più grandi di noi. Ad esempio il buttafuori.

Posted in Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

“Universi microscopici” 3 – Tratto da una storia vera

Posted by sdrammaturgo su 31 agosto 2007

Personaggi

Militare
Studentessa di psicologia
Tifoso calcistico
Donna qualunque
Individuo anonimo
Malcapitato

Treno Palermo-Roma, scompartimento da sei posti.
Mattino.

MILITARE: “Buongiorno”
MALCAPITATO: “Buongiorno”
MILITARE: “Oh, fa un caldo!”
MALCAPITATO: “Eh, già”
MILITARE: “Ed ora ci aspetta una bella traversata…Dieci ore…E se tutto va bene…! (con aria di chi la sa lunga. Il Malcapitato annuisce, poi si addormenta non appena il treno parte).

Prima fermata. Salgono un ragazzo ed una ragazza, che a breve si scopriranno essere un accanito tifoso del Messina ed una studentessa di psicologia.

STUDENTESSA: “Buongiorno”
MILITARE: “Buongiorno”
MALCAPITATO: “Buongiorno”
TIFOSO: “Buongiorno”
STUDENTESSA: “Scusate, mi aiutereste a mettere la valigia sul ripiano?”
CORO DEI TRE UOMINI: “Macertofiguraticimancherebbe”
MILITARE (prendendo la valigia della ragazza): “Ehi, caspita quanto pesa! Cosa ci hai messo, un bambino?”
STUDENTESSA: “Hehehehehe”
TIFOSO: “Ora sentirai la mia: sembra che ci sia un cadavere!”
MILITARE: “Hehehe”
STUDENTESSA: “Hahaha”
MALCAPITATO: “…”

Sistemati i bagagli, il viaggio riprende.

STUDENTESSA: “Certo che fa caldo, eh…”
TIFOSO: “Mamma mia, non si può proprio andare avanti così”
MILITARE: “D’altronde il clima della Sicilia è praticamente quello africano”
STUDENTESSA: “Peraltro quest’anno l’inverno praticamente non c’è stato”
TIFOSO: “Comunque io ricordo una trasferta a Cagliari dove avranno fatto cinquanta gradi!”
MILITARE: “Io il caldo vero l’ho scoperto quando sono andato in Iraq: sole e sabbia, sole e sabbia. Lavi una maglietta e si asciuga in mezz’ora. Mangiamoci sopra, va’, ché è quasi ora di pranzo” (estraendo vivande in quantità dallo zaino)
TIFOSO: “Ti sei portato dietro un ristorante, eh!”
STUDENTESSA: “Hehehe”
MILITARE: “Sai, mia madre quando si mette a cucinare, mi rimpinza”
TIFOSO: “Non c’è niente da fare, la mamma è sempre la mamma”
MILITARE: “Ci mancheranno i piatti siciliani, eh…”
TIFOSO: “Come si mangia a casa non si mangia da nessuna parte”
STUDENTESSA: “Vero è che in Italia, dove vai vai, si mangia sempre bene”
MALCAPITATO: “…”

Primo pomeriggio.

MILITARE (rivolgendosi al Malcapitato): “Come mai in Sicilia?”
MALCAPITATO: “Sono venuto a trovare la mia ragazza che sta trascorrendo un mesetto dai suoi a Marsala”
MILITARE: “Io sono di stanza alla Cecchignola e la mia ragazza sta a Palermo, quindi devo fare avanti e indietro spesso durante l’anno”
STUDENTESSA: “E come ti trovi con una storia a distanza?”
MILITARE: “Guarda, ti dirò, ormai sono quattro anni che mi hanno trasferito a Roma e non ci sono mai stati problemi. Lei esce con la sorella, con la cugina, fa la sua vita, insomma, mi sta bene. Certo, l’importante è che le uscite non diventino quotidiane!”
STUDENTESSA: “Per carità, ci mancherebbe…”
MILITARE: “Quando sei lontano, il rapporto si basa sulla fiducia reciproca”
STUDENTESSA: “Ed il rispetto è la prima cosa. Di questi tempi, poi, questi si sposano, fanno un viaggio, una crociera, e dopo due mesi divorziano”
MILITARE: “Non c’è più proprio la testa per fare la famiglia”
MALCAPITATO: “…”

Il treno viene imbarcato sul traghetto. Traversato lo Stretto, riparte con mezz’ora e passa di ritardo.

