Beati i poveri, perché moriranno prima

Posts Tagged ‘I tag non miglioreranno né la mia né la tua vita’

L’unicorno è esistito, ma era brutto

Posted by sdrammaturgo su 15 settembre 2013

Lentamente muore chiunque sia nato.

ANONIMO ROSSI

*

Ho sceso milioni di scale senza andare da nessuna parte.

EUSEBIO PIANALE

*

“Io non sono razzista, ma…”

JOSEPH ARTHUR DE GOBINEAU

*

*

*

Il controllore mi sveglia, salvando il Paese dall’evasione fiscale.
Un’altra mezzora di paesaggio superfluo associato a fetore e il treno arriva in stazione.
Un brulicare di cittadini che si comportano come se fossero vivi.
Il piscio dei barboni che traccia il percorso olfattivo per non vedenti mi guida verso la strada.
Realizzo che è questo l’odore della civiltà: il piscio.
Esco in strada. Aspetto impaziente al semaforo pedonale. Non solo non credo in dio, ma non credo nemmeno nel pulsante che fa scattare il verde.
Bipedi a decine sono imprigionati all’interno di scatole metalliche in un ingorgo stradale che contribuisce ad alleviare le sofferenze di chi è allergico all’ossigeno.
Il settantaquattresimo in fila suona il clacson, risolvendo il problema della viabilità.
Ecco cos’è la Realtà: un maleodorante ammasso di oggetti e individui che fanno rumore mentre si ossidano invano.
Tutti che si affannano, e poi muoiono uguale.
La vita è un business in perdita.
È una vera beffa morire senza avere mai vissuto.
Per chi crede in ciò che fa provo la stessa pena che provo per me stesso quando sono innamorato.
Non credere mai in ciò che fai: ricordati che sei solo un vivo.