STUDENTESSA: “E ti pareva che non beccavamo il ritardo…”
MILITARE: “E poi con questo caldo…”
TIFOSO: “Solo in Italia queste cose. In Svezia se un treno ritarda di due minuti, chiedono scusa dall’altoparlante”
STUDENTESSA: “Così poi il turista si scoraggia”
MILITARE: “E se ci metti pure i prezzi che proponiamo, con quest’euro…”
TIFOSO: “Ma infatti conviene quasi andare all’estero. Due amici miei in Croazia nel miglior ristorante, su un galeone, posto bellissimo, di classe, hanno speso quattordici euro in due! Io a Praga invece una birra la pagavo ottanta centesimi, l’ingresso in discoteca quattro. Ho lasciato un euro di mancia e momenti mi baciano le mani!”
MILITARE: “All’Est con due soldi fai il padrone: due euro che per noi non sono niente, lì magari rappresentano una discreta cifra”
STUDENTESSA: “In Spagna invece i prezzi sono aumentati”
TIFOSO: “Sìsì, quando sono andato ad Ibiza ho speso tantissimo”
STUDENTESSA: “Per spendere davvero poco bisogna andare in Brasile”
MILITARE: “Vero, però io lì non ci andrei mai: non ci mettono nulla a darti una coltellata per pochi spiccioli, tanto più che vedono che sei un turista ed i soldi ce li hai per forza”
TIFOSO: “Sìsì, la vita in quei posti vale veramente poco”
STUDENTESSA: “Ché poi le zone pericolose non mancano nemmeno da noi…”
MILITARE: “Capirai, quando a Roma mi dicono che ci sono zone brutte, dico sempre ‘Venite allo Zen e poi ne riparliamo’”
TIFOSO: “Lì se lasci la macchina più di dieci minuti la trovi su quattro blocchetti”
STUDENTESSA: “Io pensavo di trovare una situazione rischiosa ad Amsterdam ed invece è tranquillissima”
MILITARE: “Sìsì, lì va bene se fumi nei coffe shop, ma se ti beccano a fare lo spiritoso in giro ti fanno passare la voglia”
STUDENTESSA: “Ché poi la prima volta ad Amsterdam non vedi niente: ci devi ritornare!”
MILITARE: “Hehehehe”
TIFOSO: “Hahahaha”
MALCAPITATO: “…”
TIFOSO: “Ed è piena di italiani!”
MILITARE: “Gli italiani li trovi dovunque vai. E li riconosci subito!”
STUDENTESSA: “Io l’anno scorso sono andata in Grecia”
TIFOSO: “Bellissima la Grecia: Ios, Mikonos…Posti stupendi, e poi trovi tutti dai diciotto ai trent’anni massimo”
STUDENTESSA: “La parte nuova di Atene è sporca. Sull’acropoli invece sembra di essere ad Agrigento. Uguale proprio”
MILITARE: “Ma infatti non serve girare tanto: le cose che abbiamo in Italia non ce le ha nessuno”
STUDENTESSA: “Esatto, esatto”

Nuova fermata del treno. Salgono una donna ed un uomo. L’uomo si mette a leggere la Bibbia.

DONNA QUALUNQUE: “Buongiorno”
CORO DEGLI ALTRI QUATTRO: “Buongiorno”
DONNA QUALUNQUE: “Che caldo…”
STUDENTESSA: “Si muore proprio”
MILITARE: “Per fortuna che funziona l’aria condizionata, se no come facevamo?”
TIFOSO: “Io quasi quasi dormo un’oretta…”
STUDENTESSA: “Ci riesci in questi sedili così scomodi?”
MILITARE: “Quando si ha sonno ci si addormenta in qualsiasi posizione”
TIFOSO: “Una volta ho dormito addirittura sul marciapiedi dello stadio Marassi di Genova!”
MILITARE: “In trasferta con i tifosi ci si diverte tantissimo”
TIFOSO: “Ricordo una trasferta con la squadra in cui ci siamo portati trenta litri di vino in sei!”
STUDENTESSA: “Vi hanno raccolto con il cucchiaino, eh”
TIFOSO: “Hehehe”
MILITARE: “Hahaha”
MALCAPITATO: “…”
MILITARE: “Ora con la nuova legge basta una birretta e superi il limite consentito”
STUDENTESSA: “E stanno facendo posti di blocco in continuazione. Ad un mio amico sabato scorso hanno tolto la patente”
TIFOSO: “Quando ti ferma la Stradale, non ci sono santi: non sentono maschere”
MILITARE: “E la Finanza ti smonta la macchina, proprio”

Tardo pomeriggio.

STUDENTESSA: “I vagoni sono stracolmi”
MILITARE: “Però non dovrebbero vendere più biglietti dei posti a sedere disponibili”
DONNA QUALUNQUE: “Ho notato pure che ci sono un sacco di stranieri”
MILITARE: “Ormai siamo proprio invasi, hehehe”
TIFOSO: “Cinesi, arabi, marocchini, li trovi dappertutto”
MILITARE: “In Sicilia ancora si limitano a fare i lavavetri al semaforo”
STUDENTESSE: “Al Centro e al Nord hanno colonizzato interi quartieri”
MILITARE: “A Roma l’Esquilino era considerato un salotto ed ora l’hanno rovinato”
TIFOSO: “Mio zio ha dovuto andarsene”
MILITARE: “Ma poi non si è mai visto un cinese morire! Sul serio, avete mai sentito di un cinese morto? Questi cosa sono, immortali?!”
STUDENTESSA: “Hehehe”
TIFOSO: “Hahaha”
MALCAPITATO: “I cadaveri dei cinesi li smista occultamente ed illegalmente la Camorra: vengono stipati nei container e rispediti in Cina dal porto di Napoli, cosicché i nuovi migranti possano usufruire dei medesimi documenti dei defunti. Ne parla anche Roberto Saviano nel primo capitolo di ‘Gomorra’””
STUDENTESSA: “…”
MILITARE: “…”
TIFOSO: “…”
DONNA QUALUNQUE: “…”
INDIVIDUO ANONIMO: “…”
MILITARE: “Oh, comunque ‘sti cinesi sono immortali!”
STUDENTESSA: “Hahaha”
TIFOSO: “Hahahahahahaha”
DONNA QUALUNQUE: “Hahahahahahahahahahahahahahaha”
MALCAPITATO: “…”
DONNA QUALUNQUE: “C’è da dire che a volte si trovano pure extracomunitari bravi, migliori di tanti italiani”
STUDENTESSA: “Senz’altro”

Sera.

DONNA QUALUNQUE: “Farà caldo a Roma?”
STUDENTESSA: “Ieri ho sentito che facevano quaranta gradi”
TIFOSO: “Poi capirai, a Roma c’è la cappa”
MALCAPITATO: “…”
DONNA QUALUNQUE: “Bene o male noi al Sud abbiamo il terrazzo. Pensate a quelli che abitano in appartamento al centro di Roma ed hanno solo qualche finestra!”
MILITARE: “Per quanto Campo de’ Fiori possa essere prestigioso, io non ci vivrei mai, sapendo tutto il casino che c’è ogni notte”
STUDENTESSA: “Eppure ormai lì i prezzi delle case sono inavvicinabili”
DONNA QUALUNQUE: “Pensare che fino a pochi anni fa sia Campo de’ Fiori che Piazza Navona erano zone popolari… C’erano proprio i topi.”

Sera tardi.