Cammino. Accanto a me uno sconosciuto alto e bello tiene il mio stesso passo. Incrociamo una ragazza stupenda che viene nella direzione opposta. Guarda l’altro con occhi pieni di stupore e desiderio. E capisco qual è il mio posto nel mondo.
È già difficile sopravvivere al mondo. Farlo con una statura inadeguata richiede uno sforzo titanico. E anche se ce la fai, nessuno riconoscerà i tuoi meriti. “Ehi, sei davvero un grande! Come hai fatto ad affrontare la vita con solo centosettanta centimetri?”.
Il mondo.
Il problema del mondo è che è ovunque.
Nel mondo ci sono gare ciclistiche e i media ne parlano.
E le gare ciclistiche hanno anche una telecronaca. Come si fa la telecronaca di una gara ciclistica? “Pedalano. Stanno pedalando. Continuano a pedalare”. A quel punto interviene il commento tecnico: “Sì, stanno inequivocabilmente pedalando”.
Ho saputo che nel ciclismo ci sono anche le strategie di gara. Ne ho ideata una che potrebbe consegnarmi alla storia del ciclismo: “Ragazzi, la strategia è questa: pedalate più forte degli altri”. Sarà un successo.
Nel mondo c’è il golf. Il golf. L’unico sport che fa venire la panza. Mi sono sempre chiesto: perché il golf è considerato uno sport e lavare il pavimento no?
Nel mondo ci sono un sacco di cose inspiegabili
Gli anziani: sono vivi da decenni, ma continuano a stupirsi quando il telegiornale annuncia che d’estate farà caldo.
Biagio Antonacci, l’unico cantautore che scrive per se stesso acuti che non riesce a fare.
Appassionati di cinema che guardano i film doppiati.
Gente che ci tiene a narrarti le proprie sbronze. “Ah, dunque hai ingerito dei liquidi fermentati che hanno innescato una serie di reazioni chimiche nel tuo organismo conducendolo ad alterazione della percezione ed emesi. Interessante”.
Chissà perché le serate all’insegna dei malori vengano ritenute così avvincenti. Voglio cominciare a far colpo sulle persone raccontando l’ischemia di mia nonna. “Cioè non puoi capire, l’altra sera troppo figo, mia nonna stava spicciando la cucina, a un certo punto si è chinata per raccogliere le molliche con la paletta ed è rimasta immobile, così, paralizzata. A quel punto ha avuto un prolasso, così è intervenuto mio zio che fa l’infermiere, l’ha messa sul letto, ha chiamato l’ambulanza, però la barella passava male per le scale, ma alla fine sono riusciti a caricarla e l’hanno ricoverata in terapia intensiva. La prossima volta devi assolutamente venire!”.
D’altronde si può far colpo col ballo. “Ehi, guarda quanta coordinazione motoria quel tale”.
Conosco perfino gente che fa carriera ed è contenta così.
Per carità, ci sono anche molte cose per cui vale la pena vivere.
Il sorriso dei bambini, quella mefitica piaga giallognola frastagliata.
L’amore, quello che la donna che ti ha lasciato sta vivendo con un altro.
Se senti le farfalle nello stomaco, è perché sei entomofago.
Mai, mai rivedersi con una propria ex. Sparire, non sentirla mai più è la migliore soluzione, l’unica possibile. È meglio perdersi che ritrovarsi invecchiati.
Se una relazione è morta, quello tra ex è un incontro tra due zombie. E mi hai ammazzato proprio tu! Quindi, se vuoi rivedermi, le possibilità sono due: o ti sei pentita e vuoi risuscitarmi col potentissimo farmaco della tua rinnovata presenza – e lo sai che con me funzionerebbe; oppure vuoi spararmi un colpo al cervello con la conferma che hai fatto la scelta giusta. C’è anche una terza opzione: vuoi che rimaniamo amici. Cosa che equivale al tagliare gli arti inferiori allo zombie costringendolo a trascinarsi a forza di braccia per tutto il resto della sua non-vita. Se hai ancora bisogno di lui, secondo me è più utile averlo vivo e integro.
Si dice che almeno una volta nella vita tu sia stato il primo, quando eri spermatozoo. La verità è che ti hanno lasciato passare. Gli altri non erano così fessi. Non lo hai visto che rallentavano apposta? “Uuuh, che peccaaato, mi ha sorpassaaato” “Eeeh, che guaaaio, ci tenevo proprio a nascere”.

Cammino lungo il fiume e capisco qual è la peculiarità dell’essere umano: far puzzare le cose, perfino l’acqua.
Vedo un proliferare di magliette con facce di afroamericani generici. Il negro ornamentale, l’ultima frontiera del razzismo vintage.
Un gruppo di ragazzi ci tiene a manifestare la propria esistenza tramite cori da stadio. La popolazione circostante è sollevata.
Umani a perdita d’occhio si esprimono sentendosi in dovere di dire la propria su tutto.
Il male di quest’epoca sono le opinioni.
Io non ce l’ho un’opinione al giorno.
Mi stanno togliendo il gusto di non avere un futuro.
Non sono misantropo. È solo che per me Io sono leggenda è una commedia romantica.
Come si fa a tollerare un’umanità in cui Tico Torres ha scopato più di Tyco Brahe?
Ma la figa non si rende conto. La figa esperisce un’altra realtà. Non la trovi allo sportello contravvenzioni, all’accettazione della Asl, nella sala d’aspetto dell’Inps, in fila alle poste, in banca, all’anagrafe, al Todis.
Per questo poi subisce il fascino del tatuato.
È inconcepibile che la gente si faccia i tatuaggi senza essere stata in galera. Nelle prigioni russe c’è chi ha dovuto commettere tredici omicidi per guadagnarsi un paio di stelle sulle spalle.
Non è giusto che tu, figo alternativo che suona in un gruppo pleonastico, sganci duecento euro e ottenga il tuo tatuaggio cool in un laboratorio trendy, passando anche per maledetto perché bevi più del dovuto e ingoi qualche pasticca. Il maledetto è quello che ha dovuto fare sparatorie con la polizia per vendertele, quelle pasticche.
Vuoi un tatuaggio? Prendi un serramanico, accoltella qualche energumeno, fatti un anno e mezzo di isolamento diurno e poi ne parliamo.
E mi chiedo anche come sia possibile fare sesso con un uomo che fa uso di asciugacapelli.