TIFOSO: “Dovremmo essere alle porte di Roma”
STUDENTESSA: “Ed anche questa l’abbiamo superata…”
MILITARE: “Con cinquanta minuti di ritardo…”
DONNA QUALUNQUE: “Anche di più!”
STUDENTESSA: “Negli Intercity sopra i trenta minuti di ritardo si può chiedere il rimborso”
DONNA QUALUNQUE: “Quanto rimborsano?”
STUDENTESSA: “Mah, il dieci, massimo venti per cento”
MILITARE: “E poi con i tempi di Trenitalia, arrivano sempre dopo mesi e mesi. Faccio in tempo a diventare colonnello!”
STUDENTESSA: “Hehehe”
TIFOSO: “Hahaha”
INDIVIDUO ANONIMO: “Scusate, sapete se ci sono mezzi ancora disponibili per andare a Tivoli”
MALCAPITATO: “Non saprei proprio, ma a quest’ora sarà difficile”
DONNA QUALUNQUE: “ I paese intorno Roma sono collegati male”
STUDENTESSA: “E pure gli autobus in città non passano mai”
TIFOSO: “Ci puoi invecchiare alla fermata”
MILITARE: “Hehehe”
STUDENTESSA: “Hahaha”
DONNA QUALUNQUE: “Poi di notte ci trovi i tipi più strani”
STUDENTESSA: “Io infatti stasera prendo il taxi”
MILITARE: “Ci siamo, finalmente siamo arrivati”
TIFOSO: “Abbiamo buttato una giornata senza fare niente”
MILITARE: “Quando si fanno questi viaggi lunghi è così”
STUDENTESSA: “Se faccio il conto di quanti giorni ho perso sui treni, arriviamo a mesi ed anni!”
MALCAPITATO: “Va be’, ciao a tutti”
CORO DEGLI ALTRI QUATTRO: “Ciao, è stato un piacere!”
MALCAPITATO: “…”

Durata della pièce in tempo reale: tredici ore.

Posted in Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , , , | 1 Comment »

“Universi Microscopici” 2 – Dialogo sopra i Minimi Sistemi

Posted by sdrammaturgo su 13 marzo 2007

Ludovico: “Toh chi se vede!”

Marcello: “Oh, carissimo! Che se dice?”

Ludovico: “E che se dice…Niente…Tu che me racconti? Che stai a fa’ ‘sto periodo?”

Marcello: “Se lavora, come sempre.”

Ludovico: “C’ha’ ragione: qui tocca sempre lavora’ e nun c’avemo mai ‘na lira.”

Marcello: “Hehehe, davero…E d’altronde che voj fa’? Se nun se lavora nun se magna. Chi ha’ visto de quell’altri?”

Ludovico: “Guarda, giusto l’altro giorno so’ stato a pranzo co’ Mario e Luigi.”

Marcello: “Ma daje? E che dicono?”

Ludovico: “Ma niente. Io dovevo anna’ a cerca’ ‘n fanalino pe’ la machina, ché ‘no stronzo m’ha dato ‘na botta mentre faceva manovra.”

Marcello: “Sempre così succede. E poi c’è da di’ che le machine de na vorta erano molto più resistenti. Adesso se sfasciano subito che è tutta plastica e troppa robba elettronica. Te costano quanto ‘na fija femmina.”

Ludovico: “E ch’ha’ da fa’…E ‘nzomma ar bar Gigi m’ha detto che invece de comprallo all’autoricambi me conveniva cerca’ prima da ‘no sfasciacarrozze che conosce Mario.”

Marcello: “Ma che per caso è quello che sta dopo lo svincolo de la tangenziale?”

Ludovico: “Preciso, quello. Allora se semo messi d’accordo e ce semo annati tutti insieme, tanto pure a Gigi je serviva nun so che pe’ la marmitta, e Mario c’ha accompagnato pe’ facce fa’ ‘n prezzo bono. Tra ‘na cosa e n’altra avemo fatto l’una, al che avemo detto ‘Mo tanto vale fermasse a pranzo’, così se se semo fermati in un’osteriola che stava pe’ strada. Oh, te dico: nun j’avrei dato n’sordo de fiducia, e invece te dirò che avemo magnato bene.”

Marcello: “A la fine se sa, ne ‘st’osterie te trattano sempre bene. Pur’io sabbato co’ mi’ moje so’ annato in un posto che c’aveva consigliato Massimino, quello che c’ha la tabaccheria vicino all’alimentari de Sergio. Io me so’ preso ‘n antipasto abbondante de terra e ‘n bel piatto de fettuccine co’ li funghi. Mi’ moje s’è presa un risotto a la pescatora. Poi io ho ordinato pure ‘na bistecca e oh, te giuro che nu’ je la facevo a finilla. A la fine avemo speso venti euro a persona, compreso caffè e amaro, che a la fine è poco per quello che avemo magnato.”

Ludovico: “Ormai tanto co’ meno de venti euro nun ce magni più da nessuna parte. Allora stamme a senti’: si te capita, va’ da Gino er Cacciatore, ce l’ha’ presente?”

Marcello: “Sì, me pare d’avello sentito. Ma che per caso è quello che sta dopo la rotatoria?”

Ludovico: “Esatto. A parte che fanno ‘n cinghiale e un lepre che so’ la fine der monno, ma poi se magna bene e se spenne poco.”

Marcello: “Bono bono, mo ‘sto fine settimana pò esse pure che ce passo. Invece dice che da la Sora Rita nun è più come prima”

Ludovico: “Lascia perde, nun vale più gnente. E’ scaduta proprio. Io ce so’ stato che mo sarà un mese. Che era…’na domenica, me pare – sìsì, ‘na domenica. Eravamo io co’ la moje e li fiji e c’avemo portato pure mi’ madre. Ha’ visto, giusto pe’ faje fa’ ‘n giretto ogni tanto. D’antipasto de mare c’ha portato du’ cacatelle, la pasta era scotta e la spigola condita pe’ modo de di’.”

Marcello: “Ma pensa te…”

Ludovico: “E poi a la fine er conto è venuto su le trentacinque euro a persona. Ma te pare?! Che poi mi’ madre e li regazzini quanto avranno mai potuto magna’, tu che pensi? Calcola solo che mi’ madre ha preso solo ‘na zuppa e li fiji ‘n primo in due e le patate fritte.”

Marcello: “Ormai co’ ‘st’euro ce s’approfittano tutti. Ma tanto se sa: conviene magna’ a casa, che tanto bene come a casa nun ce se magna da nessuna parte.”

Ludovico: “Ah sì, sicuro. Ché poi a mi’ moje adesso je s’è presa a fa’ lo spezzatino co’ l’aceto balsamico come fanno là pe’ Riccione, quee parti là, e te dico che je viene bono davero.”

Marcello: “Lei che ce mette?”

Ludovico: “Ma guarda, giusto ‘n po’ de rosmarino, er pepe e ‘n pizzichetto de peperoncino, ma proprio appena appena. Poi vabbè, er soffritto de cipolla pe’ ‘r sugo. E te dirò, me sa che lo faceva pure stasera. Anzi, famme anna’ va’, ché già m’è venuta fame.”

Marcello: “Hehehe. Sì, vo pur’io, che me tocca pure passa’ dar ferramenta a pija’ er filtro novo pe’ la caldaia, ché s’è sfonnato. Ma poi la settimana scorsa me s’era attappato pure er sifone. Ce se mettono tutte!”

Ludovico: “E’ così: quanno arrivano, arrivano tutte insieme.”

Marcello: “Oh, allora stamme bene. E soprattutto forza Lazio, come sempre. Hehehe.”

Ludovico: “Eh, quest’anno ve sta a anna’ bene, eh? Ma vedrai che ve ripijamo!”

Marcello: “Ma ‘sto Milan? Nun carbura?”

Ludovico: “E c’avemo pure speso ‘n sacco de sordi…Avemo comprato pure quel terzino, lì, quello mezzo brasiliano, ma nun è servito a gnente. Ce serve almeno almeno ‘n artro difensore.”

Marcello: “E’ il fatto che tu mi insegni che si nun c’è la squadra…”

Ludovico: “Infatti, infatti…Via, tocca che me do. E tanto poi una de ‘ste sere se sentimo e annamo a magna’ da qualche parte.”

Marcello: “Sìsì, pe’ forza, uno de’ ‘sti giorni se mettemo d’accordo e famo quarche cosa.”

Ludovico: “Sicuro. Allora te saluto, Marce’.”

Marcello: “Se vedemo! Ciao”

Ludovico: “Ciao.”