Vado in palestra. Gli schermi trasmettono i gol più spettacolari del campionato brasiliano. Ma quando salgo sul tapis roulant comincia il Torneo Provinciale di Tiro al Piattello.
La vita sa sempre come farti pesare le cose.
“Colpa tua che vai in palestra”, dirà qualcuno.
Chi si accetta così com’è ha cattivo gusto.
E chi è se stesso non ha letto Pirandello.
“Ciò che conta è l’interiorità”.
L’intelligenza è l’ultimo rifugio dei brutti.
La vita è un condizionale passato. È passare da “sarebbe bello” a “sarebbe stato bello”.
Io nella vita volevo fallire. Ma non ci sono riuscito.
Mi chiedono: “Che fai nella vita?”. Aspetto il 2018 per scoparmi una del 2000.
“Propositi per il futuro?”. Morire. Mi piace andare sul sicuro.
Da piccoli vogliamo morire a sessant’anni perché ci sembra un’età incredibilmente avanzata. A ottant’anni capiamo che avevamo ragione da piccoli.
Per tirarmi su il morale, penso all’imbarazzo dei parenti al funerale di uno morto di sifilide.
La vita? Mah, c’è di meglio.

Incontro un ragazzino che conosco da anni. Com’è cresciuto! “Eh, come passa il tempo. Mi ricordo quand’eri piccolo così, e adesso hai un tumore”.

Arrivo a casa. Operai del Comune sono intenti a sfoltire rami.
Sono circa 13,77 miliardi di anni che l’universo regola se stesso, ma l’essere umano è convinto che sia necessario potare gli alberi.
Forse viene punito l’abuso di fotosintesi.
Penso che il giorno dopo dovrò svegliarmi e svolgere un’attività retribuita necessaria al mio sostentamento.
Peggio di un disoccupato ci sta solo chi lavora.
Mi guardo intorno. E capisco che il Grande Architetto ha comprato la laurea.
È per questo che ci piacciono i mondi immaginari, le creature fantastiche, i personaggi dei miti e delle leggende. Non ci dispiace che non siano mai esistiti, ma anzi ci rassicura e conforta il fatto che siano rimasti al riparo dalla realtà corruttrice che deturpa tutto ciò che abbraccia.
Prendete l’unicorno, simbolo di bellezza, armonia, magia.
Quante volte avete immaginato l’unicorno galoppare libero lontano dalle angustie del vigente, dai cataclismi, dalle siccità, dalle carestie, dai campi di battaglia, dalle autostrade, dalle sale scommesse, dai negozi di bomboniere?
Beh, mi spiace deludervi: l’unicorno è esistito. Si è insozzato con la realtà. La figura mitologica dell’unicorno è stata plasmata su quella dell’elasmoterio, esemplare della megafauna del Pleistocene a metà tra un equino e un rinoceronte e aveva questo aspetto:

Elasmoterio

L’unica consolazione è non essere immortale.
Per fortuna non ci sarò quando fra tre o quattro secoli il rap sarà considerato musica classica.
Cosa rimane? Le piccole cose di ogni giorno che se sono piccole cose un motivo ci sarà; l’unilaterale amore per la natura; l’aggregazione umana consistente nell’unione di solitudini al fine di supportare le reciproche illusioni condividendo banalità.
Seguo una sola massima di vita: l’importante è non partecipare.

*

Annunci

Posted in Affetto da esistenza, Dissestazioni, Sepolture previe risate | Contrassegnato da tag: | 68 Comments »