Posted in Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Universi Microscopici” 1 – Intervista con il fiGo

Posted by sdrammaturgo su 28 febbraio 2007

Intervistatore: “Benvenuti signore e signori telespettatori. Questa sera abbiamo con noi Giampaolo Viviani, l’uomo che ha stabilito il record mondiale di superamenti di selezioni all’entrata. Pensate: questo ragazzo è sempre, e dico sempre, riuscito ad accedere a tutti i locali più cool d’Italia. Allora Giampaolo, un grande traguardo…”

Giampaolo: “Sì, questo risultato mi riempie d’orgoglio, soprattutto perché anni di duro impegno sono stati ripagati. Si sa, quello della discoteca è un impegno difficile. Insomma, uno in discoteca non ci va per divertirsi: la discoteca è una cosa seria e richiede tanta, tanta applicazione. Ma se tu le dai tanto, lei ti dà tanto. Nulla sa gratificarti quanto la pista di un locale davvero ggiusto”

Intervistatore: “Dunque non è stato facile arrivare a questi livelli…”

Giampaolo: “Esattamente. La discoteca sa essere un ambiente molto ostico. Le selezioni sono aspre e devi essere sempre al meglio, pronto, in forma. Questo richiede una grande attenzione nella scelta dell’abbigliamento, della posa, delle espressioni. Inoltre bisogna essere sempre molto accorti e circondarsi di bella ggente, di ggente veramente ggiusta. Mai mischiarsi con degli sfigati che ti facciano sfigurare. Si comincia dalla base, dai PR, e, se lavori sodo, in poco tempo non è improbabile riuscire a diventare amici anche di un vocalist, ad esempio”

Intervistatore: “Addirittura?!”

Giampaolo: “Sìsì, giuro. E con un po’ di sacrificio, si arriva anche al DJ. Certo, per riuscire ad avere un DJ come amico bisogna avere pazienza, non demordere mai. Ma se non ti lasci mai scoraggiare, poi vedrai che la soddisfazione di poter vantare la conoscenza di un DJ è impareggiabile. Nulla eguaglia l’emozione di mettere piede in un privé: lì capisci che sei arrivato, che sei qualcuno”

Intervistatore: “A quel punto, si può dire che si è ormai ufficialmente un fiGo?”

Giampaolo: “Proprio così. Quando vedi le ragazze che ti guardano con ammirazione, quando capisci di essere divenuto un modello per gli altri ragazzi, allora comprendi di essere davvero uno che conta, il più fiGo della discoteca, e tocchi il cielo con un dito”

Intervistatore: “Giampaolo, ci dica la verità: è mai stato sul punto di vedersi sbarrare la strada all’ingresso di un locale?”

Giampaolo: “Confesso che una volta ho vacillato. Ero andato al Bue Muschiato, uno dei posti più trendy della post-modernità, un luogo giustamente piuttosto arduo, particolarmente ostile se non sei di un certo livello. Dopo due ore di fila – e quando fai due ore di fila è segno che il posto è veramente ggiusto, ti senti davvero parte di una categoria di eletti – mi ritrovai di fronte al buttafuori, l’arbiter elegantiae per eccellenza. Analizzò i miei capi di vestiario come si conviene ad un professionista serio di una discoteca non certo alla portata di tutti. Mi squadrò ben bene. Sembrò apprezzare molto il cappello AJ, la camicia Gucci, la cintura Calvin Klein ed i pantaloni D&G, e ciò mi riempì di fierezza. Ma sulle scarpe il suo volto lasciò trapelare una nota di dubbio. In cuor mio sapevo già prima di recarmi lì che sarebbero state più opportune le Prada, ma avevo commesso un errore di ingenuità: avevo peccato di trascuratezza scegliendo con poca accortezza le Cavalli, che erano passate di moda da un paio di settimane. E si sa che il mondo della disco è spietato, non tollera distrazioni. Il buttafuori mi disse con sguardo pietoso, scuotendo la testa con solidale rassegnazione, che non poteva farci niente: le mie scarpe erano out, benché di gusto. Sembrò comprensivo e dispiaciuto, giacché aveva intuito dal resto dell’abbigliamento che ero un tipo a posto, altrimenti mi avrebbe trattato con giusta arroganza, perché mica si scherza con certe cose!”

Intervistatore: “E come se l’è cavata???”

Giampaolo: “Mi salvò la giacca: mi ricordai che avevo lasciato nella Mini una giacca troppo fiGa della Yell, una roba di tendenza fresca fresca di quel giorno che ancora avevano in pochissimi – io fortunatamente ero riuscito a correre a comprarla quello stesso pomeriggio liberandomi da tutti i miei impegni. MI affrettai allora alla macchina, presi l’indumento e mi rimisi in fila, con umiltà, come qualunque morto di fame. Già: qualche volta la discoteca richiede di scendere a compromessi, di ingoiare amaro. Non è semplice agli inizi, quando non sei nessuno. Comunque dicevo: rifeci tutta la fila, per un’ora e passa (gran locale, quello: per i comuni mortali ci sono sempre minimo due ore di attesa prima di entrare) e quando mi ritrovai davanti al colosso del gusto estetico, mostrai la giacca. Egli si dimostrò particolarmente generoso: ‘Per stavolta passi, ma che non si ripeta più, eh?’, dandomi pure una lezione di vita notturna”

Intervistatore: “Se l’è vista brutta, dunque, hehehe”

Giampaolo: “Bruttissima! Per un momento, mi era caduto il mondo addosso. Tutti i miei sogni, tutti i miei obiettivi in fumo, e per colpa mia! Se penso all’infamia che sarebbe precipitata sul mio nome, sulla mia immagine, mi vengono i brividi. Con quale faccia avrei potuto ripresentarmi in una discoteca?! Ricordo ancora i ghigni di disprezzo delle persone che erano in fila con me. Che vergogna…”

Intervistatore: “Ma da quel giorno ne ha fatta di strada! Oh, se ne ha fatta!”

Giampaolo: “Eh sì, hehehe. Ora sono sempre in lista, ovviamente al tavolo. Conosco molto bene parecchi proprietari di discoteche, l’organizzatore delle feste al Bue Muschiato mi telefona personalmente per inviti e riduzioni, sono presenza fissa nei privé. Ogni volta che entro in un privé, è come se fosse sempre la prima volta. Sono sensazioni uniche. Quasi non mi sembra vero. Non so se ti rendi conto cosa significhi stare in un privé: ti senti in pace con te stesso e con il mondo; puoi finalmente sorseggiare cocktail da venti euro l’uno con aria di sfida, tenendo sulla bocca quel sorriso malandrino che hai sempre visto stampato su persone che fino a poco prima avresti reputato irraggiungibili. Un sogno continuo, costante, che si avvera e rinnova ogni sabato sera”

Intervistatore: “Può considerarsi dunque un uomo realizzato”

Giampaolo: “Decisamente sì. Ma si badi bene: a grandi poteri, corrispondono grandi responsabilità. Non basta essere arrivati in alto: bisogna saper mantenere la propria posizione. E’ necessario essere ben consapevoli del ruolo che si riveste ed interpretarlo sempre nel migliore dei modi. Ecco perché serve essere sempre al passo, aggiornatissimi e curati: se ci si lascia andare, se ci si culla sugli allori, ci vuole un attimo per non passare la prossima selezione all’entrata e perdere tutto quello che si è conquistato con tenacia ed abnegazione”

Intervistatore: “Lei costituisce un nobile esempio per le generazioni future. Prendete appunti, ragazzi e ragazze a casa. Anzi, Giampaolo, faccia un appello ai giovani che ci stanno seguendo”

Giampaolo: “Vi dico solo una cosa: non prendete mai sotto gamba la discoteca, non affrontatela mai con superficialità. Se non incapperete in questo sbaglio, sarete davvero ggiusti, nessun locale avrà più segreti per voi ed il privé sarà vostro. Essere fiGhi è fatica dura, costa sudore, ma sarete ripagati”

Intervistatore: “Progetti per il futuro?”

Giampaolo: “Mi sto preparando per il ferragosto al Billionaire, poi si vedrà”

Intervistatore: “Noi faremo tutti il tifo per lei, naturalmente. E come dicevano gli antichi greci, onore e gloria ai fiGhi”

Posted in Universi microscopici | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »